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Crisi : in italia gli emigrati superano gli immigrati

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Appena pubblicato l’articolo in questione mi è arrivata questa terribile testimonianza di emigrazione forzata che non posso non pubblicare :


Ieri, 42000 euro da Equitalia,nessun debito con altri enti ne privati,l’ importo da versare sarebbe di 17500 euro, tutto il resto è lo stesso che la regione Lazio paga per pagare le prostitute di stato e galoppini del Berlusconi.


Chiuderò, però a testa alta, i miei tre operai li ho liquidati e ho sempre pagato tutto , per farlo ho tralasciato i miei contributi, ora la pago cara.


Me ne vado in Mexico da mio padre che già se ne andò nel 2000.Qui dovrò lasciare mia figlia di 6 anni.


su Artigiano suicida dopo cartella Equitalia da 30 000 euro e pignoramento casa

È accaduto in Portogallo, poi in Spagna, ora accade anche in Italia. Tre paesi coinvolti duramente dalla crisi economica che fino al 2010 comunque attraevano migranti in cerca di lavoro. Oggi, invece, la situazione si è ribaltata perché nel 2011 la nostra penisola da Paese di immigrazione è tornata ad essere Paese di emigrazione. Le cifre sono chiare: lo scorso anno sono arrivati appena 27mila stranieri mentre hanno fatto le valigie per l’estero 50mila italiani. Uno scenario impensabile anche solo in tempi recentissimi: dal 2002 al 2009 ha varcato la frontiera italiana una quota oscillante tra i 350mila e i 500mila migranti l’anno.

Le prime avvisaglie di questo fenomeno erano palesi già nel 2010, quando il saldo tra stranieri che entravano e stranieri che uscivano dall’Italia era sceso bruscamente a 69mila unità. Ma è quest’anno che si registra per la prima volta una crescita zero dell’immigrazione (+0,5%): al primo gennaio 2012 gli stranieri in Italia erano 5 milioni 430mila contro i 5 milioni e 403mila rispetto a un anno prima. Secondo l’Ismu questo non significa che poco a poco gli stranieri smetteranno di venire e abbandoneranno gradualmente il Belpaese: i residenti non italiani aumenteranno anzi di 6 milioni entro il 2041, passando a rappresentare dall’attuale 8% della popolazione al 18%. Con questi numeri, però, è possibile archiviare per sempre la crescita tumultuosa del numero di migranti, l’allarme immigrazione, l’epoca delle sanatorie e della paura dello straniero cavalcata anche da alcune forze politiche.

Ma è l’intera Europa ad essere diventata poco attraente per gli stranieri. Lo spiega Kurosh Danesh, responsabile del Comitato nazionale immigrati alla Cgil: «La mappa mondiale della migrazione sta cambiando radicalmente. Prima l’80% del flusso migratorio partiva dal Sud per raggiungere il Nord. Oggi un terzo si sposta all’interno dei Paesi più poveri, un terzo continua a voler raggiungere i Paesi più ricchi, e la novità è quel terzo che dai Paesi più ricchi si sposta nei paesi emergenti. Oggi molte nazioni sudamericane, ma anche la Turchia, hanno un tasso di crescita maggiore di molti Paesi europei e non esiste un indicatore più preciso del fenomeno migratorio per capire come si sta spostando l’economia mondiale. L’Italia come altri Paesi europei ha smesso di essere un luogo dove molti migranti vorrebbero dirigersi».

Fonte : Huffington Post 


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4 Commenti

  1. Questo dramma economico in alcuni paesi europei secondo me è dovuto al fatto che da quando esiste la moneta unica denominata €uro di conseguenza, e praticamente, ogni Stato aderente non ha più una moneta sovrana. Quindi gli Stati aderenti sono soggiogati all'acquisto del denaro sul quale poi si deve pagare un interesse di prestito pari al 6%. Questo rallenta così l'economia o addirittura blocca l'economia di quei paesi come l'Italia che avendo nel tempo avuto una classe politica che non si è mai preoccupata del benessere della propria popolazione ma piuttosto ha mantenuto un sistema economico falsato da spese maggiori delle entrate, vitalizi politici improponibili e offensivi per chi lavora veramente per mantenere una vita decente, sprechi, corruzione, incomprensione, abusi, ecc. ecc. ecc….. In questo complesso sistema le banche sono sempre più restie ad elargire soldi a piccole e medie imprese, che hanno sempre retto economicamente il sistema Italia, ed anche ai privati, con il conseguente risultato della mancanza quasi totale di credito al consumo, di investimenti di ogni genere e qualsivoglia altra cosa legata al vil denaro. Inoltre, per pagare gli interessi del denaro che il sistema moneta unica presta a Paesi come l'Italia, i governi hanno bisogno di aumentare le tasse ed inventarsene di nuove; il tutto con la totale noncuranza della classe politica alla quale sembra non interessare affatto la possibilità di rinunciare a qualche privilegio, anzi sembra che per il sistema italiano è più facile aumentare i privilegi di un parlamentare proporzionalmente ai sacrifici di chi paga le tasse per mantenerli. Come si fa ad andare avanti in questo modo? Che interesse c'è ad investire dove non puoi lavorare ed è forse più facile perdere quello che si è costruito nel tempo con sacrificio. E' normale che la propensione ad andare via dall'Italia sia più forte che in passato. Ormai il Vecchio Continente è proprio VECCHIO. Cambierà qualcosa o saremo costretti ad andare via in cerca di fortuna altrove??? Io scelgo il BRASILE che un pò conosco già….e voi lì, mi accoglierete?

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