Home costo della vita Vado a vivere a Londra … o no ?

Vado a vivere a Londra … o no ?

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Riporto questa esperienza di vita di Annalisa , una giovane donna italiana che dopo aver trascorso 15 anni a Londra ha deciso di trasferirsi a Siena assieme al marito inglese ed ai due figlioletti . L’articolo ci fa capire come sia difficile adeguarsi negli altri paesi e come sia superficiale ritenere che i Paesi europei , anglosassoni in particolare , siano superiori in educazione , sanità e sicurezza sociale  


L’articolo originale lo trovate sul blog di Laura Gargiulo  http://www.myplaceintheworld.it

Ciao, Laura.


Vengo a raccontarti questa storia londinese che non è esattamente quella che magari la gente si aspetta.
Io ho vissuto per 15 anni a Londra , e devo dire che in questi anni ho visto tutto il negativo della capitale, dato che sia il sistema scolastico che quello sanitario in Uk hanno grossissimi problemi, e poi bisogna guardarsi le spalle nei mezzi pubblici e per la strada, nei negozi ecc, dato che mi sono svaniti due borselli e che solo due anni fa ci hanno saccheggiato il nostro storage space di Pimlico (i proprietari dello storage sono entrati ed hanno preso tutto, quadri, abiti, soprammobili di valore, mobili e tappeti).

E pensa che io sono stata fortunata per i soldi, in quanto sono andata da Siena con mio marito inglese ed avevamo casa e lavoro, e qualche amico di mio marito, anche se in altre zone di Londra. Ma avere due bimbi piccoli, di cui il secondo nato dopo la mia pre-eclampsia (gestosi) ed essere senza la mia famiglia o quella di mio marito, sparsa per tutta l’Inghilterra è stato molto difficile, tanto che sono entrata in depressione. Avere aiuti da babysitter costa moltissimo e non sono potevo contare su nessuno tranne mio marito ma solo dopo le ore 18 al rientro dal lavoro.


Fare amicizia a Londra è difficilissimo, se sei una mamma che spende tante delle sue giornate con i bambini e il suo unico luogo d’incontro è magari la toy library…Ho spesso invitato madri e bambini a casa nostra ma non siamo mai stati invitati . Ho fatto amicizia negli ultimi anni con alcune madri italiane che però abitavano lontano da noi,e comunque due di loro sono rientrate in Italia mentre noi eravamo ancora a Londra, Marta a Genova con i tre bambini e il marito, e Mina a Latina (fondi) con marito e due figli.

Il fatto è che Londra non è una città a misura di teenager. A gennaio nella nostra zona , PImlico , una delle zone-bene di Londra, è accaduto uno degli omicidi più efferati di questi anni, solo uno dei tanti accoltellamenti degli ultimi anni, decine di ragazzi tra gli undici e vent’anni sono rimasti vittime di questo orrendo fenomeno,(link di quel fatto: http://www.dailymail.co.uk/news/article-2269341/Pimlico-stabbing-Teenager-16-heard-screaming-life-killed-sword-wielding-gang.html )


Solo quando mio figlio aveva 11 anni ed era a scuola come ogni giorno, ricevo un sms dove mi dicono ”Signora, è accaduto un accoltellamento nel cortile della scuola di suo figlio, ma non si preoccupi, non è suo figlio…
(questo è un episodio diverso, non quello che leggi nel link).
Cioè, te mandi tuo figlio a scuola e ti mandano un sms così…IO NON VOGLIO mandare mio figlio in un posto così , non voglio vivere nell’angoscia di cosa accade in una scuola mentre c’è mio figlio!!!Ma siamo impazziti?

A Siena sono al liceo Galilei tutti e due, una scuola pulita, ottima, con insegnanti splendidi. I ragazzi si comportano bene e vengono incoraggiati a suonare strumenti, a studiare le scienze, ad approfondire materie di tipo letterario e scientifico, una preparazione accademica ottima.

Mio marito ha deciso anni fa di cambiare carriera , da programmatore di computer molto pagato dalle banche come contractor ha deciso di seguire il suo sogno e divenire insegnante. Oggi insegna inglese nelle scuole private di Siena, in una scuola che si chiama New Oxford School e dove lavorano peraltro tanti inglesi e americani madrelingua (che non vorrebbero mai lasciare la Toscana!!!)
Cinque anni fa aveva deciso di insegnare matematica e si era iscritto al corso di teacher training a Londra , visto che la sua laurea era in matematica pensava fosse la cosa migliore. Fortunatamente il teacher training gli ha aperto gli occhi dalla prima settimana: lo hanno mandato a fare pratica in una delle tante scuole secondarie del centro di Londra, avvisandolo che non sarebbe stato facile. E non lo è stato.

Si è ritrovato in una classe di 29 ragazzi di 14 anni che se ne sbattevano della matematica, che non alzavano il capo dal banco e dal cellulare ed ignoravano qualsiasi cosa gli venisse chiesta, maleducati, sboccati e aggressivi tra di loro e con gli insegnanti. Rob ha incontrato nelle stanze della scuola altri insegnanti che, oltre a dirgli che non riuscivano ad arrivare a fine mese con lo stipendio e di dover vivere in zona tre o quattro causa gli affitti inpossibili  delle abitazioni delle zone una o due, gli hanno pure detto che odiavano il proprio lavoro e che dormivano in gran parte solo grazie agli psicofarmaci…

Rob ha deciso che lui non voleva divenire come loro. E infatti ha deciso di prendere il CELTA ed insegnare in Italia.

Rientrando quattro anni fa, ci siamo resi conto che l’esterofilia italiana è pazzesca, e quando io parlo delle mie esperienze (non solo queste, ma anche cose tipo la mia application per un passaporto Uk che non è mai stata accettata, pur avendomi preso 150 sterline che non mi sono mai state restituite, e molte altre cose burocratiche assurde), gli italiani dicono:”Ma Londra è così bella”. Certo, in vacanza è splendida, ma a viverci scopri che è una città di gente che il sabato prende sbornie colossali in qualsiasi ambiente (io sono giornalista e alla Press Association era imbarazzante vedere quanti colleghi alle feste non arrivavano alle sette e mezzo senza una sbornia) e dove la cultura dell’alcol è’ un must, per adulti e per ragazzini piccoli…

E’ una città inquinata, la capitale con l’aria peggiore d’europa, caotica per il traffico e per i turisti che sono troppi, una città stressante e menefreghista, costosa come nessun altra in europa.
Noi abbiamo una casa in centro a Pimlico e paghiamo oltre 5 mila sterline all’anno tra tasse e prezzi di gestione..Altro che IMu. Ed è una casa di 80 metri quadrati scarsi, pur se con giardinetto.
E’ una città dove nessuno ti guarda se cadi perché sei inciampato nel marciapiede con la carrozzina, una città dove se muori per strada nessuno ti chiama l’ambulanza, una città dove mio figlio a 10 anni venne investito da un furgone mentre andava a scuola in bici e il furgone non si fermò, per fortuna lui stava bene, ma…Ovviamente non sto dicendo che tutte queste cose non potrebbero accadere in un altro paese, ma mi arrabbio quando certa gente parte alla volta di Londra pensando che tutto lì sia perfetto e che tutto funzioni, soprattutto le scuole e il sistema sociale…Cosa totalmente sbagliata, considerato che ho ad esempio due amiche divorziate da anni che non riescono a sopravvivere perchè nessuno chiede agli ex mariti di pagare quello che spetta loro, e considerato che la preparazione accademica e la disciplina lasciano molto a desiderare, ma anche e soprattutto il modo in cui i posti a scuola vengono assegnati nelle scuole pubbliche dove tutti vogliono andare, e non sono molte nella capitale…

Ovviamente Londra è bella, vi sono mostre ed eventi stupendi, è stimolante e interessante, e posso dirlo con cognizione di causa dato che per anni ho mandato corrispondenze a D La repubblica delle donne sugli eventi londinesi, e continuo a farlo per Nigrizia…Ma purtroppo per stare bene in una città ci vogliono altre cose. E quelle negli ultimi anni sono venute a mancare. Tra cui il lavoro, dato che molti rientrano in questo periodo da Londra perchè i prezzi continuano a salire e i posti di lavoro sono molto diminuiti: i disoccupati sono milioni, e c’è gente inglese che parte per l’Australia sperando di trovare una situazione economica migliore.


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5 Commenti

  1. Beh la signora mi pare un pò eccessiva nelle sue valutazioni.
    Londra è una città che offre tantissimo, molto di più di qualsiasi città italiana, anche a livello di civiltà.
    I difetti..ok..
    -l'aria inquinata… farsi un giro a milano per favore..si rischia di soffocare
    – l'alcool giovanile e l'ignoranza dei ragazzi.. farsi un giro il sabato sera nelle discoteche, o andare all'uscita di una scuola a chiedere la capitale della Svizzera..
    – l'essere "anonimi". Questo lo considero personalmente un vantaggio, visto che non sopporto il vizio italico di farsi sempre gli affari altrui.
    – la criminalità… vogliamo scherzare? Se qua in italia provo a uscire senza aver chiuso porte blindate e messo antifurto, al mio ritorno non trovo neanche un paio di mutande
    – il costo della vita.. perchè, in italia non costa?? forse al sud, ma al centro nord, i prezzi sono paragonabili ormai a Londra

    Credo che la signora sia stata vittima della sua depressione.

    Saluti,
    luca

    • A mio avviso, la signora Annalisa al Brasile non ci pensa neanche, tanto più che adesso si è gia' sistemata a Siena e sembra essere assai contenta. Poi alle donne europee e nel caso, italiane, il Brasile non piace, tanto è vero che sono rarissimi i casi di donne italiane sposate con brasiliani o che si siano comunque trasferite in Brasile, al contrario dei maschi italiani. Penso che sia una questione culturale – probabilmente vedono il Brasile un po' troppo selvaggio – ma anche questioni legate al consumo. Il Brasile ha di tutto ma li manca la qualita', a cominciare dal cafezinho…

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