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L’Italia torna al medioevo

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Questo è quello che resta della nostra millenaria civiltà  ? Quello che accade in Calabria oggi è sempre accaduto ma è un ulteriore segnale allarmante .Tra poco , complice la crisi economica e morale dilagante , anche la sicurezza pubblica sarà a rischio . Mi dispiace dirlo ma i giornali stanno solo distraendo la popolazione italiana … Bersani , Renzi , Grillo , Berlusconi …  Fermatevi , prendetevi qualche giorno per riflettere , lontano da ogni condizionamento e pensate … non fatevi bollire lentamente .
Riflette e dopo prendete una decisione . Gli italiani sono da sempre un popolo di ” navigatori ” . Ricordate che anche il grande genio Leonardo da Vinci alla fine emigrò in Francia dove visse , lavorò e morì nel 1519 . L’Ital ia non è mai stata riconoscente con i  suoi cittadini geni e non . Allora come oggi siamo  costretti ad emigrare per realizzare i nostri sogni .
Il testo seguente NON è tratto dal libro VOLUME  NERO come potrebbe sembrare , è tratto semplicemente da La Repubblica di oggi .

Calci, pugni, colpi di lettiga e urla fra addetti di agenzie funebri concorrenti in lite per accaparrarsi i corpi dei sei braccianti morti nell’auto investita dal treno a Rossano. La scena è andata in onda la notte, a poche ore dall’incidente, sotto gli occhi esterrefatti delle forze dell’ordine e soprattutto di amici e parenti delle vittime -tre uomini e tre donne di nazionalità romena – che gridavano “Vergogna” e chiedevano rispetto per quelle povere salme.

La scena da sciacalli è stata raccontata in parte da un video pubblicato dal “Quotidiano della Calabria”. Protagonisti i titolari e i dipendenti di alcune agenzie di pompe funebri dei paesi vicini, accorsi sul luogo della tragedia una volta allertati dalle forze dell’ordine e dai sanitari. Uno spettacolo sconfortante, scrive sulla testata calabrese il giornalista Valerio Panettieri. Quelli sono tutti miei – si sente urlare davanti alla carcassa dell’auto – . Sono stato avvisato dall’ospedale, sono arrivato per primo, se qui viene qualcuno che non è di Rossano succede un casino. Questa è roba nostra, non vogliamo gente da Corigliano o da Mirto”.

Dall’altra parte la replica: “No, facciamo uno a testa”. Poi gli spintoni e la rissa. Quando lo scontro sembrava essersi placato , mentre si trasportava una delle salme, il titolare di una delle agenzie ha dato nuovamente in escandescenze. I portantini hanno perso l’equilibrio, facendo cadere a terra dalla barella il corpo che vi era adagiato. A quel punto, gli amici e i parenti delle vittime hanno cominciato ad urlare. “Vergognatevi, questo è il mio sangue, non sono dei cani questi sono esseri umani”. La situazione è rimasta tesa fin quando le auto con a bordo i corpi dei sei lavoratori non si sono allontanate, inseguite ancora dalle grida: “Sciacalli, sciacalli!”.


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3 Commenti

  1. Questo episodio fa' vergognare,ma per me è niente rispetto alle risate di quell'imprenditore la notte del terremoto dell'Aquila,che pensava ai ricchi appalti che avrebbe avuto,mentre sotto le macerie c'erano oltre trecento morti.
    Ma se lo si osserva da un'altra angolazione si puo' dir che in Italia ci sono ancora persone di cuore e persone non-violente.
    Perche' i parenti e gli amici delle vittime dell'incidente in Calabria non hanno malmenato gli avvoltoi delle pompe funebri.

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