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La “lista” di Janot

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La bomba Odebrecht alla fine è esplosa . Dopo mesi di indagini , centinaia di interrogatori , perquisizioni , intercettazioni telefoniche e quant’altro , il Procuratore Generale della Repubblica Rodrigo Janot ha inviato le sue richieste a procedere al Supremo Tribunale Federale (STF) .

La lista degli inquisiti eccellenti è lunga e fa tremare i palazzi di Brasilia . Tra i nomi trapelati al momento ci sono 5 ministri dell’attuale governo in carica , i due ex ministri delle finanze Antonio Palocci e Guido Mantega , il presidente della Camera Rodrigo Maia recentemente eletto al posto del già detenuto Eduardo Cunha , il presidente del Senato , anche lui fresco di carica , Eunicio Oliveira oltre a 5 senatori e due ex Presidenti Ignacio Lula da Silva e Dilma Rousseff .

La “lista ” di Janot potrebbe riservare ulteriori sorprese ma quelle  comunicate sono già sufficienti a paralizzare l’attuale governo e di conseguenza l’intero Paese sprofondandolo ancora di più nella crisi economica tra le peggiori della sua storia .

Lula , interrogato oggi a Brasilia , si definisce ” vittima di un massacro “

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Nervoso, lisciandosi i baffi e mordendo il cappuccio della sua penna a sfera, Luiz Inácio Lula da Silva si è presentato davanti ai giudici della Corte Federale di Brasilia e per un’ora ha risposto a una raffica di domande. Attesa da mesi e sempre rinviata, è stata la prima deposizione ufficiale del fondatore del PT da quando il suo nome è apparso, nel marzo 2014, tra gli indagati della grande inchiesta sulla corruzione in Brasile.

Più che un interrogatorio è stato uno sfogo. Un’appassionata difesa della sua persona, del suo ruolo, dei successi degli otto anni della sua presidenza. Ma anche un’educata protesta per la vita che è costretto a fare. “Vivo praticamente blindato in casa”, ha detto ai giudici che si occupano di una delle cinque inchieste in cui il leader della sinistra brasiliana è indagato. “Sono assediato dalla stampa che sosta in permanenza davanti alla porta aspettando il giorno in cui sarò arrestato. Un’attesa infinita, piena di allusioni e di ipotesi. Quando, dove, da parte di chi? Per non parlare delle voci che vengono diffuse e subito riprese. Sui soldi che avrei dato e incassato. So che alcuni importanti esponenti dei passati governi e del Congresso mi hanno accusato. Ma voglio sentirlo dire con le mie orecchie: guardarli in faccia e chiedere loro se mai una volta ho preteso cinque centesimi di interesse per i tre reais che posso aver prestato”.

Il giudice Ricardo Augusto Soares Leite ha ricordato a Lula che esistono testimonianze incrociate. E che l’ex senatore del PT-MS, Delcídio Amaral, suo stretto collaboratore, aveva cercato di dissuadere l’ex direttore della Petrobras Nestor Cervero a collaborare con la magistratura. L’ex presidente si è concesso per la prima volta un sorriso. Ha allargato le braccia. “Non so perché lo abbia fatto e poi detto. Debbo pensare che sia stata una sorta di vendetta perché l’ho definito pubblicamente uno stupido quando è uscito il nastro in cui ammetteva di aver avvicinato alcuni ministri del Supremo Tribunale Federale (STF)”, ultima istanza che valuta e stabilisce la procedura nelle indagini, “per bloccare la testimonianza di Cervero”.

Inácio Lula da Silva non ha dubbi. “Nei miei confronti è in atto una vera persecuzione. C’è chiaramente qualcuno che istiga gli investigatori con il mio nome. Basta leggere tutto quello che scrive la stampa, quasi ogni giorno: è un’ossessione. Anche tizio e caio hanno indicato Lula. Lula è coinvolto, Lula è responsabile. Ma allora: se questo è vero, se avete trovato riscontri, la invito come giudice a fornirmi le prove”.

Il magistrato gli ha chiesto se voleva visionare le cassette con le confessioni dei diversi testimoni d’accusa. “Non è necessario”, ha risposto Lula, “le ho viste decine di volte. Mi basterebbe un bel confronto. Voglio vedere se hanno il coraggio di ripeterlo”.

Con il passare dei minuti, dopo una buona mezz’ora, l’ex presidente è apparso molto più rilassato e a suo agio. Ha anche scherzato con i magistrati quando si è parlato di nuovo di Amaral Delcídio. “Ho visto che dopo la sua collaborazione con la magistratura ha concesso raffiche di interviste. Ha partecipato a show televisivi. Sembrava che gli avessero assegnato il Nobel del tradimento”.

Ma è diventato serio quando si è lanciato in un’autodifesa dai toni fortemente politici. “Il PT”, ha ricordato, “è stato definito un’organizzazione criminale. Un’accusa gravissima che ogni parlamentare dovrebbe respingere con una denuncia. Sono stanco, ho 71 anni; ho lottato sin da piccolo per rimediare un piatto da mangiare; ho contribuito a creare delle istituzioni che adesso sono screditate dal comportamento di qualcuno. Ho costruito un Brasile grande e potente. Ci siamo fatti rispettare, eravamo un faro in America Latina. Certo, possono esserci stati degli errori. Ma quello che ho fatto è stato sempre per riscattare il nostro popolo. Farlo crescere, emergere, sottrarlo alla povertà che pativa da sempre. Di Lava Jato (l’inchiesta Autolavaggio sui fondi neri del colosso petrolifero Petrobras, ndr) si sa tutto. Da anni ne parliamo a colazione, a pranzo e cena. Quello che non conosciamo sono le prove di questa gigantesca accusa. Credo che sia arrivato il momento di tirarle fuori”. Fra qualche giorno, il secondo round.

Fonte : Repubblica

La Giustizia Federale sospende il pagamento extra del bagaglio imbarcato

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I passeggeri tirano un sospiro di sollievo … almeno momentaneamente .

A justiça Federal de São Paulo concedeu na tarde desta segunda-feira (13) liminar que suspende a cobrança extra pelo despacho de bagagem. A norma havia sido aprovada pela Agência Nacional de Aviação Civil (Anac), e entraria em vigor no dia 14.

Pela decisão do juiz, ficam mantidas as regras atuais para o despacho de bagagens. Pela regra atual, os passageiros podem despachar um volume de até 23 kg nos voos nacionais e dois volumes de até 32 kg nos internacionais.

A Anac vai recorrer da decisão da Justiça. Em comunicado, a agência informou que “respeita as instituições, mas adotará as providências necessárias para garantir os benefícios que acredita que as novas regras oferecem a toda a sociedade brasileira. As novas normas buscam aproximar o Brasil das melhores práticas internacionais, trazendo novos estímulos para a competição entre as empresas aéreas, com mais opções de preços aos passageiros e seus diferentes perfis, como aqueles que pretendem transportar apenas os 10 kg na bagagem de mão.”

Guadagnare in tempo di SELIC decrescente

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Oramai è tempo di spostare i propri investimenti finanziari in Brasile dai fondi DI a fondi che garantiscano una crescita anche in una fase di SELIC decrescente  ovvero i cosiddetti fondi PRE .

Per fare una prova ed avere dei dati veritieri da passare ai lettori ho acquistato il 20 Febbraio  quote di un fondo categoria  RENDA FIXA e grado di rischio  MEDIO del Banco SANTANDER , il nome del fondo è  PRE RF LP ( PRE RENDA FIXA LONGO PRAZO ) . Si tratta di un fondo che guadagna quando la SELIC scende che è proprio la situazione in cui ci troviamo adesso e che continuerà almeno per tutto il 2017 .

Purtroppo esiste un minimo di quote per entrare nel fondo che corrisponde a  R$ 20 000 . Durante il primo mese , sul rendimento di qualsiasi  fondo , incide una tassa  chiamata IOF che decresce dal 100% a 0% . Questa tassa serve a scoraggiare gli investimenti mordi e fuggi . Se l’investimento viene tenuto per almeno 30 gg la IOF da pagare è zero .  Per questo motivo attenderò i canonici 30 gg prima di vedere quanto renderà  l’investimento al lordo della IR del 22% che si paga al momento del riscatto .L’ aliquota si riduce progressivamente dal 22% al 15% nel corso di 2 anni .

Per avere una idea del rendimento di un fondo PRE rispetto ad uno DI , in questo particolare momento storico , confrontiamo il citato fondo PRE RF LP con un ottimo fondo DI del SANTANDER oggi chiuso a nuovi investimenti ma che io possiedo da anni SANTANDER RECOMPENSA PREMIUM RENDA FIXA .

Nella seguente tabella è riportato il rendimento di entrambi i fondi nei mesi di Gennaio e Febbraio 2017

FONDO      FONDO PRE                    FONDO DI

GEN.             2.01                               1.13

FEB.              1.75                               0.91

Come si vede il rendimento del fondo PRE è quasi il 100% superiore al  fondo DI .

Mangiare all’italiana in Brasile

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Questa foto riassume bene cosa significa voler mangiare italiano in Brasile . Pasta Barilla  R$10.25 , vino rosso locale  R$ 24.90 , scatola di pelati  Raiola R$ 7.29 . Quelli indicati sono prezzi da promozione . Non è raro trovare la pasta a  R$ 15 al pacchetto .

Non parliamo del parmigiano o degli insaccati di qualità , chi vive qui sa bene che oltre ad essere prodtti introvabili bisogna fare un mutuo per comprarli .

Poco male potete sempre mangiare dell’ottimo baccalà portoghese per  poco meno R$ 100 al chilo .

Ma forse è meglio ripiegare su un piatto gustoso e  rapido da preparare , un bel pesto Barilla che si trova ad euro 1.5 in Italia ma che nel supermercato Nordestao sotto casa si vende alla modica cifra di R$ 25 , la bellezza di  7.5 euro al cambio attuale ovvero 5 volte tanto !

Che dire ” perdete ogni speranza voi che entrate ” ed abituatevi sin da subito alla cucina locale . Se amate il pesce non ve ne pentirete .

Questi fantasmi

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Il presidente Michel Temer è ossessionato dai fantasmi. “La notte – racconta al settimanale Veja – con mia moglie Marcela non riusciamo più a dormire. C’erano stati tanti segnali. Ma adesso, siamo sicuri: la Alvorada è infestata di presenze negative. Preferiamo tornare a Jaburu”. Sembra una barzelletta. Ma in un paese come il Brasile, dove secondo la credenza popolare gli spiriti vagano liberi dentro e fuori dalle case, la decisione del Capo dello Stato non è vista come uno dei suoi tanti capricci. Certo, fa una certa impressione ascoltare la voce della guida del paese raccontare con assoluta serietà una serie di episodi che hanno la forza di condizionare la sua esistenza.

La storia degli spiriti arriva al termine di una serie di spostamenti, traslochi e cambi di arredamento che ha visto la celebre coppia, accompagnata da figlio Michelzinho di 7 anni, rinunciare dopo appena dieci giorni alla famosa residenza ufficiale di Palazzo Alvorada, una struttura di 400 metri quadrati disegnata dall’architetto Oscar Niemeyer nel 1960 assieme alla figlia Anna Maria.

Affacciato sulle sponde del lago Paranoá, è il primo edificio disegnato dal noto progettista, autore tra l’altro di tutti i palazzi che rendono Brasilia una città quasi astratta, punteggiata da strutture futuriste. Temer, in quanto nuovo presidente, avrebbe dovuto trasferirsi da tempo all’Alvorada. Ma dopo la tumultuosa destituzione di Rousseff aveva deciso di restare a Jaburu, sede in cui aveva sempre vissuto quando era vice presidente. Poi, dieci giorni fa, ha voluto ufficializzare il suo ruolo trasferendosi nel sontuoso palazzo destinato ai presidenti.

La moglie Marcela, l’ex miss Brasile di 33 anni, dissentiva. Si era abituata alla vecchia casa che aveva arredato con cura. Ma alla fine ha accettato e assieme al figlio si è trasferita all’Alvorada. Sono bastate poche ore per scatenare un vero putiferio. La first lady ha voluto cambiare tutto l’arredamento. “È questione di gusti”, hanno cercato di giustificare gli assistenti del Presidente. “Alla primeira dama non piacciono i tappeti rossi e quindi sono stati sostituiti; così come i divani neri e quelli color tegola. Ne sono stati ordinati altri”. Il nuovo arredamento significa soldi. Un tema scottante per un paese in recessione da tre anni. Il conto è di 24.015,68 reais, oltre 7.500 euro. Ma questo sarebbe il meno. Sono stati spesi inutilmente. La coppia è già tornata a Jaburu. “L’arredamento, compresi i colori dei mobili, dei tendaggi e delle tappezzerie, sono stati scelti personalmente da Anna Maria Neimeyer e da suo padre”, ricorda Claudio Rocha, ex commissario curatore dei palazzi Planalto (sede della Presidenza) e Alvorada. Rogeiro Carvalho, anche lui ex curatore dei due palazzi, parla di “barbarie culturale”.

L’ultimo sfregio è una parete protettiva in plexigas montata sui balconi di marmo che sorgono sulla terrazza del salone. Papà Temer l’ha fatta installare per contenere i guizzi del piccolo Michelzinho, felice di scorrazzare per tutto il palazzo. Tornato dalle ferie, il presidente ha trovato la casa “fredda, poco accogliente, dispersiva”. Gli spiriti che vagano all’interno hanno fatto il resto. La coppia si è trasferita di nuovo. Marcela ha avuto gioco facile. “Vedrai”, ha detto al marito ancora perplesso. “La nostra vecchia Jaburu ci ha portato fortuna. Ora più che mai ne hai bisogno”.

Fonte : Repubblica

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