domenica 17 aprile 2016

Oggi si decide se ci sarà il proceso di impeachment contro la Presidente Dilma



A sessão que definirá a abertura ou não do processo de impeachment está marcada para começar às 14h.
O relator do parecer, deputado Jovair Arantes (PTB-GO), terá 25 minutos para falar.

Em seguida, os líderes poderão falar entre 3 e 10 minutos, de acordo com o tamanho da bancada, além de mais um minuto para orientar suas bancadas para a votação.

Por volta das 15h, deve começar a votação, que será nominal. Os deputados serão chamados um a um ao microfone para declarar seu voto de “sim” ou “não” pela aprovação do parecer do relator de impeachment. Os deputados também podem se abster. A previsão é que cada deputado leve 30 segundos, em média, para votar.

A ordem da votação alternará deputados do Norte e do Sul, começando pelo Norte. Dentro de cada estado, a chamada terá ordem alfabética. Cunha poderá votar dentro da chamada dos deputados do Rio de Janeiro ou assim que todos os parlamentares da Casa tiverem se manifestado.

Ao fim da chamada dos 513 deputados, será realizada uma segunda chamada para os que estavam ausentes na primeira possam se manifestar.

Para aprovar o parecer da comissão especial são necessários, no mínimo, 342 votos a favor do impeachment – equivalente a 2/3 dos deputados. Em caso de aprovação, a Câmara autoriza a continuidade do processo de afastamento de Dilma, que seguirá para o Senado, responsável por instaurar o processo e julgar a presidente.


Fonte : Globo 

Repubblica dedica un articolo all'inpeachment che chiarisce bene la situazione 

Alle due di oggi pomeriggio, le 19 in Italia, inizia nel Parlamento di Brasilia la seduta che dovrà decidere il destino della presidente Dilma Rousseff. 68 anni, leader del Pt, il partito dei lavoratori di Inacio Lula Da Silva, Dilma è stata rieletta appena 16 mesi fa, alla fine del 2014, con il 51,6% e 54 milioni di voti. Ma oggi, dopo una stagione di crisi, quella economica e quella degli scandali di corruzione, la presidente affronta una richiesta di avvio della procedura di impeachment al termine della quale potrebbe essere destituita. I 513 deputati della Camera voteranno, a chiamata singola, a partire dalle 22.00 ora italiana.

Le ultime ore sono state piuttosto convulse con i due schieramenti, pro e contro la destituzione, convinti di avere i numeri necessari a ottenere il trionfo. All'opposizione servono i due terzi dei voti - degli eletti non dei presenti - , ossia 342. Lo scontro è sul filo di lana e si prevede che soltanto alla fine, con la dichiarazione degli ultimi 30-40 deputati, si potrà capire come andrà il risultato. Anche nelle piazze la tensione è alta: a Brasilia e in molte altre città del Paese si svolgeranno numerose manifestazioni sia a favore sia contro l'impeachment.

Dilma Rousseff ha lanciato ieri un ultimo appello video nel quale ha accusato di nuovo i suoi avversari di voler perpetrare un golpe istituzionale antidemocratico perché contro di lei non ci sarebbero i requisiti sufficienti previsti dalla Costituzione per avviare la procedura di destituzione. Dilma è accusata di aver ritoccato il bilancio statale - usando tra l'altro il prestito (proibito per legge) di un miliardo di euro da una Banca pubblica - per mascherare una parte del deficit. Ma è evidente che si tratta solo di un escamotage.

Il problema non è cosa abbia fatto Dilma, ma la formidabile perdita di appoggi e consenso, tra recessione e scandali, del suo governo, che ha convinto i suoi alleati a voltarle le spalle e i suoi avversari a preparare questo colpo finale. 

Secondo i sondaggi, la fiducia dei brasiliani nella presidente è ai minimi termini, intorno al 10%, e oltre il 60% sono favorevoli al suo allontanamento. Michel Temer, leader del Pmdb (movimento democratico brasiliano), un partito conservatore di centro, è il vice di Dilma, eletto con lei nel 2014, che ora s'è trasformato nel suo peggior antagonista. E molti di quelli che oggi pomeriggio le voteranno contro sono anche indagati nello scandalo Petrobras. "Vogliono cacciare un'innocente - dice Dilma, contro la quale non c'è alcuna inchiesta penale - per salvarsi dalla giustizia".

Se stasera l'impeachment otterrà i suffragi sufficienti, la Costituzione prevede che si debba esprimere anche il Senato, dove però la maggioranza - è richiesta quella semplice - contro la Rousseff è molto più forte e chiara. Dopo il voto del Senato, il vice presidente Michel Temer assumerà l'incarico a interim per sei mesi. Al termine di questo periodo sarà necessario un altro voto del senatori, questa volta però con la maggioranza dei due terzi, per destituire definitivamente la presidente.

E' la seconda volta, dal ritorno della democrazia dopo la dittatura militare (1964-1985), che il Brasile affronta una procedura di impeachment presidenziale. 

Ma nel 1992 Fernando Collor de Mello presentò le sue dimissioni prima di essere bocciato anche dal Senato. Cosa che, almeno per ora, Dilma esclude. Vinca o perda la presidente in carica quello che si apre con il voto di oggi è un lungo periodo di instabilità a pochi mesi dalle Olimpiadi di Rio de Janeiro, e con una recessione economica che ha già portato la disoccupazione al di sopra di una soglia considerata psicologica in Brasile, quella del 10%. Con una tensione sociale destinata ad acuirsi. Ieri, il corteo di auto dell'ex presidente Lula, che rientrava in albergo dopo aver partecipato a una manifestazione. è stato attaccato con un lancio di oggetti.

Anche il leader del partito più forte dell'opposizione, Aecio Neves,sconfitto alle elezioni del 2014 da Dilma, ha messo in rete ieri il suo discorso alla Nazione parlando di "momento storico" per il Brasile e sostenendo che se la Rousseff cadrà sarà solo per le sue responsabilità e la sua incapacità di governare il Paese.


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