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Il fantasma di Kafka aleggia nella prefettura di Natal

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Nemmeno i re avevano l’ardire di nominarsi tali , invocavamo il supremo potere divino . Famosa la frase : Dio me l’ha data guai a chi la tocca pronunziata da Napoleone Bonaparte la domenica del 26 maggio 1805 quando cinse la “corona ferrea” per l’incoronazione a re d’Italia, avvenuta nel duomo di Milano.


Questo non vale per i dipendenti pubblici che lavorano alla Prefettura di Natal i quali , unici nel panorama mondiale , sono autoreferenziali . Hanno ragione per definizione . Un qualsiasi loro atto è dogma o si accetta per fede o bisogna iniziare uno scisma . 

Ma veniamo ai fatti . Da qualche mese è cambiata la modalità con cui il contribuente che voglia acquisire un immobile paga le tasse di passaggio di proprietà o ITIV come si dice in Brasile .Prima ci si recava all’ufficio tributi con i dati forniti dal notaio e dopo qualche settimana si ritirava la cartella di pagamento. La tassa di trasferimento dipende ovviamente dalla valutazione dell’immobile fatta da un dipendente della prefettura .

Oggi è fatto tutto via internet . Tuttavia al momento in cui viene comunicata la stima appare una domanda : se il contribuente accetta o meno tale valutazione . Avendo già trattato un analogo immobile nello stesso edificio l’anno prima sono stato sorpreso dallo scoprire che la valutazione , un anno dopo , era aumentata del 64% !!! 

Bisogna anche considerare che il notaio calcola  le sue spese in proporzione al valore stimato dalla  prefettura e pertanto anche le spese notarili aumentano del 64% .  

Per farla breve sono andato di persona all’ufficio tributi dove però mi è stato comunicato che il valutatore era presente in ufficio dalle 8 alle 9 solo di alcuni giorni . Pazientemente ho atteso giorno ed ora e sono ritornato all’ufficio . Dopo circa mezz’ora di attesa , a sportello vuoto è apparso un anziano signore  con una camicia bianca a cui ho mostrato la valutazione fatta per lo stesso immobile  l’anno prima per un valore quasi metà . Allora lui mi ha detto che la sua valutazione era basata su una analoga fatta pochi mesi prima ( da lui stesso !!) solo aumentata del 5% perchè ” tutto aumenta ” .Insomma una classica situazione kafkiana in un ambiente , ve lo assicuro , da film di Fellini .

Alla mia replica che la valutazione va fatta su parametri oggettivi ha replicato che se non ero d’ accordo dovevo entrare con un processo di reclamaçao  allegando la documentazione a sostegno della mia tesi . E’ inutile dire che ho chiesto di incontrare la responsabile che abbiamo cercato inutilmente in tutto l’edificio salendo e scendendo enormi scale che si aprivano all’interno di un patio centrale adornato da due enormi palme .

Ad un certo punto ,abbastanza affaticato , mi sono dovuto fermare in cima alle scale e ha una porta ne è uscito l’anziano signore in camicia bianca : il valutatore . Come è arrivato qui mi sono chiesto ? Che esista un ascensore interno  solo per i funzionari ? Con questa domanda ho mollato la mia ricerca mentre il caldo torrido all’uscita  mi piegava le gambe . 
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2 Commenti

  1. Forse non ricordi più, ma in Italia non è molto diverso, capitano le stesse cose che hai descritto se hai la disavventura di entrare in un Ufficio della Agenzia delle Entrate. Ciao

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