Home italia Pensionato in Brasile , come evitare la doppia imposizione .

Pensionato in Brasile , come evitare la doppia imposizione .

178

Ritorno al tema della doppia tassazione della pensione poichè molti amici pensionati intendono trasferirsi in Brasile utilizzando la possibilità di ottenere il visto come pensionato . Questa decisione comporta il versamento della pensione INPS direttamente in Brasile presso istituti bancari autorizzati . Dal 1/11/2011 il pagamento avverrà tramite la CITYBANK .Esistono dei costi associati al prelievo della pensione in reals sui quali al momento non ho dati chiari . Sarei grato se qualche amico pensionato ci comunicasse qualcosa a proposito.
Cosa dice la legge italiana a proposito dei pensionati italiani residenti all’estero ? Abbiamo intervistato a tale scopo il consulente previdenziale Dott . Pasquale Esposito
Dott . Esposito , molti amici pensionati chiedono chiarimenti sul rischio che la loro pensione in Brasile possa essere sottoposta a doppia tassazione . Cosa prevede la legge a proposito ?

La circolare Inps 176 dice che il cittadino italiano residente all’estero deve esprimere la sua volontà di far tassare la propria rendita in italia o nel paese di residenza , vedi paragrafo 3.2 e 3.2 lettera B- vedi paragrafi successivi 4)-5)-6)-7), dove sempre deve esserci l’espressione dell’assicurato .


Le pensioni italiane , infatti , vengono tassate alla fonte (cioè dall’Inps che agisce come sostituto di imposta). Con alcuni paesi sono in vigore Convenzioni per evitare le doppie imposizioni sul reddito.


Pertanto il pensionato che risiede all’estero può chiedere (quindi c’è da fare una richiesta scritta) all’Inps l’applicazione delle Convenzioni per evitare la doppia imposizione fiscale in vigore, al fine di ottenere nei casi espressamente previsti, la detassazione della pensione italiana (tassazione esclusiva nel paese di residenza) oppure l’applicazione del trattamento fiscale più favorevole ivi indicato .

A tale scopo dovrà essere presentato alla sede Inps di appartenenza l’apposito modello
(mod.EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità straniera.

Dunque il rischio delle doppia tassazione è concreto ma la soluzione è a portata di mano .

La legge dà la possibilità di evitare la doppia tassazione sempre che il cittadino italiano esprima la sua volonta. L’inps agisce in questo modo.

Questo della scelta da parte del cittadino dell’imposizione della sua rendita è dovuta dal fatto che l’Inps non si informa dove la tassazione è più favorevole per il contribuente.

E’ il contribuiente a sapere, dopo che si è informato, in quale paese gli convenga farsi tassare la rendita, poi ci sono casi particolari personali, dove pur sapendo che la tassazione è più favorevole in Brasile, convenga farsi tassare in Italia per altri motivi che noi non conosciamo.

178 Commenti

  1. Che io sappia (ma potrei sbagliare in quanto non sono pensionato) credo che la richiesta di visto come pensionato (minimo 2000 dollari al mese) non comporta necessariamente il trasferimento del pagamento della pensione in Brasile. E' possibile avere tale visto anche lasciando il pagamento della pensione in Italia. Basta fornire documentazione comprovante al momento della richiesta del visto presso il Consolato brasiliano. Così ha fatto un mio amico italiano che vive regolarmente in Brasile da 4 anni.
    un saluto
    Marco

  2. Non concordo assolutamente con quanto riportato in questo articolo per quanto detto dal Dott. Esposito in quanto la mia testimonianza personale come quella di tanti altri pensionati residenti in Brasile, siamo soggetti alla doppia tassazione in Italia e in Brasile in piena discordanza e mancata applicazione della convenzione internazionale contro la doppia imposizione stipulata tra l"Italia e in Brasile nel 1978.
    Nel mio caso personale sono cittadino italiano pensionato INPS residente in Brasile con regolare visto permanente gia' dal 2006; a suo tempo ho fatto tutto quanto previsto dalla circolare 176 con trasmissione alla sede INPS che eroga la mia pensione del mod.EP-I/1) attestante la residenza fiscale estera, vidimato dalla competente Autorità brasiliana Receita Federal. In principio l'INPS mi ha detassato la mia pensione accreditandomi sulla mia banca italiana il valore al lordo delle imposte della mia pensione ed io mensilmente e giustamente ho provveduto a pagare le relative imposte qui in Brasile a mezzo bollettino DARF e conseguente presentazione della dichiarazione fiscale annuale alla Receita Federal. Questa detassazione me l'hanno applicata per ben 3 anni, e dopo, improvvisamente senza dare alcuna giustificazione l'ente erogante la mia pensione dal 2009 mi ha applicato la tassazione in Italia accreditandomi mensilmente il relativo netto. Tramite consulenti locali hanno posto il quesito alla Receita Federal che si e' pronunciata che nonostante la tassazione in Italia della mia pensione, la stessa in base alla convenzione del 1978, e' soggetta a tassazione anche in Brasile per i cittadini italiani che risiedono permanentemente in Brasile e di conseguenza anche se gia' tassato in Italia devo continuare a pagare anche in Brasile in barba alla convenzione contro la doppia imposizione. E la cosa piu' ridicola e grave e' che la Receita brasiliana non ammette la compensazione qui in Brasile di quanto pagato in Italia a titolo di imposte in quanto sostiene che il governo italiano sta disattendendo la convenzione a suo tempo stipulata con le autorita' fiscali brasiliane. La Receita e' stata tassativa che non ammette la compensazione e tantomeno il rimborso delle imposte trattenute dall'INPS in Italia e la cosa piu' assurda e frustante e' che nemmeno l'Agenzia delle Entrate in Italia ammette la compensazione o il rimborso della tassazione subita in Brasile.
    La conseguenza di quanto sopra descritto e' che per lo stesso reddito subisco doppia tassazione.
    Alla faccia della giustizia e dell'uguaglianza… E' cosi che viene trattato un cittadino italiano residente all'estero dopo una vita di sacrifici e di contribuzione senza tener conto che lo stesso non usufruisce piu' dei servizi pubblici riservati agli italiani residenti (salute, scuola, sicurezza ecct.) pur sapendo da parte loro che tutti questi servizi il cittadino italiano residente in Brasile se li deve pagare profumatamente.
    Se il Dott. Esposito e' coerente con quanto da lui affermato, mi risolva il mio caso pensionistico in modo che io possa pagare solo te tasse in Brasile e essere detassato in Italia.
    Cordialita' da un pensionato italiano incazzato, frustato e umiliato da questa deprecabile assurda situazione di disiguaglianza e disparita' fiscale.

    Michele dal Ceara'

  3. L'accordo Italia Brasile prevede la tassazione delle pensioni nel solo paese di residenza, ma , attenzione, ciò vale per gli importi fino a 5.000 USD annui. Secondo me tale importo poteva considerarsi valido nel 1980, data di stipula dell'accordo, non oggi. Sarebbe auspicabile un'aggiornamento dell'accordo con rivalutazione di tale importo.

    • Secondo me quest'argomento dovrebbe essere chiarito pubblicamente, senza pratiche riservate, per una diffusa e chiara informazione a tutti. Personalmente ho appena ottenutop il permesso permanente in Brasile. Posso rimanere residente in Italia dove mi reco per lavoro almeno per due/tre mesi ogni anno? Devo iscrivermi all'AIRE se non prendo residenza in Brasile pur avendo il permesso permanente? Devo decidere che fare e chiedo aiuto a persona veramente esperta. Si leggono cose varie e diverse in internet, che servono solo a onfondere. Grazie.-

    • Premesso le che le sedi per chiarire queste cose non sono i blog ma l'INPS , i patronati e gli uffici dell'AIRE ( Sia fisici che virtuali su internet ) , così come lo sono i consolati per altri argomenti posso dirti che :

      1) per aver conseguito il visto permanente in Brasile NON devi automaticamente iscriverti all'AIRE se , come nel tuo caso , rientri in patria dei tre mesi all'anno ( basta una volta all'anno )

      2) leggi i vati commenti a questo nostro articolo : https://www.vivereinbrasile.com/2012/04/nuove-imposte-per-i-immobili-e-conti.html è molto istruttivo

  4. Il Dott. Esposito ha ricevuto i dati di Michele ed ha inviato questa risposta che pubblico perchè è sicuramente utile a tutti quelli che si trovano nella stessa situazione .

    " Dagli accertamenti che ho effettuato, riscontro che il problema del sig Olivieri è iniziato con la rata di maggio 2009, cioè quando
    per caso o per errore, non è arrivato oppure è stato erroneamente acquisito , il modello detrazione imposta 2009 con la relativa comunicazione (dicitura)
    sul modello stesso di residente stato estero.

    Per cui, ora per ovviare all'errore, Olivieri deve mandare un nuovo modello detrazione 2009 apponendo sopra ben chiara e visibile
    la dicitura : RESIDENTE ESTERO Stato BRASILE, alla sede di COMO.

    Nel contesto compilare e inviare all'Agenzia delle Entrate il modello unico 2010 redditi 2009 per recuperare la tassazione effettuata sulla pensione per l'anno 2009.

    Questo vale per tutti i pensionati italiani residenti in Brasile, perchè oggi è diventata fontamentale questa dichiarazione delle detrazioni."

  5. Egr. dr. Esposito. Non capisco.
    Qui sotto la circolare 176 del 14.09.1999 relativa alla convenzione Italia-Brasile (che mi è stata confermata anche dagli uffici Inps di Monza, dove risiedo) e che recita che "L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite (5000 dollari) è imponibile in entrambi gli Stati". Quindi, non capisco perché lei dica il contrario (anche se mi auguro, volendomi trasferire in Brasile, che abbia ragione).

    3.2 – Detassazione con limiti di importo, condizioni reddituali e natura della pensione.
    Le convenzioni stipulate con il Canada ed il Brasile, pur prevedendo come normativa di base la tassazione nel solo paese di residenza, contemplano poi eccezioni in ordine a limiti di importo, situazioni reddituali e natura (previdenziale o assistenziale) di tutta o parte della pensione.
    B – Convenzione Italo-brasiliana.
    Per quanto riguarda il Brasile, l’art. 18 della convenzione in vigore ratificata con legge del 29.11.80 n. 844, prevede che le pensioni non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi provenienti da uno stato contraente e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente, sono imponibili solo in detto altro Stato. L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite è imponibile in entrambi gli Stati.
    Nel corso dell’istruttoria delle domande di detassazione relative a beneficiari residenti in Brasile, pertanto, oltre agli accertamenti generali di cui al punto 2, dovrà altresì verificarsi se l’importo annuo della pensione superi o meno il controvalore di 5.000 dollari Usa.
    Al riguardo le SAP, ricevute le domande, procedono alla semplice detassazione se le pensioni stesse non superano il controvalore di 5.000 dollari Usa. Nei casi di pensioni che superino il predetto importo annuo, le SAP:
    acquisiscono il codice di detassazione;
    localizzano la pensioni al codice di UP 999;
    sottopongono il solo importo eccedente alla tassazione prevista per i residenti in Italia;
    contabilizzano le relative ritenute al conto GPA 27/10;
    corrispondono le rate nettizzate delle ritenute come per il Canada.

  6. Se posso intervenire, buona sera,
    Sono Virgilio Toniati, Presidente dell'Associazione 65 nel Mondo, nata proprio in conseguenza della situazione in cui 10932 pensionati italiani residenti in Brasile sono sottoposti dalla violazione della'accordo Bilaterale sottoscritto fra italia e Brasile nell'ottobre del 1978 (ratificato in legge n.ro 844 del novembre del 1980).
    A seguito di una circolare INPS la 176 del Luglio 1999 sottoscritta da Vincenzo Busa i cittadini italiani pensionati residenti in Brasile vengono abusivamente, contro legge e soprattutto contro la Costituzione italiana , sottoposti a doppia tassazione provocata dall'arbitraria unilaterale “nuova” interpretazione della convenzione rispettata sino a quella data.

  7. X Luciano

    ricevo dal Dott. Esposito la risposta al suo dubbio che pubblico integralmente :

    'art 18 della convenzione cita che l'eccedenza a 5000,00 dollari usa, relativa a pensioni INPS e annualità, è imponibile in entrambi gli stati contraenti, e questo è un fatto ineccepibile,
    vedi anche i messaggi Inps n. 001744 del 18/01/2006, 002732 del 04/02/2009-

    Se involontariamente ho dato informazioni diverse, me ne scuso con i lettori.

  8. Mi riferisco al commento del Sig. Virgilio Toniati del 11 c.m. per segnalare che tantissimi pensionati italiani che risiedono in Brasile non pagano nessuna imposta qui in Brasile perche' loro sostengono che sono gia' tassati alla fonte in Italia, e pertanto, non e' necessario dichiarare e pagare niente in Brasile; e ancora sostengono che se anche dovessero pagare e dichiarare in Brasile ai sensi dell'art. 18 della convenzione del 1978, avrebbero diritto ai sensi dell'art. 23 punto 1 (metodo per evitate le doppie imposizioni), alla compensazione delle imposte trattenute in Italia che dato che sono piu' alte di quelle applicate in Brasile, non andrebbero a pagare niente o quasi niente.
    Chiedo allora al Sig. Toniati e al titolare di questo blog tanti pensionati italiani forse inconsapevolmente sono in posizione irregolare con il fisco brasiliano e cosa potrebbe succedere se lo stesso fisco brasiliano (Receita) prendesse di mira questi pensionati e chiedesse il pagamento delle imposte con relative salatissime penalita' senza riconoscere la compensazione delle imposte pagate in Italia proprio applicando l'art. 18 della stessa che per quanto riguarda il Brasile prevede che le pensioni non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi provenienti da uno stato contraente (Italia) e pagati ad un residente dell’altro Stato contraente (Brasile), sono imponibili solo in detto altro Stato. L’ammontare delle pensioni che eccede il suddetto limite è imponibile in entrambi gli Stati.???
    E' inconcepibile pagare due volte sullo stesso reddito, e' incostituzionale!
    Mi chiedo come possono i pensionati italiani residenti in Brasile vivere in una situazione dal punto di vista fiscale cosi ambigua e pericolosa e che a loro insaputa puo' esplodere in qualsiasi momento se il fisco brasiliano si muovesse nel richiedere il pagamento delle imposte anche in Brasile retrocedendo per tutti gli anni che non sono state dichiarate e pagate le imposte qui in Brasile sulle pensioni erogate dagli enti italiani.
    Mi pongo tutte queste domande perche' tanti italiani pensionati che risiedono in Brasile si pongano il problema onde evitare di essere sottoposti a situazioni vessatorie e finanziariamente insostenibili da parte del Fisco brasiliano.
    Nel mio caso personale, per evitare tutto questo, ho sempre dichiarato e pagato le relative imposte anche qui in Brasile pur essendo la mia pensione gia' tassata in Italia in rispetto all'art. 18 della convenzione contro le doppie imposizioni del 1978 stipulata tra il governo italiano e quello brasiliano.
    E ancora come mai le Autorita' competenti che sono a conoscenza di questa situazione dei pensionati italiani residenti in Brasile non intervengono per sanare questa ingiustizia fiscale? Probabilmente ci considerano cittadini di serie B emigranti non degni di questa giustizia. Sono solo capaci di elemosinare i nostri voti di emigranti quanto sono necessari per essere eletti e mantenuti nella casta politica italiana.
    E per ultimo il Dott. Esposito penso quale competente funzionario dell'INPS ritiene giusta e corretta questa impostazione di doppia tassazione per lo stesso reddito. Per cortesia ci dia lumi e speranze.
    Antonio

  9. Ricevo questa nota da una amica pensionata e la pubblico per chi fosse interessato :

    Ai pensionati italiani che si trasferiscono in Tunisia, non necessariamente per tutto l'anno, la legge concede importanti vantaggi fiscali, che portano ad un aumento della pensione netta percepita.
    Un’opportunità da prendere seriamente in considerazione, anche perché all’aumento della pensione netta si accompagna un costo della vita molto più basso, per cui il pensionato che si trasferisce in Tunisia vedrà le sue entrate aumentare in modo consistente.
    La legge tunisina n. 2006-85 del 25 dicembre 2006 ha sancito, a partire dall’anno 2007, un regime di abbattimento della tassazione dell’80% sulle pensioni percepite dai cittadini di vari Paesi, tra cui l’Italia, con i quali la Tunisia ha in essere una convenzione fiscale di cosiddetta "non doppia imposizione". In breve il meccanismo è il seguente: il pensionato cittadino italiano deve richiedere il permesso di soggiorno, abitando effettivamente in Tunisia per almeno 6 mesi + 1 giorno l’anno. Deve poi aprire un conto bancario, sul quale sarà accreditata la pensione percepita dall’Italia. Date queste condizioni, la pensione sarà corrisposta dall’Ente Italiano al lordo, quindi senza ritenute alla fonte, in quanto, in virtù della convenzione fiscale, essa sarà tassata non più dallo Stato Italiano ma da quello Tunisino. Su tale lordo lo Stato Tunisino concede la detrazione dell’80%, tassando quindi solo il 20% rimanente.
    Facciamo un esempio pratico, basato su una pensione lorda annua di 20.000 euro:

    – Pensione LORDA annua: 20.000 euro
    – Deduzione dell’80%: 16.000 euro
    – Reddito imponibile: 4.000 euro
    – Imposta annua: 430 euro

    In pratica, riducendo il reddito imponibile al solo 20% di quello totale, la pensione è tassata per circa il 2% sul totale (se poi il pensionato è capofamiglia c’è un’ulteriore detrazione)!
    E’ chiaro che quanto più è alta la pensione più i vantaggi diventano interessanti, ma è vero anche che per una piccola pensione il differenziale di tassazione assume ancora maggior valore, tanto più se si considera, ripetiamo, che il costo della vita in Tunisia è pari a circa la metà rispetto all’Italia.

    Come detto, per ottenere e conservare il permesso di soggiorno in Tunisia bisogna risiedervi per un minimo complessivo di 6 mesi + 1 giorno all’anno, anche non continuativi.

  10. Ricevo questa nota dal Dott. Esposito e la pubblico integralmente :

    " Antonio,
    proprio ora ho finito di parlare con Mario Liberati e Vera Donatini del Team Controllo Qualità Processo Pensioni – Convenzioni Internazionali (Area Pensioni) della Direnzione Centrale Inps di Roma,i quali mi confermano che tutte le pensioni Inps superiori al trattamento minimo, ( 2010=5992,61 euro annue) in accordo alla convenzione ita/bra subiscono la tassazione in Italia per gli importi annui eccedenti i 5000,00 dollari americani (vedi le aliquote che già ti ho inviato sia irpef che quelle delle detrazioni)
    Ora che questo sia giusto o sbagliato non cambia le cose , è la legge e questo sino a quando non verranno aggiornati i parametri del prelievo fiscale che a quanto pare farà parte
    del prossimo dibattito polito. ABBASSAMENTO DELLE TASSE CON LA REVISIONE DELLE ALIQUOTE IRPEF. Speriamo anche per i residenti all'estero"

  11. Cari signori Antonio e Dott. Esposito per noi pensionati italiani residenti in Brasile il problema non e' l'improbabile abbassamento delle aliquote Irpef, ma l'ingiustizia che subiamo per essere tassati 2 volte sullo stesso reddito: l'Italia che ci tassa sulla base dell'art. 18 della convenzione del 1978 e il Brasile che ci tassa sulla base dell'art.19 punto 4 della stessa che chiamano contro le doppie imposizioni, ma dovrebbero titolarla CONVENZIONE SULLA DOPPIA IMPOSIZIONE!!! dal momento che il Fisco brasiliano nemmeno riconosce e concede la compensazione di quanto gia' pagato in Italia a titolo di imposte. E' una cosa inaudita, il problema e' noto alle competenti autorita' italiane e niente succede; e' la solita vergogna tipicamente italiana che si consuma alle spalle dei soliti pensionati di serie B emigrati.
    Se il Dott. Esposito vuole sapere perche' il Fisco brasiliano ci tassa qui ai sensi dell'art. 19 punto 4 della convenzione saro' esauriente in un prossimo post.

    Mi permetto di suggerire al titolare di questo emerito blog di riunire tutto quello che si scrive sul tema pensioni nella posizione in cima del blog alla voce "pensioni" in modo da rendere reperibile in una sola posizione tutto quello che riguarda questo argomento.

    Un caro saluto.
    Antonio

  12. Mi riferisco al post della tassazione delle pensioni italiane in Tunisia chiedendomi se un giorno il pensionato italiano che risiede in Tunisia vorra' tornare in Italia, potra' rimpatriare i capitali rimanenti depositati sul conto corrente tunisino? Forse e' in questo momento che il governo tunisino si riprendera' tutto quello che il pensionato ha risparmiato di tasse trasferendosi in Tunisia!
    Sarebbe utile accertare questo per evitare un bagno nell'acqua in un paese in cui la quasi totalita' della popolazione e' musulmana e preconcettuosa contro la civilta' occidentale.

  13. Caro Anonimo

    cominciamo a non essere noi preconcettuosi e vedrai che vivremo tutti meglio .

    Se sei interessato ad avere altri chiarimenti sul trasferimento in Tunisia puoi rivolgerti al sito http://www.caseintunisia.com .

    Comunque una vacanza in Tunisia vale la pena farla se non altro perchè il volo è economico e dista solo un'ora da Roma . Il luogo è suggestivo … certo non ci sono le brasiliane !

  14. TEMPO DI DICHIARAZIONE DEI REDDITI PER I PENSIONATI ITALIANI RESIDENTI IN BRASILE
    Vorrei tramite questo blog alertare i pensionati italiani residenti in Brasile che il 30 di aprile scade il termine per la dichiarazione annuale dei redditi percepiti nel 2010 alla Receita Federal.
    Infatti i pensionati che percepiscono pensioni anche se tassate in Italia alla fonte, hanno l'obbligo, se pensioni superiori ai 5.000 $ annuali, di dichiarare e pagare le relative tasse anche qui in Brasile ai sensi dell'art. 18 della convenzione Italia Brasile del 1978 tenendo in considerazione che la Receita Federal non ammette la compensazione di quanto gia' pagato in Italia a titolo di tassazione in quanto la Receita brasiliana ritiene che i pensionati italiani qui residenti sono soggetti a tassazione qui in Brasile ai sensi dell'art. 19 punto 4 della stessa convenzione.
    Mi risulta che la Receita, in base allo scambio di informazioni tra Stati riconosciuto dalla stessa convenzione, abbia intenzione di richiedere tramite l'Agenzia delle Entrate Italiana, l'elenco dei pensionati italiani che risiedono in Brasile e che sono tassati alla fonte in Italia dai vari Istituti previdenziali che erogano le pensioni stesse, onde procedere in seguito al controllo incrociato di quelli che non hanno dichiarato e pagato qui in Brasile.
    E' importante sapere che le pensioni sono soggette a tassazione in Brasile indipendentemente che le stesse rimangono accreditate su conti correnti italiani o che vengono incassate qui in Brasile con prelievi a mezzo carte di credito o bancomat.
    So che siamo in presenza di una grande ingiustizia per subire una doppia tassazione sullo stesso reddito, ma purtroppo la realta' e' questa.
    Io mi trovo in questa situazione da qualche anno, e per evitare, di essere pesantemente sanzionato dalla Receita Federal, ho preferito pagare mensilmente le tasse anche qui in Brasile anche se la mia pensione e' gia' tassata alla fonte in Italia dall'Inps.
    Purtroppo e' una questione molto importante da non sottovalutare per evitare prima o poi di essere aggrediti dai morsi famelici della Receita Federal chiamato proprio a caso "o leão".
    Michele di Fortaleza

  15. Ciao Michele

    ma questo Leone quanto ti porta via alla fine ? Inoltre le tue affermazioni mi sembrano in contrasto con quanto dichiarato dal Dott. Esposito nel Post o mi sbaglio ?
    Quale potrebbe essere quindi, secondo te , la soluzione per un pensionato che voglia trasferirsi in Brasile ?

    Io proporrei in alternativa al trasferimento trascorrere i famosi sei mesi in Italia e sei mesi in Brasile e mi garantirei durante i sei mesi in Brasile con una bella assicurazione Nomad che con 500 euro durante sei mesi ti rimborsa tutte le spese mediche eventualmente sostenute in Brasile . Che ne dici ?

    Saluti

  16. Leggendo la Convenzione del 1978 artt.18 e 19 mi sembra di aver capito che sono assoggettabili a doppia tassazione solo i pensionati che trasferiscono la residenza in Brasile iscrivendosi all'AIRE.
    Se così fosse, sarebbe un motivo in più (oltre alla perdita dell'iscrizione al Servizio Sanitario Nazionale italiano) per NON iscriversi all'AIRE. O sbaglio?
    saluti
    Marco

  17. Caro Antonio,
    io ci vivo in Brasile com moglie e 2 figli gia' da tanti anni come anche altri pensionati che si trovano nella mia stessa situazione, e pertanto, non mi e' possibile fare il pensionato di 6 mesi all'anno tra Italia e Brasile.
    Certo quello che consigli tu puo' essere valido per quei pensionati che hanno la possibilita' di soggiornare in entrambi i Paesi per periodi dell'anno e di conseguenza mantenendo la residenza in Italia non sarebbero assoggettati ingiustamente alla doppia tassazione fiscale.
    Le mie affermazioni sono esattamente in sintonia con quanto dichiarato dal Dr. Esposito e da te stesso riportato precedentemente nel tuo blog che qui riporto integralmente:

    ottoaprile ha detto…
    X Luciano

    ricevo dal Dott. Esposito la risposta al suo dubbio che pubblico integralmente :

    'art 18 della convenzione cita che l'eccedenza a 5000,00 dollari usa, relativa a pensioni INPS e annualità, è imponibile in entrambi gli stati contraenti, e questo è un fatto ineccepibile,
    vedi anche i messaggi Inps n. 001744 del 18/01/2006, 002732 del 04/02/2009-

    Se involontariamente ho dato informazioni diverse, me ne scuso con i lettori.

    12 ottobre 2010 19:16

    Il mio contributo annuale al Leone brasiliano e' di circa 35.000 reais e di questo devo ringraziare il governo della nostra amata patria che disattende le convenzione contro le doppie tassazioni.
    Un caro saluto.
    Michele di Fortaleza

  18. Ciao Michele

    se così stanno le cose sembra che l'unica soluzione sia quella prospettata da Marco di non iscriversi all'AIRE cosa che mi risulta essere obbligatoria solo se si passa oltre un anno fuori dell'Italia . Pertanto si tratterebbe di farsi una capatina in Italia almeno una volta all'anno . Tanto il viaggio lo puoi fare nei periodi di più basso costo ed in parte te lo ripaghi acquistando in Italia i prodotti che qui sono più cari .

    Saluti

  19. fl@vio

    "di non iscriversi all'AIRE cosa che mi risulta essere obbligatoria solo se si passa oltre un anno fuori dall'Italia"

    ti risulta da che cosa?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here