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Che noia i costi fissi

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Alcuni mi accusano di parlare male dei governanti italiani dimenticando che il sottoscritto a 50 anni si è trovato senza lavoro , senza alcun tipo di ammortizzatore sociale con tre figli ed un mutuo da pagare . Eppure ero un cittadino modello , laureato nella loro università con il massimo dei voti , pagavo  tutte le tasse ed i contributi .  . Non ho chiesto niente a nessuno , anzi ho chiesto inutilmente .Sono emigrato in questo Paese che , con tutti i difetti che alcuni vogliono  trovarci oggi è la mia vera Casa . I miei figli sono emigrati anche loro .


La noia NON è il POSTO fisso ma i COSTI  fissi che la società impone .  Eliminiamo i costi fissi , paghiamo il mutuo solo quando abbiamo i soldi nel frattempo lo Stato inadempiente provveda a tenere buoni i creditori con BOT e CCT. Siamo passati dalle battute da taverna di Berlusconi alle freddure inglesi di Monti . Tutto il resto NON è cambiato .

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11 Commenti

  1. Ciao Antonio,

    Nel 1987 ho lasciato il Brasile e sono venuto qui in Italia, non ero in bisogno, anzi avevo lavoro, casa propria e amici. Cercavo non la fortuna, ma il piacere di fare il mio lavoro (informatica) nel paese dei miei nonni immigrati in Brasile.

    Devo dire che subito ho avuto una sensazione strana, mi aspettavo un paese più aperto alle tecnologie. Avevo l'idea di una Italia potenza industriale e società con grande visione del mondo.

    Quando ho letto la tua "confessione" mi sono sentito vicino a te. Oggi ho 54 anni e da qualche anno il mio lavoro qui va male: clienti falliti o morosi nei pagamenti, poco da fare e pessimismo diffuso.

    Negli ultimi anni mi sono impegnato molto con una associazione senza scopo di lucro che cerca di valorizzare le economie locali. Ho sviluppato e mantengo la loro piattaforma informatica e aiuto come posso la direzione. Ovviamente, tutto volontariato. Quando siamo partiti quattro anni fa, nessuno ci ascoltava e ci prendevano per matti. Oggi, è tutto diverso e non passa settimana senza che qualche sindaco ci cerchi per sapere dei nostri progetti. Forse ci sarà a breve un tempo per raccogliere i frutti del nostro lavoro prestando consulenza e sviluppando software, ma non ci sono certezze.

    Nonostante questi piaceri, la situazione resta critica. Mi trovo, dopo 30 anni di lavoro (la maggior parte autonomo in USA, Brasile e Italia), senza la possibilità di pagarmi uno stipendio.

    Ho due figli, il più grande ha quasi 17 anni e voglio che venga in Brasile per studiare. Infatti, ora in giugno facciamo un viaggio tutti quanti di due mesi come preparazione del trasloco. La mia compagna è professoressa di lettere nella scuola superiore (precaria da 10 anni) e non ce la fa più.

    Vivo tutti i giorni la realtà italiana e mi spaventa la casta che si è formata. Ho contatti con la pubblica amministrazione e vedo assurdità e incompetenze dove ci vorrebbe la massima serietà.

    Seguo il tuo blog con attenzione, spero di farlo anche dal Brasile 🙂

    Tanti saluti e auguri a te e al tuo figlio appena arrivato!

    • Ciao Paulo

      ho apprezzato molto la tua testimonianza . e'per questo che è nato questo Blog . La tua esperienza è quasi unica e complementare alla mia perchè hai lasciato il Brasile per l'Italia anche se si tratta di periodi storici profondamente diversi .
      Non entro nel discorso del lavoro perchè non conosco la tua attività specifica ma credo che la diffusione della informatica sia molto più capillare qui in Brasile che in Italia . Qui non esiste attività che non si appoggi ad un programma informatico dalla gestione dei condomini ai processi giudiziari .

      Grazie per gli auguri che ricambio e teniamoci in contatto .

  2. La "riqualificazione" del capitale – lavoro che il massone bocconiano Monti sta perpetrando in Italia con criminale meticolosità, senza che nessuno lo abbia mai eletto e dopo aver beneficiato per oltre 40 anni dei "posti fissi" che oggi nega ai giovani, percependo 25mila euro al mese come senatore + 35mila euro al mese di pensione, stanno portando allo svilimento del lavoro stesso in Italia.
    Pertanto agli italiani non ricchi, che non riescono a fare gli imprenditori o gli evasori, non rimane altra scelta che continuare ad emigrare. Specialmente ai giovani.
    Marco

  3. sempre corretto Marco …quello che dici, in realtà sei stato generoso a limare di poco lo stipendio dello strozzino americano. Percepisce oltre 70.000 se non erro 78.000 netti mese, dall'Italia e cioè da noi e poi non dichiarati e che non oso immaginare molti , ma dico …molti di più dalle banche che l'hanno messo li a far danni. Ovviamente lui come il tuo amico 🙂 Napolitano sono delle brave, oneste e rette persone. W l'america W le banche … w Monti!!!! Andrè

  4. Andrè, hai saputo come il figlio del tuo caro presidente della repubblica Napolitano, professore universitario da noi lautamente stipendiato come il padre, abbia fornito un parere legale sotto forma di consulenza alle aziende municipalizzate italiane (ACEA ed altre) su come aggirare il referendum popolare della scorsa estate con il quale gli italiani si sono detti contrari alla privatizzazione della gestione dell'acqua, che dovrebbe rimanere pubblica.
    In pratica il figlio del nostro presidente della repubblica golpista, funzionario pubblico, si fa profumatamente pagare consulenze private per sovvertire la volontà popolare e quindi i distributori già privatizzati rimarranno tali e anche i relativi sovraprezzi dell'acqua (ex pubblica).
    E questa gente, che dai posti di potere pubblici ci vuole privatizzare anche le mutande, la manteniamo a peso d'oro pure da anni!
    La volontà popolare non conta più nulla. MA DOVE STA LA DEMOCRAZIA IN ITALIA?? Non c'è più nemmeno la parvenza di una coscienza democratica neppure durante le commemorazioni della dimenticata resistenza.

    • Perche' non parliamo anche del figliolo del mollusco allora? Lo vedi come sei? Parzialissimo e schieratissimo. Il figlio di Lula e' passato in cinque anni dal lavorare in uno zoologico per lo stipendio di circa 1500 reali mensili ad acquistare una fazenda del valore di 47 milioni di reali. Se non ricordo male poi detiene la maggioranza di una compagnia telefonica o qualcosa del genere….. Una carriera fulminante.Sostanzialmente me ne impippo ditutto questo, ma perche' il marcio Italiano e' sempre sbattuto in prima pagina ed amplificato e quello brasiliano sottaciuto? Dai Marco fai una bella ricerca e deliziaci, per la par condicio……poi, puo essere pure che me sbajo che ne sai?

    • Gianni ma che c'entra il figliolo del mollusco? Vedo che non hai capito quello che ho scritto in risposta ad Andrè e la sua gravità. Il ruolo del figlio di Napolitano non ha nulla a che vedere con quello di Lula. Tu mischi capra e cavoli, facendo finta di far confusione, per propagandare la tua ideologia aprioristicamente anti Lula. (Come se a qualcuno qui fregasse qualcosa di difendere Lula o altri).
      Prima di scrivere castronerie sei tu che devi documentarti, circostanziare, altrimenti non farci perder tempo. E smettila con questi paragoni Italia – Brasile, lo capisci che non stanno in piedi e che non c'è nessuna gara? Non siamo allo stadio qui.
      Marco

    • Chiaramente il mio non voleva essere un parallelo. Che il figlio di Napolitano oltre ad essere un funzionario dello stato ( e fino a qui niente di male, immagino abbia studiato) venga pagato per aggirare con i suoi consigli il risultato del referendum e' sicuramente una cosa gravissima. Quello che mi dispiace e' che mai e poi mai venga dato risalto allo stesso modo e con la stessa enfasi agli scandali brasiliani. E quello del figlio di Lula, seppur distante nel complesso da quello di Napolitano ha delle analogie che ben si accostano ad un discorso di scandalo "nepotistico". Sei tu che cavilli per sfuggire. In sostanza, come sempre i nostri scandali trovano risalto. Quelli Brasiliani sono febbricole di una grande democrazia in crescita. Ti ringrazio come sempre per i gentili aggettivi che sai applicare alle mie parole, ma oramai ci ho fatto il callo e devo dire che detti da te fanno meno male. Io non sono aprioristicamete anti Lula. Riguardo al tempo perso, nessuno ti obbliga a farlo, anche se molto modestamente usi un plurale maiestatis molto interessante. I paragoni Italia Brasile, be' senti, tu li fai da sempre e costantemente senza risparmiare livore per l'Italia ed indulgenza per il Brasile. Figurati poi se me la vivo come una gara……mah. In merito allo stadio poi non so proprio cosa tu intenda. I blog sono fatti anche per questo, uno scambio di opinioni.

    • Caro GIANNI, eccoti accontentato sulla storiella che hai riportato qui (un blog serio e non di storielle propagandistiche come le tue) sul figlio di Lula. Sarebbe stata sufficiente una ricerca google per evitarti la figuraccia e la mia perdita di tempo.
      "A fazenda que Lulinha (não) comprou:
      Na internet, circula o boato de que o filho do presidente Lula comprou uma megafazenda. Verdade? Não é de hoje que se conhece o ditado de que "cada um que conta um conto, aumenta um ponto". E, como o brasileiro gosta de uma boa história, algumas mentiras se tornam verdades, às vezes até mais divertidas do que a própria realidade. Quem sentiu na carne os efeitos de um boato bem contado foi o criador de nelore puro de origem José Carlos Prata Cunha, dono de terras em Valparaíso, interior de São Paulo. Circula na internet um e-mail que conta a história de uma fantástica operação em que o filho do presidente Luiz Inácio Lula da Silva, o "Lulinha", teria comprado a sua principal área, a Fazenda Fortaleza, por R$ 47 milhões. "Isso é tudo bobagem, nunca vendi minha fazenda e, na verdade, nem oferta cheguei a receber", esclarece Prata Cunha à DINHEIRO RURAL. "Tratamos isso como piada", reforça Leonardo Badra, sócio de Fábio Luís na empresa de jogos eletrônicos Gamecorp.
      Mas de onde, então, nasceu essa curiosa história?
      Para Fernanda Prata Cunha, filha de José Carlos, que acompanha de perto os problemas derivados do "boato rural", a confusão nasceu de uma sondagem imobiliária. "Realmente fomos procurados por um grupo que se disse representante do filho do presidente", explica. Mas, comenta a fazendeira, a notícia rapidamente caiu "na boca do povo", os e-mails começaram a circular e nunca houve, na prática, algo que se aproximasse de uma oferta de compra.
      A fazenda não foi vendida, porém, a dor de cabeça dura até hoje. Mas os "causos" rurais do filho do presidente da República não se limitam às terras dos Prata Cunha. Ele também ganhou fama em outros Estados da Federação, como no Pará. Em outra mensagem, um pouco mais recente, circula a "revelação" de que Lulinha estaria prestes a se tornar um novo "rei do gado". Para tanto, ele teria comprado duas propriedades nas cidades de Marabá e Xinguara, ambas do megapecuarista Benedito Mutran, dono de um dos maiores rebanhos comerciais do Brasil. O que ele diz a respeito? "Tudo bobagem, nunca houve essa operação", diz Mutran. Em 2007, de fato, Mutran vendeu algumas de suas terras para a Fazenda Santa Bárbara, do empresário Carlos Rodemburg. As vendas aconteceram, só que o comprador era outro.
      Entre amigos, um pecuarista de nome Augusto Araújo Oliveira tentava se livrar das gozações dos amigos. O motivo? Uma suposta venda de bois para o filho do presidente. Indagado pela reportagem, ele disse, lacônico: "Não sei de nada, não sei de nada", desconversou, e foi embora. Verdade? Mentira? Não se sabe, mas com certeza vem aí um novo boato rural.
      Em razão da matéria publicada em 25 de outubro de 2006 sobre os seus negócios, Fábio Luís Lula da Silva entrou com uma ação judicial contra a revista Veja."
      Ancora 'na vorta te sei sbajato a Gianni …
      Marco

    • Tu confondi la realtà, che io ed altri descriviamo, con la demagogia e la propaganda diffusi di cui anche l'opposizione conservatrice brasiliana fa ampio uso. Naturalmente fai questo ad uso e consumo della tua ideologia, salvo poi cercare tentare di appiccicare l'etichetta a chi non la pensa come te.
      Per la serie "non sono io che sono razzista ma sono loro che sono negri!"
      Nessuno qui si è mai sognato di sostenere che il Brasile sia un paradiso esente da corruzione o nepotismo. Nessuno ha mai detto che il governo brasiliano sia il migliore del mondo. Nessuno ha mai detto che in Brasile non c'è la delinquenza. Io cerco solo di fare dei richiami alla realtà, senza andar dietro ai molti luoghi comuni brasiliani e, soprattutto, tentando di risalire al perchè delle cose e alla loro evoluzione nel tempo.
      Quanto agli scandali italiani non so cosa farci se esistono. Quello che trovo scandaloso in realtà è che in Italia non ci si scandalizzi più di nulla oramai. Si subisce e si ammette tutto. E questo è gravissimo. Grazie a questo atteggiamento faremo la fine della Grecia e anche peggio, e questo lo sostengo da tempi non sospetti. Questo non è livore me è realismo, constatazioni oggettive, e non c'entra nulla con i paragoni Italia-Brasile.
      Marco

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