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Poste Italiane: comunicato sui conti correnti e sul risparmio postale

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Ho trovato questo comunicato sul sito Banco Posta . Sostanzialmente lo Stato Italiano mette in guardia i cittadini dal possedere conti correnti su Banche non statali dato l’attuale andamento dei mercati finanziari .


Un comunicato che quanto meno sa di concorrenza sleale nei confronti degli altri istituti di credito di cui si ipotizza evidentemente una non solvibilità futura .

Ma se le cose stanno così , ed il Governo Italiano sembra crederci , cosa sono tutte quelle affermazioni strombazzate sulla stampa nazionale circa la solidità del nostro sistema bancario ?

Allora ha proprio ragione l’amico Paolo Barrai di Mercato Libero quando suggerisce la delocalizzazione fisica dei risparmi fuori dell’Italia .

Vivereinbrasile offre, a tutti coloro che lo desiderano , la possibilità di approfondire questo discorso seduti sul bordo di una piscina all’ombra di una palma da cocco .


In riferimento all’attuale andamento dei mercati finanziari, Poste Italiane informa i propri clienti che i depositi custoditi sotto forma di Conti Correnti, Libretti di Risparmio e Buoni Postali Fruttiferi non sono esposti a rischi di mancato rimborso.

I depositi su Conto Corrente BancoPosta beneficiano della massima tutela pubblica perché:

– la maggioranza assoluta del capitale sociale di Poste Italiane è in possesso dello Stato (Ministero dell’Economia e Finanze);
– la raccolta derivante dai conti correnti è investita, nel rispetto delle norme di legge, unicamente in titoli governativi.

Per questi motivi, i depositi su Conto Corrente BancoPosta non necessitano dell’assistenza del Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi, istituito per assistere i risparmiatori in caso di mancato rimborso dei depositi da parte di istituti bancari.

I prodotti di risparmio postale – Libretti di Risparmio e Buoni Fruttiferi Postali – sono sempre garantiti dello Stato indipendentemente dalle condizioni di mercato.


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2 Commenti

  1. A dire il vero il FITD dovrebbe rimborsare sino a 100.000 Eur per rapporto di c/c quindi le garanzie ci sono.
    Il fatto che la raccolta postale sia investita in titoli governativi ( presumo nazionali) non depone molto bene; in caso di default i ns titoli di stato andrebbero bene come carta da cesso.
    L'unica cosa per salvarsi in caso di default sarebbe avere tutto investito in oro e argento e avere le palle e la capacità ci andare corto sui mercati azionari
    Bella l'idea della discussione a Ponta Negra nel residence :-))

  2. A proposito del FITD:
    La Direttiva n. 94/19 CE, prevede un livello minimo di garanzia di 20.000 EURO per singolo depositante.
    Il legislatore italiano ha recepito la direttiva con il D.L. del 4 Dic 1996 n° 659, in cui si prevede che il limite massimo di rimborso, richiamato dallo Statuto del FITD, non può essere inferiore a 103.291,38 Euro, per depositante.
    Attenzione pero´perche´, in realta´, il Fondo NON esiste, ossia viene costituito solo ¨su chiamata¨ del mandatario (il Fondo stesso) a seguito della proclamazione del dissesto di una banca e la sua ammissione allámministrazione controllata.
    Quindi, in caso di crisi sistemica, il Fondo di Garanzia NON garantirebbe proprio nessuno perche´ le banche non avrebbero i soldi da mettere nel fondo.
    abraÇos
    Marco

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