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Dipendenti e clienti esasperati svuotano i magazzini Aiazzone

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“Provare per credere ” questo era il tormentone di Aiazzone di qualche anno fa . Ma la vicenda raccontata dai giornali dell’assalto ai magazzini della fallita Aiazzone da parte di dipendenti esasperati ci dice qualcosa di più . La sfiducia della popolazione nei procedimenti di fallimento . Una delle vergogne del nostro sistema .
Il fallimento ” una grande invenzione ” recitava il mio collega e amico Giancarlo Attena riferendosi al fallimento Ixfin , una delle aziende truffa create in questi ultimi anni al sud per incenerire un po di lavoratori provenienti dalla Texas Instruments di Aversa , dalla Olivetti di Marcianise ecc. ecc.
Anche la mia ultima Azienda , dopo tre anni in liquidazione ( non esiste un termine legale al procedimento di liquidazione ?!) ai primi di Maggio di quest’anno è fallita . Non ha pagato le liquidazioni , gli stipendi arretrati e tante altre spettanze . Purtroppo nel mio caso il liquidatore nei tre anni passati ha fatto quello che oggi hanno fatto i dipendenti Aiazzone , ovvero ha svuotato il magazzino .

Sono arrivati in duecento con un centinaio di automezzi, hanno scassinato il magazzino di mobili e si sono portati via tutto, smontando perfino parti dell’edificio. Tecnicamente è stato un furto, ma un furto un po’ particolare, visto che il magazzino depredato è di Aiazzone, e che molti di coloro che l’hanno svuotato erano clienti che avevano pagato merce che non hanno mai ricevuto oppure dipendenti che hanno mesi di stipendi arretrati che non riceveranno mai.

L’assalto è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri nel magazzino Aiazzone di Pognano, dove già da un mese si verificavano dei furti saltuari. Stavolta invece si sono mossi in massa. A quanto si è capito le duecento persone (soprattutto immigrati che vivono nei paesi intorno ma anche qualche decina di bergamaschi) si sono date appuntamento alla stessa ora e sono arrivati sul posto con auto, furgoni, camioncini, anche qualche tir (alcuni di qualche noto corriere ma con il logo coperto da teli), hanno forzato la serratura e poi hanno cominciato a caricare tutto quello che hanno trovato.

La ressa ha fatto pensare a un improvviso rave party, qualcuno ha avvisato i carabinieri. Le cinque pattuglie arrivate sul posto hanno trovato il magazzino vuoto, c’erano perfino pezzi di pavimento smontato; gli impianti elettrici sono stati sradicati e portati via. I militari hanno dovuto lavorare fino a tardi per identificare tutte gli assalitori, che a questo punto potrebbero essere denunciati dal curatore fallimentare di Aiazzone per furto, violazione di proprietà e danneggiamento.




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4 Commenti

  1. Tutti sanno che in Italia spesso è più conveniente fallire che mantenere un'azienda in piedi. Quanto più è grosso il boccone tanto più fa appetito. Tanto più è grande il debito di fornitura, il debito bancario e il debito per TFR verso i dipendenti, tanto più conviene mandare tutti in malora e tenersi il bottino. Tanto la legge italiana ha tempi biblici e alla fine tra prescrizioni, attenuanti e pene miti, non succede nulla ai falliti. Nel frattempo possono sempre riorganizzarsi sotto altra ragione sociale e ripartire col business oppure fuggire ai tropici col malloppo se è abbastanza grande.
    Potrei fare nomi di aziende sane, che avevano brevetti esclusivi di prodotti e monopolio di alcuni mercati italiani ed esteri che hanno preferito fallire, mandando a spasso centinaia di operai e lasciando con un pugno di mosche banche e fornitori, piuttosto che continuare la produzione. Il legislatore italiano di destra e di sinistra, purtroppo, da molto tempo ha deciso di agevolare i furbi a scapito dei lavoratori e queste ne sono lo conseguenze. Per questo in Italia ci sono rimaste solo piccole e piccolissime aziende dei vari "brambilla" che si affannano per sopravvivere, più in alto troviamo solo finanzieri da strapazzo. Il "capitale" che genera lavoro è fuggito da tempo.
    Sono queste le realtà oggettive che generano sfiducia nel futuro e voglia di emigrare per le persone e le aziende sane.
    Ora non è che altrove siano tutte "rose e fiori" ma almeno i termini della partita sono più chiari e quantomeno le prospettive migliori.
    Marcofalco

  2. Ciao, io sono un dei "Brambilla" la nostra azienda famigliare ha 13 dipendenti,e mi dispiace dirlo,ancora per poco…
    La situazione qui in italia si è fatta insostenibile, noi imprenditori seri e onesti siamo sempre piu considerati come banche e come galline da spennare,sia dallo stato che dai nostri clienti.
    Ti spiego il perchè, molte imprese commerciali girano il loro rischio d'impresa al produttore del bene commercializzato, servendosi propio delle leggi italiane in quanto dichiarando fallimento, lo stato li assolve momentaneamente al pagamento dei debiti contratti, permettendogli nel breve di organizzarsi e fare sparire il malloppo!!
    Dal 2006 a oggi solo la mia azienda con questi furbi dalle spalle teoricamente solide ha perso piu o meno 200000€ sopportando una media di 2 fallimenti all'anno…..
    Lo stato cosa fà????? se ne fotte!!, i "falliti" se ne stanno in italia o all'estero con ciò che hanno sottratto… i creditori nn dormono neanche di notte per pagare i debiti….
    A questo punto mi sorge un quesito…..
    CHI é IL FALLITO?????
    Da onesto cittadino pagherò i debiti contratti con le banche per andare avanti,mi mancano ancora un paio d'anni mettendo fondo anche ai risparmi…. Nel frattempo mi sto organizzando per spostare la mia realtà in un'altro paese….
    Unica cosa che mi dispiace????
    Lasciare a piedi 13 oneste persone…
    Ecco a cosa ci costringe l'Italia!!!

  3. Caro anonimo Brambilla delle 12:39,
    quando ho scritto "Il legislatore italiano di destra e di sinistra, purtroppo, da molto tempo ha deciso di agevolare i furbi a scapito dei lavoratori " tra i "lavoratori" includevo anche i piccoli brambilla come te, perchè lavorano eccome, rischiano, sudano, pagano le tasse, si sbattono dalla mattina alla sera nella speranza di un futuro migliore e poi si vedono sottratti i frutti dell'onesto lavoro dal furbetto di turno che per le leggi italiane diviene intoccabile.
    Tu altro non sei che il 14cesimo lavoratore della tua azienda (o probabilmente il primo) ma il problema è che in questi anni si è volutamente penalizzato il lavoro in generale, alla faccia dell'articolo 1 della Costituzione italiana. A forza di depenalizzazioni di falso in bilancio, precarizzazione del lavoro, deregulations, privatizzazioni, lodi vari, condoni, indulti, scudi fiscali, liberalizzazioni, legittimi impedimenti e chi più ne ha più ne metta, è passato il messaggio che è più vantaggioso fare i furbi che farsi il mazzo lavorando.
    Fai bene a delocalizzare ma sempre nel rispetto del lavoro anche altrui.
    Marcofalco

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