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Nonni in fuga !

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Il fenomeno della fuga dei pensionati dall’Italia non è certo nuovo . Abbiamo già dedicato in passato alcuni articoli all’argomento .
 Questo , di Lettera43  ,riassume il problema e indica le mete preferite dai ” fuggiaschi ” . Di questo passo l’Italia resterà non solo senza giovani intraprendenti ma anche senza nonni coraggiosi !




“Scappano dall’Italia in cerca di un presente e un futuro più sereni.Dopo i cervelli in fuga, tocca ai pensionati diventare i nuovi fuggitivi.

 Ma le mete sono ben diverse da chi spera di trovare un’alternativa alla crisi.
Gli Over 65 preferiscono emigrare in Asia, America o Africa. E non solo per motivi climatici: da quelle parti ci sono spesso sistemi fiscali meno rigidi e il costo della vita è ridotto ai minimi termini.

FENOMENO IN CRESCITA. Secondo i dati dell’Istituto nazionale di previdenza sociale, nel 2011 i pensionati residenti all’estero erano 300 mila. Un dato che nel 2012, stando alle cifre fornite da Eurostat, è aumentato a 400 mila. E visto che in Italia la ripresa è attesa solo nel 2014, anche nel 2013 il trend non è previsto in calo.

IN FUGA DALL’ITALIA. Le mete più gettonate dai pensionati italiani, secondo i dati Inps (aggiornati a settembre 2012), sono il Marocco e la Tunisia (in Africa), la Thailandia e le Filippine (in Asia), la Repubblica Dominicana e l’Ecuador (in America). Ma la maggioranza (225 mila nel 2011) rimane in Europa spostandosi in Spagna, in Grecia o a Cipro. E non importa se qui l’economia è peggio della nostra: il clima è decisamente più gradevole, specialmente in inverno (raramente si scende sotto i 15 gradi), e l’appartenenza all’Unione europea garantisce le cure mediche necessarie.

IN AFRICA BASTANO POCHI SOLDI. A 80 anni e dopo una vita passata in giro per il mondo per lavoro, Sergio Stabile ha scelto di fermarsi in Tanzania, a Bagamoyo.«Per un pensionato o una coppia di pensionati non benestanti», spiega a Lettera43.it, «credo che ormai sia quasi obbligatorio trasferirsi all’estero. Anzi, mi sorprende che tale abitudine non sia molto più diffusa». E poi aggiunge: «A meno di imprevisti, qui in Africa si può vivere con un terzo dei soldi che servirebbero in Italia: con 1.000 euro al mese si è considerati ricchi».Il 77% dei pensionati percepisce meno di 1.000 euro al mese

Avere un vitalizio mensile da 1.000 euro è però un sogno per molti pensionati.
Da quanto è emerso dai dati Istat (aggiornati al 2011), sui 16,6 milioni di pensionati, la maggioranza è ben lontana da quella cifra.
Spulciando i numeri sui trattamenti pensionistici in essere (sia previdenziali sia assistenziali), si scopre che il 77% degli assegni presenta un valore medio mensile inferiore ai 1.000 euro (nel 2010 erano il 79%), mentre il 49% resta sotto i 500 euro.Facile quindi capire perché ci sia chi, dopo una vita di lavoro, scelga di emigrare.

SI SCAPPA DA NORD A SUD. Anche se il pieno dei pensionati sotto i 1.000 euro al mese secondo l’Istat si concentra al Sud (52,3%) e nelle Isole (52,7%) – nel Nord Ovest sono il 35,8% – la fuga degli Over 65 è un fenomeno che coinvolge l’Italia intera.In Lombardia, per esempio, gli iscritti all’Anagrafe italiani residenti all’estero (Aire) con più di 64 anni sono passati dai 50.902 del 2010 ai 56.466 del 2012.
In Puglia, invece, sono aumentati dai 44.704 del 2010 ai 50.196 del 2012.


CANARIE LA META PREFERITA. Tra le mete più richieste ci sono le isole Canarie, tanto che sono 20 mila gli italiani che hanno scelto di risiedervi. Qui l’Iva è appena al 4% e, complice lo scoppio della bolla immobiliare, i prezzi delle case sono particolarmente convenienti, quasi dimezzati rispetto a due o tre anni fa: per un’abitazione in affitto si sta sotto i sette euro al metro quadro e chi vuole comprare non fatica a trovare un bilocale a 60 mila euro.
Non a caso l’arcipelago spagnolo – che gode del sistema fiscale ridotto rispetto al Continente – ha attirato sempre più pensionati italiani, anche perché fino a un lordo massimo di 22 mila euro non è nemmeno necessario presentare la dichiarazione dei redditi.

COSTA RICA, PAESE PIÙ FELICE. In Costa Rica, invece, i redditi provenienti dall’estero – è il caso degli assegni dell’Inps – non sono tassati. E questo rende la Repubblica dell’America centrale una meta molto interessante. Senza considerare che secondo il World database of happiness, Costa Rica è il primo Paese al mondo per la «felicità media» e per «soddisfazione di vita».
Per trasferirsi in Tunisia basta poter dimostrare di possedere un reddito idoneo a sopravvivere. Mentre in Kenya la residenza è concessa solo a chi, oltre alla pensione, dispone di una casa (in affitto o di proprietà).

LE MANCE AIUTANO DOVUNQUE. Ma si sa, anche lontano da casa, ci si può arrangiare in qualche modo.Con «qualche mancia anche modesta», racconta Stabile, «si possono superare le difficoltà. All’estero non ci sono le miriadi di leggi e regolamenti che abbiamo in Italia». Il pensionato, infatti, è persino riuscito ad aprire un agriturismo in Africa.
Il problema, principale, semmai, fa notare Stabile, è «accettare che una civiltà diversa abbia un valore pari a quello che noi diamo alla nostra».

La qualità degli ospedali non interferisce sulla scelta del Paese Se da una parte lasciare l’Italia può essere una soluzione per non avere più problemi economici, dall’altro i pensionati devono far fronte ai piccoli acciacchi. Che con l’età si fanno sentire sempre più di frequente.
Alessandro Castagna, fondatore di Voglioviverecosì, sito dedicato agli Italiani che vivono all’estero, sottolinea infatti che prima di scegliere la meta dove trascorrere la propria vecchia è meglio verificare la qualità dell’assistenza sanitaria e – se necessario – «stipulare una polizza sanitaria privata» prima di lasciare l’Italia.

Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità, nella classifica dei migliori 15 sistemi sanitari del mondo ci sono – tra gli altri – Spagna e Grecia. Cipro è invece al 24esimo posto, la Repubblica Dominicana al 34esimo, Costa Rica al 35esimo, Thailandia al 47esimo.Insomma, la voglia di lasciare l’Italia sembra più forte di quella di avere i migliori ospedali.

CONVENZIONI PER LA SANITÀ. Tuttavia, il nostro Paese ha da tempo stabilito convenzioni con la sanità pubblica di altri Stati. È il caso di Brasile, Australia, Argentina e Tunisia e Capo Verde: qui i pensionati (così come tutti gli altri cittadini) possono godere di una copertura medica totale, la stessa di cui usufruirebbero in uno dei Paesi dell’Ue.
Significa quindi prestazioni sanitarie (urgenti e non) gratuite, come spiegano le diverse convenzioni pubblicate sul sito del ministero della Salute.

PROBLEMI CON LA BUROCRAZIA. Cambiare, però, non è sempre semplice. «La burocrazia è uguale dappertutto», prosegue Stabile, «è chiaro, comunque, che in un Paese ancora poco all’avanguardia dal punto di vista tecnologico talvolta le cose possono farsi complicate».
Piccoli intoppi che però non oscurano i vantaggi. Per esempio a Panama è sufficiente una rendita mensile di 1.000 dollari (poco meno di 750 euro) per poter usufruire dello stato di pensionato permanente, che comporta sconti ed esenzioni fiscali su bollette e visite mediche.

SKYPE CANCELLA LA NOSTALGIA. Oltre a Stabile, anche Vanna Vallino ha scelto di lasciare l’Italia: dal 2002 vive in Senagal e da quando nel 2007 è rimasta vedova ha aperto un piccolo bed and breakfast. Se le viene nostalgia dell’Italia, le basta usare Skype.
Vittorio Conte s’è trasferito in Madagascar. Dopo una vita da dirigente pubblicitario, vive con l’assegno mensile dell’Inps e arrotonda con qualche consulenza ed è disponibile per accogliere i turisti in visita all’isola.


SCAPPATO DOPO UN INFARTO. Il 66enne abruzzese Giovanni Di Marco era direttore commerciale di una nota azienda, ma da qualche tempo si è stabilito in Thailandia per godersi il mare e le spiagge di Phuket.
Anche Giuseppe Bonazzoli è in Thailandia, ma prima di arrivare in Asia ha vissuto in Brasile e a Santo Domingo. Giornalista in pensione, ha deciso di lasciare l’Italia dopo aver rischiato di morire per colpa di un infarto. E sulle storie dei pensionati all’estero ci ha addirittura scritto un libro, Fuga per la vita, andare via e vivere felici, non privo di spunti autobiografici.

PAESI ANCORA IN CRESCITA. Insomma, cambiare vita anche dopo i 65 è possibile. «Bisogna provare, all’inizio, senza impegnarsi troppo», racconta ancora Stabile, «dipende tutto dal carattere e dalle esigenze personali». Non manca l’Italia? «Ci si pensa. Poi però si ascolta quello che succede a casa e si capisce che non vale la pena rimpiangere la terra che si è lasciata».
Anche perché spesso i pensionati migranti ritrovano fasi che l’Italia ha già vissuto. «La Tanzania avanza con uno slancio pieno di coraggio alla conquista del futuro: mi ricorda gli anni del Dopoguerra italiano».”

Fonte : Lettera43

5 Commenti

  1. Quello che sta succedendo a Natal…un ospizio pieno di vecchietti disperati, senza un euro in tasca,che invece di rimanere in Italia vanno in Brasile,stanno dietro alle ragazzine che potrebbero essere le loro nipoti…che tristezza!!!
    Saluti
    Davide

    • Comunque , a parte gli scherzi , il Brasile come ho più volte detto non è più da anni il paradiso dei pensionati . In primis perchè per ottenere il visto ci vuole una pensione invidiabile anche in Italia e decisamente superiore ai 1000 euro dell'articolo , poi per vivere da single ci vogliono almeno R$2500-3000 al mese SENZA le signorine .
      In ultimo , guardi le tariffe degli aerei da Milano/Roma per Natal scopri che Fortaleza è molto più economica ( ed aggiungo che le signorine costano meno ) e quindi di turisti italiani giovani o vecchietti ( del tipo da te descritto ) qui se ne vedono pochissimi . Ci sono , è vero dei vecchi residenti irriducibili ma si contano veramente sulle dita di una mano . Gli altri arrivano qui per iniziare una nuova vita investendo in qualche attività e devo dire che , non senza sacrifici , chi si impegna ci riesce .

  2. Il fatto che la prima nazione in cui arrivano pensioni italiane sia il Marocco che è stato per anni tra le principali nazioni degli immigrati mi fa pensare che siano le pensioni sociali dei parenti degli immigrati generosamente regalate dall'Inps.
    Esiste un modo per verificare questa cosa?

    • Le vecchie "pensioni sociali" ora denominate "assegno sociale" come gli assegni per invalidità civili sono prestazioni assistenziali non esportabili all'estero, a differenza delle prestazioni contributive -pensioni di anzianità o di vecchiaia- il trasferimento all'estero della residenza fa perdere il diritto alla titolarità dell’assegno sociale e delle pensioni di invalidità civile.

      Mauro2

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