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Alice Bianchi migliora e parla della aggressione subita

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È andata in Brasile come volontaria per aiutare i ragazzi meno fortunati. Ed è stato proprio uno di loro ad aggredirla, tentando di stuprarla. Una brutta storia, fatta di solidarietà ma anche violenza ed emarginazione, quella vissuta da Alice Bianchi, una ragazza italiana di 23 anni che dall’ospedale dove è ricoverata per le conseguenze dell’aggressione racconta: «Lui ha tentato di bloccarmi con un braccio intorno al collo. Ho pensato fosse un abbraccio» ma «lui mi ha buttato per terra e si è gettato su di me».

Dall’ospedale di Nova Iguacu alla periferia nord di Rio, dove Alice è ricoverata con trauma cranico dopo essere stata colpita alla testa con una pietra, la ragazza ricostruisce l’aggressione. Stava andando a piedi dalla «Casa do Menor», il centro di accoglienza per minori fondato da Padre Renato Chiera che da trent’anni si occupa dei ragazzi in difficoltà, alla colonia agricola legata all’istituzione dove lavorano molti giovani, tanti con un passato di droga. Una zona di foresta che Alice stava precorrendo con il suo aggressore, camminando insieme: avevano iniziato a parlare, avevano anche avvistato un bradipo che si arrampicava su un albero. Poi, all’improvviso, lei si è distratta per un attimo per guardare l’animale e il ragazzino l’ha aggredita: una lotta corpo a corpo disperata con il ragazzo che le ha strappato il reggiseno, ha cercato di tramortirla colpendola con una pietra e poi di affogarla nel ruscello accanto. La ragazza è svenuta ma ricorda di avere recuperato coscienza quando ha ascoltato le voci concitate di altri ragazzi che avevano colto sul fatto l’aggressore e lo avevano neutralizzato.
VOLEVA UCCIDERLA.
Poi i soccorsi: l’hanno portata all’ospedale, mentre la polizia prendeva in custodia l’adolescente di cui non è stato reso noto il nome. Le sue intenzioni, ha riferito un altro giovane della «Casa», erano quelle di violentare Alice e poi ucciderla. Progetto per il quale aveva chiesto anche la complicità del compagno.
Alice, arrivata nel febbraio scorso dopo la laurea, doveva finire il suo periodo di volontariato a gennaio prossimo: il suo nome appare spesso sul sito dell’organizzazione come quello di una volontaria modello. Una bella ragazza, sorridente nelle foto su Facebook, che nonostante tutto non vuole abbandonare i suoi ragazzi. «Voglio rimanere», ha detto in una telefonata in Italia, riportata dal Tg1. Una telefonata dopo quella con i genitori in attesa che la mamma da Torino arrivi oggi a Rio.
Fonte : L’Arena.it 
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