Home immobili Studenti italiani respinti alla dogana di Salvador

Studenti italiani respinti alla dogana di Salvador

49
20
CONDIVIDI

Rimpatriati perché volevano fare volontariato nel Paese. La disavventura è capitata ai sei studenti di medicina e di psicologia dell’Università San Raffaele di Milano, atterrati a Salvador de Bahia il 16 agosto, chiusi in una stanza della dogana per tutto il pomeriggio senza poter telefonare e poi costretti a rientrare in Italia. Il motivo? Nella carta di ingresso avevano indicato come motivo del viaggio “turismo” invece “lavoro”. Una leggerezza che è costata loro molto.

 Racconta una dei sei, Giulia Delli Zotti: «Al nostro arrivo, degli agenti di polizia in borghese ci hanno sequestrato i passaporti e non ci hanno permesso di usare i loro telefoni (i nostri non prendevano) per avvisare l’ambasciata italiana. Poi ci hanno cambiato i biglietti di ritorno e ci hanno scortato sul volo per Milano che ovviamente non è rimborsabile». I sei ragazzi erano partiti per il Brasile per affiancare i medici volontari di un ospedale di San Salvador del San Raffaele e contemporaneamente fare un po’ di vacanza: «Siamo stati selezionati dall’Università per osservare il lavoro dei medici in Brasile, non avremmo neanche dovuto fare niente di che. Ecco perché abbiamo indicato turismo e non lavoro come motivo del viaggio», racconta Giulia. I sei avrebbero dovuto alloggiare in una casa annessa alla struttura sanitaria. In una lettera che i ragazzi hanno scritto alla Farnesina ricostruiscono l’accaduto: «Un ufficiale di polizia federale ci ha chiesto dove avremmo alloggiato, e noi abbiamo spiegato che avremmo dovuto essere ospiti di una casa annessa all’ospedale. Nonostante l’ufficiale fosse chiaramente a conoscenza della nostra destinazione e del tipo di viaggio (siamo stati proceduti in circa 10 anni da una ventina di gruppi analoghi al nostro, nessuno dei quali ha mai avuto problemi di questo tipo pur presentando una documentazione analoga) siamo stati invitati ad attendere in disparte in quanto la polizia era intenzionata a verificare ulteriormente l’indirizzo».

 Tutto risolto dunque? «Una volta fatte le verifiche, gli ufficiali di polizia ci hanno chiesto di dimostrare il possesso di biglietti aerei per il viaggio di ritorno nonché una disponibilità economica adeguata a coprire il periodo di permanenza». Così il biglietto di rientro previsto per l’8 settembre si è trasformato in un volo di ritorno immediato. E i passaporti sono rimaste nelle mani degli agenti fino all’imbarco, poi restituiti con il timbro “Impedido de ingressar no pais, com base na lei 6815/80”. «Abbiamo avuto paura, ci sono stati anche pianti e momenti di panico: non ci hanno concesso di chiamare l’ambasciata italiana e in più a complicare ulteriormente la situazione ci si è messo il fatto che tutta la vicenda si è svolta in lingua portoghese, nessuno degli ufficiali di polizia è stato in grado di comunicare efficacemente con noi in inglese o in altra lingua che non fosse il portoghese, con conseguenti notevoli problemi di interpretazione».

E l’ambasciata italiana? «Una volta che sono riuscita ad avvisare i miei genitori prima dell’imbarco ho chiesto loro di chiamare l’ambasciata italiana in Brasile. Ma il console evidentemente non si è mosso abbastanza in fretta, perché il permesso a rimanere nel paese è arrivato solo quando noi eravamo già in volo per l’Italia». Da parte sua il consolato italiano ha fatto sapere ai ragazzi di non essere stato avvisato in tempo e di aver contattato la Polizia federale per avere chiarimenti. Ora i sei ragazzi sono arrabbiati: «Ci hanno rovinato le vacanze e abbiamo buttato via i soldi del biglietto», raccontano. E a mente fredda Giulia riesce anche a darsi una spiegazione dell’assurdo episodio: «Quando siamo arrivati era in corso uno sciopero della polizia federale che protestava contro il taglio degli stipendi. Infatti gli agenti che ci hanno trattenuto non erano in divisa e indossavano solo delle pettorine». L’ipotesi è dunque che gli agenti abbiano voluto dimostrare di essere molto precisi e puntigliosi proprio con quel gruppetto di ragazzi italiani per sfogare la frustrazione. Conclude Giulia: «So che anche una coppia di russi che erano sul nostro volo di andata sono stati rimpatriati perché non avevano il biglietto di ritorno».

Fonte : Corriere della sera 

20 Commenti

  1. Qualcuno degli organizzatori di questa " gita di dilettanti " mi spieghi come sia possibile mandare sei studenti di Medicina di cui NESSUNO conosce la lingua portoghese in Brasile a fare volontariato in Ospedale con il visto turistico !!!

  2. Se al posto di "turismo" avessero indicato "lavoro" come motivo della loro permanenza, gli agenti sicuramente avrebbero chiesto altri documenti (visto lavorativo e contratto di lavoro, che loro non avevano) e di conseguenza avrebbero fatto altre storie e li avrebbero rimpatriati comunque.

    Credo che sia la natura ambigua della posizione di volontario a creare facilmente problemi burocratici. Per questo motivo la colpa maggiore e' da addossare agli organizzatori…

    • Visto temporaneo 1 -Volontariato presso enti religiosi o di assistenza sociale (Missionario Laico) – Risoluzione Normativa nº 68/2005/CNIg)

      Attenzione: visto con validità di 1 anno, rinnovabile in Brasile.

      Premessa: Il volontario non potrà svolgere alcuna attività remunerata.

      La richiesta di questo visto si svolge in due fasi:

      FASE 1 – Documentazione da presentare al Consolato Generale:

      Dell’associazione in Brasile (originale con firma autenticata o copia autenticata – presso un "Cartório" in Brasile)

      1. Lettera d’invito dell’associazione brasiliana al volontario in cui si specifica il luogo di lavoro, le attività da svolgere nonché l’impegno ad assumersi le spese per il suo mantenimento durante il soggiorno in Brasile e per il suo eventuale rimpatrio;

      2. Atto costitutivo dell’associazione e relativo statuto;

      3. Verbale di elezione dell’attuale responsabile;

      4. Attestazione di iscrizione dell’associazione al rispettivo consiglio di assistenza sociale (nazionale, regionale, del distretto federale o municipale), emesso nel corso dell’anno;

      5. Attestato di regolare funzionamento dell’associazione, emesso nel corso dell’anno;

      6. Dichiarazione nella quale l’associazione chiamante si assume la responsabilità di qualsiasi spesa medica e ospedaliera del volontario straniero, come pure dei suoi eventuali dipendenti, durante l’intera permanenza in Brasile.

      Del missionario laico

      7. Passaporto: originale e fotocopia della pagina d'identificazione e della firma;

      8. 1 (una) foto formato tessera, frontale, con sfondo bianco o chiaro;

      9. Modulo unico https://scedv.serpro.gov.br/frscedv/index.jsp; compilato on-line e firmato;

      10. Certificato di nascita con paternità e maternità (legalizzato in prefettura);

      11. Certificato di residenza che attesti la residenza nella giurisdizione di questa ripartizione consolare da almeno 01 anno (legalizzato in prefettura);

      12. Certificato penale del casellario giudiziale con esito NULLO (legalizzato presso l’Ufficio legalizzazioni della Procura della Repubblica, con firma del Procuratore o Sostituto Procuratore);

      13. Certificato di carichi pendenti con esito NULLO (legalizzato presso l’Ufficio legalizzazioni della Procura della Repubblica, con firma del Procuratore o Sostituto Procuratore);

      14. Documentazione che comprovi che il candidato possiede esperienza professionale o qualifica compatibile con le attività che svolgerà come volontario (legalizzato in prefettura);

      15. Curriculum Vitae.

      Tutti i documenti in lingua italiana dovranno essere presentati già corredati da traduzione ufficiale in lingua portoghese effettuata da traduttore giurato (iscritto all'Albo del Tribunale).

      Nota: I documenti di cui ai punti 10, 11 e 14 dovranno essere successivamente legalizzati dal Consolato Generale (costo della legalizzazione: € 20,00* per ogni documento). Il Consolato farà la copia autentica del documento di cui il punto 7 al costo di € 10,00* .

      Validità dei documenti: data di rilascio inferiore a 3 mesi.

      FASE 2 – Documentazione da presentare al Consolato Generale in seguito all'ottenimento dell’autorizzazione:

      1. Passaporto originale e fotocopia con validità minima di 6 mesi e 2 pagine libere.

      2. Fotocopia del biglietto di andata e ritorno o della rispettiva prenotazione.

      Tempi di rilascio del visto: circa due mesi per la consultazione al Ministero Degli Affari Esteri brasiliano. All’arrivo dell’autorizzazione, 10 (dieci) giorni lavorativi dopo la consegna del passaporto.

      Costo del visto: € 60,00* (sessanta euro).

      * i valori degli emolumenti consolari sono soggetti a variazione del tasso di cambio.

      Le informazioni sopra citate possono essere soggette a modifiche in conformità alle norme divulgate dal Ministero degli Affari Esteri brasiliano.

    • Gita da dilettanti non direi, visto che é 10anni che vanno giú. Osservare non é un lavoro. Diciamo che hanno trovato i soliti 4 incompetenti che indossando una divisa si credono la legge!!!!! Vabbé …….questo é il Brasile…….
      Cri

    • Ditemi chi passerebbe per questo iter per alla fine rimanere ad osservare …..per 23 giorni!!!! Ripeto, per 10 anni tutto ok, adesso per 4 idioti tutto questo casino…..
      Cri

    • Certo almeno sapere la lingua…Resta il fatto che il volontariato internazionale non è certo facile, come si vede dai documenti necessari per il visto turistico (che vale solo 1 anno) e praticamente costa come il visto per ricongiungimento familiare per matrimonio (solo che questo è un visto permanente). Infatti a suo tempo io entrai come turista e rimasi 9 mesi (cosa che comunque non consiglierei). Ma ogni paese deve mantenere il propria costoso apparato diplomatico…

  3. Sono brasiliana e con regolare permesso di soggiorno in Italia ma nonostante ciò non riesco a viaggiare tranquilla se devo fare il rientro in Italia da un altro Stato UE. L'ultima volta che sono stata in Brasile, al ritorno l'ufficiale di immigrazione all'aeroporto di Porto (Portogallo) mi ha controllata e ricontrollata tante di quelle volte che quasi ho perso il volo per Milano.

  4. Bastava dargli i 3 mesi turistici, visto che il ritorno era dopo 20 gg, diffidandoli dall' effettuare altro che non fosse turismo,
    Aspetto il commento di Marcofalco! Dopo che ha sbraitato tanto contro gli spagnoli!

  5. Buon giorno ho partecipato a decine di viaggi in cui " volontari" arrivavano a Salvador per un perido di vacanza unita alla VISITA di progetti di cooperazione. I "volontari" in questione cosi come molti altri scesi da minimo un ventennio ( da quando la mia ONG esiste a salvador) altro non sono che persone giovani e meno giovani che oltre ad un viaggio turistico vogliono vedere ( e sottolineo vedere) da vicino il mondo della cooperazione li in Brasile. Il San raffaele poi ( nato grazie agli Italiani poveri e divenuto ben presto per ricchi ) e' ABITUALMENTE VISITATO DA GRUPPI DI RAGAZZI COME QUESTI. Confermo CHE SI ENTRA CON IL SEMPLICE VISTO TURISTICO VISTO CHE PER 10-15 GIORNI DI FERIE NON CE' NEMMENO LONTANAMENTE DA PRENDERE IN CONSIDERAZIONE ALTRO TIPO DI PERMESSO. CONFERMO INOLTRE ESSENDOCI PASSATO DECINE DI VOLTE PROPRIO CON GRUPPETTI SIMILI A QUELLO DI CUI SOPRA, CHE QUESTO ATTO E' UNICO DA MIA MEMORIA E INSPIEGABILE UMANAMENTE PARLANDO. RITENGO QUINDI ANCHE IO CHE CAUSA SCIOPERO LA PF SI SIA AGGRAPPATA A TERMINI RIGIDI QUALI "LAVORO" – "VOLONTARIATO" (CHE SE NON SPIEGATI CORRETTAMENTE INDUCONO A CONFUSIONE) SENZA LA MINIMA VOGLIA DI CAPIRE LA SITUAZIONE MA SOLO GUARDANDO A CIO CHE ERA SCRITTO SULLA DICHIARAZIONE DEI RAGAZZI. CHE DIRE …SFORTUNA LORO E IGNORANZA CIVILE DEI POLIZIOTTI…

  6. E' vergognoso quello che succede negli aereoporti Italiani Spagnoli Tedeschi Brasiliani ecc ecc. Persone normali trattate come delinquenti per ragioni di difficile comprensione. Purtroppo la legge non prevede il "buon senso" le persone che hanno l' autorità per usarlo spesso si comportano in modo inspiegabile; sembra dalle varie storie di frontiera delle quali sono a conoscenza, che i poliziotti a volte trovino vero piacere nell'usare il loro potere sulla pelle di chi è indifeso, ma forse quella che a me sembra pura cattiveria ed abuso di potere non è altro che ingnoranza e chiusura mentale.
    Saluti a tutti
    Roberto

  7. La questione e´chiara cari amici , tutto quello che ha postato Antonio e´corretto `sulla carta` basta informarsí ! , ma quei ragazzi li avrebbero fatti rimpatriare comunque , i poliziotti hanno agito come protesta evidentissimo, per far scalpore anche sui midia nazionali , e per ottenere dal governo cio´che hanno richiesto ovvio, daltronde il Brasile e´pieno di contraddizioni, e´questa e´ una di quelle , dovrebbero fare come in Italia che e´vieteto per legge scioperare alle forze dell´ordine , daltronde questo e´il prezzo di una democrazia ancora troppo giovane come lo e´il Brasile e che lo stato di diritto e´ancora obsoleto, ecco perche´i poliziotti federali si sono presi tutto il potere di rispedire a casa i giovani medici , quindi la motivazione non e´altro che questa

    ISSO E´UMA VEGONHA … UHM… :

  8. Ciao a tutti, prima cosa, questi studenti di medicina dovevano sapere meglio la legge brasiliana che, come tutte le leggi del mondo, impone a uno straniero di avere un documento che provi il motivo della sua entrata, il biglietto di andata-ritorno, un documento che comprova il luogo dove si alloggia e la cosa più importante soldi, euro, dinaro, sufficiente per sopravvivere per il periodo necessario. Il primo errore è stato quello di scrivere nella carta di ingresso il motivo "turismo".Scusate ma nella mia ignoranza, come si può fare turismo facendo uso di una struttura pubblica per alloggiarci? Il secondo errore da quello che intendo, non avevano i soldi sufficienti per il periodo di entrata.Il terzo errore entrare in Brasile e non sapere parlare il portoghese ( la Polizia Federale non è obbligata a parlare inglese o italiano con stranieri ).
    Quanto alla Polizia Federale, indipendentemente di stare in sciopero o arrabbiata con i bassi salari ecc, ha fatto rispettare la legge, come tutte le Polizie degli aeroporti del mondo (vedi la ragazza brasiliana in Portogallo).
    Finalmente qualcuno parla della lentezza del Consolato Italiano in Brasile! Il Console (un italiano,forse discendente)dov'era, in praia? Quello che non si può dire del Consolato Brasiliano in Milano!
    Ma come ha detto una ragazza del gruppo «Ci hanno rovinato le vacanze e abbiamo buttato via i soldi del biglietto». Adesso domando, ma in realtà, questi 6 ragazzi erano andati in Brasile per vacanze o per lavoro ( volontariato)?

    • Scusa ma stai dicendo un sacco di fregnacce…..per non dire latro. Innanzitutto non serve un documento per provare dove si alloggia, basta l' indirizzò. Poi, dove sta scritto che non avevano i soldi? Scusa, ma se devo andare in Cina devo sapere il cinese? Penso che in tutti gli aeroporti del mondo ci debba essere qualcuno che parli perlomeno l' inglese…… Infine sulla tua ultima domanda, l'articolo parla di osservare il lavoro dei medici e CONTEMPORANEAMENTE fare un po' di vacanza.
      Quindi, leggiamo prima bene gli articoli e poi discutiamo.
      Até logo
      Cri

    • Posto che lo scopo del viaggio in effetti si prestava a diverse interpretazioni, credo che le difficoltà di comunicazione e le incomprensioni abbiano "ingigantito" il problema e forse anche indispettito qualcuno. Magari una parola sbagliata o di troppo? Chissà?
      E' ovvio che se i ragazzi alla polizia avessero tutti e univocamente confermato anche a parole quanto scritto sul modulo d'ingresso (turismo) probabilmente tutto questo non sarebbe avvenuto.
      In occasione dei miei numerosi sbarchi a Salvador non mi hanno mai chiesto l'indirizzo dell'albergo o altri dettagli. Unica accortezza a Salvador è un rigoroso controllo dei bagagli degli italiani al fine di sequestrare eventuali cibi freschi trasportati (parmigiano, caciocavalli, ricotte, lonzini ecc.). Ultimamente ho rischiato il sequestro delle ottime mozzarelle di vera bufala campana che avevo acquistato al Duty Free di Fiumicino. Solo la proverbiale chiacchiera di mia moglie è riuscita a sventare l'improvvido sequestro ad opera dei panciuti Federali 🙂

  9. Riporto un commento di un collega di Gruppo di Linkedin con una info di " prima mano " sull'argomento :

    ho avuto modo di parlare con una collega di questi studenti, che è invece entrata nel Paese senza problemi.
    è successo l'esatto contrario di quanto descritto dal corriere: almeno uno di questi ragazzi (che dovevano rimanere in Brasile per meno di 90 giorni e quindi avrebbero tutti sfruttato il visto automatico da turista che spetta agli italiani e avrebbero operato in maniera "informale" – una procedura che il San Raffaele utilizza già da molti anni) ha scritto "volontariato" invece che "turismo" nella carta d'ingresso. normale quindi che siano stati respinti, in quanto per fare volontariato in maniera formale è necessario avere un visto specifico.

    non vedo molto "dolo" da parte dei funzionari brasiliani, solo molta leggerezza (e un po' di vittimismo?) da parte dei ragazzi. e la solita mancanza di approfondimento e la ricerca della notizia sensazionale da parte del giornalista.

    questa la mia opinione.

  10. Vedo in voi due molto astio contro l' Italia, e fin qui ognuno é libero di pensare come vuole e di metterlo per iscritto. Peró, visto che il blog si chiama Vivere in Brasile, chiederei a voi in quanto tra i migliori conoscitori del Brasile, di parlare anche di cosa non funziona qui (vivo anch'io in Brasile). Questo per far capire a chi vuole trasferirsi o solamente vuole sapere di piú di questa terra, che non sono tutte rose e fiori. Ad esempio qui si parla tutti i giorni del " Mensalão"……
    Cri

  11. CONSOLATO ONORARIO DI SALVADOR BAHIA ? UNA VERGOGNA DA 4° MONDO

    Se il consolato è lo specchio del paese che rappresenta e dei propri cittadini, quello "onorario" di Salvador è praticamente l'immagine del 4° mondo. Non una parola sugli uffici, vecchi, sporchi, ed un ambiente da bar dello Sport con una specie di mensa pubblica in basso, odore nauseabondo di cibo che invade tutto il locale, pare di essere alla fiera di sao joaquim, fogli ingialliti in bacheca che nessuno aggiorna o toglie e ambiente fatiscente. Quello che è vergognoso è la totale inefficienza e menefreghismo degli impiegati che ci lavorano. Una certa Fernanda è così indolente che non alza nemmeno i piedi quando cammina, …..li trascina, e si sposta inutilmente da una scrivania all'altra con occhio perso nel vuoto, una pigrizia da far invidia ad un Bradipo ed una faccia disgustata per essere stata condannata a vita a lavorare lì. (LICENZIATELA O MANDATELA A RACCOGLIERE BANANE AL POLO SUD). Sull'efficienza invece siamo a livelli preistorici. Non rispondono alle email, (troppa fatica) non rispondono al telefono, puoi stare settimane intere a provare sia durante l'orario che fuori orario. Se per puro caso ti risponde qualcuno, non sa niente e l'unica cosa che ti dice di …andare sul sito… (un modo gentile per mandarti a fare in culo). Sei così costretto a recarti personalmente semplicemente per chiedere un modulo o una semplice informazione banale che in 3 secondi avresti ricevuto per email o telefono. Devi perdere giornate intere, affrontare viaggi di ore se non abiti a salvador devi prenotare un albergo per una settimana perchè puoi stare tranquillo che NIENTE SI RISOLVERA' IN GIORNATA. Scoprirai che manca sempre qualcosa o non ti avevano detto che i documenti dovevano essere in duplice copia o mille altre banalità che avrebbero potuto dirti per email o telefono evitandoti continui viaggi. Puoi stare tranquillo che dovrai ritornarci almeno 3 o 4 volte prima di sbrigare qualsiasi semplice pratica. UN CONSOLATO CHE DI "ONORARIO" HA SOLO IL COSTO CHE DEVI AFFRONTARE per un diritto sacrosanto che potrebbe essere facilmente soddisfatto con una email o telefonata e un minimo di interesse per la professione che svolgono gli impiegati. UNA VERGOGNA ASSOLUTA. L'ultima perla è che per rinnovare il passaporto non hanno la macchinetta per prendere le impronte digitali e così devi prendere un volo ed andare a Recife. Ma quanto cazzo costa questa macchinetta ? vi facciamo noi Italiani residenti qui a bahia una donazione. Ci sono 7.000 italiani a bahia, con 1 R$ a testa ve la compriamo noi cristo e ci evitiamo migliai di R$ spesi tra viaggi aerei, hotel, ristoranti, tempo e tutto il resto per essere costretti ad anadre a RECIFE. UNA VERGOGNA DA 4° MONDO

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here