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Doppia tassazione sulle pensioni percepite in Brasile

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Ho inserito questo lungo articolo tratto dal portale italiachiamaitalia.net , per la sua importanza in relazione ai pensionati italiani in Brasile .L’autore Virgilio Tonati , che sta conducendo una battaglia legale contro la ingiusta doppia imposizione sulle pensioni percepite in Brasile , si incontra anche sul forum del sito Brasileitalia .info sezione tempo libero / off-topic / tasse e pensioni in Brasile . Buona lettura .“Ogni anno l’Inps eroga 1,3 miliardi di euro per un totale di circa cinquencentomila trattamenti tra pensioni di anzianità, vecchiaia, invalidità e superstiti. Di queste, il 40%, il cui importo medio per assegno è di 212 euro, viaggiano in Europa mentre il resto segue le rotte “storiche” dell’emigrazione italiana. Poco meno di 120mila, vanno verso gli Stati Uniti e il Canada, 72.565 viaggiano per l’America meridionale, in Oceania arrivano quasi 58.531. Altre, infine, sono smistate verso lidi più esotici: dal Perù al Marocco da Capo Verde allaRepubblica Dominicana“. A scrivere da San Paolo del Brasile è Virgilio Toniati, editorialista di Gente d’Italia, quotidiano delle Americhe diretto da Mimmo Porpiglia.

“Il turismo previdenziale oramai non conosce confini, i motivi principali che spingono i nostri connazionali ad emigrare sono la crisi galoppante la constante erosione dei redditi, la componente importantissima nella scelta del Paese é il cambio vantaggioso che restituisce un buon potere d’acquisto. In pratica gli italiani dopo aver lavorato e maturato in Italia tutti i requisiti, scelgono di emigrare per inseguire stagioni più temperate e uno stile di vita migliore di quello che altrimenti si potrebbero permettere, da pensionati, nel nostro Paese. Con la Finanziaria del 2003 inoltre è stato garantito anche ai pensionati italiani all’estero la pensione minima pari a 516,46 euro al mese. L’Inps solo dallo scorso anno ha cominciato a prendere in esame il fenomeno, risulta infatti che moltissimi pensionati si trasferiscono non rinunciando comunque alla residenza nella Penisola. Dallo studio eseguito dall’Inps a fine del 2008, risulta che le comunità di pensionati esteri più grandi restano quella francese (con oltre 63mila titolari di prestazioni previdenziali), quella argentina (50mila), quella canadese (48mila) e quella statunitense (47mila).

Sono di importi tra i 630 e i 1.687 euro quelle erogate ai nostri pensionati residenti nei paesi dell’Estremo oriente. Mentre in Europa é il Principato di Monaco che detiene il primato, infatti, l’importo liquidato ai nostri connazionali raggiunge i 1.202 euro.

A Malta gli importi erogati sono in media di 2.109 Euro. La graduatoria risultante dallo studio elaborato dall’Inps segnala inoltre che non se la passano male neppure i pensionati che risiedono in altri Paesi extracomunitari . Il primo posto lo ha conquistato il Messico dove, l’importo medio liquidato mensilmente é di 842 euro, nella Repubblica Domenicana é di 815 euro, in Marocco sono 797 gli euro erogati, in Egitto si raggiungono i 788 euro e in Tunisia la somma media raggiunge i 733 euro. Un’amara sorpresa l’ha avuta chi ha scelto di trasferirsi in Brasile, infatti, un migliaio di pensionati italiani residenti in alcuni Stati della Federazione brasiliana, sul totale di 10.931 presenti sul territorio, da circa nove anni hanno ingaggiato una battaglia a colpi di carte bollate con il Fisco tricolore. Vediamo nel dettaglio qual é la storia di questo contenzioso che sta creando notevoli problemi ai nostri connazionali. Dopo una vita di lavoro e dedicazione al nostro Paese si vedono emarginati e discriminati per aver scelto di andar a trascorrere la meritata pensione in un Paese dove ancora si puó vivere dignitosamente”.L’ennesima burla tutta italiana 1978: Italia e Brasile stipulano un accordo teso ad evitare la doppia tassazione dei redditi. Per 22 (ventidue) anni tutto fila liscio, i pensionati italiani residenti in Brasile pagano nel paese di residenza le imposte dovute, le pensioni vengono regolarmente erogate dagli Enti previdenziali italiani senza alcuna trattenuta di imposte in base all’art 19.4 dell’accordo stipulato fra i due paesi. Anno 2000 ministro delle finanze Visco (Governo Prodi) Sorpresa… Sorpresa… Ai pensionati italiani residenti in Brasile vengono improvvisamente, senza alcuna comunicazione preventiva, trattenute alla fonte le somme relative all’“Irpef dovuta” calcolata sulle pensioni erogate dall’INPS e dagli altri Enti previdenziali. In pratica, in base ad un’allucinante interpretazione di qualche fantasioso “interprete in lingue straniere”, il Direttore centrale dell’Ufficio Fisco Internazionale Vincenzo Busa firma il 22 luglio del 2003 una circolare la 41/2003 che obbliga l’INPS e gli altri Enti erogatori a trattenere, in qualitá di sostituti d’imposta, le somme “dovute” sulle pensioni erogate ai pensionati italiani residenti in Brasile.Un fatto curioso “Non tutte le pensioni pagate dagli Enti erogatori subiscono la trattenuta sono solo un migliaio i “beneficiati” dalla circolare Busa i restanti 9931 continuano ad essere “bistrattati”. In pratica grazie alla fantasiosa interpretazione del genio delle lingue straniere, la frase inglese “May be taxed” (potrebbero essere tassate) il genio la traduce con “VANNO TASSATE” viene cosí di fatto applicato dall’Italia l’art 18.1 della Convenzione Italo-Brasiliana che vede la tassazione concorrente per le pensioni superiori a 5000 dollari annui. Dopo 7 anni di dura lotta “armata” dei nuovi “Mille”, a suon di carte bollate e interrogazioni parlamentari, finalmente, qualcuno in Italia giunge alla conclusione che vanno chiesti chiarimenti sull’Accordo alla controparte brasiliana per arrivare cosí ad una definizione della controversia…. Con lettera di protocollo GAB/ASAIN n.ro 16/2009 del 28 gennaio di quest’anno, indirizzata al dr Enrico Martino responsabile dell’Ufficio Estero dell’Agenzia delle Entrate, il Coordinatore Generale delle Relazioni Internazionali della Segreteria della Receita Federal (corrispondente al nostro Ufficio Esteri dell’Agenzia delle Entrate), Marcos Aurelio Pereira Valadon risponde che: “per il Brasile vale l’attuale accordo, peraltro, rispettato per ben 22 anni dall’Italia. Il Brasile riconosce valida l’applicazione dell’art 19.4.

Non vede alcun fatto nuovo e non comprende quali siano state le motivazioni che hanno spinto l’Italia a modificare in modo arbitrario, unilateralmente, quanto concordato anche amministrativamente attraverso la Convenzione che ha, oltretutto, validitá di legge ratificata, tra l’altro, dal Parlamento italiano il 29 novembre del 1980 con n.ro 844. Il risultato di tutto ció é che in questa situazione i “1000 beneficiati” dalla famosa circolare 41/2003 pagano imposte trattenute alla fonte in Italia e, continuano ovviamente a pagarle anche in Brasile alla faccia della Convenzione sul doppio gettito tributario. Dopo la risposta ufficiale del Brasile finalmente qualcosa si é cominciato a muovere in Italia… Dopo l’interrogazione parlamentare presentata dall’On Angelo Compagnon le “alte sfere” dell’Agenzia stanno cominciano a dar atto dell’equivoco creato dal famoso genio delle traduzioni… Va detto, tra l’altro, che esiste la possibilitá dell’avvio di inchieste tese a definire le responsabilitá dei dirigenti dell’Agenzia coinvolti nella questione la causa sarebbe il danno erariale prodotto dalla vicenda, risulta infatti che l’Agenzia deve rimborsi valutati in oltre un milione e mezzo di euro sui quali vanno calcolati la rivalutazione monetaria e gli interessi legali. Con risposta scritta all’On Compagnon l’Ufficio Esteri dell’Agenzia conferma infatti l’errore avvenuto e da per certa l’applicazione anche da parte italiana dell’art 19.4 della convenzione cosí come avviene anche per la parte brasiliana… A questo punto i “beneficiati” dalla circolare 41/2003 dovrebbero aver diritto al rimborso dell’Irpef trattenuta alla fonte per gli anni trascorsi dal 2000 al 2009 incluso…. Dall’inizio di questa vicenda a tutt’oggi si sono create paradossali situazioni: l’Ufficio Liquidazioni dell’Agenzia dopo aver liquidato rimborsi Irpef relativi agli anni 2000 – 2001 – 2002 ha inviato ai pensionati ingiunzioni per la restituzione degli stessi importi giá liquidati. Ci auguriamo che le cose seguano il verso giusto e finalmente questa querelle venga definita in modo corretto. Va detto, per altro, che dopo questi ultimi fatti l’Inps dovrebbe smettere di trattenere indebitamente imposte, non dovute, ai Pensionati italiani residenti in Brasile, anche perché potrebbero emergere responsabilitá penali in merito. Per chiarimenti e qualsiasi dubbio i pensionati che sono coinvolti nella questione possono rivolgersi ai nostri indirizzi di posta elettronica in Brasile. È stata organizzata una struttura di assistenza legale per coloro che devono far richiesta di rimborso per gli anni passati… L’ufficio legale che si occupa di queste pratiche e lo Studio Acchiardi di Udine all’indirizzo di via de Rubeis 19 33100 Udine”.

18 Commenti

  1. Buongiorno a Voi. Mi sto trasferendo qui a Fortaleza,visto per investimento(150.000 reais).Poi vorrei trasferire la mia pensione INPS,circa 20.000 euros/anno netti.A cosa vado incontro per le tasse in Italia e qui?Vale la pena fare questo o e' meglio prendere soldi col Bancomat? Grazie.
    annosesto@yahoo.it
    gianni.

  2. Sicuramente la soluzione di prelevare con carta di credito è la più economica .Inoltre dal momento che stai richiedendo il visto per investimento non sei affatto obbligato a trsferire la tua pensione qui .

  3. Caro Antonio permettimi di dissentire da quello che affermi "Sicuramente la soluzione di prelevare con carta di credito è la più economica .Inoltre dal momento che stai richiedendo il visto per investimento non sei affatto obbligato a trsferire la tua pensione qui" in quanto il signore che vorra' trasferirsi a Fortaleza, dopo aver ottenuto il visto di permanenza in Brasile, sara' obbligato a dichiarare la sua pensione per la relativa tassazione anche al fisco brasiliano in qualita' di residente oltre ad essere tassato anche in Italia ai sensi dell'art. 18 della convenzione internazionale del 1978 stipulata tra i governi italiano e brasiliano, salvo che si tratti di erogazione di pensioni a funzionari pubblici che saranno tassate solo in Brasile ai sensi dell'art. 19 della stessa convenzione. Tutto questo per mettere ordine e per evitare che il pensionato che si trasferisce qui pensi che prelevando con la carta di credito tutto passi nell'anonimato e non sia obbligato a pagare le tasse anche in Brasile sulla pensione percepita in Italia in quanto per il fisco brasiliano non ha nessun valore il mancato trasferimento del valore della pensione in Brasile, ma l'elemento essenziale per la tassazione in Brasile e' la semplice "erogazione" della pensione da parte dell'Iatituto pensionistico italiano indipendentemente che la stessa rimanga su un conto italiano e che venga spesa con la carta di credito di banca italiana. E per ultimo il pensionato obbligato a fare la dichiarazione fiscale in Brasile ha l'obbligo di dichiarare i conti correnti tenuti all'estero e il relativo saldo risultante al 31 dicembre di ogni anno fiscale e superato una certa soglia di saldo e' obbligato anche a dichiarare lo stesso valore al Banco Central per evitare l'applicazione di multe salatissime.
    Un grande abbraccio.

  4. L'investitore che ha posto la domanda può conservare tranquillamente la sua residenza in Italia ( Il visto pemanente come investitore non lo obbliga in alcun modo a cambiare la sua residenza , ci mancherebbe altro ) pertanto tutte le altre questioni postate da Anonimo vengono automaticamente a cadere .

  5. Da quanto mi e' parso di capire il Signore che ha posto il quesito sembra che voglia trasferirsi in Brasile permanentemente e molto probabilmente non avendo altra alternativa sta ricorrendo a tale scopo richiedendo il visto per investimento. Bisognerebbe appurare questa situazione e solo la parte interessata potrebbe confermarla. Eventualmente confermasse la situazione a cui ho fatto riferimento, consiglio questo Signore a richiedere direttamente in Italia al consolato brasiliano il visto per pensionnato in quanto dal valore di pensione che percepisce rientra benissino nelle condizioni per l'ottenimento dello stesso; e' molto piu' rapido, entra in Brasile direttamente con il visto di permanenza e non ha bisogno di ricorrere a un visto per investimento che richiede un esborso finanziario non indifferente e inoltre e' soggetto a diversi vincoli in base all'ultima normativa brasiliana sul visto per investimento.
    A queste condizioni, purtroppo, rimane valido tutto quanto riferito nel mio precedente post.

  6. Ola. Per caso metto naso nuovamente nei post.Grazie delle spiegazioni.Solo che la burocrazia non e' il mio forte.Faccio un investimento in una loja,con alrti 2 soci. La pensione la lascio in Italia,tassata piu o meno di 450 euros.Come mai dovrei pagare tasse anche qui prendendo soldi col bancomat,che gia ogni 550 reais la tassa e' 10 reais.La residenza e' in Italia.Mi interessa il visto in quanto potro' andare e venire senza limiti.Poi se mi sposo potro' optare per visto di casamento,ma quello ha un limite di 90 giorni fuori dal brasile e si prende la Carta di Identita definitiva dopo 4 anni,penso.Beh grazie per ilmomento,ci sentiamo.
    annosesyo@yahoo.it

  7. Annosesto@yahoo.it scrive: OK,non prelevo col Bancomat o carta di credito.Se faccio un bonifico mensile dalla mia banca in Italia al mio conto in Brasile. Cosa cambia? non sono cittadino brasiliano e non vedo perche' devo dichiarare allo stato brasiliano cose mie di Italia.Basta mettere la parola..per manutenzione o mantenimento.I soldi arrivano,certo decurtati.Se il cambio qui e' 2.5o,ti danno 2.40.E il bonifico tassato in Italia.Alla fine di ogni anno devo dichiarare quanto denaro mi arriva dall'Italia?
    Certamente se mi devo informare qui in Ceara' da qualche notabile italiano, vuole la sua parcella e penso non troppo a buon mercato.

  8. Ciao Antonio,
    il mio nome è Manrico De Iovanna, e da un anno risiedo in Brasile, nella città di Taiobeiras (Minas Gerais) con visto per ricongiungimento familiare, essendo mia moglie Brasiliana.
    Sono anche pensionato INPS dal mese di luglio dello scorso anno, e qui sta il punto : da quello che ho compreso dai discorsi del forum, le pensioni Italiane vengono tassate due volte, dallo stato Italiano alla fonte e dallo stato Brasiliano poi.
    Anche io ritengo sia un furto perpetrato ai nostri danni dallo stato Italiano, ma nel mio caso, anche volendo fare buon viso a cattivo gioco e sottostare alla imposizione Brasiliana delle tasse, non saprei come dichiarare i proventi della pensione, perchè questi arrivano nel conto corrente del Banco do Brasil, cointestato tra me e mia moglie, ma senza alcun comprovante; l' anno scorso tramite il Banco Bradesco e quest' anno tramite il Banco Itaù.
    Qui a Taiobeiras, che è una piccola città nel nord est di Minas Gerais nessuno mi sa indicare il da farsi; potreste, tu o qualcuno degli amici che scrivono nel forum darmi qualche ragguaglio su cosa si deve fare per la dichiarazione dei redditi qua in Brasile ?
    Grazie infinite, cordiali saluti
    Manrico De Iovanna

  9. Ciao a tutti. Mi chiamo Francesco, sono italiano ma vivo da alcuni anni in Brasile. Se tutto va bene alla fine di quest'anno anfró in pensione, dato che avrei raggiunto i 35 anni di contribuzione, sommando i contributi italiani e brasiliani. Purtroppo all'INSS della mia cittá non sanno darmi notizie certe se, effettivamente, avró diritto alla mia pensione. Tutto si risolve con un MA… FORSE.. NON SO… Avrei bisogno di entrare in contatto con qualche mio connazionale nelle mie stesse condizioni, cioé di un italiano residente in Brasile ma che riceva la pensione italiana e/o brasiliana, perché di dubbi ne ho tantissimi. Il mio indirizzo email é:

    ber.fra9109@gmail.com

    sarei grato per ogni aiuto possibile. Grazie.

  10. Ciao a tutti vorrei un'informazione sto divorzianto dalla mia moglie brasiliana ho il permesso permanente per ricongiunzione familiare, la mia domanda è: lo perdo dopo il divorziato ? Grazie

    • si e te lo sospendono/ritirano quando la sentenza di divorzio arriva al cartorio civile dove avevate trascritto il matrimonio.

    • Ad un mio amico, con poco meno di 5 anni di casamento, NON è stato ritirato;
      La PF stessa gli ha detto che alla scadenza gli faranno quello indeterminato.

      Carmine.

    • Stato di RJ in caso di divorzio di un matrimonio registrato regolarmente sospendono l’RNE rilasciato per “ricongiungimento familiare” perchè il documento rilasciato NON ha piu’ il motivo della sua esistenza. Non lo ritirano ma o lo fanno scadere e non lo rinnovano oppure quando esci dal Paese per un viaggio e ci ritorni ti ritirano l’RNE e ti rilasciano un visto “turista” valido 3 mesi. Solo nel caso che il titolare dell’RNE abbia piu’ di 60 anni ed abbia alle spalle oltre 5 anni di matrimonio….. lasciano perdere e rinnovano l’RNE a tempo indeterminato. questo per doverosa precisazione.

    • dimenticavo….solo nel caso di un cittadino Italiano “naturalizzato” Brasiliano (titolare di RG e RNE) e divorziato non viene toccato ne prima e ne dopo i 60 anni.

  11. Buongiorno, io sono residente in Italia e percepisco una pensione di invalidità. Vorrei tuttavia trasferirmi in Brasile e lasciare che suddetta pensione rimanga in Italia su un conto congiunto di mia madre e mio per farmela spedire ogni mese con un arrotondamento in eccesso. Che problemi avrei nel fare ciò? La cifra complessiva sarebbe di 1350 euro.

    • Ciao Francesco

      non hai bisogno di farti spedire i soldi , puoi ritirarli tu stesso con la carta di credito. : Come pensi di ottenere il visto per viverein Brasile ? Come pensionato devi dimostrare un reddito di almeno R$ 6000 Informati bene al consolato .Inoltre tieni presente che con il tuo stipendio , tra affitto , spese di alimentazione ecc , medicine e plano de saude ci stai abbastanza stretto anche se in questo momento il cambio aiuta . Tempo fa il cambio che oggi è a 4.3 stava a 2.2 !!! Pertanto , per non avere problemi in futuro pianifica i tuoi costi con un cambio pari a 3 .

  12. in una paese come il brasile la legge, che viene seguita solo dagli ingenui….quindi….basta non dichiare, Nel caso improbabile di una verifica da parte dell’agenzia entrate(receita federal si applicail conosciuto Jeitinho brasileiro…..una mancia e tutto finisce li. Certo che gli italiani, tipo che vivono a Fortaleza, che non si sono integrati, non parlano bene la lingua.. si frequentano soprattutto fra di loro e con chi li sfrutta, beh questi non sono tanto informati sulla vita reale…bensi sulle tariffe delle signorine

    • il Brasile è cambiato e inizia a stare stretto anche ai furbetti che si nascondono. è vero che la maglia fine della Receita pensa prevalentemente ai Brasiliani ma se ci incappi sono cavoli amari. meglio regolarizzarsi e vivere tranquilli non che quando suonano alla porta o squilla il telefono pensi prima di tutto a “sorprese”. conosco Italiani ai quali hanno sospeso l’RNE permanente perchè non hanno mai dichiarato….anche in esenzione meglio dichiarare, sempre.

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