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La Commissione Giovannini getta la spugna !

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Ancora una volta sono senza parole . Una pensionata siciliana di 78 anni si è appena suicidata , gettandosi dal balcone di casa , depressa perchè le avevano ridotto la pensione da 800 a 600 euro ( La differenza tra la vita e la morte ) ed il giorno seguente apprendo che la Commissione Giovannini , insediata agli albori del Governo Monti e che avrebbe dovuto stabilire un tetto per le retribuzioni dei parlamentari italiani , ha gettato la spugna .


Impresa titanica inadatta ai comuni mortali . E mentre viene fuori il letame che fumava nelle casse leghiste e Bossi dichiara di non sapere chi gli avesse ristrutturato la casa , un cinquantunenne di Milano si è suicidato impiccandosi nella casa degli anziani genitori dopo essere stato “lasciato “dal lavoro e dalla moglie ( E’ dolorosamente frequente che le donne lascino il loro uomo dopo che questi ha perso il lavoro ! ) .

Quale  futuro per questa Italia e soprattutto per i giovani  ?



La Commissione Giovannini sulle retribuzioni di parlamentari e amministratori pubblici 2 rimette il proprio mandato al governo. Nel giorno della pubblicazione del suo rapporto, spiega che “i vincoli della legge, l’eterogeneità delle situazioni e le difficoltà nella raccolta dati non hanno consentito di produrre i risultati attesi”. “Nonostante l’intenso lavoro svolto nei mesi scorsi, i vincoli posti dalla legge, l’eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati attesi”, si legge nel comunicato stampa che accompagna la pubblicazione del rapporto finale della commissione Giovannini, riferito al 2011.

A pochi minuti dalla diffusione del comunicato Palazzo Chigi ha fatto sapere che “proseguirà la propria azione nell’obiettivo di giungere ad una razionalizzazione dei trattamenti retributivi in carico alle amministrazioni pubbliche”.

Nella nota diffusa dalla Commissione Giovannini si legge che “solo in nove casi su 30 è possibile stabilire una buona corrispondenza tra le istituzioni e gli enti italiani” da esaminare (dalle Camere, alle authority, dalla Corte costituzionale, agli enti locali) “e quelle di tutti e sei i paesi” europei scelti per il raffronto. Inoltre “per nessuno dei nove enti in cui si è trovata una corrispondenza è stato possibile acquisire, per tutti e sei i paesi i dati necessari, nè dati con la precisione richiesta, nè comunque dati ragionevolmente affidabili sotto il profilo statistico”.

“Nessun provvedimento – si legge ancota – può essere assunto dalla Commissione per i fini previsti dalla legge”. La normativa prevedeva infatti di individuare un livello retributivo europeo, da porre come limite massimo agli stipendi italiani in organi ed enti dello Stato. Ma ciò, alla luce del lavoro effettuato dai professori della commissione presieduta da Enrico Giovannini, non si è rivelato possibile. “Alla luce dell’esperienza maturata e delle evidenti difficoltà incontrate nello svolgimento dei propri lavori, anche a causa della formulazione della normativa vigente, la commissione ritiene dunque doveroso rimettere il mandato ricevuto. Il presidente della commissione, indicato dalla legge nel presidente dell’Istat, rimane necessariamente in carica. Qualora il Governo ritenesse che la commissione debba proseguire nei suoi lavori – si legge nel comunicato – lo si invita ad esprimere tempestivamente il proprio orientamento, anche procedendo ad una nuova nomina dei suoi membri”.


Fonte : La Repubblica 

7 Commenti

  1. "i vincoli posti dalla legge, l'eterogeneità delle situazioni riscontrate negli altri paesi e le difficoltà incontrate nella raccolta dei dati non hanno consentito alla Commissione di produrre i risultati"….. ma come caxxo ragionano!!!!! quando si tratta di art. 18 Monti dichiara che anche senza l'ok dei sindacati lui andrà avanti lo stesso con le riforme e quando si tratta di toccare gli stipendi ingiustamente guadagnati da una casta di parassiti e sanguisughe, allora esistono i vincoli imposti dalle leggi????…questi "SIGNORI" stanno giocando con il fuoco…. anziani che si impiccano….. operai e imprenditori che si danno fuoco….non si rendono conto che è solo il primo passo e che quello successivo porterà la gente esasperata ad imbracciare le armi e sparare….. se non si ferma questa macelleria sociale e finalmente si applicheranno delle regole giuste ed una vera equità, arriveremo, purtroppo ad una guerra civile….. so già la loro risposta….. sarà colpa dei soliti "black block"…. A proprosito dell'"amato Bossi" poco tempo fa dichiarava che i leghisti sono pronti ad imbracciare i fucili….penso che il tempo di farlo sia arrivato…. per un suicidio di massa 🙂

  2. Non si è spenta l'eco di questo suicidio che una fucilata ci rintrona nella testa …

    Si è ucciso con una fucilata nella sua azienda di via Cottanello, a Pietralata. Il suo corpo è stato trovato questa mattina dal figlio ventenne.

    L'uomo, Mario Frasacco, di 59 anni, era un imprenditore, ma la sua società di progettazione e costruzione con profilati di alluminio, era in fallimento e gli operai in cassa integrazione. Prima di suicidarsi ha lasciato una lettera in cui parla di una "situazione lavorativa ed economica difficile". Sul posto è intervenuta al polizia.

    Nei giorni scorsi un corniciaio del Quadraro si era impiccato nel suo negozio. Era assediato dai creditori.

    "Il secondo suicidio di un imprenditore avvenuto nel giro di poche ore nella nostra città" afferma il presidente della Confcommercio di Roma, Giuseppe Roscioli "ci lascia sgomenti e preoccupati. Sapere che alla radice di questi drammatici gesti ci sono cause economiche, storie di fallimenti aziendali, è ancora più scioccante perché significa che la crisi sta cominciando a colpire le vite stesse degli imprenditori e non più solo le loro attività. Per questo non possiamo più rimanere indifferenti: è arrivato il momento che le forze economiche del territorio facciano sentire tutte insieme la loro voce per sensibilizzare le istituzioni e l'opinione pubblica sulla gravità del momento che stanno vivendo. Non possono essere più rinviate risposte concrete alle problematiche delle imprese, garantendo loro politiche di sviluppo e di sostegno di cui hanno disperatamente bisogno".

  3. A Monti non frega niente! E' chiaro che continuerà per la sua strada, cioè "uccidendo" le persone. Intanto, lui ha la sua vecchiaia assicurata con l'incarico di senatore a vita quando ne uscirà da questo attuale nefasto incarico!
    Che guerra civile sia!
    Mi sa che vendo casa prima di finire il mutuo e me ne torno in Brasile, che dite!
    Ciao, Daghy

  4. Ieri sera ero a cena con un amico ingegnere pensionato tedesco che vive da 8 anni qui a Salvador il quale si lamentava dei disservizi e dei politici brasiliani asserendo, come cosa inammissibile per un tedesco, che Lula ha mentito al popolo brasiliano per anni raccontando la favola del paese in crescita.
    Questo mio amico sta meditando di tornare in Germania anche a causa del cresciuto costo della vita oltre che per le inefficienze strutturali del sistema brasiliano.
    Nell'ascoltare le sue osservazioni, talvolta condivisibili altre volte no, mi veniva da ridere pensando a quello che avviene in Italia. Non so se il mio amico farebbe le stesse considerazioni se il suo metro di raffronto fosse l'Italia di oggi e quella di domani che questo assurdo governo antidemocratico targato monti (volutamente con la m minuscola) sta dipingendo, e non la Germania.
    Dopo la chiacchierata di ieri sera sono tornato a considerare che per potersi integrare all'estero è quanto mai fondamentale dimenticare parte del passato e evitare raffronti impossibili.
    saluti
    Marco

    • L'ingegnere tedesco potrebbe provare Blumenau in Santa Catarina prima di tornare in Germania. Forse, la si sentirebbe più tutelato 🙂

      E' di questi giorni la notizia che la Grande Germania sembra abbia truccato pure lei i conti e le sue banche siano un tantino preoccupate della situazione finanziaria europea. Inoltre, la produzione industriale a febbraio è stata di -1,3% e due importanti aziende sono fallite: Schlecker e Q-Cells.

      Per quanto mi riguarda, ho i biglietti per il Brasile comprati, inizio a diversificare il lavoro, la nostra Italia inizia a fare fumo.

      Tanti saluti.

  5. E’ deceduto oggi a Parma, presso l'unità operativa di Prima anestesia e rianimazione dell'ospedale, l'artigiano di 58 anni che si diede fuoco a Bologna, davanti agli uffici della Commissione tributaria lo scorso 28 marzo, perché non vedeva vie d'uscita ai debiti maturati con il Fisco. L'uomo, che aveva riportato ustioni sul 100% del corpo, era stato trasferito a Parma in elisoccorso. E' spirato al nono giorno di agonia.

    L'artigiano, originario del Casertano e residente a Mercatale di Ozzano, che aveva una piccola impresa edile, alla mattina alle 8 aveva parcheggiato la sua utilitaria nello spiazzo compreso fra via Paolo Nanni Costa e via del Giacinto, davanti agli uffici della Commissione tributaria. Il tempo di lasciare tre lettere in evidenza e poi si era dato fuoco all'interno dell'auto. Una delle missive era per la moglie ("Oggi è una brutta giornata, ma ti voglio tanto bene"), una per la Commissione stessa, e una senza destinatario preciso. L'uomo doveva pagare 105mila euro per tributi evasi, sanzioni e interessi, e nella stessa mattinata del 28 marzo si sarebbe dovuto presentare in un'aula del Tribunale di Bologna per una questione di fatture.

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