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Pensionato in Brasile , come evitare la doppia imposizione .

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Ritorno al tema della doppia tassazione della pensione poichè molti amici pensionati intendono trasferirsi in Brasile utilizzando la possibilità di ottenere il visto come pensionato . Questa decisione comporta il versamento della pensione INPS direttamente in Brasile presso istituti bancari autorizzati . Dal 1/11/2011 il pagamento avverrà tramite la CITYBANK .Esistono dei costi associati al prelievo della pensione in reals sui quali al momento non ho dati chiari . Sarei grato se qualche amico pensionato ci comunicasse qualcosa a proposito.
Cosa dice la legge italiana a proposito dei pensionati italiani residenti all’estero ? Abbiamo intervistato a tale scopo il consulente previdenziale Dott . Pasquale Esposito
Dott . Esposito , molti amici pensionati chiedono chiarimenti sul rischio che la loro pensione in Brasile possa essere sottoposta a doppia tassazione . Cosa prevede la legge a proposito ?

La circolare Inps 176 dice che il cittadino italiano residente all’estero deve esprimere la sua volontà di far tassare la propria rendita in italia o nel paese di residenza , vedi paragrafo 3.2 e 3.2 lettera B- vedi paragrafi successivi 4)-5)-6)-7), dove sempre deve esserci l’espressione dell’assicurato .


Le pensioni italiane , infatti , vengono tassate alla fonte (cioè dall’Inps che agisce come sostituto di imposta). Con alcuni paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito.


Pertanto il pensionato che risiede all’estero può chiedere (quindi c’è da fare una richiesta scritta) all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale in vigore, al fine di ottenere nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (tassazione esclusiva nel paese di residenza) oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato .

A tale scopo dovrà essere presentato alla sede Inps di appartenenza l’apposito modello
(mod.EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità straniera.

Dunque il rischio delle doppia tassazione è concreto ma la soluzione è a portata di mano .

La legge dà la possibilità di evitare la doppia tassazione sempre che il cittadino italiano esprima la sua volonta. L’inps agisce in questo modo.

Questo della scelta da parte del cittadino dell’imposizione della sua rendita è dovuta dal fatto che l’Inps non si informa dove la tassazione è più favorevole per il contribuente.

E’ il contribuiente a sapere, dopo che si è informato, in quale paese gli convenga farsi tassare la rendita, poi ci sono casi particolari personali, dove pur sapendo che la tassazione è più favorevole in Brasile, convenga farsi tassare in Italia per altri motivi che noi non conosciamo.


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68 Commenti

  1. Che io sappia (ma potrei sbagliare in quanto non sono pensionato) credo che la richiesta di visto come pensionato (minimo 2000 dollari al mese) non comporta necessariamente il trasferimento del pagamento della pensione in Brasile. E' possibile avere tale visto anche lasciando il pagamento della pensione in Italia. Basta fornire documentazione comprovante al momento della richiesta del visto presso il Consolato brasiliano. Così ha fatto un mio amico italiano che vive regolarmente in Brasile da 4 anni.
    un saluto
    Marco

  2. Non concordo assolutamente con quanto riportato in questo articolo per quanto detto dal Dott. Esposito in quanto la mia testimonianza personale come quella di tanti altri pensionati residenti in Brasile, siamo soggetti alla doppia tassazione in Italia e in Brasile in piena discordanza e mancata applicazione della convenzione internazionale contro la doppia imposizione stipulata tra l"Italia e in Brasile nel 1978.
    Nel mio caso personale sono cittadino italiano pensionato INPS residente in Brasile con regolare visto permanente gia' dal 2006; a suo tempo ho fatto tutto quanto previsto dalla circolare 176 con trasmissione alla sede INPS che eroga la mia pensione del mod.EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità brasiliana Receita Federal. In principio l'INPS mi ha detassato la mia pensione accreditandomi sulla mia banca italiana il valore al lordo delle imposte della mia pensione ed io mensilmente e giustamente ho provveduto a pagare le relative imposte qui in Brasile a mezzo bollettino DARF e conseguente presentazione della dichiarazione fiscale annuale alla Receita Federal. Questa detassazione me l'hanno applicata per ben 3 anni, e dopo, improvvisamente senza dare alcuna giustificazione l'ente erogante la mia pensione dal 2009 mi ha applicato la tassazione in Italia accreditandomi mensilmente il relativo netto. Tramite consulenti locali hanno posto il quesito alla Receita Federal che si e' pronunciata che nonostante la tassazione in Italia della mia pensione, la stessa in base alla convenzione del 1978, e' soggetta a tassazione anche in Brasile per i cittadini italiani che risiedono permanentemente in Brasile e di conseguenza anche se gia' tassato in Italia devo continuare a pagare anche in Brasile in barba alla convenzione contro la doppia imposizione. E la cosa piu' ridicola e grave e' che la Receita brasiliana non ammette la compensazione qui in Brasile di quanto pagato in Italia a titolo di imposte in quanto sostiene che il governo italiano sta disattendendo la convenzione a suo tempo stipulata con le autorita' fiscali brasiliane. La Receita e' stata tassativa che non ammette la compensazione e tantomeno il rimborso delle imposte trattenute dall'INPS in Italia e la cosa piu' assurda e frustante e' che nemmeno l'Agenzia delle Entrate in Italia ammette la compensazione o il rimborso della tassazione subita in Brasile.
    La conseguenza di quanto sopra descritto e' che per lo stesso reddito subisco doppia tassazione.
    Alla faccia della giustizia e dell'uguaglianza… E' cosi che viene trattato un cittadino italiano residente all'estero dopo una vita di sacrifici e di contribuzione senza tener conto che lo stesso non usufruisce piu' dei servizi pubblici riservati agli italiani residenti (salute, scuola, sicurezza ecct.) pur sapendo da parte loro che tutti questi servizi il cittadino italiano residente in Brasile se li deve pagare profumatamente.
    Se il Dott. Esposito e' coerente con quanto da lui affermato, mi risolva il mio caso pensionistico in modo che io possa pagare solo te tasse in Brasile e essere detassato in Italia.
    Cordialita' da un pensionato italiano incazzato, frustato e umiliato da questa deprecabile assurda situazione di disiguaglianza e disparita' fiscale.

    Michele dal Ceara'

  3. L'accordo Italia Brasile prevede la tassazione delle pensioni nel solo paese di residenza, ma , attenzione, ciò vale per gli importi fino a 5.000 USD annui. Secondo me tale importo poteva considerarsi valido nel 1980, data di stipula dell'accordo, non oggi. Sarebbe auspicabile un'aggiornamento dell'accordo con rivalutazione di tale importo.

    • Secondo me quest'argomento dovrebbe essere chiarito pubblicamente, senza pratiche riservate, per una diffusa e chiara informazione a tutti. Personalmente ho appena ottenutop il permesso permanente in Brasile. Posso rimanere residente in Italia dove mi reco per lavoro almeno per due/tre mesi ogni anno? Devo iscrivermi all'AIRE se non prendo residenza in Brasile pur avendo il permesso permanente? Devo decidere che fare e chiedo aiuto a persona veramente esperta. Si leggono cose varie e diverse in internet, che servono solo a onfondere. Grazie.-

    • Premesso le che le sedi per chiarire queste cose non sono i blog ma l'INPS , i patronati e gli uffici dell'AIRE ( Sia fisici che virtuali su internet ) , così come lo sono i consolati per altri argomenti posso dirti che :

      1) per aver conseguito il visto permanente in Brasile NON devi automaticamente iscriverti all'AIRE se , come nel tuo caso , rientri in patria dei tre mesi all'anno ( basta una volta all'anno )

      2) leggi i vati commenti a questo nostro articolo : https://www.vivereinbrasile.com/2012/04/nuove-imposte-per-i-immobili-e-conti.html è molto istruttivo

  4. Il Dott. Esposito ha ricevuto i dati di Michele ed ha inviato questa risposta che pubblico perchè è sicuramente utile a tutti quelli che si trovano nella stessa situazione .

    " Dagli accertamenti che ho effettuato, riscontro che il problema del sig Olivieri è iniziato con la rata di maggio 2009, cioè quando
    per caso o per errore, non è arrivato oppure è stato erroneamente acquisito , il modello detrazione imposta 2009 con la relativa comunicazione (dicitura)
    sul modello stesso di residente stato estero.

    Per cui, ora per ovviare all'errore, Olivieri deve mandare un nuovo modello detrazione 2009 apponendo sopra ben chiara e visibile
    la dicitura : RESIDENTE ESTERO Stato BRASILE, alla sede di COMO.

    Nel contesto compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate il modello unico 2010 redditi 2009 per recuperare la tassazione effettuata sulla pensione per l'anno 2009.

    Questo vale per tutti i pensionati italiani residenti in Brasile, perchè oggi è diventata fontamentale questa dichiarazione delle detrazioni."

  5. Egr. dr. Esposito. Non capisco.
    Qui sotto la circolare 176 del 14.09.1999 relativa alla convenzione Italia-Brasile (che mi è stata confermata anche dagli uffici Inps di Monza, dove risiedo) e che recita che "L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite (5000 dollari) è imponibile in entrambi gli Stati". Quindi, non capisco perché lei dica il contrario (anche se mi auguro, volendomi trasferire in Brasile, che abbia ragione).

    3.2 – Detassazione con limiti di importo, condizioni reddituali e natura della pensione.
    Le convenzioni stipulate con il Canada ed il Brasile, pur prevedendo come normativa di base la tassazione nel solo paese di residenza, contemplano poi eccezioni in ordine a limiti di importo, situazioni reddituali e natura (previdenziale o assistenziale) di tutta o parte della pensione.
    B – Convenzione Italo-brasiliana.
    Per quanto riguarda il Brasile, l’art. 18 della convenzione in vigore ratificata con legge del 29.11.80 n. 844, prevede che le pensioni non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi provenienti da uno stato contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente, sono imponibili solo in detto altro Stato. L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite è imponibile in entrambi gli Stati.
    Nel corso dell’istruttoria delle domande di detassazione relative a beneficiari residenti in Brasile, pertanto, oltre agli accertamenti generali di cui al punto 2, dovrà altresì verificarsi se l’importo annuo della pensione superi o meno il controvalore di 5.000 dollari Usa.
    Al riguardo le SAP, ricevute le domande, procedono alla semplice detassazione se le pensioni stesse non superano il controvalore di 5.000 dollari Usa. Nei casi di pensioni che superino il predetto importo annuo, le SAP:
    acquisiscono il codice di detassazione;
    localizzano la pensioni al codice di UP 999;
    sottopongono il solo importo eccedente alla tassazione prevista per i residenti in Italia;
    contabilizzano le relative ritenute al conto GPA 27/10;
    corrispondono le rate nettizzate delle ritenute come per il Canada.

  6. Se posso intervenire, buona sera,
    Sono Virgilio Toniati, Presidente dell'Associazione 65 nel Mondo, nata proprio in conseguenza della situazione in cui 10932 pensionati italiani residenti in Brasile sono sottoposti dalla violazione della'accordo Bilaterale sottoscritto fra italia e Brasile nell'ottobre del 1978 (ratificato in legge n.ro 844 del novembre del 1980).
    A seguito di una circolare INPS la 176 del Luglio 1999 sottoscritta da Vincenzo Busa i cittadini italiani pensionati residenti in Brasile vengono abusivamente, contro legge e soprattutto contro la Costituzione italiana , sottoposti a doppia tassazione provocata dall'arbitraria unilaterale “nuova” interpretazione della convenzione rispettata sino a quella data.

  7. X Luciano

    ricevo dal Dott. Esposito la risposta al suo dubbio che pubblico integralmente :

    'art 18 della convenzione cita che l'eccedenza a 5000,00 dollari usa, relativa a pensioni INPS e annualità, è imponibile in entrambi gli stati contraenti, e questo è un fatto ineccepibile,
    vedi anche i messaggi Inps n. 001744 del 18/01/2006, 002732 del 04/02/2009-

    Se involontariamente ho dato informazioni diverse, me ne scuso con i lettori.

  8. Mi riferisco al commento del Sig. Virgilio Toniati del 11 c.m. per segnalare che tantissimi pensionati italiani che risiedono in Brasile non pagano nessuna imposta qui in Brasile perche' loro sostengono che sono gia' tassati alla fonte in Italia, e pertanto, non e' necessario dichiarare e pagare niente in Brasile; e ancora sostengono che se anche dovessero pagare e dichiarare in Brasile ai sensi dell'art. 18 della convenzione del 1978, avrebbero diritto ai sensi dell'art. 23 punto 1 (metodo per evitate le doppie imposizioni), alla compensazione delle imposte trattenute in Italia che dato che sono piu' alte di quelle applicate in Brasile, non andrebbero a pagare niente o quasi niente.
    Chiedo allora al Sig. Toniati e al titolare di questo blog tanti pensionati italiani forse inconsapevolmente sono in posizione irregolare con il fisco brasiliano e cosa potrebbe succedere se lo stesso fisco brasiliano (Receita) prendesse di mira questi pensionati e chiedesse il pagamento delle imposte con relative salatissime penalita' senza riconoscere la compensazione delle imposte pagate in Italia proprio applicando l'art. 18 della stessa che per quanto riguarda il Brasile prevede che le pensioni non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi provenienti da uno stato contraente (Italia) e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente (Brasile), sono imponibili solo in detto altro Stato. L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite è imponibile in entrambi gli Stati.???
    E' inconcepibile pagare due volte sullo stesso reddito, e' incostituzionale!
    Mi chiedo come possono i pensionati italiani residenti in Brasile vivere in una situazione dal punto di vista fiscale cosi ambigua e pericolosa e che a loro insaputa puo' esplodere in qualsiasi momento se il fisco brasiliano si muovesse nel richiedere il pagamento delle imposte anche in Brasile retrocedendo per tutti gli anni che non sono state dichiarate e pagate le imposte qui in Brasile sulle pensioni erogate dagli enti italiani.
    Mi pongo tutte queste domande perche' tanti italiani pensionati che risiedono in Brasile si pongano il problema onde evitare di essere sottoposti a situazioni vessatorie e finanziariamente insostenibili da parte del Fisco brasiliano.
    Nel mio caso personale, per evitare tutto questo, ho sempre dichiarato e pagato le relative imposte anche qui in Brasile pur essendo la mia pensione gia' tassata in Italia in rispetto all'art. 18 della convenzione contro le doppie imposizioni del 1978 stipulata tra il governo italiano e quello brasiliano.
    E ancora come mai le Autorita' competenti che sono a conoscenza di questa situazione dei pensionati italiani residenti in Brasile non intervengono per sanare questa ingiustizia fiscale? Probabilmente ci considerano cittadini di serie B emigranti non degni di questa giustizia. Sono solo capaci di elemosinare i nostri voti di emigranti quanto sono necessari per essere eletti e mantenuti nella casta politica italiana.
    E per ultimo il Dott. Esposito penso quale competente funzionario dell'INPS ritiene giusta e corretta questa impostazione di doppia tassazione per lo stesso reddito. Per cortesia ci dia lumi e speranze.
    Antonio

  9. Ricevo questa nota da una amica pensionata e la pubblico per chi fosse interessato :

    Ai pensionati italiani che si trasferiscono in Tunisia, non necessariamente per tutto l'anno, la legge concede importanti vantaggi fiscali, che portano ad un aumento della pensione netta percepita.
    Un’opportunità da prendere seriamente in considerazione, anche perché all’aumento della pensione netta si accompagna un costo della vita molto più basso, per cui il pensionato che si trasferisce in Tunisia vedrà le sue entrate aumentare in modo consistente.
    La legge tunisina n. 2006-85 del 25 dicembre 2006 ha sancito, a partire dall’anno 2007, un regime di abbattimento della tassazione dell’80% sulle pensioni percepite dai cittadini di vari Paesi, tra cui l’Italia, con i quali la Tunisia ha in essere una convenzione fiscale di cosiddetta "non doppia imposizione". In breve il meccanismo è il seguente: il pensionato cittadino italiano deve richiedere il permesso di soggiorno, abitando effettivamente in Tunisia per almeno 6 mesi + 1 giorno l’anno. Deve poi aprire un conto bancario, sul quale sarà accreditata la pensione percepita dall’Italia. Date queste condizioni, la pensione sarà corrisposta dall’Ente Italiano al lordo, quindi senza ritenute alla fonte, in quanto, in virtù della convenzione fiscale, essa sarà tassata non più dallo Stato Italiano ma da quello Tunisino. Su tale lordo lo Stato Tunisino concede la detrazione dell’80%, tassando quindi solo il 20% rimanente.
    Facciamo un esempio pratico, basato su una pensione lorda annua di 20.000 euro:

    – Pensione LORDA annua: 20.000 euro
    – Deduzione dell’80%: 16.000 euro
    – Reddito imponibile: 4.000 euro
    – Imposta annua: 430 euro

    In pratica, riducendo il reddito imponibile al solo 20% di quello totale, la pensione è tassata per circa il 2% sul totale (se poi il pensionato è capofamiglia c’è un’ulteriore detrazione)!
    E’ chiaro che quanto più è alta la pensione più i vantaggi diventano interessanti, ma è vero anche che per una piccola pensione il differenziale di tassazione assume ancora maggior valore, tanto più se si considera, ripetiamo, che il costo della vita in Tunisia è pari a circa la metà rispetto all’Italia.

    Come detto, per ottenere e conservare il permesso di soggiorno in Tunisia bisogna risiedervi per un minimo complessivo di 6 mesi + 1 giorno all’anno, anche non continuativi.

  10. Ricevo questa nota dal Dott. Esposito e la pubblico integralmente :

    " Antonio,
    proprio ora ho finito di parlare con Mario Liberati e Vera Donatini del Team Controllo Qualità Processo Pensioni – Convenzioni Internazionali (Area Pensioni) della Direnzione Centrale Inps di Roma,i quali mi confermano che tutte le pensioni Inps superiori al trattamento minimo, ( 2010=5992,61 euro annue) in accordo alla convenzione ita/bra subiscono la tassazione in Italia per gli importi annui eccedenti i 5000,00 dollari americani (vedi le aliquote che già ti ho inviato sia irpef che quelle delle detrazioni)
    Ora che questo sia giusto o sbagliato non cambia le cose , è la legge e questo sino a quando non verranno aggiornati i parametri del prelievo fiscale che a quanto pare farà parte
    del prossimo dibattito polito. ABBASSAMENTO DELLE TASSE CON LA REVISIONE DELLE ALIQUOTE IRPEF. Speriamo anche per i residenti all'estero"

  11. Cari signori Antonio e Dott. Esposito per noi pensionati italiani residenti in Brasile il problema non e' l'improbabile abbassamento delle aliquote Irpef, ma l'ingiustizia che subiamo per essere tassati 2 volte sullo stesso reddito: l'Italia che ci tassa sulla base dell'art. 18 della convenzione del 1978 e il Brasile che ci tassa sulla base dell'art.19 punto 4 della stessa che chiamano contro le doppie imposizioni, ma dovrebbero titolarla CONVENZIONE SULLA DOPPIA IMPOSIZIONE!!! dal momento che il Fisco brasiliano nemmeno riconosce e concede la compensazione di quanto gia' pagato in Italia a titolo di imposte. E' una cosa inaudita, il problema e' noto alle competenti autorita' italiane e niente succede; e' la solita vergogna tipicamente italiana che si consuma alle spalle dei soliti pensionati di serie B emigrati.
    Se il Dott. Esposito vuole sapere perche' il Fisco brasiliano ci tassa qui ai sensi dell'art. 19 punto 4 della convenzione saro' esauriente in un prossimo post.

    Mi permetto di suggerire al titolare di questo emerito blog di riunire tutto quello che si scrive sul tema pensioni nella posizione in cima del blog alla voce "pensioni" in modo da rendere reperibile in una sola posizione tutto quello che riguarda questo argomento.

    Un caro saluto.
    Antonio

  12. Mi riferisco al post della tassazione delle pensioni italiane in Tunisia chiedendomi se un giorno il pensionato italiano che risiede in Tunisia vorra' tornare in Italia, potra' rimpatriare i capitali rimanenti depositati sul conto corrente tunisino? Forse e' in questo momento che il governo tunisino si riprendera' tutto quello che il pensionato ha risparmiato di tasse trasferendosi in Tunisia!
    Sarebbe utile accertare questo per evitare un bagno nell'acqua in un paese in cui la quasi totalita' della popolazione e' musulmana e preconcettuosa contro la civilta' occidentale.

  13. Caro Anonimo

    cominciamo a non essere noi preconcettuosi e vedrai che vivremo tutti meglio .

    Se sei interessato ad avere altri chiarimenti sul trasferimento in Tunisia puoi rivolgerti al sito http://www.caseintunisia.com .

    Comunque una vacanza in Tunisia vale la pena farla se non altro perchè il volo è economico e dista solo un'ora da Roma . Il luogo è suggestivo … certo non ci sono le brasiliane !

  14. TEMPO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER I PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI IN BRASILE
    Vorrei tramite questo blog alertare i pensionati italiani residenti in Brasile che il 30 di aprile scade il termine per la dichiarazione annuale dei redditi percepiti nel 2010 alla Receita Federal.
    Infatti i pensionati che percepiscono pensioni anche se tassate in Italia alla fonte, hanno l'obbligo, se pensioni superiori ai 5.000 $ annuali, di dichiarare e pagare le relative tasse anche qui in Brasile ai sensi dell'art. 18 della convenzione Italia Brasile del 1978 tenendo in considerazione che la Receita Federal non ammette la compensazione di quanto gia' pagato in Italia a titolo di tassazione in quanto la Receita brasiliana ritiene che i pensionati italiani qui residenti sono soggetti a tassazione qui in Brasile ai sensi dell'art. 19 punto 4 della stessa convenzione.
    Mi risulta che la Receita, in base allo scambio di informazioni tra Stati riconosciuto dalla stessa convenzione, abbia intenzione di richiedere tramite l'Agenzia delle Entrate Italiana, l'elenco dei pensionati italiani che risiedono in Brasile e che sono tassati alla fonte in Italia dai vari Istituti previdenziali che erogano le pensioni stesse, onde procedere in seguito al controllo incrociato di quelli che non hanno dichiarato e pagato qui in Brasile.
    E' importante sapere che le pensioni sono soggette a tassazione in Brasile indipendentemente che le stesse rimangono accreditate su conti correnti italiani o che vengono incassate qui in Brasile con prelievi a mezzo carte di credito o bancomat.
    So che siamo in presenza di una grande ingiustizia per subire una doppia tassazione sullo stesso reddito, ma purtroppo la realta' e' questa.
    Io mi trovo in questa situazione da qualche anno, e per evitare, di essere pesantemente sanzionato dalla Receita Federal, ho preferito pagare mensilmente le tasse anche qui in Brasile anche se la mia pensione e' gia' tassata alla fonte in Italia dall'Inps.
    Purtroppo e' una questione molto importante da non sottovalutare per evitare prima o poi di essere aggrediti dai morsi famelici della Receita Federal chiamato proprio a caso "o leão".
    Michele di Fortaleza

  15. Ciao Michele

    ma questo Leone quanto ti porta via alla fine ? Inoltre le tue affermazioni mi sembrano in contrasto con quanto dichiarato dal Dott. Esposito nel Post o mi sbaglio ?
    Quale potrebbe essere quindi, secondo te , la soluzione per un pensionato che voglia trasferirsi in Brasile ?

    Io proporrei in alternativa al trasferimento trascorrere i famosi sei mesi in Italia e sei mesi in Brasile e mi garantirei durante i sei mesi in Brasile con una bella assicurazione Nomad che con 500 euro durante sei mesi ti rimborsa tutte le spese mediche eventualmente sostenute in Brasile . Che ne dici ?

    Saluti

  16. Leggendo la Convenzione del 1978 artt.18 e 19 mi sembra di aver capito che sono assoggettabili a doppia tassazione solo i pensionati che trasferiscono la residenza in Brasile iscrivendosi all'AIRE.
    Se così fosse, sarebbe un motivo in più (oltre alla perdita dell'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale italiano) per NON iscriversi all'AIRE. O sbaglio?
    saluti
    Marco

  17. Caro Antonio,
    io ci vivo in Brasile com moglie e 2 figli gia' da tanti anni come anche altri pensionati che si trovano nella mia stessa situazione, e pertanto, non mi e' possibile fare il pensionato di 6 mesi all'anno tra Italia e Brasile.
    Certo quello che consigli tu puo' essere valido per quei pensionati che hanno la possibilita' di soggiornare in entrambi i Paesi per periodi dell'anno e di conseguenza mantenendo la residenza in Italia non sarebbero assoggettati ingiustamente alla doppia tassazione fiscale.
    Le mie affermazioni sono esattamente in sintonia con quanto dichiarato dal Dr. Esposito e da te stesso riportato precedentemente nel tuo blog che qui riporto integralmente:

    ottoaprile ha detto…
    X Luciano

    ricevo dal Dott. Esposito la risposta al suo dubbio che pubblico integralmente :

    'art 18 della convenzione cita che l'eccedenza a 5000,00 dollari usa, relativa a pensioni INPS e annualità, è imponibile in entrambi gli stati contraenti, e questo è un fatto ineccepibile,
    vedi anche i messaggi Inps n. 001744 del 18/01/2006, 002732 del 04/02/2009-

    Se involontariamente ho dato informazioni diverse, me ne scuso con i lettori.

    12 ottobre 2010 19:16

    Il mio contributo annuale al Leone brasiliano e' di circa 35.000 reais e di questo devo ringraziare il governo della nostra amata patria che disattende le convenzione contro le doppie tassazioni.
    Un caro saluto.
    Michele di Fortaleza

  18. Ciao Michele

    se così stanno le cose sembra che l'unica soluzione sia quella prospettata da Marco di non iscriversi all'AIRE cosa che mi risulta essere obbligatoria solo se si passa oltre un anno fuori dell'Italia . Pertanto si tratterebbe di farsi una capatina in Italia almeno una volta all'anno . Tanto il viaggio lo puoi fare nei periodi di più basso costo ed in parte te lo ripaghi acquistando in Italia i prodotti che qui sono più cari .

    Saluti

  19. fl@vio

    "di non iscriversi all'AIRE cosa che mi risulta essere obbligatoria solo se si passa oltre un anno fuori dall'Italia"

    ti risulta da che cosa?

  20. X MARCOFALCO e ANTONIO

    purtroppo per il fisco brasiliano non ha nessuna rilevanza essere iscritto o no all`AIRE per essere considerato un residente in Brasile e quindi soggetto alla normativa fiscale locale in quanto e` sufficente soggiornare in Brasile per un periodo superiore a 183 giorni all´anno come da istruzioni della Receita Federal che ti riporto integralmente qui di seguito:

    RESIDENTE NO BRASIL — CONCEITO
    109 — Qual é o conceito de residente no Brasil para fins tributários?
    Considera-se residente no Brasil a pessoa física:
    I – que resida no Brasil em caráter permanente;
    II – que se ausente para prestar serviços como assalariada a autarquias ou repartições do Governo brasileiro
    situadas no exterior;
    III – que ingresse no Brasil:
    a) com visto permanente, na data da chegada;
    b) com visto temporário:
    1. para trabalhar com vínculo empregatício, na data da chegada;
    2. na data em que complete 184 dias, consecutivos ou não, de permanência no Brasil, dentro de um período
    de até doze meses;
    3. na data da obtenção de visto permanente ou de vínculo empregatício, se ocorrida antes de completar 184
    dias, consecutivos ou não, de permanência no Brasil, dentro de um período de até doze meses;
    por qualquer outro motivo, permanecendo por periodo superior a 183 dias, consecutivos o nãõ, contados dentro de um periodo de ate´ 12 meses, apartir do 184 dia.

    Purtroppo per noi non ci sono scappatoie per il Fisco brasiliano.

    Saluti
    Michele di Fortaleza.

  21. X Flavio

    è scritto sul sito del Ministero degli Esteri http://www.esteri.it/MAE/IT/Italiani_nel_Mondo/ServiziConsolari/AIRE.html

    che riporto per conoscenza :

    L’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero è stata istituita con Legge n. 470 del 27 Ottobre 1988 e contiene i dati dei cittadini che intendono risiedere all’estero per un periodo superiore ai dodici mesi. Essa è gestita dai Comuni sulla base dei dati e informazioni provenienti dalle Rappresentanze consolari all’estero.
    L’iscrizione all’AIRE è un diritto-dovere del cittadino e costituisce il presupposto per usufruire di una serie di servizi, nonché per l’esercizio di importanti diritti, quali per esempio il diritto di voto.

    Devono iscriversi all’AIRE, oltre ai cittadini che trasferiscono la propria residenza all’estero, anche quelli che già vi risiedono, sia perché nati all’estero che per successivo acquisto della cittadinanza italiana a qualsiasi titolo.

    Non devono iscriversi all’AIRE le persone che si recano all’estero per un periodo di tempo inferiore all’anno, i lavoratori stagionali, nonché i dipendenti di ruolo dello Stato in servizio all’estero.

    L’iscrizione all’AIRE è di norma effettuata a seguito della dichiarazione, resa dall’interessato, all’Ufficio consolare di residenza, mediante apposito modulo, entro 90 giorni dal trasferimento della residenza. Essa comporta la contestuale cancellazione dall’Anagrafe della popolazione residente del Comune di provenienza. L’iscrizione può anche avvenire d’ufficio, sulla base di informazioni di cui l’Ufficio consolare sia venuto a conoscenza.

    Per le modalità di iscrizione si suggerisce di contattare l’Ufficio consolare sul cui sito, di norma, sono disponibili anche i moduli di richiesta.

    Eventuali modifiche alle informazioni registrate nell’AIRE (trasferimento di indirizzo o di Stato di residenza; modifiche dello stato civile o decessi) debbono essere tempestivamente comunicate all’Ufficio consolare.

  22. Caro Antonio
    purtroppo questa è la situazione reale sotto il profilo fiscale in cui verrebbe a trovarsi un pensionato italiano che decida di trasferirsi definitivamente in Brasile e tutto questo grazie alla cricca dei nostri governanti che sanno solo spennare i pensionati che vogliono trasferirsi in altri lidi o anche che lo sono gia da anni disattendendo le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.
    Grazie Patria amata e soprattutto amara per chi deve subire questa assurda ingiustizia.
    Questo non la aiuta certamente a risollevarsi dal baratro nel quale sta precipitando.
    Ma come si dice qui A VIDA ANDA.

    Michele di Fortaleza

  23. Ciao Michele

    è proprio così A VIDA ANDA anche se qualche volta ti viene il dubbio che tutto congiuri per renderti infelice soprattutto lo STATO che dovrebbe essere stato creato per aumentare il benessere del cittadino .

    La Pensione sembra essere l'ultimo strumento di tortura e di ricatto di questo aguzzino !

  24. Grazie Michele per l'informazione, anche se non mi riguarda direttamente credo che servirà a molti. Proprio a questo serve questo splendido blog.
    Per quanto riguarda le pensioni, non preoccupatevi, tra poco non ce ne saranno più per nessuno quindi, problema risolto!
    abraços
    Marco

  25. segondo me, è un pecado! una persona che lavora tutta la vita, e no ha diritto di vivere dove voi,e la italia no fa nient per risolvere questi problemi…sono brasileira..mio marido è italiano,,,,sono cosi "amara" delusa", perche sono 12 anni di un sogno, che adesso, è arrivato la ora,,,e vedo che no cé nient da fare,,se paga la doppia tasse, como riusciamo a vivere li??? speriamo che "qualcuno" riesce a capire che il ser humano é livre(libero) di decidere dove vivere,,e dove pagare il giusto, e che il governo italiano smette di roubare,e che anche brasile, fa causa.per favorire voi pensionati italiani! auguri a tutti noi. grazie

  26. Infatti io vedo molti pensionati non solo italiani che hanno lasciato l'accredito della pensione in Italia e vivono in Brasile non dichiarando nulla. Ovviamente non si iscrivono all'Aire e tornano una volta all'anno in Italia.
    Forse un domani verranno beccati dalla Receita Federal ma …. chi può dirlo?
    abraços
    Marco

  27. Scusate sapete dirmi come fare per riscuotere una pensione in Brasile vivendo in Italia ? giorni fà mi è arrivata tramite sindacato e INPS una lettera dal SERVIZIO PREVIDENCIAL SOCIAL di SAO PAULO dove mi si dice che è stata erogata una pensione di 60 euro mensili .Fino qua tutto bene ora. si chiede il CPF e una procura ha un residente in Brasile ! Cosa mai vista più vergognosa .Mà come facciò io dopo quasi 50 anni ha trovare qualcuno ha cui fare una procura. Nessuno sà niente ora chiedo se io vado a San Paolo riscuoterò la pensione arretrata dal 2007 ha oggi che mi è stata riconosciuta?Oppure è una truffa aggiustata sempre dal Ns. governo, che non sa farsi rispettare. Chedebbo fare. Rimango in attesa e saluto cordialmente.
    bruno boccalini

  28. Ciao Bruno

    cerca di spiegare un poco meglio la situazione . Sembra che tu sia stato colpito da una disgrazia mentre invece hai semplicemente avuto una notifica di una pensione brasiliana che probabilmente hai conseguito lavorando in Brasile 50 anni fa ( Ma quanti anni hai ?).

    Spero che qualcuno dei lettori possa esserti di aiuto .

    Saluti

  29. Appartengo anch'io alla categoria dei tartassati, pensionato Inps residente in Brasile e iscritto AIRE che, ricordo a tutti, è un'iscrizione obbligatoria. Ancora recentemente attraverso Inps rispondi mi è stato riposto dall'Inps appunto che io posso decidere di pagare l'Irpef o in Italia o all'Estero. Evidentemente la situazione è volutamente confusa e "costruita" da qualche boiardo ai massimi livelli Inps/Agenzia delle Entrate premiato poi per il suo zelo. Talmente "costruita" che mantengono un assoluto silenzio e quindi disinformazione all'interno del front end dell'Istituto Inps stesso e del front end dell'Agenzia delle Entrate. La situazione è già stata ben descritta nei post precedenti anche se quella del Dott. Pasquale Esposito non è "chiara" (farà parte della "costruzione" per tenere nell'incertezza i pensionati che stanno soffrendo questa doppia imposizione? ha anche Lui un premio per la diffusione della disinformazione?) Affermo questo perchè in situazioni come questa ci sono 2 strade da intraprendere da parte di chi rappresenta le Istituzioni: 1) alzare le mani, ammettere che è in corso un'ingiustizia anticostituzionale e, quindi, starsene nella sua; 2) prendere la questione a cuore ed andare in fondo chiarendo bene cosa si dovrebbe fare e intercedendo ed aiutando le Istituzioni per "regolarizzare" l'ingiustizia …sarebbe per Lui uno scoop professionale, ma si sa lasciare il certo per l'incerto …. non piace a nessuno. Ciò detto, posso assicurare che: o in Italia questa vessatorietà viene normalizzata e presto oppure iniziano a partire denunce alla Procura della Repubblica per: a) abuso di Ufficio; b) incapacità a svolgere il lavoro per il quale si è profumatamente pagati; c) maleducazione a volte a livello offensivo verso i pensionati che si rivolgono per chiedere aiuto ed informazioni. Penso anche che ci siano i presupposti per denunciare i personaggi che conducono queste Istituzioni di APPROPPIAZIONE INDEBITA, tenuto conto che oltre l'Irpef ci vengono trattenute impropriamente le addizionali sia Regionali che Comunali del Lazio e della città di Roma che, per altro, noi pensionati abbiamo scoperto di risiedere senza saperlo e senza esserne informati e senza deciderlo….ma come si fa a comportarsi così? Alla faccia dei 40 ani di lavoro dipendente in Italia, quindi MAI evaso una Lira. Infine, in Receita Federal si stanno stancando di questo stato delle cose ed anche a me risulta che stiano continuamente chiedendo all'Italia/Agenzia delle Entrate aggiornamenti e avanzamenti verso la regolarizzazione senza avere mai avuto risposta. Tra poco anche i pensionati che stanno nascosti (comportamento comprensibile visto lo stato dell'arte) su
    questa questione verrano "inventariati" sia dalla Policia Federal e Receita Federal…..Boa sorte!
    PRAIA DO FORTE

  30. Ciao a tutti. Mi chiamo Piero, ho 58 anni e abito a Torino. Ho scoperto questo blog per caso e l'ho trovato molto interessante, anche perché é mia intenzione venire a vivere in Brasile tra un paio d'anni, proprio quando andró in pensione. Mi sono giá interessato a questo dato che ho una figlia che vive a Belo Horizonte e potrei andare a vivere vicino a lei facendo un visto per ricongiuntimento familiare. Quindi grossi problemi non ce ne sono, peró questa cosa qui della doppia imposizione non la sapevo, e sinceramente inizio a preoccuparmi un po'. La mia idea era di venire a vivere in Brasile, aprire un conto corrente e dopo ricevere la pensione direttamente sul conto brasiliano, come penso facciano molti pensionati all'estero. Secondo calcoli fatti la mia pensione dovrebbe aggirarsi intorno ai 980 (netti) euro mensili. Pochi, lo so, ma abbastanza per vivere decentemente in Brasile, cosa invece non possibile qui in Italia. Ora peró leggo che questa pensione verrá tassata due volte. Ma cosa vuol dire? Immaginiamo che la mia pensione sará proprio di 980 euro. Se io rimanessi in Italia ogni mese incasserei questa cifra, né un euro in piú né uno in meno. Se vengo a vivere in Brasile quanto prederó alla fine? In Italia non mi tasseranno di piú perché la pensione che prenderó (980 euro) sará giá al netto delle tasse. Ma quando saró in Brasile prenderó di meno? Sul conto, invece di 980 euro (che al cambio attuale ho visto che sono 2.231,53 reais) mi ritroveró con quanto? Mi sembra che in Italia l'IRPEF é di circa il 20%. Quanto é in Brasile? E questa tassazione brasiliana mi viene fatta direttamente dalla banca al mio arrivo della pensione (per esempio invece di 980 ogni mese ricevo 780 euro) o sono io che, ogni anno, dovró fare una dichiarazione dei redditi e pagare succesivamente l'imposte? Scusate se faccio domande stupide ma ammetto di non capire niente di tasse e imposte. Per tutta la vita ho lavorato come dipendente e non ho dovuto mai preoccuparmi per queste cose, dato che quello che ricevevo era giá tassato alla fonte. Era anche mia intenzione iscrivermi all'AIRE visto che la mia idea é proprio quella di vivere il resto della mia vita in Brasile, ma ho visto che il fatto di essere inscritto o no non cambia niente sulla doppia imposizione.
    Scusate per le mie molte domande, forse anche un po' stupide per qualcuno, ma voglio capire bene questa cosa della pensione, dato che stiamo parlando del mio futuro.

    Grazie a tutti e ciao!
    Piero

  31. Ciao Piero

    il problema della doppia imposizione riguarda coloro che richiedono il visto permanente come pensionati .

    Tu , avendo tua figlia già in Brasile, puoi chiederlo come ricongiungimento familiare ed evitare il problema . A quel punto ti farai regolarmente versare la pensione sul conto italiano da dove la preleverai con la carta di credito qui in Brasile .

    Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi in Brasile se non hai proprietà immobiliari o comunque redditi generati sul posto , superiori ad una certa soglia ( Chiedi ad un commercialista brasiliano ), non hai necessità di farla .

    Saluti

  32. Ciao Piero. E' come dice ottoaprile. Anch'io sono di Torino e sono pensionato e da 2 anni vivo e risiedo in brasile a circa 1.000 km da Belo Horizonte. Ho lasciato la pensione in Italia e regolarmente utilizzo carta di credito e/o carta di debito (bancomat) italiani che mi sono fatto dare dalla Banca prima di traslocare. Per la doppia imposizione fiscale … è una brutta storia tutta Italiana. Meno male che ho lasciato la pensione in Italia e non avendo altri redditi in Brasile io sono esentato dal fare dichiarazione dei redditi. Comunque preto, molto presto il Brasile si sveglierà e verrà a prendere tutti gli stranieri residenti qui per verifica e per iniziare a tassare. Se vai a leggerti la convenzione tra Italia e Brasile vedrai che il Brasile da sempre rispetta l'art. 19.4 mentre l'Italia dopo aver anche lei rispettato l'art.19.4 per 20 anni e più, è da circa 10 anni che applica l'art. 18.2 Uno schifo che i politici Italiani non intendono sistemare. E' anche colpa dei Patronati e dei vari Consulenti che girano intorno a questo perchè NON informano in modo adeguato chi come te e me ha deciso di vivere il girone di ritorno della propria vita in un Paese che è ospitale e dove la vita "basica" costa un 30-40% meno che l'Italia. Quindi lascia la pensione in Italia al momento a fai il ricongiungimento fam. con tua figlia e…..non ascoltare i consulenti che dicono che hanno la soluzione al problema…sono dei millantatori. SOlo la riforma del fisco si potrà cambiare le cose. Diversi parlamentari hanno già fatto interrogazioni parlamentari. Speriamo. Fatti anche un giro su web "Mantovani nel mondo" che avrai la cronistoria di tutto e, tenuto conto che su questo post ho visto la presenza di Virgilio Toniati presidente dell'Ass. 65 nel mondo, scrivigli. Io sono un'associato a Lui ed ho aggiornamenti continui sulla questione. Attenzione quindi a quanto di dice l'Inps, ti dicono i Patronati e ti assicurano i vari consulenti…..molta attenzione. Per il resto: boa sorte!
    PRAIA DO FORTE

  33. Ciao
    Sono Bruno ti ricordi la pensione dopo 50 anni che sono vissuto in Brasile .Che ti devo dire oggi o 70 anni quindi questa notizia non è stata una manna mà una disgrazia,anche perche si tratta di 70 euro. In questa maniera con queste leggi tipiche italiane che pensano solo ha far ingrassare chi stà al governo io non la riscuoterò mai. In quanto non o nessuno in Brasile che me la possa riscuote!Ora comprendi la situazione!Nessuno sà nulla, inps compreso. Non sanno neanche cosa gli rispondono dal Brasile in quanto non capiscono la linqua ,e quindi vanno tutti per tentativi nello spedire le pratiche.Ecco perche sono arrabbiatissimo.Ti saluto e ringrazio .

  34. Scusa mi fà specie che tutti questi italiani all°estero,reclamano mà nessuno pone il suo nome che si vergognano ? Oppure anno paura di ritorsioni ? Questo è il popolo italiano, mai sicuro aspettando sempre che il vicino faccia il primo passo. io non mi vergogno di apporre il mio nome se ritengo giusto avere un diritto,che o sudato per avere,e non mi è stato concesso o sotratto.Ti saluto e ringrazio
    bruno boccalini

  35. in anonimato mica tanto anche perchè ti devi regolarmente registrare a questo forum. uno usa lo pseudonimo che si è scelto e quindi si può benissimo e sempre risalire a chi è. comunque con i tempi che corrono e con molti figli di puttana che millantano e si attaccano ai problemi del prossimi per fare loschi affari è sempre meglio stare "coperti", situazione tra l'altro che permette maggiore verità….ti dice nulla come FAlcone e Borsellino abbiano disgregato la mafia? Boa sorte!
    PRAIADOFORTE

  36. Ciao PRAIADOFORTE

    questo non è un Forum ma un Blog e almeno per il momento non è necessario alcuna registrazione . Mi meraviglio per quello che affermi essendo io il gestore del sito . Fammi sapere se per commentare ti è stato chiesto di registrarti .

    Grazie

  37. Il problema e' comune ma ognuno ha le sue motivazioni nel aver sottovalutato il problema.
    Ebbene, ma quale era la particolare difficolta' che si aveva o la speciale abilita' necessaria nel recarsi da un commercialista, da un avvocato o da un consulente specifico privato o di qualche patronato ed esporre chiaramente e completamente ( e non tra le righe perche' magari uno aveva i suoi motivi ad andarsene via dall Italia) il progetto di andare a vivere in brasile, nonche' di leggersi le normative di settore?
    Eppure diversi siti web ne parlavano da anni ,c era anche gente che dava consigli gratuiti su questo problema.

  38. Ciao Antonio,
    il mio nome è Manrico De Iovanna, e da un anno risiedo in Brasile, nella città di Taiobeiras (Minas Gerais) con visto per ricongiungimento familiare, essendo mia moglie Brasiliana.
    Sono anche pensionato INPS dal mese di luglio dello scorso anno, e qui sta il punto : da quello che ho compreso dai discorsi del forum, le pensioni Italiane vengono tassate due volte, dallo stato Italiano alla fonte e dallo stato Brasiliano poi.
    Anche io ritengo sia un furto perpetrato ai nostri danni dallo stato Italiano, ma nel mio caso, anche volendo fare buon viso a cattivo gioco e sottostare alla imposizione Brasiliana delle tasse, non saprei come dichiarare i proventi della pensione, perchè questi arrivano nel conto corrente del Banco do Brasil, cointestato tra me e mia moglie, ma senza alcun comprovante; l' anno scorso tramite il Banco Bradesco e quest' anno tramite il Banco Itaù.
    Qui a Taiobeiras, che è una piccola città nel nord est di Minas Gerais nessuno mi sa indicare il da farsi; potreste, tu o qualcuno degli amici che scrivono nel forum darmi qualche ragguaglio su cosa si deve fare per la dichiarazione dei redditi qua in Brasile ?
    Grazie infinite, cordiali saluti
    Manrico De Iovanna

    • Manrico, la dichiarazione dei redditi in Brasile si può fare direttamente online via internet personalmente, oppure tramite un qualunque commercialista (contador). Il costo non è neppure alto (massimo R$100).
      Il problema sta nel fatto che hai trasferito la pensione INPS in Brasile. Ora è chiaro che sei costretto a dichiararla alla Receita Federal insieme al tuo patrimonio (brasiliano ed estero).
      Meglio, ma molto meglio, sarebbe stato se avessi lasciato l'accredito della pensione in una qualunque banca italiana prelevando l'occorrente a mezzo bancomat.
      A volte ad essere troppo ligi alle regole ci si complica la vita. Ma nulla di irreparabile!
      un saluto al mio amato Minas!
      Marco

    • Ciao Marco,
      grazie per la risposta immediata.
      Il mio problema però non è se devo o no fare la dichiarazione dei redditi in Brasile, ma quali documenti allegare per dichiarare questa pensione, dal momento che non ho in mano nessun comprovante in lingua portoghese.
      La città dove risiedo è piccola, e sono il primo straniero che viene a viverci, un contador a cui mi sono rivolto mi ha detto che senza tali documenti non posso dichiarare niente, ma io ho paura che prima o poi la receita federal mi venga a prendere e mi faccia pagare una marea di arretrati.
      Vorrei sapere in base a quali documenti chi dichiara la pensione, esegue tale dichiarazione.
      Cordiali saluti
      Manrico

    • Manrico, io non sono pensionato (e mai lo sarò purtroppo!) però un mio amico italiano che vive a Salvador, pensionato INPS che riceve l'accredito della pensione presso Unicredit in Italia, dichiara in Brasile sulla base del CUD emesso annualmente dall'INPS riferendosi al cambio del 31 dicembre di ogni anno per la conversione in reais.
      Tu, avendo l'accredito su banca brasiliana, non ricevi nessuna comunicazione da questa relativa alla pensione?
      Tu al contador dai una copia del CUD dove gli indichi a matita il controvalore in reais del tuo lordo e delle imposte pagate in Italia.
      Ricordati che in Brasile dovrai dichiarare anche eventuali proprietà immobiliari e mobiliari, fitti pagati e saldi dei conti brasiliani ed esteri.
      In bocca al lupo!
      Marco

    • Grazie di nuovo Marco,
      ho provato a fare come tu mi hai spiegato, ma il contador mi dice che non si può allegare un documento in italiano ad una denuncia dei redditi brasiliana.
      Inoltre, a causa dei cambi sfavorevoli, la somma delle mensilita' ricevute in real, risulta essere abbastanza inferiore al netto riportato nel CUD (lordo meno trattenute) moltiplicate per il tasso di cambio di dicembre 2011….
      Ciao cordiali saluti
      Manrico

    • Non prendere per oro colato quello che ti dice il contador. Questo signore ha altri clienti percettori di redditi esteri?
      Prova a interpellarne almeno un altro.
      Dopodichè valuta l'ipotesi di riportare l'accredito della pensione in Italia. Quantomeno ti eviterai diverse spese e commissioni applicate dalla banca brasiliana.
      ciao
      Marco

    • non è vero. Uno deve andare presso una banca ITAU, che ha la convenzione con il Brasile, registrarsi senza aprire un conto corrente, a meno che non l'abbia già presso un banco ITAU, dare tutte le coordinate bancarie del conto corrente che ha in Brasile (deve figurare il suo nome anche se è insieme a sua moglie o qualcun altro, ma deve figurare il suo nome). L'accredito della pensione gli arriva dalla City Bank di Milano, che invia i soldi al Banco ITAU di S.Paolo, il quale provvede a smistare gli importi dei vari pensionati nelle varie regioni brasiliane dove abitano. Non si paga niente. Se la Banca dovesse mettere fuori delle spese, bisogna fargli presente la convenzione dal Bamco Itau con il Brasile, Nella convenzione c'è scritto che non si paga niente. (il banco ITAU già guadagna sui cambi e con i soldi che ha in mano)

    • Ha ragione Manrico quando dice che il Contador non può allegare un documento in italiano a una denuncia dei redditi brasiliana, a meno che non faccia fare una traduzione dall'italiano in portoghese. E' successo al sottoscritto. Anche per la patente di guida ho dovuto far fare una traduzione

  39. Io vivo in Brasile con moglie e figlia di 13 anni a . Mia moglie non ha mai lavorato e non lavora nemmeno in Brasile. Mia figlia frequenta una scuola particolare (cioè a pagamento). Ora vorrei scrivermi all'AIRE perchè rntro giugno 2013 mi tolgono la residenza in Italia. In Italia prendo gli assegni familiari per la figlia, ca 71 euro, inoltre ho per carichi di familia, detrazioni pari a 1297,80 euro. Mi hanno detto che andrè a perdere gli assegni familiari della figlia e non c'è ancora nessuna legge per il 2013 che confermi la detrazione per carichi di familia. Se non verrà introdotta entro Dicembre 2013 una proroga all'art.1 Comma 1324 della legge 27 Dicembre 2006, N. 296 perderò questa detrazione (tutti gli anni la proroga è stata fatta). Questa detrazione la perderei solo se risulterò residente in Brasile, mentre se risulto residente in Italia no! Inoltre attualmente ricevo la pensione su un conto corrente in Italia dopodiche provvedo io personalmente ad inviare i soldi direttamente via internet da banca italiana a banca brasiliana. Se mi iscrivo all'AIRE, e di coseguenza perdo la residenza italiana, posso sempre tenere il conto corrente in Italia o no? Grazie

    • Come fai a sapere che a Giugno 2013 ti toglieranno la residenza in Italia ? E' chiaro che a te NON conviene assolutamente l'iscrizione all'AIRE che peraltro è dovuta solo in casi di permanenza prolungata fuori dell'Italia .

    • Lo sò perchè sono quì da 3 anni e siccome dopo il censimento di 2 anni fa in Italia, non mi hanno trovato, mi hanno mandato una lettera dicendomi che mi avrebbero tolto la residenza . Ho telefonato a un mio amico del comune dove risiedevo, e mi ha detto che sarò tolto dall'anagrafe in Giu/Luglio 2013. Per forza devo registrarmi all'AIRE, ma non è un dramma se uno sa le cose. Quando un residente in Brasile riceve dall'Italia la pensione, che nei termini della Convenzione ( esiste una convenzione che dice: metodi di applicazione della Convenzione per evitare la doppia imposizione fiscale e prevenire l'evasione fiscale) in materia delle tasse sopra la renda (pensione)firmata per la Repubblica Federativa del Brasile con la Repubblica Italiana modificata per la Portaria così chiamata, MF n. 226, del 12 di Dicembre del 1984. Appunto ripeto: quando un residente in Brasile riceve rendimentos (pensione), che d'accordo con le disposizioni della convenzione, siano tributabili in Italia, il Brasile permetterà che sia dedotto dalle imposte pagate sopra il reddito (pensione) di questa persona, un totale uguale alle imposte pagate in Italia. Tuttavia, la deduzione non può eccedere la quota dell'imposta sul reddito calcolata prima della deduzione, corrispondente al reddito imponibile in Italia. Per la deduzione di cui sopra. l'Imposta italiana sarà sempre considerata come se fosse stata pagata una aliquota del 25 per cento dell'ammontare lordo dei dividendi pagati a un residente del Brasile. Credo che l'80 per cento delle persone residenti in Brasile non sappia questo. Io lo sò perchè sono in contatto con un Patronato INAS di Rio de Janiro e un'altro sempre INAS di Espirito Santo (S.Paolo). Quest'ultimo è informatissimo. perchè viene 2 volte all'anno in Italia.

    • Anonimo puoi mantenere il conto in Italia anche se cambi la residenza anagrafica in quanto produci reddito in Italia (immagino tu sia un pensionato) e quindi la tua residenza valutaria è e rimarrà in Italia. A scanso di equivoci ed eventuali problemi con qualche scarso impiegato di banca ti consiglio di non comunicare nulla alla banca, lascia solo un domicilio per la corrispondenza dove ti possono recapitare le comunicazioni.
      Piuttosto ti consiglio di prelevare in Brasile la pensione dal tuo conto italiano usando semplicemente il bancomat rilasciato dalla tua banca italiana abilitato al circuito internazionale Maestro. Dovrebbe risultare molto più conveniente.
      Inoltre la Legge non ti impone affatto di iscriverti all'AIRE se tu rientri sul suolo patrio una volta l'anno. Gli assegni familiari + le detrazioni che perderesti ti ripagano abbondantemente il costo di un biglietto a/r annuo (attualmente Air Europa si acquista con soli 574 euro anche per febbraio).
      salut

  40. Cari anonimi pensionati, io non posso parlare per esperienza diretta come voi perchè non ho pensione ma nell'ampia casistica dei pensionati che conosco a Salvador vi posso assicurare che quelli che hanno trasferito la pensione italiani stanno avendo quasi tutti problemi di doppia imposizione. Molti hanno iniziato a subire accertamenti della Receita a seguito del trasferimento della pensione e uno, addirittura, pur avendo diverse centinaia di migliaia di reais in banca, gli hanno ridotto il credito sulla carta e limitato i prelievi perchè ha il nome "sporco" presso la RF perchè gli hanno contestato il mancato versamento di tasse e multe per oltre 5000 real!
    Conosco personalmente un nutrito gruppo di pensionati tedeschi i quali si sono guardati bene dal farsi trasferire la pensione in Brasile e vivono serenamente con le loro famiglie continuando tutti i mesi a prelevare con bancomat e carte di credito rilasciate dalle loro banche in Germania.
    Ergo, a prescindere da quello che dice o meno il trattato bilaterale sul divieto di doppia imposizione del 1984 (da anni in corso di revisione) perchè andare a stuzzicare il can che dorme?
    Non è vero che il banco ITAU brasiliano non applica spese sul pagamento della pensione perchè applica delle commissioni occulte sul cambio salatissime che decurta dal controvalore netto in real delle vostre pensioni! Nessuno lavora gratis, tantomeno in Brasile.
    Non esiste nessun obbligo di dover trasferire la pensione in Brasile e, da quello che vedo, non c'è neppure convenienza. Come pure non c'è convenienza ad iscriversi all'AIRE.
    Anche io mi trovavo in Brasile quando mi hanno cercato a Roma per il censimento ma nessuno si è sognato di cancellarmi la mia residenza italiana senza motivo anche perchè, era possibile inviare il censimento via internet. E' sufficiente che tu ti rechi presso il tuo comune italiano contestando il contenuto della lettera che ti hanno inviato. Quel giorno che sono passati potevi benissimo stare in vacanza o altrove.

  41. Salve a tutti,
    sono Carmine, anch'io pensionato, ma a differenza di tanti, non sono riuscito ad ottenere il Visto da pensionato, in quanto il valore è insufficiente;
    sono comunque in attesa di un Visto permanente x casamento con moglie brasiliana, ma mi sta sorgendo il dubbio che forse anche la mia pensione verra' tassata 2 volte!!
    Non sono iscritto AIRE, e mi sono informato del fatto che, anche col Visto permanente, manterro' la residenza italiana, in quanto passero' sempre un periodo in Italia;
    attualmente possiedo un visto della PF provvisorio, ed avendo superato i 184 gg nell'anno 2012, sono obbligato alla presentazione della Dichiaraz. dei Redditi anche qui in Brasile(DIRPF);
    la mia pensione è regolarmente accreditata su conto correnete di banca italiana( prelevo con CC), sono in possesso di un piccolo appartamento di proprieta' che , negli anni passati(con Visto turistico), non ero obbligato a dichiarare in quanto di valore inferiore ai 300mila reais;
    Alla Receita Federal, mi hanno detto che quast'anno sono obbligato alla dichiarazione ma, quallo che mi ha impressionato negativamente, è che vogliono che oltre all'immobile, dichiari anche i beni in Italia, ovvero conto corrente italiano e pensione……che cosa devo fare??
    leggo nei precedenti post, che se non si hanno redditi prodotti in Brasile, non si è tenuti a dichiarare nulla: se dichiaro solo l'immobile, sono passibile di multa ???

    Grazie a tutti .

    • Ciao Carmine

      quello che dice la Receita Federal è corretto … poi esiste anche il buon senso .
      Non far accreditare la tua pensione in Brasile ma lasciala in Italia e ritirala/ spendila usando la carta di credito .

      Cerca di vivere serenamente e goderti la pensione visto che ci sei meritatamente arrivato .

      Auguri

  42. Considerato che anche in Brasile vengono applicati gli stessi principi fiscali italiani, nel momento che totalizzi una presenza sul suolo brasiliano superiore ai 184 giorni all'anno, diventi residente fiscale con i corrispondenti obblighi. In parole povere la tua pensione sarà assoggettata a tassazione brasiliana e dovrai dichiarare gli altri redditi prodotti all'estero, nè più nè meno di quanto accade in Italia.
    La semplice soluzione di utilizzare carte di credito o bancomat esteri su suolo brasiliano non ti evita di essere debitore fiscale nei confronti del brasile. Significa che al primo rientro in Brasile, se dai controlli doganali risulti essere debitore fiscale, o paghi quanto dovuto o puoi essere respinto fino a quando non salderai i debiti fiscali contratti.Ognuno potrà valutare le conseguenze personali di tali omissioni. Anche se riportato in precedenti commenti, ripeto che la doppia imposizione non si applica sia in Italia sia in Brasile, solo fino ad un controvalore di $ 5.000 annui; ciò risulta chiaro dalla citata Convenzione (art. 18). Auguri a tutti ed a me stesso che stò studiando come trasferirmi in Brasile senza subire vessazioni inutili.

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