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Approvata risoluzione che obbliga i cartori a convertire in matrimonio le unioni stabili tra persone dello stesso sesso

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SAO PAULO, 14 Mai (Reuters)O Conselho Nacional de Justiça (CNJ) aprovou nesta terça-feira uma resolução que obriga os cartórios civis a celebrar o casamento civil ou converter a união estável em casamento entre pessoas do mesmo sexo.

A proposta, apresentada pelo presidente do Supremo Tribunal Federal (STF) e do CNJ, ministro Joaquim Barbosa, foi aprovada pela maioria do plenário, mas não é uma lei, uma vez que teria que tramitar no Congresso Nacional.

De acordo com o site do CNJ, o conselho se baseou no julgamento do STF, que considerou inconstitucional a distinção do tratamento legal às uniões estáveis homoafetivas, e na decisão do Superior Tribunal de Justiça (STJ), que julgou não haver obstáculos legais à celebração da união entre homossexuais.

Para Barbosa, é injustificável a recusa de cartórios de registro civil em converter uniões homossexuais em casamento civil ou expedir habilitações para essas uniões, e que não há razão para discriminação.

“O STF afirmou que a expressão da sexualidade e do afeto homossexual não pode servir de fundamento a um tratamento discriminatório, que não encontra suporte no texto da Constituição Federal de 1988. O passo já dado pelo STF não pode ser desconsiderado por este Conselho Nacional de Justiça”, afirmou ele, de acordo com o site do CNJ.

A resolução determinou ainda que qualquer descumprimento da resolução deverá ser comunicado imediatamente ao juiz corregedor responsável pelos cartórios no respectivo Tribunal de Justiça.
Na América do Sul, apenas Uruguai e Argentina já aprovaram uma lei que permite o casamento entre pessoas do mesmo sexo.


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5 Commenti

  1. L'ennesima dimostrazione che il Brasile si avvia ad essere veramente "il paese del futuro".
    Non vedo l'ora di ottenere il doppio passaporto per poter finalmente dire di essere cittadino di un paese che riconosce uguali diritti a tutti i sui cittadini.
    Con una punta di polemica, saluti a tutti.
    Yuri.

    • Io, invece, fosse in lei, sig. Yuri, ci andrei piano con questo suo entusiasmo riguardo a certi diritti e liberta' brasiliane. Il Brasile ufficiale non tollera rimanere indietro a paesi "liberali" come l'Olanda o la Svezia e inoltre si lascia facilmente condizionare da pressioni che arrivano dall'estero, soprattutto dall'Europa e dagli Stati Uniti. Quindi certe "novita'" come il sistema di "quotas" per neri nelle universita' e in organi pubblici, il matrimonio gay e prossimamente, a quanto pare, anche la liberazione della maconha o cannabis (è da un po' che ne parlano) vengono un po' alla volta adottate in questo paese, senza che si prendano il disturbo di domandare al popolo brasiliano che cosa ne pensa. Ed è qui che risiede l'errore in cui uno straniero può facilmente inciampare. La societa' brasiliana è piuttosto conservatrice e poi negli ultimi decenni c'è stato un exploit delle chiese evangeliche che hanno rafforzato certi principi religiosi. Percio' non basta quindi seguire la legge del Brasile ufficiale, bisogna tenere conto e comportarsi anche di accordo con il Brasile non ufficiale, altrimenti uno puo' andare incontro a dei grossi guai.

  2. Buonasera sig. Martins, mi riferivo solo a questo particolare caso, ed il mio commento era, come da me scritto, volutamente polemico.
    Non conosco le dinamiche che hanno portato il CNJ a prendere questa decisione, ritengo peró che uno stato civile debba in ogni caso difendere e rendere uguali i diritti per tutti i sui cittadini.
    Per quanto riguarda la legalizzazione delle droghe leggere, credo sia un discorso diverso, non ho nulla in contrario anzi, vivendo in Olanda posso garantirle che i vantaggi sociali sono notevoli, ma non lo ritengo un diritto inalienabile.
    Grazie e saluti, Yuri.

  3. Caro sig. Yuri
    E' ovvio che su tutti i problemi che Lei giustamente retiene polemici non ci sia unanimita' fra la gente, sia che si tratti di matrimoni gay, di legalizzazione delle droghe leggere o di altro. Ma proprio per quello io ritengo che tali argomenti debbano essere discussi da tutti e sottoposti a plebiscito o a referendum come anzi si faceva un tempo in Italia e si fa ancora più spesso in Svizzera e non da un gruppo ideologico che mantiene in un dato momento il potere in mano nel senso che ha una solida maggioranza in Parlamento, lo fa approvare e lo impone a tutta la societa'.
    Nel caso specifico del Brasile, le dinamiche che hanno portato il CNJ a prendere quella decisione, c'è il fatto che in Brasile vi è una guerra non dichiarata ma evidente fra il potere legislativo e quello giudiziario, che si è aggravato dopo le note viccende del "mensalao" (non so se Lei anche da lontano ne avra' sentito parlare), ragion per cui il CNJ ha tirato in ballo la faccenda del matrimonio gay, probabilmente per far dispetto ad un deputato chiamato Marcos Feliciano, di tendenza "cristiano evangelica" e a capo di una commissione alla camera e che si era reso noto per le sue posizioni "antigay". E così grazie e tutti questi litigi e gioccheti fra i poteri capita ai brasiliani di dover assorbire posizioni altrui senza aver il diritto di manifestarsi a proposito. Bella la democrazia!

  4. Sig. Martins
    Non avevo sentito parlare del mensalao, la ringrazio per avermene parlato.
    Certo sarebbe stato meglio che una questione importante come quella della paritá dei diritti fosse stata discussa per una reale presa di coscienza da parte della politica, detto questo il risultato non cambia, la ritengo comunque una grande vittoria del diritto.
    Mi consenta di farle un appunto, non ritengo sia necessario un plebiscito per riconoscere ad una minoranza la parita di un diritto, le ripeto che ritengo la legalizzazione delle droghe leggere differente dalla questione del matrimonio gay. Mentre le droghe leggere sono illegali per tutti, il matrimonio viene negato solo ad un determinato gruppo sociale, non é quindi la stessa cosa. Qualora le droghe leggere venissero legalizzate ció accadrebbe per tutti i cittadini, é quindi altrettanto lecito sperare che ció avvenga anche per un diritto acquisito come il matrimonio.
    Grazie, Yuri.

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