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Una occhiata ai prossimi 30 anni : Italia alla pari con la Turchia !

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Come sarà il mondo nel 2050? Quali dinamiche reggeranno la crescita e lo sviluppo delle diverse aree del pianeta fra trent’anni? 

Vista dall’Europa, e ancor più dall’Italia, la previsione conferma le tendenze piuttosto sconfortanti in atto da un decennio. Quindi: sempre più Asia nelle quote di prodotto lordo mondiale, e sempre più paesi con demografia, domanda interna e forza lavoro veementi.

Tutto il contrario del Belpaese, che difatti – secondo una ricerca di Pwc – nel periodo vedrà le stime pro capite di Pil a parità di potere d’acquisto (Ppp) precipitare dal 12° al 21° posto nella graduatoria mondiale. 

La ricerca, realizzata per la prima volta nel 2006, indica che entro il 2042 l’economia mondiale potrebbe raddoppiare di stazza, con tasso reale medio di crescita attorno al 2,5% da oggi al 2050. Questo aumento però sarà con apporti molto diversificati: il tasso medio di crescita delle principali sette econo-mie emergenti (individuate in Brasile, Cina, India, Indonesia, Messico, Russia e Turchia), sarà circa il 3,5% annuo, oltre il doppio rispetto all’ 1,6% delle nazioni del G7 – Canada, Francia, Germania, Italia, Giappone, Regno Unito e Stati Uniti – quelle che storicamente hanno tenuto anche lo scettro economico e militare; ma già oggi non è più così e domani lo sarà meno ancora.

“Continueremo ad assistere allo spostamento dell’economia globale, che si allontana dalle economie avanzate consolidate a favore di quelle emergenti dell’Asia e non – ha detto John Hawksworth di PwC, coautore del rapporto -. 

Entro il 2050 gli E7 potrebbero rappresentare quasi il 50% del Pil mondiale, mentre la quota dei G7 scenderà a poco più del 20%”. Alla metà del secolo si prevede infatti che sei delle sette maggiori economie mondiali saranno rappresentate da paesi oggi classificati come “emergenti”. Basandosi sul Pil a parità di potere d’acquisto la Cina ha già superato gli Usa come prima economia mondiale, ma entro il 2050 anche l’India potrebbe raggiungerli.

Quanto agli altri paesi, quelli visti correre di più sono Vietnam, India e Bangladesh. Indonesia e Messico supereranno economie mature come Giappone, Germania, Regno Unito e Francia, mentre la Turchia tallonerà l’Italia, vista scendere dal 12° al 21° posto come potere d’acquisto.

Guardando all’Africa, la Nigeria potrebbe guadagnare otto posizioni, andando a occupare il 14° posto entro il 2050, anche se dovrà prima diversificare le entrate petrolifere e consolidare istituzioni e infrastrutture. Anche il potenziale di Polonia e Colombia è visto bene: per Pwc sono le grandi economie che beneficeranno di una crescita più rapida nelle rispettive regioni, America Latina e Ue.

 “Lo sviluppo in molte economie emergenti sarà sostenuto da una crescita relativamente rapida della popolazione, da un’elevata domanda interna e dalle dimensioni della forza lavoro – aggiunge Hawksworth, dettagliando tendenze già ben note -, anche se tale sviluppo andrà integrato con investimenti nell’istruzione e migliori fondamentali macro, per garantire un’occupazione al crescente numero di residenti giovani”.

6 Commenti

  1. Indipendentemente dal confronto Italia Turchia resta la conferma di un trend per i prossimi 30 anni . La tendenza alla riduzione del potere di acquisto che purtroppo nella società globalizzata in cui ci troviamo significa contare sempre di meno . Raccogliamo ciò che abbiamo seminato .

  2. Antonio, viviamo in un mondo dove i cambiamenti sono talmente tanti, improvvisi ed imprevisti che e' davvero difficile fare previsioni per i prossimi 10 anni (Brasile e Grecia docet), figurarsi per i prossimi 30. A parte cio' il confronto con la Turchia non regge, in quanto quest' ultimo e' un paese che si trova in una situazione talmente instabile dal punto di vista politico, sociale ed economico che non si sa se tra 30 anni sara' un paese moderno e occidentale o un nuovo sultanato.
    Nel 2050 vivremo in un mondo molto piu' globale di quello attuale, dove gli stati e le frontiere avranno un ruolo sempre piu' marginale e dove opportunità' e problemi si troveranno un po' dappertutto in misura simile, o quasi.
    Di conseguenza paragoni in ambito economico fra stati avranno sempre meno importanza. Non sono ottimista per l'Italia, ma nemmeno pessimista…
    Antonio

    • Concordo in generale sulla imprevisibilità puntuale ma i trends sono abbastanza chiari ed i dieci anni appena passati non hanno sostanzialmente cambiato queste direttrici . Il mondo diventerà sempre più un villaggio globale spinto dalle tecnologie . Il mondo si dividerà ancora di più tra produttori di tecnologie ( che hanno investito pesantemente in educazione ) e consumatori passivi . La ricchezza si accentrerà ancora di più . Il lavoro sarà sempre meno remunerato a meno di nicchie ad alto contenuto di conoscenza .Le pensioni , che mantegono ancora in piedi l'economia di molti paesi occidentali ( Italia ) finiranno per il venir meno della attuale generazione di pensionati e scoppierà una terribile crisi , quella vera .

    • a mio avviso tra 30 anni emergeranno i Paesi che sapranno gestire al meglio il tempo libero e ne faranno un valore immateriale rilevante. cerco di spiegarmi: vivendo 80 anni (media realistica) sono 530.000 ore delle quali: 80.000 lavorando per 40 anni (come prevedono le leggi dei vari Paesi poco in + e poco meno + 10 ore al giorno per dormire, mangiare, lavarsi etc.etc. cubano circa 220.000 ore. Quindi 80.000 di lavoro + 220.000 per attività basiche necessarie = 300.000 ore. Ne rimangono 230.000 che possiamo definirle di "tempo libero" dalle quali togliere lo studio obbligatorio + superiori + università (circa 45.000 ore se completo)……ergo: il Paese che si preparerà al meglio per questo "tempo libero" rimanente sarà primo attore tra 30 anni. Spero di non essere mal interpretato ma io la vedo così. Per altro le tecnologie ridurranno le ore lavoro…….quindi. Che poi sia difficile già pianificare i prossimi 5/10 anni lo condivido in pieno.

  3. ops….ho commesso qualche "errore di sbaglio" nel conteggiare manualmente le ore della nostra vita, scusatemi. La sostanza della mia "tesi" però rimane invariata…….il Paese che saprà gestire il "tempo libero" in modo intelligente per il suo popolo ed altri popoli sicuramente primeggerà.

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