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Il prefetto di Napoli nuovo difensore della legalità …?

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Benchè lontano dai miei luoghi di origine non posso non rivoltarmi a leggere e vedere il filmato in cui il  ” signor prefetto “di Napoli umilia il rappresentante di un comitato dei cittadini di quella sventurata città : il prete anti camorra don  Maurizio Patriciello


Guardate il video e giudicate voi stessi  Di seguito sono riportate  le reazioni indignate del noto matematico Odifreddi  e quelle di Saviano che ancora più concretamente chiede le dimissioni del prefetto o le scuse a don Patriciello .

ODIFREDDI 
Ho appena visto un video in cui un sedicente “signor” Andrea De Martino, che in realtà è soltanto un maleducato “signorotto” d’altri tempi, ha interrotto con urla e strepiti una dichiarazione di don Maurizio Patricello, un prete anticamorra che pacatamente stava parlando di rifiuti tossici. Evidentemente sentendosi tirato in campo per l’argomento, il novello don Rodrigo ha inveito contro l’attonito sacerdote, che ha faticato un po’ a capire quale fosse stato il suo sgarro.

Il gravissimo reato in cui era incorso, è poi stato spiegato, era di aver chiamato il prefetto di Caserta “signora”, invece che “signor prefetto”. E per buona misura, il signor De Martino ha precisato urlando che chiamare “signora” un prefetto offendeva non soltanto colei alla quale il sacerdote si riferiva, ma anche lui. Perché sì, apparentemente questo energumeno è pure lui un prefetto, di Napoli per la precisione, e pretende rispetto! E non gli viene in mente che già chiamarlo anche solo “signore” sarebbe un’esagerazione, visto il suo stile tutt’altro che signorile!

In una successiva dichiarazione il malcapitato funzionario pubblico ha ribadito che la sua maleducazione era un “doveroso” richiamo al rispetto “delle istituzioni”. Secondo lui, sullo stesso piano delle lezioni di legalità che si fanno ai giovani. E ha aggiunto che “certe cose bisogna viverle, per capirle”. Ma in questo, almeno, il signor De Martino ha ragione. Perché bisogna vedere e sentire le registrazioni del suo comportamento, per capire che quei modi sono più consoni a un bulletto di periferia che a un prefetto di una grande città. E che effettivamente non fanno onore alle istituzioni, e nemmeno a lui.

SAVIANO
“Il prefetto di Napoli Andrea De Martino si scusi con don Maurizio Patriciello o bisognerà chiedere le sue dimissioni immediate”. “Da anni don Maurizio è presidio di legalità e umanità in terre difficilissime. Don Maurizio – conclude Saviano – è lo Stato in quel territorio”.

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7 Commenti

  1. E' questa arroganza di sapore medioevale che permea le nostre istituzioni e che deve essere abbattuta a tutti costi . L'Autorità , con la lettera maiuscola , non è mai autoritaria ma è a servizio del cittadino che è anche , non dimentichiamolo , il suo vero datore di lavoro . Non esistono le caselle di Autorità da rispettare ma uomini e donne che si rispettano . Scusate lo sfogo ma sono veramente disgustato dal filmato .

  2. Ed il giorno dopo Don Patriciello scrive in una lettera al Prefetto

    "Personalmente – scrive don Maurizio Patriciello – sono convinto che la camorra in Campania non la sconfiggeremo mai. Lo dico non perché sono un pessimista. Al contrario. Non la sconfiggeremo perché il pensare camorristico ha messo radici profondissime in tutti. Quel modo di pensare e poi di agire che diventa il terreno paludoso nel quale la malapianta della camorra attecchisce. Come ho potuto dirle in corridoio, io alle mortificazioni sono avvezzo. Spendo la mia vita di prete nella terra del clan dei Casalesi. La mia diocesi, Aversa, è quella di Don Peppino Diana. Ma io dei camorristi non ho paura. Lo so, potrebbero uccidermi e forse lo faranno. Io l'ho messo in conto fin dal primo momento in cui sono stato ordinato prete. Io spendo i miei giorni insegnando ai bambini, ai ragazzi, ai giovani che non debbono temete niente e nessuno quando la loro coscienza è pulita. Ma aggiungo che bisogna sradicare il fare camorristico sin dai più piccoli comportamenti".

    'Perché tutto ciò che uno pretende in più per sè e non gli appartiene, lo sta rubando a un altro. Perché ogni qualvolta che una persona si appropria di un diritto che non ha, sta usurpando un potere che non gli è stato dato. Tutti possiamo cadere in queste sottili forme di antidemocrazia. Ecco, signor prefetto, glielo dico con le lacrime agli occhi, lei stamattina mi ha dato proprio questa brutta impressione. Lei ha calpestato la mia dignità di uomo".

    "In mezzo a tanti problemi in cui siamo impelagati; mentre nei nostri paesi tanta gente scoraggiata non ha fiducia più in niente e in nessuno; mentre la camorra ancora ci fa sentire il suo fiato puzzolente sul collo; mentre i rifiuti tossici continuano ad essere bruciati e interrati nelle nostre terre, il signor prefetto di Napoli, mette alla berlina un prete davanti a una cinquantina di persone, perché si è rivolto al prefetto di Caserta chiamandola semplicemente signora, anziché'signora prefetto. Incredibile".

  3. Purtroppo non è incredibile, è tutto vero!
    Si tratta di una tecnica specifica che taluni adottano quando non trovano modo migliore per esercitare il loro potere sull'interlocutore. Ne sono rimasto vittima una volta sul lavoro ed è stata un'esperienza molto brutta anche perchè ero ancora molto giovane ma non l'ho più dimenticata.
    Essere sbeffeggiati pubblicamente per una idiozia proprio mentre si sta sostenendo una tesi sacrosanta…. solo una mente in perfetta malafede può fare questo.

  4. Il prefetto di Napoli Andrea De Martino, "ha sbagliato" sgridando il prete anti-camorra don Patriciello per 1essersi rivolto 2 in pubblico al prefetto di Caserta, Carmela Pagano, con un semplice "signora". Questo il commento del ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri sulla vicenda "ma – ha aggiunto -, chi è senza peccato scagli la prima pietra. Non dimentichiamo il Vangelo – ha detto – gli errori, una volta che sono riconosciuti vanno compresi e perdonati".

    Il ministro, che incontrerà don Patriciello a Roma venerdì 26, ha continuato: "Il prefetto ha usato toni eccessivi. Ma di ciò, lui stesso si è profondamente pentito e scusato. Ed è giusto pretendere delle scuse, ma non intonare il crucifige. Io stessa ho contattato don Maurizio Patriciello: lo incontrerò, per domandare scusa a nome delle istituzioni e assicurare tutta l'attenzione possibile del viminale alle emergenze della sua terra". "Però – ha concluso – dico che le persone vanno giudicate per il complesso delle loro vite e questo è un prefetto che ha dato molto al Paese". Nel suo ultimo incarico, quello di Napoli, "ha lavorato con profondo impegno.
    Intervistato il 20 ottobre 3 scorso però il prefetto De Martino, non era sembrato affatto pentito. Anzi. Aveva rivendicato la sua "sfuriata" a don Maurizio Patriciello: "E' stata una mancanza di rispetto verso le istituzioni", aveva ribadito De Martino

    • Qui si confonde il perdono cristiano con la giusta pena ( dimissioni ) per una persona che segni di pentimento non ne ha dati assolutamente , anzi .
      Se passa una cosa del genere c'è il rischio di una amnistia generale degli errori dei politici e delle istituzioni al grido di : siamo pentiti .

  5. E' evidente che sia il prefetto di Napoli che la cancellieri sono in perfetta malafede filomafiosa. Non si spiega altrimenti il contenuto delle loro parole.

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