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Mantega nega che il Brasile fornirà aiuti all’Europa

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Forse in futuro , se l’Europa farà quanto necessario per risolvere i suoi problemi politici interni , il Brasile potrà contribuire attraverso il FMI . Queste in sintesi le parole del ministro delle Finanze brasiliano Guido Mantega . La precisazione è stata resa necessaria dalla notizia pubbilcata  sulla rivista Veja che il Brasile avrebbe iniettato nel FMI 10 miliardi di dollari per aiutare l’Europa in crisi .  

O ministro da Fazenda, Guido Mantega, negou nesta terça-feira que o País vai contribuir com US$ 10 bilhões para o Fundo Monetário Internacional (FMI) socorrer os países europeus – em especial Grécia e Itália – durante o agravamento da crise financeira. Mantega desmentiu reportagem publicada hoje pelo jornal Valor Econômico, que afirmava que o Brasil já havia decidido contribuir com esses recursos para ajudar na recuperação dos países europeus.

Mantega, no entanto, não descartou que a ajuda possa vir no futuro. “O Brasil estava disposto a fortalecer o FMI junto com outros países, conversamos entre os Brics (bloco econômico dos países emergentes), mas a ajuda dependia que os europeus cumprissem tarefas que se dispuseram a fazer, como organizar o fundo europeu, utilizar mais o banco Central europeu, resolver o problema da Grécia e isso não foi concretizado. Não foi feita proposta concreta, mas não quer dizer que no futuro não poderá acontecer”, disse.

“A crise não está sendo resolvida satisfatoriamente, diria até que ela fica um pouco pior. O mercado europeu continua atrasado em relação à necessidade e aos fatos, deixando a coisa degringolar. Só agora vão resolver o problema da Grécia e ainda surgiu o da Itália. Durante a reunião do G-20, pressionamos os europeus, mas eles têm seus problemas políticos para resolver. Ela afeta os países emergentes porque está havendo saída de capitais, não é do Brasil, são de países que não têm reservas elevadas, com fragilidade cambial maior. Mas temos que nos preocupar com isso, se os emergentes forem atingidos, a situação internacional vai ficar pior”, alertou.

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20 Commenti

  1. quando è stata l'ora non mi sembra che L'Italia si sia tirata indietro ad aiutare il Brasile…e ne hanno avuto parecchio bisogno

    questo la dice lunga sul carattere dei brasiliani, opportunismo

  2. Da "ignorante" nel vero senso della parola…..quando e in che modo l' Italia aveva aiutato il Brasile?…..senza polemica, sia chiaro!

  3. Chi presterebbe i propri soldi a qualcuno che, grazie alle proprie scellerate scelte, sta volontariamente e rapidamente andando dritto verso il fallimento?
    Prestare, agevolare o finanziare è una cosa, fare beneficenza è un'altra.
    Mantega al momento è prioritariamente preoccupato degli inevitabili contraccolpi che il Brasile subirà dal dissesto internazionale.

  4. Mantega non presta i soldi perche' sa' che molto probabilmente serviranno per mettere varie toppe ad una economia ancora fragile. Il giocattolo non si deve fermare, va avanti per inerzia.
    Riccardo

  5. marcofalco come al solito ti arrampichi sugli specchi pur di non parlare male del tuo brasile, ma l'FMI ha prestato i soldi al brasile, e tante ong e persone hanno fatto beneficienza nei decenni in brasile e nelle sue favele

    FMI di cui anche noi facciamo parte, per quelli che ignorano

    chi ha parlato di beneficienza? forse non erano in condizioni disperate il brasile quando hanno avuto bisogno dei soldi del FMI?

    quindi per loro era prestare,agevolare,finanziare e per noi beneficienza? alla faccia della obbiettività,bravo marcofalco, sei sempre avanti, troppo avanti però, talmente tanto che fai il giro..

  6. OLIMPIADI, MONDIALI DI CALCIO, REAL FORTE, DEBITO ESTERO AZZERATO….TUTTO VERO MA IL BRASILE DEI POVERI IL MINISTRO LO HA DIMENTICATO?IL 30% DELLA POPOLAZIONE E'ANCORA LEGATA A FORME DI VITA PRIMITIVE, PRIMA DI DARSI DELLE ARIE MANTEGA E IL SUO CLAN DOVREBBE PENSARE AGLI AIUTI DA DARE AI SUOI CONNAZIONALI DIMENTICATI.IL BRASILE E' CRESCIUTO MOLTO, SEMPRE POCO PER LE SUE ENORMI POTENZIALITA', MA ANCORA DEVE CAMMINARE IN SALITA PER MOLTI DECENNI PRIMA DI SALIRE SUL PODIO!!CI SONO FERITE INTERNE DA SANARE, CE NE SONO DI MOLTO PROFONDE E QUESTE DEVONO ESSERE LE PREOCCUPAZIONI BRASILIANE NON I PROBLEMI ALTRUI.VERO CHE IL BRASILE E' ORMAI LA 6 ECONOMIA MONDIALE MA OCCORRE VEDERE QUAL'E' LA DISTRIBUZIONE DELLA RICCHEZZA E QUANTA E' IN MANO AL CAPITALE STRANIERO.I POLITICI SNOCCIOLANO NUMERI E COMPRANO VOTI, LA REALTA' NON E' SCRITTA SULLE PAGINE DEI GIORNALI MA SUI MARCIAPIEDI.

    MARIO

  7. da un anno a Uberlandia vedo mendicanti e macchinoni in pieno centro: il marciapiede giustamente come metafora della totale disuguaglianza brasiliana. Logico che questa può anche essere un'opportunità, come dice Antonio.
    Francesco

  8. I Paesi in cui grande e' il divario tra poveri e ricchi sono quelli in cui meglio si vede la reale situazione del rispetto dei diritti dell'uomo e dello sfruttamento del lavoro.BRASILE…INDIA…CINA…provate un po'a pensare come vive la manodopera ….i salari…lo sfruttamento…INUTILE PARLARE SE SI STA DALLA PARTE DI CHI HA SOLDI…Per lo meno la cara e bistrattata Italia ha (ANCORA)UNA CULTURA ALLE SPALLE CHE non le permette di lasciare sulla strada migliaia di bambini e adolescenti, di sfruttare donne e uomini cosi palesemente come nei paesi del BRIC…E CHI MI CONTESTA DIMOSTRI IL CONTRARIO CON PERCENTUALI ALLA MANO…ALLA FACCIA DELLO SVILUPPO ECONOMICO..

  9. Caro franco,
    a me non sembra affatto di arrampicarmi sugli specchi per difendere qualcuno o di andare troppo avanti come dici te. Si tratta solo di voler vedere la realtà dei fatti. Mi sembra anche che ci siano altri lettori che la pensano come me.
    Comunque, vorrei solo farti notare che il Brasile ha preso soldi dall'FMI non solo perchè ne avesse bisogno ma anche perchè era in grado di rimborsarli con gli interessi, come ha poi effettivamente fatto. Interessi salatissimi se consideriamo anche il prezzo pagato in termini di liberalizzazioni selvagge e privatizzazioni imposte in cambio dei soldi dall'FMI, storico braccio finanziario dell'imperialismo occidentale, di concerto con i lungimiranti e disinteressati governi dell'epoca. Guarda caso oggi sono le stesse condizione imposte all'Italia in cambio della linea di credito concessa, e ti fanno anche le ispezioni per verificare che effettivamente lo Stato metta a disposizione del capitale privato internazionale i beni e i servizi pubblici essenziali. E' possibile definire "opportunista" chi non intende prestare soldi a chi non è in grado di rimborsarli e continua a spendere ed operare in maniera sbagliata? A me non sembra, tutto qui. Ti dirò di più, per me chi lo fa o è un pazzo oppure è uno strozzino.
    Mantega è un Ministro della Repubblica Federativa del Brasile e deve curare prioritariamente gli interessi del Brasile e le sue esigenze (che sono molte). Probabilmente, dal punto di vista politico, ha inteso anche mettere un punto di chiarezza su questo tema vista la dilagante propaganda e illazioni messe in giro dalle opposizioni (interne ed esterne) in questi ultimi tempi, tacciando il Governo di inseguire sogni di gloria internazionali invece di cercare di risolvere annosi problemi interni.
    Siamo tutti pronti a lamentarci, anche a ragione, del fatto che in Brasile scuole e ospedali pubblici sono carenti mentre quelli privati funzionano meglio ma poi ci sarà anche un perchè, o no? Ce lo vogliamo chiedere? Oppure vogliamo solo dare fiato alla bocca?
    Non è un caso se in Brasile gli ospedali pubblici sono sorti e si è iniziato a finanziarli solo nel 1990 (solo 20 anni fa); prima si facevano solo alcune campagne di vaccinazione e poco più. Non è neppure un caso se un ex presidente operaio e suppostamente ignorante ha preferito estinguere i debiti verso l'FMI anche a costo di penalizzare alcuni investimenti pubblici.
    Non capisco poi cosa c'entrino in questo ambito le ONG che, per loro stessa definizione, non hanno nulla a che vedere con le scelte governative di politica economica e finanza.
    saluti
    Marcofalco

  10. continua a giustificare tutte le magagne del brasile usando le parole e tanti rigirate di frittate, ma non la racconti bene quando dici che il brasile ha preso soldi ma che era poi in grado di restituirli, SI ma con il senno di poi…..caro mio

    tu deve essere uno di quei tipici italiani che parla male dell'italia e se ne va in brasile con soldi alla mano, ma nel caso di bisogno del tipo cure mediche e sanità, non semplici raffreddori, se ne torna filato filato nel Belpaese……..ti sfido a vivere in brasile e affidarti allo stato brasiliano, senza i dindi europei, provare per credere

  11. Caro Franco,
    questo atteggiamento che hai descritto è tipico di marcofalco, che vive 6 mesi in italia e 6 mesi in Brasile. Ma anche di ottoaprile che, pur vivendo da anni in Brasile, ha ancora la cittadinanza italiana, non si è iscritto all'AIRE e ogni anno fa la sua bella capatina in Italia. Nulla di male, per l'amor di Dio, ognuno è libero di fare quello che vuole. Ma come hai giustamente detto tu, sfido queste persone a vivere in brasile come brasiliani.

    Marco

  12. Ciao Marco

    visto che alcuni di noi hanno dichiarato tutto di se , non avendo nulla da nascondere o da rimproverarsi come andare il Italia una volta l'anno a trovare i genitori e la famiglia ( Che vergogna !) ti chiedo , dal momento che tu invece sei da anni in Brasile ( così almeno fai intendere assieme a Franco ) senza mai recarti in Italia ( ma come mai ? ) quale sarebbe la differenza tra uno che vive in Brasile 12 mesi all'anno ed uno che vive 11 mesi in Brasile ed uno fuori .

    Ti faccio notare che molti brasiliani trascorrono all'estero oltre un mese così come io quando risiedevo in Italia trascorrevo oltre 4 mesi in paesi esteri .

    A me sembra veramente una questione di lana caprina tipica di noi italiani .

    Comunque raccontaci della tua esperienza di cosa accade di straordinario durante il mese che manco dal Brasile e che mi renderebbe così diverso rispetto a voi brasitaliani puri 🙂

    Boa sorte

  13. Caro Antonio,
    spero mi permetterai queste righe di polemica.
    Franco e Marco, come si firmano qui sopra, sono solo dei beoti provocatori i quali, non sapendo controbattere nel merito delle questioni, non sanno far meglio che tentare di attaccarci personalmente. Gente che si limita a guardare il proprio orticello di oggi mettendolo costantemente e ignorantemente a confronto con l'Italia che fu, con ciò disprezzando implicitamente tutto e tutti, compresi il Paese e le genti che li ospitano senza trattarli da "extracomunitari" quali sono. Fondamentalmente è gente ignorante e ingrata, ignorante perchè si ostinano a non voler studiare e capire la storia, la cultura e i mercati, ingrata perchè non sanno dare il giusto valore a cose fondametali come le persone, gli affetti, la natura, la cultura ed il lavoro che il Brasile, a differenza di altri Paesi, ci offre per vivere.
    Gente a cui, se tenti di spiegargli il perchè delle cose e la loro dinamica, ti si rivolta contro rifiutandosi di capire pensando che tu stia tentando di negare o giustificare.
    Lavoro, amore e ingegno fanno crescere le persone, i popoli e le nazioni, caro Franco, e non i soldi dai quali tu, beota provocatore senza costrutto, fai discendere tutto. E io i miei soldi per pagarmi il medico e il plano, in Italia come in Brasile, me li guadagno con il LAVORO, capisci, non sono un parassita con vitalizio europeo come altri. Ho sempre lavorato 10 ore al giorno e pagato tutte le tasse sia in Italia che qui e non ho nulla di cui vergognarmi nè persone da ringraziare. Non so voi.
    Ma che vi frega dove viviamo io e Antonio e cosa facciamo per vivere? Cosa c'entrano le nostre vicende personali con un blog che ha come suo unico scopo quello di cercare di dare una mano disinteressata a persone che si trovano ad un bivio importante della loro vita?
    Se io e Antonio abbiamo scelto il Brasile significa che è un Paese che ci piace, e allora? dove sta il vostro problema? Cosa genera il vostro astio personale nei nostri confronti? A voi chi vi ha ordinato di venirci se non vi andava? Chi vi obbliga a restare se non vi sta bene? Soprattutto perchè siete così stupidamente intolleranti verso le diverse opinioni altrui tanto da arrivare agli attacchi personali? L'accettazione della diversità e la curiosità di conoscere è una delle qualità indispensabili per pensare di poter emigrare, diversamente si sta al proprio paesello.
    Boa sorte

  14. Bravo Marcofalco,non capisco e non tollero nemmeno io gli attacchi personali. Chi obbliga taluni personaggi a rimanere in Brasile? Quando ero in Italia mi arrabbiavo molto quando uno straniero, non faceva altro che parlare male dell'italia,ma poi pianificava il proprio futuro e quello dei propri figli nel nostro paese… mi sembravano discorsi molto incoerenti.Forse mi sbaglio, ma poi penso anche che le persone che non fanno altro che parlare male del Brasile (paese in cui vivono)siano gli stessi che se fossero in Italia ad uno straniero direbbero …ei amico se ti va bene è cosi, se non ti va bene tornatene al tuo paese,non vorrai mica venire qui a dare lezioni a noi Italiani.Bè ho espresso la mia opinione,spero che il mio professore di economia privato(aspetto ancora la prima lezione)o l'amico anonimo,che pretendeva di decidere come debba pensarla e che, sottilmente mi ha dato del gay(sarà che è la stessa persona ?, è difficile distinguere un anonimo dall'altro),non se la prenda a male per questa mia presa di posizione.Ciao a tutti e vogliamoci bene,in fondo tutti qui nel blog abbiamo almeno 2 cose in comune,siamo Italiani ed abbiamo un amore più o meno grande per il brasile.

  15. Caspita, quanta discussione su le colpe e sui pregi di un certo Brasile e una certa Italia! Amici, non esiste un "Brasile" o una "Italia", queste cose sono il risultato del comportamento collettivo di milioni di persone che cercano di campare e avere un futuro. Per secoli il popolo brasiliano, formato da tante culture e etnie, un po' come il popolo italiano (greci, arabi, germani, slavi, etruschi etc) lotta per essere indipendente. La lotta brasiliana non avviene con gli eserciti, ma con le stesse tecniche dei suoi dominatori più recenti, cioè tramite FMI, ONU, multinazionali etc. Anche gli italiani hanno provato liberarsi dal potere dei banchieri inglesi e olandesi, ma tramite la forza delle armi (Mussolini). Non ha funzionato bene, ora Super Mario Monti, l'uomo delle banche, sta per fare piazza pulita delle migliori aziende e proprietà italiane. I brasiliani cercano di guadagnarsi un posto al sole: posizione nel consiglio di sicurezza dell'ONU, direzione FMI e altre cosette. Questo gioco di "aiutare" l'Europa è solo parte di una vasta negoziazione per avere una voce nel mondo senza la necessità di invadere altri paesi o fabbricare delle bombe atomiche che sono poco eleganti quando usate. Insomma, volevo dire che non merita prendere le parole alla lettera. "Aiuto" vuole dire altre cose nel linguaggio finanziario e diplomatico. Anche la cifra US$ 10 miliardi è ridicola anche per l'economia brasiliana. Gli italiani devono rimborsare 300 miliardi di EURO di BTP entro la fine del 2012! Amici, queste dichiarazioni, come quelle di tutti i politici, non sono da intendere alla lettera ne in senso personale. Un saluto a tutti.

  16. Ciao Paulo

    grazie per aver riportato la discussione ad un livello di interesse generale dopo queste derive da giornaletto di provincia .

    Da parte mia continuerò a tagliare commenti che non arricchiscono la discussione ma che tendono solo a generare attrito tra i lettori . Per gli scontenti del Brasile mi dispiace ma l'isoletta greca è sempre lì che aspetta anzi oggi con Berlusconi che si è dimesso potreste anche fare un pensierino e rientrare a casa .

  17. Salve a tutti, seguo da tempo questo blog visto che frequento il Brasile da 8 anni ma è la prima volta che scrivo un post, vorrei complimentarmi innanzi tutto con Antonio per averlo creato e quindi esprimere la mia personale opinione sulla gestione del blog.Quello che credo importante per i visitatori sia la possibilità di confrontarsi con persone che condividano la stessa passione (Italia+Brasile)e quindi darsi consigli e informazioni che possano essere utili a tutti piuttosto che "brigare" sulle differenze tra i due paesi, visto che luci ed ombre sono presenti in tutti i paesi del mondo, in conclusione un saluto a tutti e via così per far crescere sempre più questo blog interessantissimo.

  18. Ciao raftaipan

    benvenuto al Blog anche se è tempo che lo segui . Sono perfettamente d' accordo con la tua osservazione . Qualche volta ci lasciamo trascinare ma se tu leggessi alcuni commenti che arrivano e che cestino capiresti . Purtroppo esistono persone che incolpano il Brasile delle loro disgrazie e si scagliano su tutto e tutti quelli che cercano di vivere al meglio nel Paese che li ospita .

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