Home italia Monito di Visco :il Paese è anziano , bla,bla,bla …

Monito di Visco :il Paese è anziano , bla,bla,bla …

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Sembra il seguito di un noto film di qualche anno fa , ma è solo una zuppa riscaldata . Mi chiedo quale sia il senso per  Repubblica di pubblicare queste  “notizie” che ripetono ma non risolvono.
A differenza di quello che dicevano i latini in questo caso ” repetita iuvant … sed stufant ” 
“E’ necessario lavorare di più e più a lungo .. oltre due milioni di giovani non studiano e non lavorano .. è necessario contrastare interessi particolari .. “
Ma sta parlando con noi italiani o sarà che si sta guardando allo specchio ?

Il nostro “è un paese anziano” e per mantenere il livello di vita raggiunto è necessario lavorare di più e più a lungo. Il richiamo arriva dal governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, in apertura di un convegno a palazzo Koch sul ruolo delle donne. “Il mantenimento del livello di vita raggiunto nel nostro Paese – ha detto Visco – richiede che si innalzi l’intensità del capitale umano e riprenda a crescere la produttività totale dei fattori. Non può non richiedere che si lavori di più, in più e più a lungo”. “Non si tratta di uno slogan – ha aggiunto il governatore – ma di un percorso inevitabile, da affrontare con determinazione, anche se con la gradualità necessaria”. Il governatore, poi, ha parlato dei tanti ostacoli che bisogna rimuovere perché l’Italia cresca e delle riforme necessarie per far funzionare il mercato del lavoro.


Italia, Paese ‘anziano’. “L’Italia ha molti divari da recuperare – ha detto Visco-, deve affrontare e rimuovere ostacoli importanti per assicurare una crescita con quelle caratteristiche. È innanzitutto un paese ‘anziano’. Questo rende la sfida della crescita economica non solo più difficile, ma anche decisiva”. Il nostro Paese, sottolinea il governatore,  “è oggi impegnato in un grande sforzo sul piano della stabilità finanziaria, ad esso non può non accompagnarsi quello altrettanto essenziale sul fronte delle riforme strutturali”.

Giovani e donne. “Oltre 2 milioni di giovani oggi nel nostro Paese, non studiano, non lavorano e non partecipano a un’attività formativa: di questi 1,2 milioni sono donne, e le donne sono la maggioranza sia tra coloro che pur disponibili a lavorare non cercano attivamente un’attività di impiego, perché ritengono di non avere sufficienti probabilità di trovarlo, sia tra coloro che sono attivamente alla ricerca di un’occupazione”. Visco ha soprattutto sottolineato che è necessario recuperare ‘divari’ rispetto alla partecipazione del mercato lavoro femminile e alla mancata valorizzazione di queste competenze “e trasformare una grave debolezza in una straordinaria opportunità. È un obiettivo – ha aggiunto – che non possiamo non porci. Dalla strategia di Lisbona a oggi è una delle aree da cui ci dobbiamo aspettare un contributo potenzialemnte rilevante per la crescita economica e civile”.  

Costrastare interessi particolari. L’occupazione va aumentata e per farlo è necessario contrastare le rendite di posizione e gli interessi particolari, è il giudizio del governatore di Bankitalia, secondo cui “i fattori alla base di una partecipazione al mercato del lavoro così strutturalmente bassa sono oggetto di molte analisi, spesso condivise. Bisogna operare per rimuoverli, anche se in qualche caso significa contrastare rendite di posizione o interessi particolari. Bisogna avere la consapevolezza però – ha concluso Visco – che ne va del nostro futuro”.

Mercato del lavoro.  Il mercato del lavoro va riformato per farlo funzionare meglio, e bisogna evitare resistenze al cambiamento, ha detto ancora il governatore: “Un migliore funzionamento del mercato del lavoro – ha sottolineato – con la capacità di accompagnare e non con la volontà di resistere al cambiamento, va di pari passo con mutamenti profondi nella struttura produttiva, dalla dimensione delle imprese manifatturiere alla concorrenza e all’efficienza dei servizi”.

Fonte : La Repubblica 


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