Home costo della vita Il cambio fluttua . E allora ?

Il cambio fluttua . E allora ?

31
17
CONDIVIDI


Sto ricevendo diversi commenti relativi all’andamento del cambio di questi giorni . Ho già risposto in un commento spiegando che l’apparente valorizzazione dell’euro è dovuta in realtà alla svalorizzazione del reals nei confronti del dollaro a causa sia delle manovre correttive del Governo sia della momentanea riduzione del prezzo delle commodities . La relativa calma apparente di Eurolandia ha fatto il resto .

Pertanto a coloro che credono di essere entrati un una nuova fase consiglio di dare una occhiata al diagramma del cambio degli ultimi 12 mesi : nessuna tendenza veramente sfruttabile è visibile se non un lieve aumento del valore medio ma non tale da giustificare di ritardare il proprio investimento in Brasile in attesa del fatidico 3.5 che tanti piccoli investitori auspicano . Le oscillazioni da 2,15 a 2.35 sono interessanti solo per chi investe grosse quantità di denaro e comunque sul lungo periodo sono un gioco molto pericoloso .
Qualcuno continua a farmi notare che di recente il cambio non è mai arrivato a 2 . Questi evidentemente non vivono in Brasile oppure ignorano che rispetto al valore riportato sui siti ufficiali i cambi in città applicano una loro commissione . Posso garantire che quando il cambio è andato a 2,15 qui a Natal gli uffici di cambio pagavano l’euro a 2 contro il R$ . Non credo che la situazione sia molto diversa nel resto del Brasile .
Infine a coloro che chiedono consulenze finanziarie ricordo che esistono siti a pagamento a tale scopo dove , in caso di non ottenimento dei risultati potete anche protestare . Non è questo il caso di Vivere in Brasile . Qui io fornisco un parere del tutto personale e non a pagamento . La decisione finale è sempre e comunque di vostra responsabilità .

17 Commenti

  1. Buongiorno,Antonio.
    A proposito di cambio,mi piacerebbe appunto sapere un tuo parere personale(la decisione sarà comunque mia…):

    entro un paio di mesi vorrei cambiare in euro un 10-15mila reais,prelevando dal conto di mio nipote in Italia il corrispettivo appunto in euro e ovviamente versando dal mio conto al suo in Brasile i suddetti reais.Entrambi abbiamo il doppio conto tra Italia e Brasile.
    A tuo parere c'è possibilità che il real ritorni almeno a 2,2 nei prossimi due mesi?

    E se,ad esempio,volessi cambiare oggi a 2.37,a quale valore reale dovremmo fare lo scambio?
    Grazie delle risposte!

  2. Ciao BERT

    rispondo prima alla tua ultima domanda . Il valore dello scambio lo ottieni facendo un paio di visite alle agenzie di cambio della tua città .

    Per quanto riguarda il ritorno a 2.2 credo che , se le misure di Mantega daranno l'effetto sperato assisteremo ad un lento aumento del valore medio che oggi è a 2.3 circa . Non mi aspetto nessun ritorno a valori alti tipo 3 nel breve periodo . Anzi potremmo occasionalmente ed in concomitanza di crisi del debito dei paesi dell'eurolandia , assistere a cadute repentinee ma non durature del cambio.

  3. Concordo con la tesi di Antonio.
    Volendo fare previsioni si deve tener presente che la crisi dell'eurolandia è grave e strutturale e non si risolverà a breve. Di contro, la crescita economica brasiliana e il conseguente rafforzamento del real è altrettanto strutturale e ben gestita. Non è dovuta alla prevalenza dei fattori speculativi che semmai hanno contribuito solo ad amplificarla.
    La diminuzione del valore delle commodities peraltro non potrà che portare giovamento alla battaglia combattuta da Mantega per contenere l'unico risvolto negativo della medaglia brasiliana, ossia la galoppante inflazione che quasi sempre accompagna le fasi di boom economico.
    Marco

  4. l'indiscrezione è stata una bufala clamorosa, emessa ad hoc proprio per far svalutare l'euro, in quanto esiste una guerra tra dollaro e euro, entrambe hanno bisogno di tenere svalutate le proprie monete per riprendersi

    cerchiamo di capire cosa c'è dietro certe uscite e dietro certe manovre, perfavore…

    p.s. la crescita economica brasiliana è ben poco stutturale, più che altro dovuta ad un ingresso record di capitali stranieri per gli alti interessi, la speculazione finanziaria in borsa, e l'esportazione delle materie prime

    ma se andiamo a vedere l'industria brasiliana è ben poco competitiva ed efficiente, ad eccezione del settore agricolo e petrolifero, il resto fà acqua da tutte le parti turismo compreso, rio a parte

    una volta usciti i capitali e calmata la fame di materie prime, vedremo bene i fondamentali di questa economia brasiliana, tutta impostata sul credito….e con questo ho detto tutto

    p.s. nr2.
    non prevedevate e tutto spiano il cambio a 2 e anche meno? mi ricordo certi posts..

  5. Ciao MAx

    hai detto che vivi a Natal ma non mi hai ancora risposto dove ? Vorrei incontrarti e conoscerti . Ieri c'è stata una interessante e seguitissima sessione della Associazione ACIBRA sui vini italiani con la partecipazione del primo produttore ed importatore di vini italiani del Rio Grande do Norte .
    Un folto ed interessato pubblico soprattutto brasiliano ha seguito l'evento che si è tenuto nell'auditorium della Libreria Siciliano del Midway Mall di Natal . Un assaggio di ottimo prosecco NON PASTORIZZATO e di prodotti della Mediterranea Buffet sono stati offerti a fine serata.

    PS ; Puoi citare il link ai posts dove si prevedeva il cambio a 2 o meno ? Io non li ho trovati .

  6. Caro Max,
    la crisi nera che investe i PIIGS è sotto gli occhi di tutti e se ne uscirà, chiacchiere e speculazioni a parte, solo con la ristrutturazione dei debiti sovrani, come fece l'Argentina qualche anno fa, con le conseguenze politiche, sociali ed economiche del caso.
    Per quanto attiene la crescita brasiliana, che tu ritieni non strutturale, proprio in questi giorni la Fondazione Getulius Vargas ha comunicato che l'indice di Gini che misura le disparità economiche nel 2010 ha raggiunto il valore più basso dal 1960. Le esportazioni brasiliane non sono fatte solo da materie prime, mais, caffè e cocco ma anche da prodotti ad elevato contenuto tecnologico e dell'industria manifatturiera. I settori chimici, edili, turistici, del terziario, meccanici, credito, assicurazioni, alimentari e chi più ne ha più ne metta vanno tutti a gonfie vele. Non a caso un numero sempre maggiore di imprese italiane, anglosassoni, arabe ecc., anche piccole e medie, guardano al Brasile con sempre maggiore interesse e le principali multinazionali (anche italiane come Fiat, Telecom e Astaldi ecc.) stanno tenendo in piedi i propri magri bilanci soprattutto grazie al Brasile.
    Che su tutto questo si inseriscano anche fenomeni speculativi è inevitabile ma azionando la leva fiscale in forma mirata il governo li sta limitando ed è solo per questo che il cambio euro/real si è solo avvicinato alla fatidica soglia 2.
    L'esplosione del credito al consumo nelle fasi di forte espansione economica, o di vero e proprio boom, fa parte del gioco. Ricordo che anche mio padre, oculatissimo marchigiano, negli anni '60 si comprò la 600 ed i mobili firmando cambiali. Ma anche su questo tema il governo è intervenuto e continuerà ad intervenire non solo con l'aumento dei tassi. Ad esempio oggi non si possono più comprare auto e case con finanziamenti al 100%.
    Ora se tu mi dici che tutto questo è solo un "fuoco di paglia", non capisco ma mi adeguo.
    abraços
    Marco

  7. Scusa anto, ma Marcofalco è il Travaglio M. del blog. Tanti dei suoi interventi sono mirati e precisi nella decriz. facendo sempre una fotografia reale della siataz. attuale brasiliana. Un complimento sincero. Ciao . andrè

  8. Ciao Andrè

    effettivamente Marco è uno dei collaboratori più assidui ed efficaci del Blog . Ne approfitto per ringraziarlo per i suoi interventi sempre molto precisi ricordando che Marco è un ex bamcario e pertanto conosce bene certi argomenti .

    Saluti

  9. Grazie Andrè per i complimenti ma io sono solo uno che cerca di informarsi sul web che è l'unico mezzo di informazione realmente pluralista e completo rimasto. In particolare mi interessano gli argomenti socio-economici brasiliani, visto che è il Paese che ho scelto senza che nessuno mi costringesse, ed i fatti internazionali che hanno risvolti sul cambio euro/real. Si tratta di argomenti complessi che molto spesso siamo portati a liquidare con semplicismo o cadendo nei luoghi comuni. Salvo poi magari trovarci in difficoltà e criticare.
    Grazie anche ad Antonio, che spero un giorno di poter conoscere personalmente, per darmi la possibilità di intervenire sul suo Blog che sta diventando un punto di riferimento per molti, forse anche al di là anche delle sue stesse attese iniziali.
    So che a volte esagero con i miei interventi e me ne scuso ma vi assicuro che lo faccio solo per passione, io sono appassionato di Brasile e di Bahia forse quasi quanto lo sono di mia moglie (ovviamente bahiana). E' inoltre il Paese sul quale sto scommettendo il mio futuro per questo cerco di studiarlo, di conoscerlo e di valutarlo oggettivamente. Per questo leggo con interesse i contributi e le storie di tutti.
    Proprio in merito ai cambi che fluttuano e alla situazione di eurolandia, vorrei sottoporre all'attenzione dei lettori questo articolo pubblicato oggi su Repubblica in merito con riferimento alla Gracia:
    http://www.repubblica.it/economia/2011/05/09/news/s_p_taglia_il_rating_a_grecia-15997148/?ref=HREC1-4
    Saluti
    Marco

  10. scusi, un ex-bancario che argomenti conoscerebbe bene? macroeconomia, geopolitica?

    io sapevo che i bancari facevano tutt'altro, ma mi adeguo..

    p.s. non ho mai detto che è un "fuoco di paglia", ma che è un economia impostata su fondamentali poco solidi, e lo vedremo nel tempo

    ripeto nel brasile ci vivo e le vedo come vanno le cose, sono sempre un paese sudamericano con tutti pregi e difetti del caso, non sono i cinesi i brasiliani per intenderci bene, e hanno tutti i difetti accentuati di chi pensa poco al domani e vive la giornata, oggi va bene…la congiuntura è a loro favore, hanno risorse ok, ma domani? io vedo che i loro problemi storici sono sempre lì…per quello ho poca fiducia

    cma staremo a vedere, nessuno è padrone della verità, nè max ne marcofalco

  11. X Max

    Forse non era proprio una bufala dei tedeschi di Der Spiegel

    ROMA – L'agenzia Standard and Poor's ha tagliato il rating sulla Grecia a B dal precedente BB-, aggiungendo che il giudizio potrebbe essere ulteriormente rivisto al ribasso. Il giudizio dell'agenzia arriva a pochi giorni dalla polemica sull'ipotetica uscita di Atene dall'euro 1, ventilata in un servizio del settimanale der Spiegel. Il governo greco aveva definito priva di fondamento l'ipotesi, sostenendo che dietro vi fosse un'operazione di speculazione.

    Anche stavolta la risposta del governo di Atene è stata immediata ed è arrivata con una nota del ministero delle Finanze: il declassamento del debito pubblico greco fatto da Standard and Poor's, si legge, "arriva in un momento in cui non ci sono stati nuovi sviluppi negativi o decisioni, dopo l'ultima azione da parte dell'agenzia poco più di un mese fa, e quindi non è giustificata". Secondo il ministero, le decisioni "dovrebbero essere basate su dati oggettivi, su annunci dei politici e su valutazioni realistiche delle condizioni dell'economia e non su 'rumor' di mercato e articoli di stampa. Quando tali decisioni si basano semplicemente su 'rumor', la loro validità è fortemente messa in dubbio".

    Malgrado le smentite arrivate da tutti i soggetti coinvolti, lo spettro di un'uscita di Atene dalla moneta unica continua ad avere effetti sui mercati. Anche oggi a Piazza Affari sono vendute tutte le banche, complice il fatto che a breve partiranno una serie di aumenti di capitale. Conseguenze anche sull'euro che venerdì aveva avuto una brusca flessione dopo l'articolo dello Spiegel, ma che stamattina aveva recuperato al di sopra di 1,46 dollari: alla chiusura del mercato dei cambi valuta dell'unione a 17 ha chiuso sotto 1,43 dollari per la prima volta dopo due settimane.

    Esclusa da tutti l'uscita dall'euro, quello che appare probabile è che alla Grecia venga concesso più tempo sotto l'attuale ombrello di aiuti di Ue e Fmi. Ma anche questa considerazione sarebbe stata all'origine del nuovo downgrade di S&P. Secondo l'agenzia, l'eventuale prolungamento dei termini di restituzione degli aiuti stanziati dall'Europa, potrebbe spingere i governi europei creditori a pretendere rinvii simili anche a carico di tutti i creditori, ovvero i titolari di bond. Anche se l'ammontare del debito venisse lasciato intatto, questa riscadenziazione (ristrutturazione) minerebbe comunque l'affidabilità creditizia del paese.

    A mercati chiusi, poi, è arrivata la notizia che anche Moody's ha messo sotto esame i contri greci in vista di un possibile declassamento dall'attuale B1. Secondo Moody's, il ritorno della Grecia sui mercati finanziari nel 2012 è "sempre più improbabile" e per questo non esclude una retrocessione di oltre un gradino.

  12. se stiamo qui ancora a dare credito alle agenzie di rating, allora meglio andare a pescare i paganelli…che abboccano!!

    se avessero un minimo di credibilità come dovrebbero giudicare gli USA? no comment

  13. Ciao Max

    anch'io "nao confio " nelle agenzie di rating ma è l'effetto che conta .

    Il Mercato si regge sulla fiducia ed ha il potere di autorealizzarsi ovvero se tutti o molti ci credono allora la cosa si verifica realmente . Così è fallita la GM trascinando nel baratro milioni di piccoli risparmiatori e fondi pensione. Dopo pochi mesi la GM è di nuovo tra i leader di mercato .

    Del resto , se non credi e sei sicuro che la Grecia non fallirà puoi diventare ricco comprandoti i Bond greci che rendono di più di quelli brasiliani e sono denominati in euro … senza rischio cambio !

  14. i greci sono in default di fatto, ma non sono gli unici anzi sono in buona compagnia, italy compresa..

    ma li stanno tenendo in coma "farmacologico", e per evitare cadute a catena (effetto LB) sicuramente ristruttureranno i debiti, anzi è già stato annunciato per 2012, per cui prendere titoli statali greci è assai rischioso, operazione da casinò direi

    mia umile opinione

    p.s. vivo a Natal, ora in italy per un breve periodo, conosco marco del bar a praia..

  15. Sono un commercialista romano, senior, che vive in Brasile dal 2002, quando il cambio era 2,5 e poi arrivo sino quasi a 3,8, dal 2006 siamo intorno al 2,5, ed adesso 2,2-2,3 Giugno 2011.
    Considerando l'inflazione reale, nel 2002 con 1000 euro, avevo 30 salari minimi, e con 1 real si compravano 7 pane di caciom,, adesso con 1000 euro sono a 3 salri minimi, quindi nella soglia della poverta', come potere di acquisto, ne' la mia pensione in euro si adegia al Brasile, dove oggi 1 pan di cacio costa 1,20 reals, nel frattempo, gli interessi veri a debito sono al 13% , al mese, capitaliazzato, mese a mese, gli immobili si adeguano parzialmente, ma almeno noi pensiamo di rientrare in Italia, dove , paragonato a qui con 1300 euro, nel sud di Itali, si vive sufficentemente bene, in primo mondo

  16. Caro commercialista romano

    vieni qui al sud Italia a vivere da primo mondo con 1300 euro ! Affitto appartamento a Casagiove ( Provincia di Caserta ) 600 euro , assicurazione auto per un anno 2000 euro , multe e disservizi a profusione ,bolletta del gas che per pagarla devi fare un mutuo , tasse sulla caldaia , bollini blu e revisione obbligatoria , assistenza sanitaria praticamente a pagamento. Si salva la spesa ma è tutta chimica ( vino imbottigliato IGP ad 1,2 euro a bottiglia all' MD : ma cosa vuoi che sia ??? ) .Prova a comprare frutta fresca , pesce e carne come in Brasile e vedrai , altro che 1300 euro .

    Ad OGNI semaforo incontri non uno , non due ma una intera tribu di immigrati ( senza offesa ma è uno stress ) .

    Mi fermo qui … si è capito che sono nel sud Italia ?

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here