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Marilia Rodrigues Silva , la giovane brasiliana trovata morta in ufficio a Gambara è stata uccisa .

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Uccisa, probabilmente strangolata. E il suo assassino potrebbe essere nella cerchia delle persone che conosceva e che non potevano tollerare la sua gravidanza.

I carabinieri di Brescia stanno cercando di stringere i tempi per trovare chi ha ucciso Marilia Rodrigues Silva Martins, l’impiegata brasiliana di 29 anni trovata morta venerdì scorso nell’azienda in cui lavorava, la ‘Alpi aviation do Brasil’, che vendeva ultraleggeri a Gambara, nel Bresciano.

L’autopsia, oltre a evidenziare che era incinta, ha fatto capire che la ragazza non è morta per via dei colpi ricevuti alla testa nell’ufficio in cui qualche notte dormiva – dal momento che non aveva una residenza fissa – e nel quale, tra giovedì e venerdì qualcuno è entrato e l’ha uccisa. E con lei il figlio che portava in grembo. Sarebbe stata strozzata, invece, a giudicare dai profondi segni sul collo. L’assassino ha inscenato poi un incidente o un suicidio, manomettendo il tubo che collegava la piccola caldaia che ha sprigionato metano. L’odore è stato a sentito, venerdì sera, dal padrone dello stabile, che ha trovato la ragazza in una posizione difficilmente compatibile con una caduta, così come lo erano 

le ferite che aveva alla nuca che hanno subito destato sospetti.

I sospetti sono stati confermati dall’autopsia. E appare sempre più una messinscena la fuga di gas e il fatto che sia stato trovata nella stanza una bottiglia di acido muriatico, quasi si volesse far credere a un suicidio. Uno dei titolari dell’agenzia, Claudio Grigoletto, che sostiene di averla vista l’ultima volta giovedì, è stato sentito nell’immediatezza del ritrovamento del corpo. Ha affermato che alle 18 la ragazza, contattata per motivi di lavoro, gli ha risposto con un sms: “Tutto tranquillo”. L’altro titolare, Roberto Tomellini, è stato sentito in Procura dal pm Ambrogio Cassiani, che il giorno dopo la scoperta della morte aveva aperto un fascicolo con l’ipotesi di reato di omicidio. L’uomo ha anche effettuato il riconoscimento ufficiale del corpo.

I carabinieri di Brescia mostrano cautela, ma sono speranzosi in una svolta. “Stringiamo i tempi – ha spiegato il colonnello Giuseppe Spina, comandante provinciale di Brescia – Lavoriamo a una svolta, ma sull’identificazione di una persona e su quando questo accadrà sono due dati sui quali non possiamo fare previsioni”. Nei giorni scorsi i carabinieri (a quelli della compagnia di Verolanuova si sono aggiunti i militari del Nucleo investigativo) avevano sentito parecchie persone anche sulla situazione sentimentale della vittima, che però sembra non fosse definita. Lo ha confermato anche l’ex fidanzato, con il quale Marilia aveva vissuto qualche mese prima di andarsene. Poi Marilia aveva cominciato a farsi vedere più spesso a Gambara, dove dormiva anche qualche notte, sul divano nell’ufficio in cui è stata strozzata.

Fonte : La Repubblica 

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