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Mangiare all’italiana in Brasile

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Questa foto riassume bene cosa significa voler mangiare italiano in Brasile . Pasta Barilla  R$10.25 , vino rosso locale  R$ 24.90 , scatola di pelati  Raiola R$ 7.29 . Quelli indicati sono prezzi da promozione . Non è raro trovare la pasta a  R$ 15 al pacchetto .

Non parliamo del parmigiano o degli insaccati di qualità , chi vive qui sa bene che oltre ad essere prodtti introvabili bisogna fare un mutuo per comprarli .

Poco male potete sempre mangiare dell’ottimo baccalà portoghese per  poco meno R$ 100 al chilo .

Ma forse è meglio ripiegare su un piatto gustoso e  rapido da preparare , un bel pesto Barilla che si trova ad euro 1.5 in Italia ma che nel supermercato Nordestao sotto casa si vende alla modica cifra di R$ 25 , la bellezza di  7.5 euro al cambio attuale ovvero 5 volte tanto !

Che dire ” perdete ogni speranza voi che entrate ” ed abituatevi sin da subito alla cucina locale . Se amate il pesce non ve ne pentirete .

5 Commenti

  1. che esagerato Anto`! Qui Bahia ….sugo tosto appena fatto, pomodorini ciliegia dolcissimi freschi (locali ) 4.50 rs a pacchetto 300g, finalmente la potenza do Sol da Bahia da i suoi frutti, niente pelati metallari importati ( magari mani italiane dietro questo prodigio, basta gelaterie!!!) aspettiamo S.Marzano e Pachino, ho potenziato la massa del sugo con estratto Palmeiron 1.35 rs….pasta ovviamente italiana ,offertona all`Hiperideal ,La Molisana a 3.50rs mezzo kg(praticamente come in Italia) meglio della sBarilla col cartone che ammuffa, ho fatto mambassa di fusilli,farfalle e tagliatelle , perfino gnocchi integrali( 6 mesi di scorte ).Olio portoghese ottimo,evitate marche italiane, olio scaduto,rancido.Non perdete il treno quando passa! Regola aurea qui, mangio solo italiano qui da 10anni.Capperi barati Boa Campo 4.0 rs e polpettine di file` mignon magrissimo 14rs( 35 rs/kg).Non usavo e non uso P. Reggiano. Prosciutti spagnoli e porcini secchi cileni barati compro online (emporio pata negra e uniagro).Fare la spesa e`un`arte , qui piu che altrove , si lavora di sostituzioni, adattamenti senza cedere 1mm di qualita`.Evitare cibo cucinato fuori, se non sapete cucinare qui e`na tragedia. Da Salvador passo e chiudo.Saluti .

    • Ciao Livella

      purtoppo l’offertona capitò anche qui ed era sulla pasta di Vella che tipicamente è la più cara di tutte . Il motivo lo scopri subito mia moglie che all’epoca aveva la vista molto più aguzza della mia ( dopo la cataratta vedo anche sotto la pelle ) . A Napoli li chiamiamo ” pappici ” della pasta ovvero piccoli insetti che crescono allinterno della pasta scavando minuscoli cunicoli . Dovemmo buttare tutto ! Da allora diffido sempre delle offerte anche perchè la stessa pasta brasiliana di qualità non si trova a meno di R$5 al chilo .
      Concordo con te al 100% sulla osservazione che se qui non sai cucinare o impari o sei ” ferrado” . Il miglior ristorante italiano ,se qualcuno me lo chiede ,rispondo che è a casa mia 🙂

  2. io qui in Brasile mangio al 90% brasiliano e quasi sempre a base di pesce avendo la fortuna di vivere nei pressi di uno dei piu’ grandi mercati di pesce dello stato di RJ. mercato che esporta anche all’estero. prezzi? come in tutti i mercati dipende dal pescato (quantità e tipologia). Adoro la Pitangola (iso Ricciola) che compro a 16 RS Kg e la Garoupa (iso Cernia) che compro a 19 RS Kg. ed infine le sardine giganti che acquisto in stagione a 5 Rs Kg. Potrei continuare all’infinito ma qui mi fermo. Per la pasta: ho un fornitore di farina 00 e con una macchinetta elettrica mi preparo pasta fatta in casa ed anche la base per la pizza. Vivo di rucola, beringella, abobrina, alho porro e mi preparo il pesto triturando “manjericao”+caju (anacardi) + olio extra vergine De Cecco (16 RS 0,5 lt) + del formaggio uruguaiano con crosta nera venduto in quasi tutti i mercati che è molto simile al P. Reggiano + mi preparo in casa o troffie o strozzapreti e me li condisco. Infine, una volta ogni 3 mesi faccio una capatina da Eataly in SP (500 Kms di passeggiata collinare) e mi riempio il baule di prodotti nostrani (Italiani)…dallo strolghino alla coppa passando dai cotechini e Zamponi precotti Fini. Ovviamente carico in baule anche 20-30 pacchi di pasta rigorosamente RUMO, una squisitezza + dell’altro a piacere. Chiarisco i prodotti Italiani ce li mangiamo con moderazione io e mia moglie e mai piu’ li ho offerti a amici/amiche brasiliani che non li potranno mai apprezzare e capire………

    • Come ho detto sul pesce non c’è storia nel confronto sia come qualità che come prezzo . Il discorso prodotti italiani non si riferisce alla reperibilità dei prodotti che , soprattutto se ci si trova in una grande metropoli come Sao Paulo , è garantita ma ovviamente al costo . Basti pensare che la pasta RUMMO che hai citato nel commento costa nella sua versione premium 1,19 euro a confezione ed addirittura 0,49 euro quella marchiata Auchan e prodotta nello stesso stabilimento RUMMO con un processo più industriale . (http://www.ilfattoalimentare.it/pasta-rummo-e-auchan-confronto.html ) .
      A breve sarò nel Sud Italia zona di pastifici eccelsi dove anche nel supermercato Carrefour posso trovare pasta premium trafilata a bronzo a lenta essiccatura dalla Voiello alla Rummo passando per una miriade di pastifici meno celebrati . Confesso comunque di non essere un gran mangiatore di pasta e che il pesce che compro fresco dai pescatori di Natal mi mancherà ma in compenso mi potrò godere le cozze a guscio nero saporitissime del nostro mare ed i tanti frutti di mare che qui al Nordeste mancano .

  3. Alcuni prezzi Rummo in Brasile da Eataly: spaghetti 0,500 gr 6,60 Reais (2,2 Euro) – paccheri 0,500 gr 7,5 Reais (2,8 Euro). Gnam Gnam le cozze guscio nero…….complimenti! Comunque il mio pensiero di fondo è che sei si vive o in Brasile o in Cile o in Indonesia o etc.etc. noi Italiani dovremmo, in modo indolore, strapparci il cordone ombelicale che li lega mani e piedi ai nostri cibi e adattarci al posto/Paese dove si risiede. E’ molto difficile per noi e qualche “scappatina” che non sia una sola è consentita ma non riusciremmo mai a conoscere bene le usanze del Paese di residenza se non viviamo e mangiamo come loro. Mannaggia quanto mi manca una pizza normale margherita, l’ultima che ho mangiato in Italia è stato in Amalfi 10 anni fa ed ancora ho le papille gustative che la reclamano!

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