Home costo della vita Il maggior caso di corruzione della storia : Odebrecht

Il maggior caso di corruzione della storia : Odebrecht

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Qual è il prezzo da pagare per diventare la principale multinazionale dell’America Latina nel settore dell’edilizia e delle infrastrutture? Il gruppo Odebrecht ne sa qualcosa. Secondo il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, dal 2001 allo scorso anno la holding brasiliana ha pagato 778 milioni di dollari in tangenti a funzionari governativi di 12 Paesi dell’America Latina e dell’Africa in cambio di un centinaio di grossi appalti per oltre di 1,4 miliardi di dollari.  La compagnia ha patteggiato e ha ricevuto una multa record di 3,5 miliardi di dollari.

Odebrecht, presente in 28 Paesi con 168.000 dipendenti, si è aggiudicata numerose gare. Stadi di calcio in Brasile per le Olimpiadi, autostrade in Colombia, una centrale idroelettrica in Angola e diverse metropolitane in Sud America. Lo schema corruttivo internazionale è venuto a galla dopo che la compagnia ha ammesso le proprie responsabilità e ha accettato di firmare con le autorità del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, il Pubblico Ministero Federale del Brasile e la Procura Generale della Svizzera, i quali avevano costituito una task force internazionale per indagare su di essa.

Il giro di mazzette distribuite da Odebrecht è stato scoperto durante l’inchiesta Lava Jato, “mani pulite” brasiliana che nel 2014 ha iniziato a indagare il vasto sistema di corruzione in Petrobras – la statale petrolifera del paese verdeoro –  coinvolgendo i vertici della compagnia, le più grandi aziende brasiliane di costruzioni e lavori pubblici (BPT) e politici di vari schieramenti – l’ex presidente Luis Inacio Lula da Silva è stato denunciato così come l’attuale presidente Michel Temer e un centinaio di politici sono stati citati dai collaboratori di giustizia –  fino ad arrivare al “più grande caso di corruzione della storia”, come è stato definito dalla giustizia americana.

Un anno e mezzo dopo l’inizio delle indagini, nel giugno del 2015, i procuratori brasiliani a capo della Lava Jato hanno chiesto l’arresto di Marcelo Odebrecht, presidente e nipote di Norberto, il fondatore del gruppo. Da quel momento si è iniziato a delineare il sofisticato schema di corruzione messo in piedi dalla conglomerata brasiliana, che, per pagare le mazzette, aveva creato nel 2006 un vero e proprio dipartimento tangenti – noto in Brasile come “settore delle operazioni strutturate” – tramite il quale si aggiudicava contratti pubblici. Secondo le autorità americane, anche le mazzette internazionali provenivano da questo dipartimento. L’azienda ha utilizzato diversi modi per riciclare denaro e ostacolarne la rintracciabilità, come l’utilizzo di una rete di offshore in giro per il mondo.

I tentacoli di Odebrecht. Dopo aver messo in ginocchio l’establishment politico brasiliano, la holding ha svelato la rete corruttiva che operava in America Latina e Africa. Secondo il Dipartimento di Giustizia americano, l’azienda ha distribuito mazzette a politici e agenti governativi in Angola, Argentina, Brasile, Colombia, Ecuador, Guatemala, Messico, Mozambico, Panama, Perù, Repubblica Dominicana e Venezuela.

La multa più alta della storia. Marcelo Odebrecht e altri 77 dirigenti di alto grado dell’azienda hanno deciso di collaborare con gli inquirenti e hanno firmato degli accordi in cambio di uno sconto di pena. Odebrecht, inizialmente condannato a 19 anni di reclusione per corruzione, riciclaggio e associazione per delinquere, ha avuto una riduzione a 10 anni, di cui due e mezzo da scontare in carcere e il resto ai domiciliari. Inoltre, lo scorso dicembre, ha patteggiato una multa di ben 3,5 miliardi di dollari per chiudere i processi in corso in Brasile, Stati Uniti e Svizzera nei confronti della sua azienda. Fino ad allora, la multa più alta per corruzione era quella di 800 milioni di dollari inflitta alla tedesca Siemens dopo un accordo col dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti.  L’80% dell’importo andrà al governo brasiliano e il restante sarà diviso equamente tra Stati Uniti e Svizzera.

A far finire il gruppo Odebrecht al centro delle indagini condotte dagli inquirenti statunitensi e svizzeri sono state le scoperte di diverse somme di denaro nelle banche elvetiche e di varie operazioni di riciclaggio di valuta effettuate sul suolo americano.

Indagini a catena. Lo scorso febbraio, il procuratore generale del Brasile Rodrigo Janot, allo scopo di trovare soluzioni comuni per il caso Odebrecht, ha organizzato un incontro con altri procuratori o loro rappresentanti di 10 Paesi: Argentina, Cile, Colombia, Ecuador, Messico, Panama, Portogallo, Perù, Repubblica Dominicana e Venezuela. Seppur non citati dalle indagini americane, Portogallo e Cile hanno partecipato all’incontro perché indagini nei confronti dell’azienda sono in corso anche in questi Paesi.

Nel corso del vertice si è deciso di creare un pool congiunto allo scopo di condurre indagini bilaterali o multilaterali e di coordinare il lavoro in Brasile e negli altri Paesi in cui il gruppo Odebrecht ha pagato tangenti o commesso altri atti illeciti. Fra i documenti che verranno trasmessi dalla giustizia brasiliana ai pubblici ministeri di altri Paesi si trovano i 77 accordi di collaborazione firmati da altrettanti dipendenti della holding. Sono più di 800 le deposizioni contenenti nomi e resoconti dettagliati sulle tangenti pagate e anche una guida con tutti i contratti pubblici ottenuti tramite corruzione.

Finora la bufera giudiziaria latinoamericana ha portato l‘arresto di Gabriel Garcia Morales, viceministro per il Trasporto della Colombia durante il governo guidato da Alvaro Uribe. Nei suoi confronti l’accusa di aver ricevuto 6,5 milioni di dollari per favorire il gruppo Odebrecht nell’appalto per la costruzione della Ruta del Sol (Strada del Sole), che collega la capitale Bogotà con la regione del Caribe. Anche la campagna elettorale dell’attuale presidente Juan Manuel Santos avrebbe beneficiato di milioni di dollari di tangenti. In Argentina, a trovarsi in difficoltà è Gustavo Arribas, capo dell’intelligence dell’attuale governo di Mauricio Macri. Arribas ha ammesso di aver ricevuto 600.000 dollari dalla Odebrecht nel 2013.

In Perù le indagini sono in fase avanzata e hanno già portato al mandato d’arresto dell’ex presidente Alejandro Toledo, sospettato di aver ricevuto 20 milioni di dollari dai rappresentanti di Odebrecht.

Oltre a Toledo, altri due ex presidenti, Ollanta Humala e Alán García, sono coinvolti nello scandalo.  La procura generale dell’Ecuador ha chiesto alle autorità giudiziarie statunitense e spagnola di collaborare alle indagini. Per nove anni (dal 2007 al 2016), la Odebrecht avrebbe pagato tangenti a funzionari governativi di questo paese.

Con la giustizia della Repubblica dominicana la Odebrecht ha concordato il pagamento di una multa di 184 milioni di dollari per le tangenti pagate fra 2001 e 2014. In Panama sono coinvolti alcuni parenti dell’ex presidente Ricardo Martinelli. Il fratello Mario e suoi figli Ricardo Alberto e Luis Enrique sono stati accusati di aver ricevuto circa 20 milioni di dollari in tangenti dal gruppo brasiliano. Gli inquirenti del Guatemala chiederanno alle autorità giudiziarie di Stati Uniti e Brasile di collaborare alle indagini.

Dallo scorso dicembre il Messico indaga l’azienda brasiliana per un giro di tangenti del valore di 10 milioni e mezzo di dollari. Anche il Portogallo indaga sui contratti stipulati con Odebrecht fra il 2005 e 2011 durante il governo dell’ex primo ministro José Sócrates, arrestato lo scorso anno con l’accusa di corruzione e di frode fiscale.

Fonte : La Repubblica

5 Commenti

  1. Numeri da capogiro anche se sare curioso di conoscere le “unzioni” effettuate nel tempo ed in tutto il mondo dalla nostra gloriosa ENI……

  2. intanto in sud korea sta accadendo la stessa cosa. manifestazioni oceaniche anti corruzione, scontri e violenze. la presidenta pare abbia preso tangenti dalla samsung.
    ma guarda caso la presidenta voleva cacciare le basi americane dal paese ed era contraria all’installazione della difesa missilistica americana “thaad”

  3. i politici di (quasi) tutto il mondo ed i boiardi di stato di (quasi) tutto il mondo da qualche tempo hanno superato la soglia di “umore” dei loro Popoli nell’intascare soldi “sporchi”…… e pensavano e pensano di farla ancora franca intanto il “loro” Popolo è imbecille (es: Renzi e suo Papà oppure il Galan di turno). Saranno spazzati via con un colpo di vento e non manca molto tempo. Tutti in galera o alla ghigliottina!
    PS: il (quasi) era riferito all’Islanda.

    • eh… peccato però che si spazzano via solo quelli antipatici agli USA…
      poi sai è difficile da dire se la maggior responsabilità è dei politici corrotti o delle imprese corruttrici. e infatti vanno in galera anche gli imprenditori e alle imprese vengono bloccati tutti i contratti e i lavori.
      è SOLO QUESTO il vero motivo della “crisi brasiliana”.
      che facciamo, blocchiamo la produzione del mondo intero, causa corruzione, e ce ne andiamo tutti in islanda?

  4. personalmente non ho alcun dubbio nell’affermare che piu’ di 4/5 è responsabilità del politico o (sopratutto) del boiardo di stato di turno. è indubbio che anche le imprese non “adatte” e non “attrezzate” per competere sul mercato usano mezzi illeciti per avere una commessa. ciò è gravissimo perchè un’opera non adeguata e quindi non sicura mette sempre a rischio vite umane. concludendo: in galera i politici per aver incassato quattrini sporchi, in galera gli “imprenditori” che hanno pagato ma con pene leggermente ridotte in confronto ai politici e se poi accade una disgrazia con vittime: ghigliottina per entrambi.

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