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Il Corriere della sera pubblica la notizia dei visti turistici

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RIO DE JANEIRO – Perché gli italiani sono gli unici turisti europei a non poter restare in Brasile più di tre mesi? La domanda circola da qualche settimana nei posti di frontiera, alle interminabili file della Policia Federal, o lungo le spiagge del Nordest dove sempre più connazionali stirano le vacanze tradizionali in soggiorni lunghi, e non sempre limitandosi a prendere il sole. La decisione del ministero degli Esteri di Brasilia è apparsa improvvisamente in un circolare dello scorso luglio, e subito comunicata ai posti di frontiera. Per gli italiani il permesso turistico è ora di tre mesi, «improrogabili», si specifica sul timbro del passaporto.

DECISIONE SOVRANA – In precedenza valeva la norma applicata a tutti gli europei: i 90 giorni potevano essere raddoppiati a 180 con una semplice richiesta. Ma ciò che è permesso a francesi, spagnoli e svizzeri oggi non è più consentito agli italiani. Una norma ad hoc. «Purtroppo i rapporti tra Italia e Brasile non stanno attraversando il loro momento migliore», ammette Fabio Porta, deputato del Pd eletto in Sudamerica che ha appena presentato una interrogazione alla Farnesina per capire i motivi della discriminazione. Il pensiero va subito alle ricadute del caso Battisti, con la dura polemica tra i due Paesi per la mancata estradizione dell’ex terrorista, decisa lo scorso giugno. Quella che alla stragrande maggioranza degli italiani è apparsa un’offesa, per il governo brasiliano è stata una decisione sovrana, e intollerabili e ingiuriosesono state piuttosto le insistenze.

BRASILIANI IN ITALIA – Della vicenda è tornato a parlare sabato notte a Washington il ministro Franco Frattini, che ha incontrato il collega Antonio Patriota. Il ministro brasiliano, sostiene Frattini, ha accettato la proposta di creare un team misto per riesaminare la questione. Fermo restando che l’Italia intende portare il caso alla Corte di giustizia dell’Aja. Al ministero degli Esteri di Brasilia negano il nesso tra la vicenda Battisti e quella dei 90 giorni, offrendo un’altra spiegazione. «E’ una questione di reciprocità, anche l’Italia limita a tre mesi la permanenza per i turisti brasiliani». Ribattiamo che la norma è europea, dell’area Schengen, e non ha senso applicare la reciprocità solo agli italiani. «Possiamo farlo perchè tra Italia e Brasile è ancora in vigore un precedente trattato bilaterale (datato 1960, ndr) che regola così la materia. In ogni caso – concludono a Brasilia – è allo studio un nuovo accordo che uniformerà la materia con tutta l’Unione europea, è un problema temporaneo». Fin qui la risposta ufficiale. Altre fonti legano l’eccezione italiana ad altre due ragioni: la stretta che sta avvenendo nel nostro Paese sui brasiliani, che in numero crescente entrano come turisti per poi restare a lavorare clandestinamente, e il fenomeno opposto, molti italiani che da turisti svolgono attività lavorative in Brasile, senza averne il permesso. «In realtà, le nuova norma colpisce soprattutto chi ha comprato qui una casa e intende stare più di tre mesi all’anno – dice il deputato Porta – Ci sono molti pensionati, soprattutto, ma anche giovani che operano nel volontariato. E’ ingiusto, anche perchè applicato solo a noi».

Rocco Cotroneo

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