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Fuochi di artificio

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Località Natal , più precisamente l’area di mangrovie che cresce rigogliosa sulla foce del Rio Potengi . E’ una vista che mi rallegra tutte le mattine quando guardo fuori della finestra della mia cucina . Il fiume scorre tranquillo tra le due sponde , da un lato le mangrovie e dall’altro le case modeste di una comunità di pescatori . Più a monte le mangrovie prendono il sopravvento ed appaiono le enormi fazende di gamberi che fanno del Rio Grande do Norte il maggior produttore di gamberi del Brasile .

Così come mi sono abituato ai galli che con il loro canto mi tengono sveglio dalla mezzanotte alle sei di mattina mi sono anche abituato ad ascoltare , di tanto in tanto , lo scoppio di fuochi di artificio apparentemente provenienti dalle mangrovie .
Sono fuochi strani , innanzitutto perchè esplosi di giorno e non all’imbrunire come di consuetudine , non sono di lunga durata ed infine non corrispondono a feste riportate sul calendario .Comunque mi ci ero abituato e li attribuivo alle stravaganze del popolo potiguar , gli abitanti di Natal appunto .
Ma l’altro giorno leggendo un articolo sulla edizione elettronica del Diario di Natal apprendo che i fuochi , quei fuochi non sono altro che una segnalazione con la quale i trafficanti di droga comunicano ai loro clienti che la merce nuova è arrivata . Ma arrivata dove ?
E allora scopro che nel mezzo della foresta di mangrovie esiste una area raggiungibile solo a piedi dove i viziati di cocaina e crack vanno ad acquistare e spesso consumare la droga . La cracolandia di Natal la chiama il giornale .
La polizia locale sa ma per mancanza di personale e per difficoltà di dare copertura a mezzo di autovetture evita la zona . Si limita ad osservare da lontano ciò che accade mentre gli zoombie del crack , così vengono definiti qui i viziati di questa terribile droga che ti ruba l’anima , si aggirano tra le mangrovie .
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