Home costo della vita Madrid compara Roma ad Atene : ci rovinano la reputazione !

Madrid compara Roma ad Atene : ci rovinano la reputazione !

5
3
CONDIVIDI



La vita è veramente una ruota . C’è stato un tempo in cui Roma ed Atene erano la culla della civiltà occidentale simbolo di forza e sapienza . Oggi i barbari di un tempo ( a dire il vero non troppo lontano ) cercano di tenersi lontani sia dall’una  sia dall’altra come se fossero dei lebbrosi . La peste del debito fa paura più della peste nera che decimò la popolazione europea . I nuovi monatti caricano le loro vittime ammonticchiandole le une sulle altre e si allontanano tra le volute di fumo della Borsa che continua a bruciare i sogni di opulenza della vecchia Europa . Ci aspetta una nuova Odissea . Noi di vivereinbrasile siamo già in viaggio .


E’ stata un’altra giornata difficile per le borse europee con Milano, ancora una volta, in testa alla classifica dei peggiori. A Piazza Affari il Ftse Mib ha lasciato sul terreno l’1,98%, staccando gli altri listini europei come Parigi (-1,13%) e Francoforte (-0,99%) e lasciando la sola Londra a chiudere le contrattazioni in positivo (+1,06%)

Un caso a parte quello di Zurigo dove la decisione della Banca centrale di fissare il cambio minimo del franco rispetto all’euro a 1,20 ha fatto salire del 4,46% lo Smi. La Banca nazionale svizzera dice che difenderà questa soglia “con tutta la determinazione richiesta ed è pronta ad acquistare valute in quantità illimitata”.

Alle 18 il Dow Jones perde circa il 2%.

A pesare sull’andamento di Milano (-33% dall’inizio di luglio) è stata ancora una volta la sensazione diffusa che la crisi economica attraversata dall’eurozona sia destinata ad aggravarsi. Le ricadute sui titoli ciclici non si sono fatte attendere spingendo ancora giù la galassia Fiat con Exor in calo del 6,52%, Fiat Industrial in flessione del 5,40% e Fiat del 3,87%. Tra i bancari i peggiori sono stati Unicredit e Banca Mps in calo del 4,45 e 4,33 rispettivamente.

Come lascia immaginare l’andamento dei titoli degli istituti di credito italiani, le indicazioni sul fronte della crisi del debito anche oggi non sono state buone. Lo spread Btp-Bund dopo qualche oscillazione si è assestato intorno ai 365 punti senza rispondere positivamente all’annuncio delle nuove misure che potrebbero essere contenute nella manovra del governo. L’ipotesi di aumento di un punto dell’Iva, dal 20 al 21%, il contributo del 3% sopra i 500.000 euro e l’adeguamento delle pensioni delle donne nel settore privato a partire dal 2014 non sembrano aver sortito l’effetto sperato. Probabilmente a causa della regolarità con cui nelle ultime settimane annunci analoghi si sono rivelati prematuri.

Intanto nel pomeriggio i credit default swap sul debito italiano hanno toccato un nuovo massimo storico a quota 445 punti. Per assicurare 10 milioni di euro di Btp contro un’eventuale insolvenza dell’Italia occorre oggi pagare un premio di ben 445.000 euro.

Il clima di sfiducia intorno all’Italia è stato acuito dalle critiche piovute contro il governo Berlusconi dalla Spagna dove il portavoce dell’esecutivo José Blanco ha accostato Roma ad Atene affermando che la manovra in discussione ha perso il suo carattere di rigore “in pochi giorni” e che i due paesi “non stanno centrando i loro obiettivi di risanamento”. Blanco ha anche aggiunto che la situazione è “molto preoccupante” e che sta alimentando “una fase di turbolenza” dei mercati di cui sta facendo le spese anche la Madrid.


Fonte : La Repubblica 


Booking.com

3 Commenti

  1. Senza voler assolvere il governo italiano, che ha dato prova di dilettantismo allo stato puro, non penso che la Spagna , dalla'alto di una disoccupazione al 20%, abbia alcun titolo per ergersi a censore.
    Stesso discorso per gli altri paesi europei, impegnati a limitare i danni causati da banche che hanno a bilancio spazzatura contabilizzata a bilancio come oro.
    Stefano

  2. che quei c… degli spagnoli stiano zitti con i problemi che hanno… in ogni caso io credi che qui (in europa) siamo alla fine. Dieci anni se va bene per una ripresa vera e sperando che in mezzo non scoppino disordini seri.

  3. x Anonimo delle 09:10,
    se le ricette propinate per risolvere la crisi sono queste che vediamo (taglio pensioni, scuola, sanità, aumento tasse ai soliti, eliminazione servizi sociali ecc.) allora credo che i disordini seri saranno inevitabili come le conseguenze.
    Marcofalco

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here