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Il dollaro : porto sicuro !?

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Il timore per un imminente tzunami finanziario che potrebbe essere scatenato dal default della Grecia o da una qualsiasi altro evento “grilletto”  sta determinando la repentinea risalita del dollaro americano con conseguente fuga di capitali dalle altre valute alla ricerca di un porto sicuro . Ma come è possibile che la valuta di un Paese con un debito mostruoso , appena degradato da Standard & Poor,  possa valorizzarsi del 6%  nel solo mese di Settembre battendo in termini di redditività azioni , obbligazioni e materie prime ?  La risposta è una sola : la paura ! 

Il denaro è codardo e fugge via dal pericolo . In tempo di crisi tutti vogliono avere in mano la valuta più liquida del mondo , il dollaro appunto , e questo liquida qualsiasi argomento  a favore della fine del dollaro come  valuta  di riserva . Insomma dollaro come male minore . Se il mondo crolla l’America crollerà comunque per ultima , questo è ciò che pensano gli investitori istituzionali ed ecco perchè proteggono il loro investimento acquistando la valuta statunitense .


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11 Commenti

  1. del resto se crollasse tutto non penso che il Brasile sia il posto migliore dove investire, o no? Sarà, ma non vedo all'orizzonte un sereno avvenire per nessuno e forse il peggiore lo sarà proprio in europa, ma il Brasile risplenderà veramente in futuro?? Lo spero di cuore, soprattutto avendo i figli con doppia nazionalità, ma fatico a crederlo!!! Al più si riprodrurrà il peggio del peggio del ns sistema attuale (che è marcio e da rifare da capo a piedi). Scusa il pessimismo… ma per crescere e crescere bene si deve partire con programmi solidi ed a lunga scadenza. Io non ne vedo

  2. Ciao Anonimo

    non volevo consigliare con questo post di investire in Brasile ma semplicemente chiarire i motivi di movimenti di cambio che stanno interessando tutte le valute in questi giorni , real ed euro compresi.

    Ciò detto posso dirti , dopo aver soggiornato circa 7 anni a Cracovia in Polonia , dove devo dire mi sono trovato benissimo per la gente splendida che ho incontrato , che ho sempre pensato che se dovessi trovarmi un giorno in ristrettezze economiche preferisco trovarmi in un paese caldo e vicino al mare piuttosto che in uno freddo .
    Pensaci .

  3. Insomma,se ho ben capito il pensiero del Sig.Antonio,il real dovrebbe presto ritornare ai livelli pre-paura,sui 2,22,3 sull'euro,per capirci.Nonostante che l'euro si sia notevolmente ribassato sul dollaro per adesso il real prende bastonate..speriamo bene!

  4. Vista la situazione politico-finanziaria in USA e Europa, considerate le pessime prospettive di tutti gli istituti di credito di questi 2 continenti (cosa confermata anche oggi da Tremonti), tenuto conto delle recessioni oramai conclamate e dei verosimilissimi defaults di stati e banche, con il cambio a 2,48 del real io credo che oggi sia molto conveniente e consigliabile fuggire da euro e dollaro dirottando verso il Brasile.
    Specialmente per i giovani.
    Non si capisce inoltre quali siano i programmi "solidi e a lunga scadenza" che potrebbero eventualmente far crescere USA e Europa da qui a 10/15 anni almeno. Da quando in qua chiudere scuole, ospedali, fabbriche, tagliare pensioni e salari ed aumentare le imposte crea progresso, civiltà e crescita??? Ma quando mai??
    Se almeno 70 mila giovani all'anno (oltre ai non giovani) fuggono dall'Italia per andare a vivere all'estero ci sarà pur un motivo, o no?
    Quando finiranno (a breve) pensioni e lasciti di genitori e nonni e scadranno le indennità di cassa-integrazione saranno guai seri.
    In Brasile in questo momento il lavoro sta acquistando sempre più valore, l'esatto opposto di quello che accade altrove, per questo il futuro è in Brasile. E' il lavoro che consente di vivere e che da dignità alle persone non ricche.
    A mio avviso, se si attueranno anche solo la metà dei progetti brasiliani in ambito scuola, sanità, infrastrutture, sicurezza e inclusione sociale, da qui al 2014 il Brasile avrà pochissimi rivali sotto tutti gli aspetti.
    E' chiaro, si tratta comunque di una "scommessa" ma chi tra di noi oggi sarebbe disponibile a sottoscrivere un titolo americano o europeo a cuor leggero? Io preferirei di gran lunga un titolo di stato brasiliano e non solo per il maggior rendimento.
    saluti
    Marcofalco

  5. Caro Antonio, scrivendo è difficile rendere il tono delle proprie argomentazioni ma vorrei scusarmi per il mio post precedente non intendevo attaccare presunti motivi del tuo post. Vedo che spesso sei attaccato per le tue argomentazioni dettate anche da interessi tuoi specifici ma anche da tantissime analisi economico finanziarie immobiliari che fai e fai molto bene divulgandole a tutti. Sono anzi felicissimo di leggere spesso il tuo blog che conduci con evidente passione e capacità. Osservo a distanza il Brasile (forse troppo a distanza…) ne ho intuito le potenzialità, non ne sottovaluto le capacità ma nutro qualche perplessità sulla stabilità del sistema. Un saluto e, anche se ricevi delle critiche, continua così che è fantastico!!

  6. Ciao BERT

    guarda che tutto quello che il ministro delle finanze Mantega ha fatto sinora è proprio nella direzione di indebolire il real . Tanto per intenderci il real basso CONVIENE al Brasile .

    Io non sono affatto un fautore del real alto o basso , mi limito a registrare le tendenze del mercato per poter aiutare a prendere decisioni . Comunque , come ho detto altre volte aspettare di vedere il cambio a 2.5 e per questo aspettare un anno per investire è stato un ERRORE MADORNALE . Le opportunità perse in un anno sono enormi . Ogni anno che passa le buone opportunità si riducono … pensate solo a chi ha investito 3 anni fa .

  7. Ciao Marcofalco, io credo che nel 2014 il Brasile sara' come adesso, con tantissima strada da fare. ( sono tre anni che abito qui, non moltissimo )il Brasile ha tante potenzialita', ma come hai detto tu e' una scommessa, umanamente impossibile da compiere entro il 2014. Neanche superman ci riuscirebbe. Forse riusciranno a costruire almeno gli stadi per la coppa… Alla globo news uno specialista che lavora per questa rete da piu' di venti anni (economista americano), alla domanda sulle future ambizioni del Brasile ha risposto che se tutto va bene nel 2025 mantenendo questo trend economico, il Brasile potrebbe essere paragonato al Portogallo. Di soldi ne entrano una mare, ma poi dove vanno? che ci fanno? Ma quando la fanno una rete ferroviaria? Una scuola pubblica decente, infrastrutture da paese che vuole veramente essere protagonista e sviluppato? Continuano a costruire palazzi con piscina e campi da tennis e poi per strada i fili elettrici che pendono dai pali della luce fino a terra. Non ti voglio attaccare credimi, ma io sto' cominciando a pensare come i brasiliani, nao tem jeito.. poi e' verissimo quello che dici sui giovani e sui tagli, e' allucinante, ma fino a quando le banche avranno il totale dominio sulle nazioni sara' cosi'.
    Riccardo

  8. X Riccardo,
    concordo con te sul fatto che in Brasile ci siano ancora molte carenze sul piano delle infrastrutture e dei servizi, questo è innegabile.
    Secondo me non bisogna però mai dimenticare da dove e quando si è partiti. Il Brasile moderno è un paese recentissimo e con una storia ben diversa rispetto agli altri cosiddetti sviluppati. Forse, rispetto a te, io sono più ottimista (forse troppo) e credo che magari con qualche ritardo ma molte cose si faranno.
    Converrai con me che per riformare (o ricostruire) il sistema sanitario, scolastico e dei trasporti di un paese grande oltre il doppio dell'intera Europa non sia facile o qualcosa di fattibile in breve.
    Quanto al commento dell'economista americano Globo non ho ben capito sulla base di quali dati abbia fatto il raffronto. In termini di indicatori economici, di prospettive e di cultura io credo che il Brasile sia già anni luce avanti al Portogallo. Non a caso il Brasile ha una categoria di rischio OCSE 3 mentre il Portogallo ha 7 (il massimo). Forse il Portogallo ha ancora qualche ospedale e qualche scuola in più, peccato che tra poco chiuderanno e saranno tutti licenziati (la disoccupazione dichiarata è già al 14% in Portogallo mentre in Brasile è al 6%).
    Il problema in Brasile è come ripartire la torta. In Portogallo la torta non c'è più.
    un saluto
    Marco

  9. Ciao Marco,
    sicuramente il Brasile migliorera' sul punto di vista della scuola, sanita' etc.. ( anche perche' peggio di cosi' e' difficile ),ma non entro il 2014, proprio perche' e' un paese enorme e c'e' da fare praticamente tutto, e il tempo per fare le cose ci vuole. Io mi riferivo al tuo super ottimismo.. 🙂 Non perche' non ne abbia le risorse.. A volte penso come possa un paese con tutte queste ricchezze a stare cosi' indietro.. Sulla globo credo si riferivano proprio su questo, sulle migliorie del sistema pubblico. Poi e' chiaro che era solamente una risposta ad una domanda fatta al momento.. Nessuno puo' prevedere il futuro, da qui al 2025 chissa' che sara' successo…
    un saluto
    Riccardo

  10. X Riccardo,
    che certi processi sociali si realizzino entro il 2014 o entro il 2025 poco importa, secondo me l'importante è la direzione verso la quale si va.
    Giustamente ti chiedi come possa un paese con tutte queste ricchezze stare così indietro sul welfare. La risposta è semplice: le ricchezze brasiliane sono state depredate per secoli dagli invasori. Fino al 1988 (ossia pochissimi anni fa storicalmente parlando) c'è stato un regime militare spietato al soldo delle oligarchie locali e del FMI che nulla ha dato ai ceti medio bassi. Parimenti i governi di destra che si sono succeduti fino al 2002 si sono guardati bene dall'investire soldi sullo stato sociale e le infrastrutture brasiliane, troppo attenti a preservare ed accrescere i patrimoni personali delle elites politiche, economiche e finanziarie di riferimento.
    Una moderata inversione di tendenza in certi sensi si è avviata solo con i governi Lula 9 anni fa, anche questi non esenti da pecche, e si sta cercando di proseguire con Dilma eletta quest'anno. La Presidenta sta cercando di barcamenarsi dando una botta al cerchio, aumentando gli investimenti in infrastrutture e PAC ad esempio oppure dimettendo i corrotti più sfacciati, ed uno alla botte, mantenendo in ordine i conti di bilancio senza penalizzare i patrimoni e il capitale.
    Personalmente sono convinto che qualcosa di meglio si sarebbe fatto con Marina Silva al posto di Dilma ma certi cambiamenti politici e sociali hanno i loro tempi. Lo stesso Lula venne a suo tempo eletto solo dopo vari tentativi andati a vuoto e dopo essersi dovuto "accordare" con la moltitudine di partiti ed interessi che ne hanno consentito l'ascesa, forse a malincuore.
    L'importante è iniziare ed io credo che il Brasile abbia almeno cominciato, per questo sono ottimista, anche se so bene che c'è moltissimo da fare. Ovvio nessuno ha la palla di vetro.
    Chi vivrà (in Brasile) vedrà mentre gli altri se lo faranno raccontare tramite il blog di Antonio!
    abraços
    Marco

  11. Discussione interessantissima, permettetemi di dire le mie due stupidaggini.
    Ritengo il Brasile ben collocato per quanto riguardo le prospettive future in termini di opportunita'.
    Non ritengo il Brasile in grado di colmare il gap (e neanche meta' del gap)con i paesi piu' evoluti (Canada, Australia,Germania,Svizzera,Norvegia,Finlandia) in termini di servizi al cittadino (sanita', istruzione,sicurezza,infrastrutture).
    Ci saranno dei miglioramenti che renderanno il paese piu' moderno,meno burocratizzato,ma non mi aspetterei miracoli.
    A Marco aggiungo il mio pensiero finale:concordo con te su Marina Silva a livello emozionale, ma nel 2011 non c'e' paese al mondo che governi senza appoggi "pesanti".
    Stefano

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