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Italia in bancarotta tra sei mesi ; ora lo dice anche Mediobanca

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In un post del 6 Marzo intitolato : “L’Italia è fallita , fatevene una ragione “avevamo avvertito i lettori della imminenza della catastrofe . Molti si sono risentiti accusandoci di allarmismo come l’amico Francesco ( leggi i commenti ) .


Oggi Mediobanca non solo dice le stesse cose ma addirittura fissa anche il termine temporale  di sei mesi per la catastrofe . Sei mesi , per chi deve salvarsi , è domani ! 

Bussare alle porte dell’Europa significa rinunciare alla propria indipendenza : guardata cosa sta accadendo silenziosamente in Grecia letteralmente svenduta a pezzi .


Attenzione a non farsi prendere dalla sindrome del Titanic : troppo grande per affondare … ma anche troppo grande per impedirne l’affondamento ! 









L’Italia ha sei mesi di tempo per evitare di dovere bussare alla porta dell’Europa e chiedere un piano di salvataggio. L’allarme arriva da un rapporto di Mediobanca securities, citato oggi da Stefano Feltri sul Fatto Quotidiano. Secondo la controllata londinese della banca, il Paese deve al più presto ritrovare la via della crescita servendosi delle riforme varate dal governo Monti, altrimenti l’aggravarsi della crisi, scrive l’analista Antonio Guglielmi, “potrebbe costringere il Paese alla richiesta di salvataggio”.

Secondo il report la situazione è persino “peggiore” a quella del 1992 anche perchè l’Italia “non può più contare sulla leva della svalutazione”.


Il rapporto di Guglielmi sottolinea un fenomeno inquietante: di recente sul mercato in vari momenti (anche ieri) il rendimento dei Btp ha superato quello dei Bot di pari durata. Perché i mercati chiedono un interesse più basso per un Bot che dovrà essere rimborsato tra sei mesi rispetto a un btp ventennale emesso 19 anni e sei mesi fa? “Questa differenza di rendimento non ha alcuna ragione di esistere a meno che i mercati non stiano facendo differenza tra i bond a rischio ristrutturazione (Btp) e quelli non soggetti a ristrutturazione (Bot e strumenti di mercato monetario)”. Traduzione: gli investitori si aspettano che nei prossimi sei mesi l’Italia possa dichiarare una parziale bancarotta sul suo debito.

I rimedi. Per invertire la rotta, e dare una sforbiciata pesante agli oltre 2000 miliardi di debito pubblico, il report valuta si possano reperire fino a 75 miliardi “senza danneggiare i consumi”. Da un innalzamento delle aliquote sulle rendite finanziarie, con esclusione dei titoli di Stato, a un prelievo una tantum al 10 per cento più ricco della popolazione – con un patrimonio superiore a 1,3 milioni di euro, da cui si potrebbe ottenere, secondo Guglielmi, fino a 43 miliardi di euro. Altri 20 miliardi potrebbero essere recuperati dai capitali nascosti in svizzera. Due miliardi, infine, da un condono edilizio.

Tempi stretti. Una sorta di ultimatum, quello lanciato dal report, che arriva mentre il governo si appresta a rinviare proprio in autunno tutte le principali inizative economiche, dal blocco dell’innalzamento dell’iva, alla rimodulazione dell’Iva, fino a una più incisiva riforma del mercato del lavoro, per la quale il ministro Giovannini non è riuscito a reperire le risorse già a giugno. Il tutto, mentre la cornice europea e mondiale rischia di infuocarsi. Dalla nuova esplosione della crisi greca (e anche da Cipro nei giorni scorsi sono suonati diversi campanelli di allarme), alla possibile chiusura progressiva dei rubinietti della Federal Reserve, annunciata tre giorni fa da Ben Bernanke. Segnali di incertezza e preoccupazione che potrebbero impattare direttamente sullo spread.

Ecco perchè la politica del “ne riparliamo” messa in atto dal governo Letta, fra qualche mese, potrebbe presto diventare carta straccia. Perché tra qualche mesi potremmo avere altro di cui parlare.

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12 Commenti

  1. di sicuro questo articolo non e un novita ed e ricorrente e purtroppo e la sana verita.l'Italia oramai ha troppo debito non in valore assoluto ma rispetto al PIl.il famoso 129% di debito/PIl.
    quando la troika ha imposto la ristrutturazione alla grecia,hanno bene scritto e detto che sopre un tasso del 120/124% del debito PIl e IMPOSSIBILE tenere e ristrutturare sul lungo termine un paese.tutto il resto e aria fritta.in questi ultimi 2 anni,l'italia e la BCE hanno solo comprato tempo ma non curato.
    un'altro dato molto importante ma che non e molto pubblicizzato e che oramai il 65% del debito italiano e in mano italiana rispetto a un 50% di qualche anno fa.
    piano piano questa percentuale sta aumentando ed e la prova che i fondi steri se ne vanno dal debito italiano.piu questa percentuale del debito in possesso degli italiani aumenta e piu e probabile un default imminente.
    secondo me,visto che non si puo piu svalutare la moneta,la germaia e la BCE fara nascere un euro debole per i cosidetti paesi PIGS che sara svalutato rispetto all'euro piu forte del nord europa.
    e questione di tempo ma l'epilogo e gia scritto purtroppo e anche una patrimoniale ecc… come dice l'articolo puo solo comprare ancora un po di tempo ma non risolve nessun problema in modo definitivo.
    saluti

  2. come predicato da alcuni, la bancarotta potrebbe essere la strada più breve per la ripartenza; rabbrividisco al pensiero, ma forse è meglio che fare la fine della rana bollita.

  3. Mentre il Governo si trastulla aspettando Godot, l'Italia rischia il default. Bisogna agire al più presto con la ristrutturazione del debito. Gli interessi chiesti dal mercato sui nostri titoli di Stato decennali sono aumentati del 10% nelle ultime due settimane. Lo spread è tornato a circa 300 punti, ai livelli di settembre del 2012, e il suo rialzo è appena iniziato perché il mercato dovrà digerire molte brutte notizie per l’Italia.
    La prima notizia. La "droga" monetaria fornita dalla FED negli ultimi anni ad un ritmo di 85 miliardi di dollari al mese e di acquisti di titoli di Stato stampando moneta è finita. L’annuncio di Bernanke è stato una doccia fredda per i mercati. L’economia americana è ripartita a tal punto da non richiedere più il sostegno della FED che ora è preoccupata di frenare l'inflazione. I rendimenti sui titoli di Stato sono destinati ad aumentare: il decennale americano è arrivato a 2,5% di interesse: il più alto incremento di rendimento settimanale dell’ultimo decennio. Anche il Bund tedesco ha aumentato i suoi rendimenti e allora perché si dovrebbero comprare titoli di Stato italiani se economie molto più solide offrono sempre maggiori rendimenti? L’Italia è vittima del suo ritardo perché non ha agito sul debito pubblico durante gli anni della politica monetaria favorevole degli Stati Uniti. E' scontato che i rendimenti dei titoli di Stato di molti Paesi ripartiranno rendendo di difficile collocazione i nostri titoli.
    La seconda notizia. Nei mercati emergenti, dal Brasile alla Cina, l’economia sta rallentando. Una doppia brutta notizia, sia per la nostra economia che vive di esportazioni verso questi Paesi, sia per la fuga di capitali dai mercati emergenti verso gli Stati Uniti che costringerà le loro banche centrali ad alzare i tassi di interesse, come ha fatto l’Indonesia. Un'ulteriore concorrenza per i nostri titoli.

  4. La terza notizia. Tutta la periferia d’Europa porta pessime nuove per l’Italia. Il rendimento dei titoli decennali portoghesi è schizzato al 6,6% contro 5,2% di inizio giugno. Stessa cosa per quello irlandese arrivato al 4%. L’Irlanda deve finanziarsi sul mercato per restituire a dicembre 2013 i 67,5 miliardi di euro di prestiti europei per il salvataggio delle sue banche. Ed è di 78 miliardi di euro il conto che il Portogallo deve rimborsare entro giugno 2014. Portogallo e Irlanda rischiano di dover presto ristrutturare il debito con l’Europa. Mentre l’Italia sta decidendo il da farsi con annunci propagandistici, gli altri Paesi non solo hanno chiesto aiuti, ma stanno già rinegoziando le condizioni di tali aiuti, in sostanza la ristrutturazione del loro debito. Cipro ha chiesto di ridiscutere il suo salvataggio di 17,5 miliardi di euro che include la tassazione sui depositi bancari. In Grecia c'è la crisi di Governo. Se si aggiunge la probabile ristrutturazione del debito in Argentina, la parola tanto temuta in Italia: "ristrutturazione del debito" è all’ordine del giorno. Ristrutturare il debito, quindi deprezzare i nostri titoli di Stato e farlo ora, il più presto possibile, per l’Italia significa scaricare il 35% delle perdite all'estero Attendere che tutto il debito sia in mano italiana, facendolo comprare alle nostre banche, prima di ristrutturarlo vuol dire fare un enorme favore alla Germania e alla Francia che ne posseggono una gran parte, non certo agli Italiani che si troverebbero a sostenere tutte le perdite, esattamente come successo ai greci.
    La quarta notizia. Quando lo stanziamento di 60 miliardi di euro per ripulire i bilanci delle banche sembrava acquisito con l'Unione bancaria, i partner europei si sono arenati. La Germania pretende che prima di attingere al salvadanaio europeo ogni governo contribuisca con il 20% del costo e le banche delle singole nazioni aumentino il patrimonio con la conversione di strumenti di debito in titoli propri o la imposizione di perdite che potrebbero includere i depositi bancari. Se ipotizziamo 20 miliardi di euro per "ripulire" le banche italiane, arrivate a 140 miliardi di euro di sofferenze (ndr; crediti difficilmente o non esigibili), significa che la metà dovrà metterla l’Italia tra governo centrale e privati.
    La Spagna ha ottenuto sostegni europei per 100 miliardi di euro per le banche in difficoltà. L'Italia è inerte. Aspettando Godot, l'Italia avrà come unico risultato l'aumento del costo del suo salvataggio che sarà fatto interamente sulla pelle dei cittadini. Come? E’ quello che stanno decidendo. Se con una mega patrimoniale, con un'ulteriore austerity o mettendo le mani sui depositi bancari. Chi è responsabile al governo di una strategia così miope? C'è qualcuno a Palazzo Chigi?
    Il tempo e’ una risorsa preziosissima che si sta lasciando trascorrere senza agire. Questo atteggiamento non farà altro che aumentare il costo che la crisi presenterà agli italiani. Le stime dei conti pubblici del Governo prevedono una crescita negativa del PIL di meno 1,3% per il 2013. In realtà nella prima metà del 2013 l’Italia ha viaggiato a meno 2,4% ed è probabile che si chiuda l'anno con meno 3%. Qualcuno sano di mente può credere che l’Italia possa crescere dell'1% nella seconda metà del 2013 come prevedono Letta&Alfano? L’Italia è avviata verso una manovra di aggiustamento dei conti pubblici di almeno 20 miliardi (che potrebbero raddoppiare) dopo l’estate. Altro che permesso dell’Europa di sforare il 3% di deficit. Altro che rinvio dell’IMU. Aspettando Godot l'Italia muore.

    • Mitico questo video. Moltissimi italiani che pur vivono in Italia non sanno cosa sia il signoraggio bancario europeo, di chi sia la Banca d'Italia, chi siano e cosa facciano in realtà Letta e Monti, chi comandi realmente in Europa e in Italia. Per questo dire le cose come stanno, addirittura in Parlamento, suona quasi strano e suscita l'ira della casta che si nasconde dietro all'appellativo di "signore" usato per il loro presidente per far trapelare il malcelato disaccordo.
      Povera amata Italia, che fine e che pena.

  5. Si Stefano, e dopo aver dato fiato alla macchina del fango messa in atto dai partiti italiani dicci tu a chi altro pensi di poter credere in Italia o in Europa se non a quei 100 giovani validi appena entrati in parlamento?? Vatti a vedere i video dei loro interventi in aula invece di pensare a casaleggio.

  6. Non mi sembra che Casaleggio possa essere considerato come un male assoluto o un personaggio che vuole affondare l'attuale sistema democratico…….attuale sistema capace solo di creare corruzione, inciuci tra destra e sinistra, politici incompetenti capaci di vendersi pezzi d'Italia per qualche briciola di potere che li fa rimanere attaccati alla poltrona….. se l'attuale democrazia continua a creare i vari Scilipoti e i Razzi….che qualcuno ci salvi da questo sistema democratico
    https://www.youtube.com/watch?v=_odaCKPdg5k

    http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/388745/nobile-sen-razzi-mission-impossible.html

    Sarebbe meglio che gli Italiani si facessero un bell'esame di coscienza e uscissero dalle barricate della destra e sinistra e incominciassero ad unirsi in un'unica ideologia fatta di una capacità intellettuale che possa portare ad un futuro di pace, uguaglianza, onestà e benessere

  7. Nel mio commento al post del marzo non accusavo nessuno di allarmismo,
    ma volevo sottolineare il fatto che l´allarme in Italia stesse gia´suonando da anni e non capivo il perche´di tanta meraviglia !!

    Secondo me nessuno conosce le cifre esatte del "danno italia" ne tantomeno nessuno conosce la soluzione al problema !!

    Francesco (Uberlandia)

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