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Tassa sui prodotti importati in Brasile

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Pubblico una interessante tabella apparsa su G1 che mostra l’incidenza della tassazione sul prezzo finale dei prodotti importati in Brasile . Prodotti che all’estero sono destinati alla classe media finiscono per rientrare nella categoria dei prodotti di lusso e come tali pubblicizzati .Alla base c’è l’idea ancora un pò da colonia che esiste in Brasile che tutto ciò che proviene dall’estero è migliore . C’è da dire che in molti casi purtroppo è vero .

Produtos Preço nos EUA Preço no Brasil Tributos
Gap
Casaco Gap
R$ 84,15 R$ 138,99 ICMS: 18%
II: 35%
IPI:0
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Mac
Batom Mac
R$ 24,65 R$ 69 ICMS:37%
II: 18%
IPI:22%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Kipling
Mochila
R$ 125,80 R$ 329 ICMS:18%
II:20%
IPI:10
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Mac
Notebook Mac
R$ 2.038,30 R$ 3.799 ICMS:18%
II:10%
IPI:15%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Smart
Carro Smart
R$ 20.383 R$ 64.900 ICMS:18%
II:35%
IPI:13%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Toyota Camry
Toyota
R$ 50.478,20 R$ 131.000 ICMS:18%
II:35%
IPI:25%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Veuve Clicquot
Champanhe
R$ 68,75 R$ 199 ICMS:37%
II:20%
IPI:20%
Pis:1,65%
Cofins:7,6%
Guess
Rekógio Guess
R$ 214,83 R$ 467,25 ICMS:18%
II:20%
IPI:20%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Apple
iPhone 4G
R$ 1.029,50 R$ 2.399 ICMS:18%
II:12%
IPI:15%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%

Polo
Perfume Polo verde
R$ 85,93 R$ 199 ICMS: 37%
II:18%
IPI:42%
PIS:1,65%
Cofins:7,6%
Fonte: escritório Sacha Calmon – Misabel Derzi Consultores e Advogados (preços consultados em 28.09.10). A alíquota de ICMS utilizada é a vigente no estado do Rio de Janeiro. Crédito das imagens: Divulgação.

42 Commenti

  1. E' vero, questo tipo di imposizione penalizza l'acquisto di alcuni prodotti, specie per le classi meno abbienti. Ma il risvolto della medaglia è una imposizione fiscale sui redditi e sulle rendite minore che in Europa. Paragoniamo l'IRPEF italiana con quella brasiliana e ci renderemo conto che, paradossalmente, la gran massa dei lavoratori dipendenti e pensionati italiani sono molto più tartassati che in Brasile. Se poi aggiungiamo l'impunità garantita alle altre categorie in caso di evasione (vedi la depenalizzazione del falso in bilancio e del reato di evasione) il cerchio si chiude.
    abraços Marco

  2. Verissimo quello che dice Marco, ma secondo me per far funzionare l'economia la gente deve avere potere di acquisto, cosa che in Brasile, sembra possibile solo per le classi sociali più abbienti.
    Basti dare un'occhiata qui sopra ai vari prezzi confrontati tra Brasile e Usa per capire che con un salario molto più basso rispetto ad altri Paesi occidentali i prodotti costano il doppio, a volte il triplo, di quello che costano in Usa o Europa.
    Pertanto perchè un cittadino brasiliano possa acquistare dei prodotti le vie sono soltanto due: pagare a rate (molto pericoloso) chiedendo soldi alle banche, o non comprare affatto.
    Amo il Brasile ma, come ho già detto in questo forum, finchè lo stato non si deciderà a far elevare il potere d'acquisto dei normali cittadini, che non sono quelli che lavorano nella pubblica amministrazione o nella magistratura, non ho purtroppo nessuna intenzione di trasferirmi.
    Certo è anche vero che l'Italia non sia un Paese da prendere come esempio in fatto di imposizione fiscale…
    Ciao a tutti, Filippo.

  3. Caro Filippo

    nessun italiano si è mai preoccupato dei costi dei prodotti brasiliani sino a quando il cambio non è passato da 4 a 2 .

    Gli stipendi dei normali cittadini non c'entrano niente con la scelta di trasferirsi o meno .

  4. Per certe cose sinceramente io mi preoccupavo anche quando il cambio per 1 euro era a 3,80 reais.
    Per me invece c'entra eccome lo stipendio dei normali cittadini per trasferirmi perchè, non sono un pensionato, e quindi per mantenere me e la mia famiglia devo lavorare. Siccome vorrei aprire un'attività in Brasile è chiaro che non posso rischiare di aprire in quel Paese se la gente ha un basso potere di acquisto.
    Non voglio creare polemiche, sto solo esprimendo la mia opinione dal punto di vista di una persona alla quale mancano 30 anni alla pensione e che avrebbe una voglia pazzesca di trasferirsi in Brasile.
    Ciao, Filippo.

  5. Filippo

    scusami se insisto ma lo faccio anche per gli altri lettori che , non essendo mai stati in Brasile , potrebbero farsi di questo paese una idea sbagliata .

    La gente qui non ha affatto un basso potere di acquisto . I prodotti indicati in alto nella tabella sono venduti tranquillamente . I centri commerciali all'americana sono pieni zeppi di persone che comprano . Molti comprano a rate con tassi usurai ma è anche vero che se acquisti un BOT brasiliano ti danno il 10 % di interesse !

    Pensi che le grandi catene commerciali siano così poco accorte da investire milioni di dollari in Brasile senza averne un ritorno ?

    La sola Walmart , la più grnde catena di distribuzione americana e mondiale ha annunciato in aggiunta agli investimenti già fatti ulteriori investimenti per circa un miliardo di dollari .

  6. Ma no Ottoaprile, figurati, insisti pure, a me piacciano i confronti seri e intelligenti.
    Capisco quello che vuoi dire e in parte concordo con te che se non ci fossero soldi le grandi catene non investirebbero in Brasile, solo che io ho alcune perplessità riguardo questa presunta ricchezza dei brasiliani.
    Ti faccio solo una domanda: secondo te è un indice di ricchezza comprare a rate un elettrodomestico o pagare a rate una cena al ristorante?

  7. Il problema non è pagare a rate o in contanti , è la tassa di interesse che è alta ma in parte è giustificata , come ho detto , dall'elevato rendimento dei titoli di stato . La ricchezza non è presunta , in Brasile ci sono più ricchi che in Italia .

    Ti racconto un aneddoto . Anni fa lavoravo come responsabile marketing di una importante Azienda di Telecomunicazioni .Decidemmo di affrontare il mercato indiano che all'epoca non era ancora esploso come oggi .

    Di fronte al classico preconcetto di noi italiani che dell'India conosciamo solo Gandhi e Madre Teresa di Calcutta , l'agente locale ci fece osservare che il 10% della popolazione indiana aveva un reddito superiore al milione di dollari all'anno ( 1995 ) e che essendo la popolazione pari a circa 1 miliardo questo significava per noi un mercato potenziale di 100 Milioni di individui , il doppio della popolazione italiana !!

    Per quanto riguarda la faccenda cambio poi , ti dimostro rapidamente come questo elemento condiziona il trasferimento di noi italiani in Brasile . Nel 2004 ho acquistato due immobili con il cambio a 3.8 pagandoli 70 000 euro . Oggi affittandoli ottengo una rendita di 3000 R$ al mese sufficienti ad una persona per vivere di rendita . Se lo facessi oggi , con gli stessi soldi acquisterei in monocale ricavandoci non più di 800 R$ al mese . Quello che vale per gli immobili vale anche per le attività commerciali.

    Se i nostri euro valessero di nuovo 3,8 R$ ci sarebbe una corsa in massa verso il Brasile e forse la Livingston non sarebbe fallita 🙂

  8. Beh allora speriamo che il cambio torni ai livelli del 2004, cosi poi potremo berci insieme una buona cerveja gelada na praia 🙂
    Ciao, Filippo

  9. Scusate se mi intrometto. Mi sembra di capire che i dubbi di Filippo fossero relativi alla opportunità o meno di aprire un'attività commerciale in Brasile. In merito credo che più che un problema di cambio, sia solo un problema di scelte commerciali, ossia di scelta di mercato di riferimento. E' ovvio che in Brasile (non solo nel nordest) vale la pena rivolgere tale tipo di attività verso un segmento medio-alto di clientela, quindi offrendo prodotti e sopratutto servizi di qualità superiore. Se ci si riesce a differenziare per la qualità io credo che i clienti disposti a spendere non manchino davvero. Questo vale per i prestatori d'opera come per i commercianti di gelati, pizze, vestiti o altro.
    Ho un conoscente italiano che anni fa si trasferì a Salvador aprendo una barraca de praia; fu costretto a rivendere nel giro di soli 6 mesi per varie vicissitudini. Quindi decise di mettersi a fare l'imbianchino come faceva anni prima in Italia. Ebbene oggi ha una ditta con qualche decina di dipendenti e, grazie anche al boom edilizio ma soprattutto grazie alla fama e alla clientela acquisita con la qualità del proprio lavoro rispetto a quello dei pittori bahiani, guadagna abbastanza bene.
    D'altro canto non so quanti oggi siano disposti ad investire in Italia aprendo una qualche attività. Nella mia città (Roma) oggi su 10 attività che aprono ce ne sono almeno 20 che chiudono.
    abraços
    Marco

  10. Ciao Marco, ma figurati, quale intromissione, le opinioni e i consigli per me sono i benvenuti!
    Sono contento di riuscire a confrontarmi con più persone, il mio intento non è gettare fango sul Brasile, anzi al contrario voglio capire se al giorno d'oggi ne valga la pena trasferirsi li oppure no. Pertanto, anche se conosco molto bene il brasile ed i brasiliani cerco di ottenere più informazioni possibili, scambiandosi opinioni ed esperienze per fare le opportune considerazioni sulla vita e sullo sviluppo socio economico che sta vivendo questo bellissimo paese negli ultimi anni.
    Io vorrei trasferirmi perchè al giorno d'oggi nenache l'italia e l'europa ti assicurano il benessere o il solo vivere tranquillo purtroppo.
    Ma quando sono sul punto di dire ma si mollo tutto e me ne vado in brasile vengo pervaso da mille dubbi….certo è che quando sono al ristorante in brasile e vedo il cameriere che digita nell'apparecchio della carta di credito un pagamento "parcelado" perchè il cliente lo richiede, ecco questo mi fa pensare parecchio perchè secondo me il pagamento a rate indica lo stato dii impoverimento di un Paese.
    Come dite voi di sicuro ci sono anche tanti nuovi ricchi in brasile, ma purtroppo quando vengo li vedo sempre molti più poveri che ricchi.
    Per esempio come dici tu Marco, aprire un locale ristorante o bar o altro che sia, di fascia alta secondo me ha i suoi bei rischi quindi penso che si debba cercare un tipo di lavoro che si riesca a lavorare con tutti e non solo con gente di elite.
    Bene ha fatto quel signore che conosci tu a lavorare come imbianchino, di sicuro è un lavoro molto richiesto in questi anni in brasile.
    Purtroppo l'imbianchino non lo so fare!
    Magari se avete qualche consiglio da darmi sarà ben accetto, grazie.
    Atè logo, Filippo.

  11. Ah mi sono dimenticato una cosa, Marco hai colto nel segno cioè hai individuato in pieno quello che volevo dire e quello che sto cercando di capire!
    Grazie e ciao.
    Filippo

  12. Scusa Filippo ma non riesco a capire come puoi dedurre lo stato di salute di un'economia e di una società dal fatto che si usi o meno (forse troppo) il pagamento rateale. Devi tenere conto che questo fatto è oramai entrato negli usi comuni del brasiliano medio. Come peraltro ha avuto modo di evidenziare anche Antonio in uno dei suoi articoli, spesso si accede ai pagamenti rateali perchè parcelando un pagamento si paga la stessa somma che pagando in contanti (questo avviene ad esempio nell'acquisto di elettrodomestici e mobili). Ossia spesso gli interessi sono già compresi nel prezzo finale. E poi, nel caso del tuo esempio, per il ristoratore se il cliente paga cash o a rate poco importa. I soldi li riceve tutti e subito. Insomma in molti casi il pagamento rateale è divenuto una consuetudine più che una stringente necessità. In altri casi alcuni nordestini riescono a vivere meglio l'oggi posticipando un pagamento (come pure moltre altre cose) a domani. In altri casi, ovviamente, vi si accede perchè altrimenti non si potrebbe acquistare. Ma tutto questo, secondo me, ha poco a che vedere con la decisione di cambiar vita, migrando dall'altro lato del mondo. Per far questo bisogna avere delle motivazioni forti che, secondo il mio modesto parere, non devono necessariamente risiedere nella ricerca del benessere ma bensì nella ricerca, fortemente voluta, di una qualità della vita migliore. Qualità della vita che non è direttamente proporzionale al tenore di vita ma bensì è collegata al miglioramento della vita affettiva, di relazione, diciamo "ambientale" in senso ampio ed anche professionale se possibile. Ma questi mi rendo conto che sono ragionamenti molto soggettivi.
    Per quanto riguarda più strettamente le possibilità di successo di un'attività in Brasile, io credo che siano molte, a condizione che si pensi e si pianifichi bene l'investimento. Le opportunità oggi in Brasile sono moltissime. Ciò non toglie che su 100 stranieri che aprono piccole attività in Brasile hanno successo in media circa 50/60. Ma io sono convinto che la maggioranza degli insuccessi sia dovuta all'improvvisazione, tipica di molti italiani. Molti pensano che il Brasile sia il Paese delle "banane", che sia ancora "terzo mondo" (come se l'Italia fosse primo mondo) di poter andar lì con 2 soldi e fare di tutto anche in barba alle regole. Si improvvisano ristoratori senza aver mai cucinato nulla, albergatori senza aver mai ospitato nessuno, baristi senza aver mai servito una bevanda. Qualcuno crede che sia tutto facile lì, venendo dalla "colta" Europa con qualche euretto, ma non è così. Magari si sbaglia socio oppure le scelte di mercato, ci si affida a consiglieri sbagliati dando fiducia a persone appena conosciute, si ignorano le leggi brasiliane sul diritto del lavoro e di famiglia, le normative finanziarie, ecc. Tuttavia ti assicuro che ho conosciuto italiani che hanno avuto successo e tutt'ora vivono bene o male a Salvador da molti anni, pur non avendo particolari qualità imprenditoriali. Ma tutto questo non ha nulla a che fare con il costume di pagare a rate il che, al di là del dato statistico o finanziario, rientra nelle molte differenze che esistono tra i diversi Paesi. Ma vuoi mettere l'estate tutto l'anno? 🙂
    abraços
    Marco

  13. Ma per piacere! Il pagamento rateale non è un fatto di usi e costumi come dice Marco. Se una persona ha i soldi preferisce saldare subito senza poi dover pagare interessi, se non ha i soldi si indebita con pagamenti rateali.
    Poche storie, è inutile cercare di far apparire il Brasile un paradiso economico quando in realtà ancora non lo è. Forse tra una decina d'anni potrà diventare un Paese che riesce a dare opportunità e stipendi decorosi a tutti e non solo ai ricchi, mica tutti riescono a pagarsi un "plano de saude" o una macchina nuova. Telefono in Brasile tutti i giorni e quando domando se veramente sia cambiato qualcosa di concreto per i cittadini della classe medio-bassa la risposta è sempre la seguente: NO.
    Se la gente non ha potere d'acquisto cosa se ne fa di un boom economico per lo stato se poi per loro non cambia niente?

  14. Caro Anonimo delle 14:57

    il pagamento rateale è oggi ampiamente imposto dalle grandi catene di distribuzione di concerto con le banche .
    Io , che posso pagare , ho ritenuto conveniente pagare a rate il mio TV LCD , la mia macchinetta per la pressione , il videogioco il bambino . Motivo : pagamento cash a 1700 R$ oppure pagamento in 12 rate da 141,66 R$ ( Totale sempre 1700R$ ) . Tu cosa avresti fatto ?

    I soldi che nel frattempo non ho speso maturano il 10% di interesse il che equivale ad uno sconto di circa il 5% sul prezzo finale . Quindi comprare a rate è semplicemente più conveniente oltre a migliorare il cash flow domestico .

    In Brasile bisogna viverci per capire le logiche che stanno dietro certi comporatmenti . Potrei continuare all'infinito spiegando perchè ad esempio i brasiliani ricchi invece di investire i soldi in Borsa preferiscono di gran lunga acquistare immobili determinando indirettamente la bolla immobiliare di questi ultimi anni .

    Ma questo non è un argomento che possa esaurirsi in un commento 🙂

  15. Ciao Antonio,
    mi spiegheresti perchè i brasiliani ricchi invece di investire i soldi in Borsa preferiscono di gran lunga acquistare immobili determinando indirettamente la bolla immobiliare di questi ultimi anni .?
    Come sai la cosa mi interessa direttamente,
    ciao e grazie
    Marco

  16. Ciao Marco

    è facile constatare che sono attualmente in costruzione in Brasile una enorme quantità di appartamenti .

    Alcuni stimolati dal progetti Minha Casa Minha Vida vanno a soddisfare la domanda repressa della classe medio bassa ( App. o case di valore inferiore ai 50000 R$ .

    Moltissimi altri invece sono appartamenti dai 150000 R$ in su . Un due /tre quarti da 74/85 mq si vende a 270000/350000 R$ qui nel nordeste .

    E' tipico offrire buona parte di questi appartamenti come forma di investimento . Le agenzie di vendita si fanno in quattro per spiegare la convenienza dell'investimento .

    Le condizioni di vendita sono poi tipiche di un prodotto finanziario ad accumulazione (PAC ) . Si versa una caparra iniziale del 10% del valore totale , dopodichè si versano rate mensili di identico valore sino al termine della costruzione ( Tempo medio di esecuzione 30 mesi ) . Il saldo si paga alla consegna delle chiavi corretto dell'indice INCC .

    E' quindi possibile , con questo sistema , entrare in possesso di un prodotto che costa 100 versando solo 10 ( Leva finanziaria ) . Dopo hai 30 mesi per rivendere . Durante questo periodo devi ovviamente avere la forza di versare le rate mensili . Tuttavia puoi concordare con il costruttore delle rate estremamente basse .

    Questa operazione nasconde però una grossa insidia . Se infatti non si riesce a rivendere a tempo si dovrà pagare per intero l'appartamento oltre all'immncabile condominio . A questo punto puoi stare certo che non lo venderai più ! A meno che tu non lo svenda .

    Lo so che a questo punto si scateneranno coloro che hanno comprato 4-5 anni fa e che hanno rivenduto guadagnandoci una cifra . A costoro dico : baciate per terra e se avete coraggio rifatelo oggi .

    Tornando alla domanda la risposta è semplice . Chi ha i soldi oggi sono persone tipicamente intorno ai 45-50 anni ed oltre . Queste persone hanno vissuto il periodo di Collor , quando tutti i depositi bancari sono stati congelati . Hanno vissuto il periodo pre Plano Real con la iperinflazione dove il denaro andava subito convertito in beni durevoli prima che si svalutasse . Costoro non si fidano delle Banche .
    Molti commercianti fanno ancora business scambiandosi borse di denaro liquido senza passare per le banche , immagina se lo vanno ad investire in Borsa .

    Conosco persone che comprano decine di appartamenti intestandoli a figli e nipoti .Gli appartamenti restano li vuoti come un titolo da incassare alla scadenza interesse e capitale .

  17. Grazie della risposta Antonio,
    ora ho capito.
    Unica annotazione da bancario italiano: io credo che le banche brasiliane (quasi tutte) oggi sono tra le più solide del pianeta perchè producono utili enormi, sono ottimamente organizzate ed evolute, offrono servizi all'avanguardia (spesso molto meglio di quelle italiane), non sono state intaccate da perdite su derivati e bond spazzatura, non hanno subito il default sui mutui (come in USA e Europa) mentre, di contro, stanno attraversando un momento d'oro proprio a causa del boom edilizio ed economico generale, e all'ampio uso della "moneta di plastica" ad alto rendimento bancario.
    abraços e sempre grazie Antonio!
    Marco

  18. Ciao Marco

    concordo perfettamente sul fatto che le Banche brasiliane siano quelle a maggiore redditività del pianeta ( Sono dati pubblicati ) .

    Per quanto riguarda i servizi io sono estremamente soddisfatto della mia banca . Il cliente è trattato con riguardo e se si è investitori ( non c'è bisogno di essere milionari ) entri in una categoria privilegiata con una serie di servizi differenziati .

    Il Banco Real ad esempio chiama questo insieme di servizi : VAN GOGH ( In passato il Banco Real era stato acquistato dal banco olandese ABN AMRO ed in tempi recenti dal banco spagnolo SANTANDER ) .

    Essere un cliente VAN GOGH significa avere un consulente finanziario dedicato , una saletta riservata in Banca dove puoi fare in tutta discrezione le tue operazioni nonchè una cassa dedicata e separata dagli altri sportelli di cassa .
    Anche il servizio di internet banking e quello telefonico ( DISK REAL ) sono differenziati così come le famiglie di fondi di investimento .

    Siamo ad anni luce di distanza , in termini di attendimento , dalle banche italiane ( Oops , scusa , lo so che sei un bancario 🙂 )

  19. Ma figurati Antonio, so benissimo che in Italia il sistema bancario ha ancora molta strada da percorrere in termini di servizi al cliente rispetto al Brasile, specie se rapportati ai costi.
    Mia moglie ha 2 conti: uno al Banco Brasile e l'altro al Banco Bradesco. Presso il BB ci troviamo molto bene in termini di assistenza e costi in quanto il conto è a spese zero e il Gerente da conta è una persona molto disponibile ma, ultimamente, stanno tardando molto gli accrediti di piccoli bonifici che faccio mensilmente dall'Italia a titolo di manutençao, anche se il cambio è molto buono. Mentre al Bradesco si pagano R$9,99 al mese di spese, l'attendimento è peggiore, ma sono più rapidi nell'accredito dei bonifici internazionali anche se applicano circa 10 centesimi di scarto sul cambio del giorno (credo il 4% di commissione sul cambio contro il 2% del BB).
    Volevo chiederti, anche a favore dei lettori del blog che così possono fare un raffronto tra i vari istituti, quali sono i costi mensili del conto per un cliente Van Gogh del Banco Real, qual è la soglia minima di liquidità per diventarlo e come si comporta il Banco Real sui bonifici internazionali in entrata in termini di tempi e commissioni?
    Marco

  20. Ciao Marco

    per diventare cliente Van Gogh devi investire un munimo di 40000 R$ e scegliere una " cesta di servizi " Van Gogh tra due disponibili : la standard e la mais .

    Io ho scelto la mais che include in un prezzo unico i seguenti servizi :

    1)Realmaster;
    2)Atendimento Gerencial Van Gogh (Disque Real, opção 8);
    3)desconto de 50% nas mensalidades do cartão múltiplo Real Visa, versões Gold ou Platinum;
    4)Cartões MasterCard:isenção total para titular e adicionais do cartão Gold, desde que portadores dos cartões Real Visa Gold ou Real Visa Platinum;
    5)Real Platinum MasterCard: 50% de desconto para o cartão titular e até 5 adicionais com isenção total;
    6)Cartões de Crédito Real Visa: até 5 adicionais gratuitos;
    7)2 serviços de courier gratuitos por mês;
    4 saques internacionais no cartão múltiplo – débito em conta corrente;
    8)emissões de DOC's ou TED's nos canais eletrônicos;
    9) 22 extratos e 22 saques em qualquer canal disponível para o cliente;
    10)ilimitadas transferências entre contas na própria instituição.

    Il prezzo a sua volta parte da 45R$/mese ed in tre step arriva a zero a seconda di un parametro chiamato " puntuaçao" o punteggio .Oltre i 100000 non paghi nulla .

    Si guadagna 1 punto per ogni reale investito e 100 punti per ogni anno di relazionamento .

    Per quanto riguarda i bonifici internazionali in entrata sono anni che non ne faccio e pertanto i miei paramentri sono superati . Tuttavia ricordo che arrivavano in Brasile entro una settimana salvo poi rimanere bloccati a Sao Paulo fino a che non portavo una serie di documenti ( Tipicamente una copia della dichiarazione dei redditi italiana )e firmavo di mio pugno una dichiarazione in Banca .

    Saluti

  21. Scusate ma mi intrometo ….
    sou brasileiro, vivo em Roma à 27 anos e visito o Brasil cada 3/4 anos. Leio muito os jornais brasileiros e blogs como este … muito interessante. Gostaria de explicar a quem ainda nào enetendeu que, como jà dito, o pais deve ser vivido para se "capito" e o Brasil nào faz exceçao mas … tem sempre um mas … o Brasil é um pais "particular" seja pela sua historia seja pela forma em que se somam as varias culturas que o compòe … especialmente aquela italiana … "di una volta".
    Faço referencia as observaçòes sobre os pagamentos com cartào de credito (a rate) e confermo que é nào somente uma questa de comodidade e de economia mas é principalmente uma questào de "tradiçao" … "retaggio dei tempi". Hoje a classe media baixa representa o 30% dos consumos no Brasil. Na Italia, pais aonde o uso do cartào e do credito é inferior aos outros paises europeus por "tradiçao", o consumo "a credito" é in constante aumento e hoje representa o 65% do mercado de consumo (TVs, eletrodomesticos, carros, etc).
    Grazie
    Rodolpho

  22. Ah … volevo ancora aggiungere questo "estrato economico" do site do ICE (Instituto pe ril Commercio con l'Estero) :
    "Il Brasile è da sempre il principale partner commerciale dell’Italia nell’area latino americana. Con una popolazione di oltre 180 milioni di cui circa 30 milioni di persone con reddito equiparabile a quello europeo, il mercato brasiliano presenta forti propensioni al consumo e alla ricerca di prodotti nella fascia alta del mercato, dove il design è un elemento importante."
    Grazie
    Rodolpho

  23. Ciao Rodolpho

    grazie del tuo intervento sull'uso delle carte di credito in Brasile .E' sempre interessante il punto di vista di un brasiliano anche se nel tuo caso , visto che vivi da 27 anni a Roma , forse sei più italiano che brasiliano 🙂

  24. sapete darmi qualche informazione sull'importazione…so che per ogni articolo e per ogni stato si applicano tariffe differenti,ma io neanche vagamente riesco a capire quale potrebbe essere il massimo su cada articolo importato..appena mi risponde uno di voi magari ci facciamo una chiacchierata e vi illustro piu o meno cosa mi piacerebbe fare!!grazie

  25. X Alessandro: più o meno 5 anni fa ebbi un colloquio con la guardia di finanza brasiliana (fiscalizaçao) e con alcuni funzionari dell'ambasciata brasiliana in italia per importare in brasile dall'italia dei prodotti elettronici. Mi dissero che la percentuale della tassa di importazione brasiliana si aggirava al 33% del valore della merce (5 anni fa adesso non so). A quel punto ho lasciato perdere…
    Spero di esserti stato utile, ciao.
    Filippo.

  26. Da Brasiliana dico a tutti italiani lasciate perdere il Brasile in italia si sta benissimo chi se lavori riesce a vivere li no noi brasiliani non abiamo sicurezza , salute , strade , educazione, si abiamo tanti lavori adesso perche che le olimpiede etc ma doppo secondo voi staremo peggio di italia
    un caffe in Brasile 2 euro e non e buono come in italia li tutto custa il doppio segundo voi chi guadagna 200 euro al messe poi vivere come un operaio italiano che guadagna te 800 euro impossibile io conosco bene le due realta e vi assicuro meglio ITALIA per vivere una vita modesta li bisogna guadagnare almeno 2000 milla euro mensile
    maquina carissima perche che imposto IPVA etc.
    gasolio kkkkkkkkkkk roba da matti.
    luce , gas telefono impossibile 20 euro parli 10 minuti .
    ha il telefonino li custa carissimo.
    bene li un povero manggia fagioli e riso.oleo di soya
    chi un povero manggia la pasta oleo extra virgen di oliva.
    la pizza li custa minimo 15 euro.in brasile.
    la qualita dei produtti lasciamo perdere.
    beh io dico solo una cosa da brasilian che vive in italia.
    chi vedo i vechietti che vano in giro oltre 80 anni.
    in Brasile con 50 gia e considerato vechio pieno di malore
    mi zio fai cura contra il cancro sai quanto costa la medicina 20.000 milla euro e vieni da italia fortunatamente lui e nella politica e riesce a trovarla gratuitamente.Sai io amo il Brasile sono de origine italiana ma dico a tutti italiani dimenticate per che li con quatro soldi non fate niente , concludo in italia si vede maquina per la strada nessuno ti guarda per rapinare provate a girare com le maquine tra virgolete di luxo in brasile.
    Scusate mio italiano parlo benissimo ma scrivere sono negata.

  27. Desculpa por postar em português….

    Brasil não é apenas nordeste, moro no sul e a pouco um italiano abriu uma casa de sorvete e capuccino em um bairro alto nivel e é cheio de pessoas, para investir no Brasil, precisa apagar da cabeça os estereótipos.

  28. Oi Anonimo

    bem vindo ao Blog , eu concordo plenamente com vc : para investir no Brasil è preciso ignorar os estereòtipos .

    Gostei muito da ideia : sorvete ( bom no calor ) e capuccino ( bom pra frio ) .

  29. Ho appena letto con molto interesse questo libero scambio di opinioni.
    Sono rimasto particolarmente impressionato dall' affermazione che nel 1995 in India il 10% della popolazione superava il milione di dollari l'anno! Spero sia stata una svista.
    Cordialmente

    • In che senso una svista ? E' troppo o troppo poco ? Il dato mi fu fornito all'epoca dal nostro rappresentante indiano , un ricco imprenditore di Shimla dello Stato di Himachal Pradesh. Non ho mai dubitato della cosa ma visto che lo chiedi ho fatto una piccola indagine ( http://it.wikipedia.org.pt.mk.gd/wiki/India ) e vi si afferma che oggi il 10% della popolazione indiana possiede il 33% della ricchezza del paese che è certamente molto di più di 100 milioni di dollari del 1995 . Inoltre poichè si afferma che SUPERAVANO il milione di dollari l'anno il dato sarebbe consistente anche oggi . O no ?

  30. Ciao a tutti. Mi chiamo Giulio e vivo da circa 5 anni a Campo Largo, vicino a Curitiba. E' da un po' di tempo che sto pensando di aprire un negozio di prodotti italiani, tipo casalinghi (Lagostina, Alessi), dolci confezionati (Panforte, panettone Galup, Pandoro, biscotti tipici)e altri prodotti del nostro paese. C'è un negozietto di questo tipo in uno shopping a Curitiba molto chic, e considerando il buon tenore economico dei brasiliani di oggi penso che potrebbe essere una buona idea di "negocios" (anni fa una cosa del genere sarebbe stata improponibile). Ma le tasse sui prodotti di importazione mi spaventa molto, anche perchè non ne capisco molto. In un sito brasiliano (non ricordo il nome) avevo visto che sui prodotti importati bisognava aggiungere una tassa (imprecisata) d'importazione del 60% più un ICMS del 18%. Ma nella tabella da voi inserita si leggono altre voci che non conosco. Come faccio a sapere quanto mi verrà a costare un determinato prodotto qui in Brasile, facendolo venire dall'Italia? E secondo voi potrebbe essere una buona idea o pensate che faccia un grande buco nell'acqua? E' ovvio che all'inizio sarebbe qualcosa di molto piccolo e importerei solo pochissime cose, ma poi, se le cose andranno bene, penserei a qualche soluzione migliore. Avete qualche idea o consiglio da darmi? Grazie a tutti e ciao!

  31. molti dei prodotti sono gia' presenti a Sao Paulo, potresti all'inizio iniziare con quelli in quanto elimineresti tutto il problema burocratico di importazione che specialmente nel settore alimentare presenta oltre che costi alti problemi di documentazione e permessi vari. Se hai i codici doganali Taric o SH posso aiutarti nello stimare abbastanza in dettaglio le spese di importazione. Cerca gia' di metterti in contatto nella tua zona con un buon "despachante" senza il quale incontrerai grossi problemi.

  32. Ciao Guido e grazie per la risposta.
    E' vero che alcuni prodotti sono già in vendita in Brasile, ma allora non ci sarebbe più lo scopo di questo negozio. L'idea è proprio quella di vendere articoli e prodotti che ancora non esistono qui in Brasile. Per esempio, le pentole della Tramontina vanno bene, ma non sono assolutamente da comparare a quelle della Ballarani o della Bialetti. Così come il pandoro, che qui non sanno nemmeno cosa sia, o un olio sxtravergine pugliese, o un limoncello di Amalfi. Sono solo alcuni esempi di cose che potrei vendere.

    Purtroppo non ho i codici taric ma, andando a vedere su internet, mi è sembrato di capire che questi codici sono per chi importa prodotti in Europa. Io voglio fare esattamente il contrario, quindi ho bisogno di sapere quali tasse devo aggiungere al prezzo d'acquisto per avere un'idea di quanto mi verrà a costare il prodotto alla fine.

    E' chiaro che, se dovessi decidere di fare una cosa del genere, anche se fosse un piccolo negozietto, mi affiderei a qualche despachante o ufficio di import/export.

    Grazie ancora per la risposta e ciao.

    Giulio

  33. Il codice Taric o SH servono per risalire al codice doganale Brasiliano senza il quale e' impossibile effettuare la spedizione e rischi delle grosse multe.se hai intenzione di esportare prodotti Italiani in Brasile presumo che sei in contatto con i produttori o distributori, loro ti sapranno dare questi codici.Specialmente se vuoi aprire un "negozietto" e' molto piu' semplice proporre prodotti che sono gia' presenti in Brasile anche se non diffusi in grandi quantita', discorso diverso se pensi di esportare containers di merce. se vuoi contattami su skype a ciaoplanet che ti spiego meglio

    • Humm… sta diventando troppo complicato. Visto che l'idea è di fare qualcosa "in piccolo", io pensavo di comprare i prodotti in Italia (sono poche decine di articoli), spedirli in Brasile, pagare qualche tassa alla dogana e poi rivenderli. Per questo chiedevo quali erano queste tasse, in modo da sapere il prezzo finale di cada prodotto. Invece sembra che sia tutto molto complicato. Grazie comunque per i consigli, Ciao.

      Giulio

  34. Leggendo tutti i post ho visto molta confusione di identità imprenditoriale oltre che di intenti. Ogni singolo caso va affrontato singolarmente, il Brasile ha tantissime sfaccettature che possono essere gradevoli o sgradevoli a seconda dei casi. Se in Italia non si è riusciti a combinare nulla in una vita, difficilmente si diventa imprenditori talentuosi in Brasile dove c'è la penalizzazione della lingua e delle conscenze fiscali e legali. Considerando che è facile finire nelle mani sbagliate perchè la propensione a mentire e rubare è molto alta. Chi si illude di venire ad investire poche somme in attività banali come bar,pousadas,baracas de praias o ristorantini è facile che ritornerà in Italia senza nulla o vivrà di stenti e senza accesso alla sanità. I brasiliani sono capaci da soli di fare queste attività e riescono meglio degli italiani a far quadrare i conti sfruttando i dipendenti (gli italiani vengono subito denunciati per rivendicare i diritti sindacali), evadendo il fisco, risparmiando all'osso sull'acquisto dei prodotti (no comment)a volte scadenti (ma loro spesso antepongono il prezzo alla qualità) e spuntando prezzi sugli affitti molto più bassi e indovinando meglio la localizzazione.
    Sento sempre la solita inesattezza sul Brasile "in cui ci sono pochi ricchi e tanti poveri", questo può valere nel Piauì,Alagos,Maranhao,ecc ma nel Brasile (intero) c'è più classe media che in Italia, invece di sentire le chiacchiere fate ricerche sui dati statistici (es: http://blogbrainbrain.blogspot.com.br/2011/03/consumo-segue-aquecido-em-2011.html )
    Solo nel 2011 il 10% dei brasiliani è uscito dalla povertà relativa.
    I problemi sono ben altri che quello del potere acquisitivo, come quello di modificare lo stile di vita in funzione dell'altissima crimialità che fa 50.000 omicidi all'anno e 43.000 morti di incidenti di transito stradale. Di potersi permettere una plano de saude per se e ogni membro della famiglia e di affrontare un costo della vita che in città può essere pesante anche per un imprenditore.
    Un altra difficoltà è di trovare un socio o dipendente onesto.
    Poi occorre professionalità: i migliori ristoranti e bar italiani che ho conosciuto per il Brasile sono di Brasiliani.
    I dazi sono così alti per importare dall'Italia che pongono in forte svantaggio l'iniziativa, per informazioni meglio non chiedere a "chiacchieroni" ma c'è il sito più idoneo www4.receita.fazenda.gov.br/simulador/ o potete scriverglii una email oppure ad un importatore serio raphaelpinto@grupofgp.com.br
    Interessante in Brasile produrre prodotti di qualità e stile che si distinguono, magari portandosi un dipendente esperto italiano che vi aiuta almeno in fase di start-up (vestiti,scarpe,alimentare,divani,mobili,ecc) sempre tenendo presente che anche quì c'è la concorrenza…
    (continua)

    • mi associo ad Antonio nel definire questo, un interessante contributo, anche se penso che, talento, serietà e correttezza possono fare sempre la differenza ovunque, sopratutto in un paese che non brilla per queste qualità, a parte il talento dove forse sono anche meglio di noi.. certamente applicandosi ad attività di piccolo cabotaggio, in settori già ben presidiati, è difficile emergere ed anch'io sono arrivato alla stessa conclusione che l'ideale sarebbe applicare in Brasile la nostra innata tendenza a creare manufatti ben costruiti e di buon gusto
      Rimane il problema di come iniziare con un capitale limitato per non rischiare di lasciare ai topi una cattedrale del deserto e tornare in patria chiedendo un passaggio, come mozzo, ad una nave mercantile.. scherzi a parte e analizzando le giuste difficoltà che hai elencato, credo che Antonio sia qua principalmente proprio per dare questo tipo di assistenza oltre che al passatempo di rispondere a domande di ordinaria curiosità
      Ovviamente serve un'idea ragionevole da sviluppare e capire quanto e come sia applicabile..
      Personalmente, lavoro il ferro e il legno e sono specializzato nelle scale per l'arredo e ricordo come, paradossalmente, ho cominciato, anni fa in Italia, con facilità, lavorando praticamente in un garage con attrezzi manuali e riuscendo fin da subito a creare manufatti che hanno trovato il favore del mercato (ovviamente facendo lavori su misura).. Questo mi fa venire una gran rabbia nel vedere come ci siamo ridotti adesso con l'ideologia sinistra dei diritti acquisiti in una folle corsa al rialzo per ottenere un facile e rapido ritorno elettorale e del correre tutti sotto l'ala protettiva di mamma stato, che ora si sta chiudendo come una morsa.. ci voleva proprio un genio per capire che quando saremmo stati costretti a saldare il conto, sarebbe stato un massacro.. beata incoscienza di massa che ancora adesso è difficile superare; basti guardare la guerra attorno all'art. 18 che a mio avviso è uno dei parametri della nostra attuale mediocrità, pur con l'attenuante che lo stato italiano clientelare, ha preferito puntare sulla spesa corrente fuori controllo piuttosto che creare un vero stato sociale che sappia fare da cuscinetto per gli alti e bassi del sistema produttivo, ma senza soffocarlo..

      Sarei lieto di conoscere le esperienze di chi è riuscito ad avviarsi in Brasile o di chi sta pianificando il trasferimento..

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