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Le Poste : in tilt da Nord a Sud

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Quando mercoledì ho pubblicato il Post sulle Poste non pensavo di anticipare un evento “catastrofico ” come quello che è poi si è verificato . Una consolazione : una volta tanto l’Italia è unita nella sventura da Nord a Sud .

ROMA – Sono stati giorni da dimenticare per i servizi di Poste Italiane: in tilt da mercoledì, a causa di un problema a un software, hanno ricominciato timidamente a funzionare da stamattina. Ma ancora con molte difficoltà, come hanno dovuto scoprire i tanti in coda allo sportello.

Una situazione che provoca una durissima reazione dell’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni. “Non è accettabile il perdurare dell’incredibile disservizio che sta ancora paralizzando gran parte del sistema informatico di Poste Italiane”, tuona il commissario Agcom Gianluigi Magri. “Non è accettabile – prosegue Magri – che tali problemi perdurino e non è accettabile che non vi sia una chiara disanima degli avvenimenti individuando le specifiche responsabilità. Nell’era della tecnologia e della comunicazione simili incredibili episodi minano non solo la capacità di garantire un pubblico servizio, ma anche la credibilità di chi dovrebbe garantirlo”. Una presa di posizione durissima alla quale, però, non potranno seguire istruttorie, visto che, come spiega lo stesso Magri a Repubblica.it, “il governo, a differenza di altri Paesi europei, non ha dato all’Autorità garante delle comunicazioni il compito di vigilare sulle Poste”.

Da Poste Italiane, intanto, fanno sapere che dalle 13 circa di oggi il problema sembra risolto, “anche se ci possono essere rallentamenti a causa della mole di arretrati accumulati durante il disservizio”.

Quel che è certo è che ancora alle 10,30 in alcuni uffici postali di Roma 1 e Firenze, tra gli altri, i servizi andavano a singhiozzo. Nel capoluogo toscano 2, solo cinque uffici hanno funzionato regolarmente e i pensionati, in attesa da quattro giorni di poter ritirare la pensione, sono ormai al limite della sopportazione. Ma le zone più colpite da quello che Poste ha definito “un guasto al sistema informatico” sembrano essere state Roma e le Marche. Uffici postali in tilt sono stati segnalati anche in Friuli Venezia Giulia.

I responsabili di Poste Italiane spiegano a Repubblica.itche la causa è stato un cambio della piattaforma software Sdp (Software delivery platform) che fa da interfaccia ai servizi postali. Il problema ha riguardato quindi solo gli uffici che stavano passando al nuovo software. L’Slp-Cgil delle Marche denuncia “maschere che appaiono e scompaiono dai monitor, operazioni non contabilizzate, postazioni che non si riavviano dopo l’ennesimo crash”.
“Alle intuibili criticità tecniche che pesano sul personale in servizio – rileva il sindacato – si sommano le comprensibili lamentele della clientela: dal giorno 1 è stato possibile pagare solo una minima parte delle pensioni ed accettare solo pochi bollettini di versamento per le utenze in scadenza”.

Lunghe code si segnalano a Roma: “Stamattina c’erano centinaia di persone – è la testimonianza di una signora – poi sono andate via una volta resesi conto che i terminali continuavano a non funzionare e che era probabilmente inutile attendere”. Il responsabile dell’ufficio postale di via Arenula, nella Capitale, ha confermato alle agenzie di stampa che i terminali funzionano a singhiozzo e che è stato loro comunicato che i problemi dovrebbero essere risolti a breve. Stessa scena nell’ufficio postale di via Monterone, dove i dipendenti confermano la presenza di lunghe code questa mattina, al momento invece ufficio quasi deserto proprio data l’impossibilità di effettuare operazioni.

Nel frattempo, le associazioni dei consumatori esprimono soddisfazione dopo aver ottenuto da Poste Italiane l’apertura di un tavolo di conciliazione finalizzato a risarcire gli utenti danneggiati dai disagi informatici dei giorni scorsi. “Invitiamo i cittadini che nei giorni scorsi hanno avuto problemi con i servizi postali a conservare tutte le prove dei disagi subiti, come ad esempio bollette, fatture, e contravvenzioni scadute – spiega il presidente del Codacons Carlo Rienzi – documenti utili per dimostrare i danni materiali legati al disservizio. A seguito della decisione di Poste Italiane, abbiamo deciso di bloccare le citazioni dinanzi al Giudice di Pace che il nostro ufficio legale stava ultimando, e stiamo per pubblicare sul blog www.carlorienzi.it un modulo che i cittadini possono utilizzare per ottenere l’indennizzo dall’azienda”.

Fonte : La Repubblica

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1 commento

  1. Bene, abbiamo privatizzato le Poste italiane e non lo abbiamo neanche assoggettato all'Agenzia statale preposta ai controlli. In compenso le tariffe sono aumentate (per pagare una bolletta €1,20!).
    E adesso vogliamo lasciar privatizzare anche la distribuzione dell'acqua senza neppure esprimere la nostra opinione??
    Invito TUTTI ad andare a votare i referendum di domenica 12, in Italia o presso i Consolati, comunque la pensiate!
    Marcofalco.

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