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Come difendersi da Equitalia

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Agli inizi dell’anno ho ricevuto questo commento che pubblico nella forma di un Post per coloro ai quasi sia sfuggito . Può rappresentare un aiuto concreto per i tartassati dell ‘Equitalia  ed un suggerimento all’Equitalia affinche rispetti le sentenze della Cassazione prima che la popolazione disperata ed infuriata non dia tutto alle fiamme .












Caro Antonio,

Scrivo da Bari, nella vita faccio l’avvocato e mi occupo principalmente di opposizioni contro tutti gli atti di Equitalia e posso assicurarti che un 30% degli atti di equitalia sono fatti male e annullabili poichè a volte illegittimi e contra legem.
Vi faccio un piccolo esempio:


quando vi arriva una cartella di Equitalia sotto la voce del debito trovate la voce sanzioni per il mancato pagamento, in realtà non sono altro che interessi calcolati al 10% ogni sei mesi.E’ chiaro che non possono essere chiamati interessi perchè altrimenti dovrebbero considerarsi illegali in quanto usurai.


Ebbene una sentenza della Corte di Cassazione del 2007 ha dichiarato illegittime quelle somme, o meglio ha dichiarato illegittima la richiesta fatta da Equitalia relativamente a quelle somme;
e allora se la Cassazione ha dichiarato l’illegittimità di questa richiesta perchè Equitalia continua a richiederle e quindi molti cittadini continuano a pagarle? e soprattutto perchè nessuno ne ha mai parlato e mai ne parla?


A tutti i lettori consiglio di informarsi bene prima di pagare oppure di consultare l’ASS.DAC (associazione a difesa degli automobilisti e consumatori a cui do volentieri una mano www.assdac.it – la consulenza è gratuita e non solo quella).



 Non credo che Monti eliminerà mai Equitalia però tramite le associazioni giuste si può, a volte, risolvere il problema.
Grazie di esistere con il tuo blog


Ciao e auguri di buon anno a tutti


Vito

15 Commenti

  1. Antonio come al solito sei un grande !!!
    Con il tuo blog attiri anche persone che alla fine hanno poco a che fare con il Brasile , ma che comunque ci danno consigli e opinioni importanti per superare o aggirare dei piccoli e grandi ostacoli che la vita quotidianamente ci presenta.
    Volevo inoltre ringraziarti perchè è grazie a te che ho saputo dell'esame CELPE-BRAS, e sono riuscito a farlo, a metà luglio il risultato, speriamo bene….
    Grazie e continua così.

    Andrea

  2. Due bottiglie molotov sono state scagliate contro l'ingresso della sede livornese di Equitalia. Le fiamme hanno danneggiato l'esterno della sede che si trova al piano terra di un edificio in via Indipendenza, nel pieno centro della città toscana. È accaduto attorno alle 4.30 di oggi. Per le indagini, sono intervenuti gli uomini della Digos di Livorno. Una delle due molotov non è esplosa ed è stata recuperata dagli investigatori. Entrambe le molotov, secondo quanto appreso, sono state realizzate utilizzando bottiglie di birra e sono state lanciate attraverso la saracinesca a maglie dell'ingresso della sede di Equitalia. Secondo alcune indiscrezioni a mettere a segno il raid notturno sarebbe stato un commando di 7-8 persone. Secondo gli investigatori, che parlano di "atto grave", hanno in effetti agito almeno tre persone. Tra l'altro avrebbero anche tentato di appiccare un incendio e lanciato un petardo, di quelli che si trovano regolarmente in commercio.

  3. Segnalo che a partire dal 2017 le banche brasiliane inizieranno a trasmettere annualmente all'Agenzia delle Entrate italiana i dati identificativi dei titolari di conti correnti ed i relativi saldi contabili. Ciò in base alle disposizioni previste dal nuovo standard internazionale di scambio automatico di informazioni (AEOI) tra autorità fiscali promosso dal G20 e dall'OCSE.
    Pertanto credo che tutti gli italiani che non dichiarano in Italia i soldi depositati in Brasile devono stare all'erta.
    Per chi volesse posso fornire anche i riferimenti normativi e, per adesso, fornisco anche un link esplicativo:
    http://www.guidafisco.it/paradisi-fiscali-fine-segreto-bancario-1200

    Marco

    • Parimenti devono stare all'erta gli italiani residenti in Brasile e che non dichiarano alla Receita Federal i saldi dei conti, i redditi e gli investimenti detenuti in Italia. Iniziando dai pensionati che non dichiarano in Brasile le loro pensioni italiane. Questo perché lo scambio di informazioni sarà in senso bilaterale.

  4. E' già perchè secondo l'abominevole fisco italiano, su decisione del governo monti, pretende il pagamento dell'IVAFE sui soldi o investimenti esteri. E tra poco scoprirà tutti i conti esteri.

    • Grazie della informazione . Aggiungo che la questione riguarda i residenti in Italia e non quelli residenti in Brasile ."Le persone fisiche residenti in Italia che detengono all’estero prodotti finanziari, conti correnti e libretti di risparmio, devono versare un’imposta sul loro valore: l’Ivafe."

    • Antonio, la sola iscrizione AIRE, puo' , in alcuni casi, risultare non sufficiente per evitare il quadro RW del Mod. Unico in Italia; bisogna fare attenzione al domicilio fiscale, che è abbastanza complesso; Esiste anche l'IVIE sugli immobili detenuti in Brasile(all'estero); di positivo c'è che comunque esiste una convenzione che evita le doppie imposizioni, per cui si possono sgravare le tasse pagate in Brasile, da quelle dovute in Italia.

      Carmine.

    • Verissimo. Aggiungo solo che si intende residenza "fiscale" per cui, ad esempio, un pensionato INPS o chi percepisce redditi in Italia (affitti), oppure chi ha "il centro dei propri interessi" in Italia (famiglia), per l'Agenzia delle Entrate italiana è "residente" in Italia, anche se iscritto all'AIRE per intenderci, e deve pagare le tasse anche in Italia sennò ci pensa Equitalia.

    • Per evitare i terrorizzare più del dovuto proponete anche delle soluzioni . Incomincio io : vendete tutto in Italia prima di trasferirvi in Brasile . Investite il ricavato in fondi a basso rischio e vivete di rendita sino a che il Signore non vi chiama 🙂

    • A chi piace leggere, dia una lettura qui digitando sul motore di ricerca : Risoluzione 7 agosto 2008, n.351/E

      Buona lettura.

      Carmine.

    • Leggete anche qui : http://www.tasse-fisco.com/case/domicilio-fiscale-residenza-persone-per-agevolazioni/10197/
      Nel frattempo ho avuto conferma dalla Agenzia delle Entrate che NON sono piu' tenuto a presentare la dichiarazione dei redditi in Italia, ma solo in Brasile.
      Bisogna intendere bene le differenze tra residenza civilistica/fiscale e domicilio civilistico / fiscale.
      Nei casi dubbi, entra in gioco la convenzione all'art. 4.
      La residenza fiscale in Italia, sottopone la persona fisica all'imposizione sui redditi "ovunque prodotti";

      Carmine.

  5. Per quanto riguarda i rapporti col fisco brasiliano la soluzione è semplice: meglio dichiarare sempre tutto (compreso proprietà e redditi italiani) tanto i patrimoni non sono tassati e i redditi italiani sono già ipertassati in Italia tanto da generare un credito d'imposta spendibile in Brasile per evitare doppie imposizioni.
    Per quanto riguarda i rapporti con il fisco italiano le cose sono più complicate perché in Italia non c'è una lotta all'evasione ma bensì una caccia alle streghe a fronte della quale l'unica difesa è il non aver nulla da perdere, vendendo quindi tutti i beni aggredibili con azioni esecutive.
    La differenza è anche nella rilevanza penale del reato di evasione, difficile in Italia mentre probabile in Brasile.
    Morale : "Chi si adatta bene alla povertà è ricco". (Seneca)

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