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L’agenda

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Oggi ho messo da parte la vecchia  agenda del 2015 . Nello scaffale , dove le conservo , ce ne sono 10 dal 2005 in poi . Questa che ho aggiunto è la undicesima. E’ una consolidata tradizione che , oltre ad essere estremamente utile per rintracciare notozie su eventi passati , mi ricorda il numero di anni trascorsi in Brasile da quando sono residente .

La mia prima visita in Brasile e precisamente Rio de Janeiro ,  risale al 1998 . In quegli anni lavoravo come responsabile marketing per una impresa italiana di telecomunicazioni . In Brasile vigeva  il monopolio ma ancora per poco . Di li a qualche anno il mercato avrebbe sostituito il monopolista statale Telebras e tutti i fornitori, i faccendieri e soprattutto i politici si preparavano a divorare ognuno a suo modo , una fetta  della grossa torta rappresentata dal mercato brasiliano delle telecomunicazioni .

Per capire la situazione , appena 15 anni fa solo gli imprenditori possedevano un cellulare . Il classico Motorola MicroTac come quello della foto , e la rete cellulare era analogica e seguiva lo standard americano . La mancanza di servizi come gli SMS veniva compensata da un ulteriore apparecchietto che tutti gli impresari portavano con se : una sorta di cercapersone dove appariva il numero del chiamante . La regola era , raggiungere la più vicina cabina telefonica e richiamare .  

Nessuno immaginava all’epoca che lo standard europeo noto con la sigla GSM avrebbe in pochi anni spazzato via tutti gli  standard concorrenti e , grazie alla rete digitale , avrebbe introdotto tanti nuovi servizi e pertanto tante possibilità addizionali di business da far impallidire anche le previsioni più rosee .

Di tutto questo io ero ignaro attore e spettatore nello stesso momento . Ma quello che ricordo come se fosse oggi è la prima passeggiata sulla orla di Copacabana , il primo cocco verde , il primo contatto con l’oceano Atlantico . L’odore forte del mare e delle lozioni solari , la quantità innumerevole di gente piene di voglia di vivere , soprattutto anziani che a passo svelto percorrevano l’orla . Sembrava che l’aria di Rio rendesse questa gente più viva di quanto ero abituato a vedere in Italia .

Conservo ancora un video di quella prima visita a cui ne seguirono altre ed altre ancora , prima per lavoro e poi  per vacanze .Quello che è accaduto in questi anni è annotato nelle agende che ogni tanto sfoglio per il piacere di sentirmi come un Dio che vede accadere le cose ma che sa come andranno a finire . E’ un piacere unico che solo chi conserva le agende può provare . 

2 Commenti

  1. Credo tu abbia ragione Antonio, scrivere una sorta di diario e conservarlo è un'ottima abitudine che necessita, però, di una costanza nello scrivere che io purtroppo non ho.
    Anche io ho avuto il mio primo contatto con il Brasile nel 1998, ma con Santos e Fortaleza. Non ebbi una grande impressione durante quella mia prima visita, non riuscivo a capire molte cose ma poi tornai a causa di una donna del Minas. Solo nel 2000 scoprii Rio de Janeiro e la sua zona Sul con quella orla spettacolare. Ricordo molto bene le sensazioni di cui parli, l'oceano, tutte quelle persone che camminavano e si muovevano piene di voglia di vivere. Quel clima inebriante che ti porta a riflettere e a muoverti. Ci tornai varie volte, anche da solo, e passavo ore e ore passeggiando tra Copacabana e Leblon, sia di giorno che di notte. Di li l'idea dei primi investimenti …. Oltre al piacere delle agende che hai scritto tu hai anche il piacere di conservare un video che ti aiuta a consolidare i ricordi, mentre io posso fare solo riferimento alla mia memoria che cerco di aiutare tornando quando posso sui luoghi. Tra pochi giorni infatti tornerò proprio a Rio dopo diversi anni di assenza e spero di poter rivivere quelle sensazioni e quella energia vitale che "A cidade maravilhosa" mi ha sempre trasmesso.

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