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Colpo di scena : i resti sono quelli di una nave

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PRIMI RISULTATI DELL’INCHIESTA: «INCOERENZA NELLE DIVERSE VELOCITÀ RILEVATE»

Marina brasiliana: resti non identificabili

I rottami trovati nell’Atlantico forse non sono dell’Airbus A330. Un generale dell’Aeronautica: «Pezzi di una nave»

Resti avvistati nell'Atlantico (Afp)
Resti avvistati nell’Atlantico (Afp)

MILANO – Si apre un nuovo capitolo nel giallo dell’Airbus precipitato nell’Atlantico con 228 persone a bordo. Il volo AF 447 dell’Air France Rio de Janeiro-Parigi è scomparso dai radar la notte tra domenica e lunedì. Un responsabile dell’Aviazione brasiliana, il generale Ramon Borges Cardoso, ha detto che i resti trovati nell’oceano non appartengono all’aereo e che probabilmente di pezzi di una nave. Da fonti della Marina una conferma: i rottami non sono stati identificati, niente fa presumere che appartengano al volo A330.INCOERENZE NELLA VELOCITÀ – In parallelo va avanti l’inchiesta del Bea, l’agenzia francese chiamata a far luce sugli incidenti aerei. Dai primi risultati emerge «incoerenza nelle diverse velocità misurate in base all’esame dei messaggi automatici trasmessi dall’apparecchio». L’Airbus A330 è provvisto di diversi congegni in grado di misurare la velocità e – spiega un portavoce dell’agenzia – «succede che c’è un’incoerenza fra queste velocità». L’inchiesta ha poi confermato «la presenza, in prossimità della rotta prevista dell’aereo sull’Atlantico, di importanti cellule convettive caratteristiche delle regioni equatoriali», in pratica fenomeni di particolare violenza temporalesca. Il Bea invita comunque a «evitare qualsiasi frettolosa interpretazione o speculazione sulla base di informazioni parziali e non confermate».
«PEZZI DI UNA NAVE» 
– «Al momento non abbiamo recuperato nessun materiale dell’aereo» ha detto Ramon Borges Cardoso, direttore del dipartimento di controllo dello spazio aereo dell’Aeronautica brasiliana. Cardoso ha precisato che i rottami recuperati finora – incluso un pezzo di sostegno che si supponeva fosse parte della stiva dell’Airbus – appartengono probabilmente a una nave e che la macchia d’olio estesa per circa 20 chilometri in mare non può appartenere all’aereo, «che ha una capacità massima di 50 litri per ciascun motore», una quantità minima rispetto all’estensione della chiazza.MARINA: RESTI NON IDENTIFICATI – Anche la Marina brasiliana ha espresso dubbi sul materiale trovato in mare: nessuna caratteristica conferma che si tratti di pezzi dell’Airbus. I militari confidavano di poter trovare per lo meno un pezzo dell’aereo, o altri materiali, con il numero d’identificazione del velivolo precipitato. «Ma il personale della Marina che è in contatto con la nave “Constitucao” che ha raccolto tali materiali ha riferito che per verificare tale fatto è necessario realizzare delle perizie tecniche» ha rilevato un portavoce al sito Folha online. Mercoledì il governo brasiliano e lo Stato maggiore delle forze armate francesi avevano assicurato che i resti trovati nell’oceano erano senza dubbio dell’Airbus A330.APERTE TUTTE LE POSSIBILITÀ – «È una cattiva notizia»: così il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, ha commentato a radio Rtl le informazioni arrivate dal Brasile. «Le autorità francesi – ha aggiunto – ripetono da giorni che bisogna avere una estrema prudenza. Occorre proseguire le ricerche, il nostro obiettivo principale è quello di recuperare le scatole nere. Il tempo gioca contro di noi: bisogna fare di tutto per ritrovarle, e dunque certamente allargare la zona delle ricerche». Il ministro degli Esteri francese Bernard Kouchner, incontrando i familiari dei passaggeri, ha sottolineato che «per ora non c’è alcuna spiegazione» e che il governo «non sta nascondendo» informazioni sulla tragedia. «Non stiamo nascondendo nulla e non avremmo alcuna ragione per farlo» ha detto Kouchner, precisando che «tutte le possibilità sono al vaglio». Alla domanda sull’ipotesi attentato, ha sottolineato che gli esperti non hanno trovato prove al riguardo. «Ma non la escludiamo. Tutti insieme cercheremo di trovare quanto prima una spiegazione».

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