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IMU e IVIE ovvero la nuova lingua di Monti “robot “

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Aliquote, moltiplicatori, codici, scadenze diverse e moduli indecifrabili da compilare. In molti in questi giorni si stanno confrontando con il complicato rompicapo dell’Imu, Imposta Municipale Unica, la nuova tassa sulla casa introdotta dal governo Monti. Mancano poche ore alla prima scadenza: la prima rata va infatti pagata entro il 18 giugno, vale a dire lunedì prossimo. Niente proroghe dunque come in molti avevano sperato. Si paga lo 0,4% sulla prima abitazione e lo 0,76% sugli altri fabbricati.
Immobili all’estero

È tra le novità arrivate insieme all’Imu. La tassa sulla casa va versata anche per gli immobili (e le attività) all’estero. Questa nuova imposta si chiama Ivie che sta per Imposta sul valore degli immobili situati all’estero. E’ pari allo 0,76% del valore dell’immobile desunto dal contratto di compravendita (se questo dato non c’è il valore verrà desunto dalle quotazioni di mercato dell’area). E’ già in vigore ma dovrà essere pagata un pò più tardi, entro il 9 luglio e in un’unica soluzione. È infatti legata al saldo del versamento dell’imposta sui redditi. Non è dovuta se non supera i 200 euro (pari a un valore di 26 mila euro dell’immobile). Va detto che l’imposta pagata all’estero di analoga natura sullo stesso immobile si potrà detrarre dai redditi.

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10 Commenti

  1. Stavo parlando proprio oggi con un mezzo Italiano (padre italiano e madre brasiliana)…meglio dichiarare niente all'estero.
    Che si fottano sti politici di m….!

  2. Nella circolare Agenzie delle Entrate del 5 luglio 2012, p. 3, si legge:
    L' IVIE " presenta analogie con l’IMU, che si applica agli immobili situati in Italia e, in tale contesto, alcune delle disposizioni ad essa applicabili sono state estese ai fini della tassazione degli immobili situati all’estero per ragioni di coerenza e di uniformità di trattamento ".
    Questo accostamento dell'IVIE con l'IMU implicitamente dovrebbe estendersi anche alla motivazione di fondo di queste due imposte (uno paga l'IVIE per le stesse ragioni per cui paga l'IMU), ma non e' così. Infatti, mentre l’IMU serve a finanziare i servizi locali, come strade, illuminazione e transporti, nel caso dell’IVIE il contribuente non riceve nulla in cambio dallo stato italiano. E’ lo stato estero che fornisce i servizi, e normalmente il contribuente italiano paga tributi allo stato estero per questi servizi. Percio’ l’onere dell’ IVIE si aggiunge ai tributi esteri che il contribuente deve gia’ pagare per il possesso dell’immobile all’estero. Cio’ ha effetti discriminatori perche’ determina una maggiore tassazione complessiva degli immobili esteri rispetto a quelli italiani e viola la libera circolazione dei capitali (Articolo 63 del Trattato dell’Unione europea).

  3. Ma come fanno a sapere chi ha un immobile all'estero?Io ho portato i soldi in contanti(dichiarandoli all'uscita)addosso a me,i risparmi di una vita di lavoro,non ho fatto un trasferimento bancario,e poi ho comprato una casa in contanti(ma per fortuna fatti i conti non arrivo comunque ai duecento euro):e chi glielo dice a quelli stronzi dei nostri governanti?Ho pagato fior di tasse tutta la vita sullo stipendio e sugli straordinari che ero costretto a fare quando lavoravo e ora che sono in pensione IO NON GLI DO PIU' UN CENTESIMO a quelle merde.Che vadano a fare in culo!!

    • Non possono saperlo nelle condizioni che tu hai descritto ma molti italiani in epoche non sospetta hanno dichiarato il possesso di proprietà all'estero .All'epoca infatti , pur essendo obbligatorio dichiararle , non erano tassate . Per completezza tutto ciò vale per le persone fisiche perchè se l'immobile è intestato ad una Società brasiliana allora non va dichiarato .Dalla tassa italiana possono essere detratte le tasse già pagate in Brasile ( IPTU ). In ogni caso rivolgetevi ad un buon commercialista .

    • Se hai dichiarato i soldi contanti in uscita dall'Italia, la somma è stata segnalata all'Agenzia delle Entrate italiana come se avessi fatto un bonifico bancario. Non cambia nulla. Ora è ovvio che nessuno è in grado di provare che tu con quei soldi ci abbia comprato un appartamento o altro.
      Tenete comunque presente che l'IVIE (0,76%) non colpisce solo gli immobili esteri di privati residenti in Italia ma, bensì, anche le attività finanziarie che, presumibilemente, possono essere fonte di reddito.
      Per il resto è ovvio che l'IVIE è un'imposta PALESEMENTE ingiusta, iniqua, illegale, contraria al comune buon senso oltre che anticostituzionale e contro le normative europee. Non è un caso che i ricorsi internazionali stanno fioccando e l'Italia, nuovamente, subirà pesantissime sanzioni da parte europea grazie all'inettitudine di questi sedicenti tecnici.
      Pensate solo al caso di un cittadino europeo che trasferisce momentaneamente la residenza a milano per lavoro ed ha un appartamento di proprietà, magari ereditato, nel paese di origine, dove forse un giorno tonerà ma dove non abita. Perchè mai costui dovrebbe pagare delle tasse al signor monti?? A che titolo?? Con quale ratio?? E' una norma palesemente illeggittima e illogica. Si potrebbero fare 1000 esempi in merito.

  4. Per anonimo delle 22.03,visto che hai dichiarato i soldi all'uscita questa informazione è registrata presso la SOGEI che tratta tutti i dati finanziari ( dallo scontrino in farmacia fino ai conti bancari)quindi anche se non risulta l'acquisto della casa potrebbero chiederti conto dei soldi espatriati. Per Antonio una domanda : mi hanno detto che per comprare un immobile in Brasile è NECESSARIO un trasferimento bancario e quindi non si può pagare l'intera cifra in contanti, è così ho mi hanno detto una inesattezza? un saluto a tutti gli amici del blog.

    • Non esiste ,a mia conoscenza, alcun obbligo sulla natura del pagamento .Da residente puoi acquistare come vuoi … l'importante è avere i soldi , puoi anche pagare parte cash e parte in assegni o bonifici e non devi dimostrare al notaio come hai pagato .Dimenticavo puoi anche pagare con il troca – troca ovvero con auto , terreni , case di minor valore , ecc .Molto usato questo metodo qui al nordeste .

      Da non residente la cosa si complica perchè , non avendo beni ed un conto corrente in Brasile , devi trasferire i soldi attraverso la banca .

    • Attenzione ai grossi movimenti di contanti anche in Brasile. Oltre alle note ragioni di sicurezza segnalo che le maglie delle normative antiriciclaggio e anti evasione si stanno stringendo a vista d'occhio anche qui. Un mio amico ha acquistato un esercizio commerciale in contanti al prezzo di R%50.000 prelevando la somma dal proprio conto presso Bradesco. Il gerente da conta lo ha convocato chiedendogli di giustificare l'operazione con prove documentali. E' ovvio che seguiranno a breve accertamenti almeno fiscali sia sul mio amico che sul venditore che ha preteso il pagamento cash.
      Credo che sia meglio evitare movimenti di contanti che superino i R$10.000 altrimenti le banche sono tenute a chiedere chiarimenti e a fare segnalazioni alle autorità (come in Italia).

    • So benissimo che avendo dichiarato l'uscita dei contanti(d'altronde la provenienza lecita era dimostrabilissima)io sono segnalato ma non credo che nessuno possa chiedermi conto di come spendo il mio denaro,perchè se avessero l'ingenuità di farlo gli risponderei che me li sono sputtanati tutti e come ha detto MarcoFalco nessuno può provare che ci ho comprato una casa.

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