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Tim Brasil riguadagna il secondo posto dietro alla Vivo

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Brasile dal sapore agrodolce per Telecom Italia. Se da un lato sulla controllata Tim Brasil (+1,4% a San Paolo) pendono le incognite di una multa del fisco da 550 milioni, dall’altro l’operatore mobile ha superato per numero di clienti Claro, riguadagnando la seconda posizione alle spalle del gruppo Vivo.

Dai dati Anatel, l’agenzia nazionale brasiliana delle telecomunicazioni, a fine luglio gli utenti della controllata della società guidata da Franco Bernabè hanno raggiunto quota 56,8 milioni, superando il ritmo di crescita del mercato: +26,3% per Tim a fronte del +17,8% registrato da tutta la concorrenza.

Tim Brasil sale così al secondo posto per quota di mercato, attestandosi al 25,78% (contro il 24,05% di luglio 2010 e il 25,55% di giugno) e superando Claro (era al 25,42% nel luglio 2010 e affiancata a Tim con il 25,55% in giugno). Al primo posto resta Vivo, che pesa per il 29,53% del mercato, pur in lieve calo dal 30,25% del luglio 2010.

Insomma, i vertici dell’ex monopolista stanno mettendo nel mirino anche Vivo consapevoli che la crescita di Telecom Italia e la riduzione del debito a 29,5 miliardi a fine anno, come previsto dal piano industriale, passa proprio per la progressione in Sud America: Brasile e Argentina. Nel primo semestre dell’anno, infatti, in Italia, i ricavi della telefonia mobile sono scesi del 10,5% a 3,496 miliardi, mentre la telefonia fissa ha perso il 5,2% scendendo a 6,691 miliardi. Al contrario, il Brasile è salito a 3,5 miliardi di fatturato e l’Argentina a 1,5 miliardi con una marginalità complessiva del Sud America di 1,45 miliardi: il 24,2% dell’ebitda totale.

Sul Brasile, però, pesa adesso un accertamento fiscale relativo al periodo 2006-2009 con una cartella esattoriale da 550 milioni in merito a operazioni di riorganizzazione effettuate dalla controllata di Telecom: il gruppo telefonico però è tranquillo come ha già ribadito nell’ultima relazione semestrale.

A preoccupare Telecom Italia è piuttosto la possibilità che il governo allarghi la Robin Tax alle compagnie di telecomunicazioni. Preoccupazioni che sono anche degli investitori. Ed è la ragione per cui, con Piazza Affari in guadagno di quasi due punti percentuali, Telecom Italia ha perso lo 0,73%.

Fonte : La Repubblica


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