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Un panino per conquistare Sao Paulo

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È diventata un locale per gourmet, presa d’assalto soprattutto la sera, citata nelle guide online sul Brasile e incensata su TripAdvisor . La paninoteca «Brera» (qui), aperta a San Paolo da un trentenne milanese, ha fatto conoscere ai brasiliani il panino imbottito italiano. E ha cambiato la vita al suo fondatore. Saverio Gardino, classe 1983, laureato in Comunicazione allo Iulm, poi assistente di marketing in un banca d’affari svizzera e imprenditore immobiliare in Messico, voleva creare un’attività in proprio fuori dall’Italia.

«Avevo pensato a qualcosa di gastronomico, ma l’idea di aprire una paninoteca mi è venuta una sera di un paio d’anni fa al bar Jamaica di Milano, parlando con un amico. Da lì è nato anche il nome, Brera. Un omaggio alla mia città natale, patria del panino sin dagli anni Ottanta con “Il panino giusto” e i “paninari”». Detto, fatto: Saverio mette in piedi una società con l’aiuto di tre amici-investitori e sceglie San Paolo come meta. «Una città grande e multietnica, in cui ho pensato di potermi giocare quest’opportunità». E così è stato. In poco tempo il mix di prodotti italiani – l’80 per cento degli ingredienti dei panini è importato, dai salumi ai formaggi – e la novità del panino imbottito l’hanno trasformata in un locale di riferimento del centro di San Paolo. Un successo inaspettato per Saverio: «Io pensavo di aprire una tavola calda chic, invece la paninoteca è diventata un vero e proprio ristorante, frequentato molto di più la sera che in pausa pranzo. Una grande soddisfazione, ma anche un’enorme responsabilità».

Certo i problemi non sono mancati: «In sette mesi ho cambiato 42 dipendenti, perché la manodopera qui è spesso poco affidabile. Bisogna sempre guardarsi dalle fregature. È un’esperienza bellissima la mia, ma molto difficile». Da sconsigliare? «No, però chiunque voglia aprire un’attività in proprio nell’ambito gastronomico deve sapere che è una faticaccia, che servono grande passione e grande dedizione. Ma il gioco vale la candela». Anche se lontano dall’Italia. «Ho scelto di vivere fuori perché di fatto manco dall’Italia già da qualche anno, tra Svizzera e Messico ho trascorso molto tempo in altri Paesi – racconta Saverio – E penso che costruirsi una vita altrove sia una sfida a 360 gradi».

Fonte : Il corriere 

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11 Commenti

  1. MOLTO BENE,COME DIRE…………..? AL POSTO GIUSTO NEL MOMENTO GIUSTO,!!!!!!!!!DOPO MESI CHE LEGGO TUTTO DI QUESTO SPLENDIDO BLOG,MI SONO DECISO A COMMENTARE POSITIVAMENTE IL FATTO,SPOSATO CON UNA SPLENDIDA BRASILIANA DI SAO LUIS MOLTO BENESTANTE,VIVO TRA ITALIA E SAO LUIS APPUNTO,PERCHE HO PERSO IL VISTO PERMANENTE,QUINDI TUTTO DA RIFARE,MA NON IMPORTA,SONO CHEF DI CUCINA E DOPO 4 ANNI CHE VADO SU E GIU,NON SONO ANCORA RIUSCITO A DECIDERMI COSA DEVO APRIRE,HO 54 ANNI MIA MOGLIE NE HA 52 QUELLO CHE NON MANCA TRA DI NOI è LA NOIA E LE COSE SCONTATE,QUELLO CHE MANCA è L'IDEA GIUSTA,FINALMENTE MI SONO DECISO A COMMENTARE CON GRANDE SODDISFAZIONE E GIOIA UN ALTRO SUCCESSO DEL MADE IN ITALY,AVANTI COSI E AVANTI TUTTA !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! ,COMPLIMENTI ANCHE AD ANTONIO PER IL SUO AVVINCENTE BLOG,CIAO DA FEDERICO

    • ciao marco,spiego meglio,unione stabile,ero in possesso della striscia in attesa del definitivo,sono rimasto fuori dal brasile oltre i 3 mesi previsti,ho sforato di un mese e mezzo,quindi in tutto 4,5 mesi,a settembre del 2014 rifarò tutta la procedura,considera che devo portare a termine un contratto di chef in hotel ,e mi tocca mediare questa situazione ancora per un po di tempo,comunque anche mia moglie viene in italia spesso,seguo spesso anche i tuoi commenti sul blog ci passo ore quando posso leggo tutto ed è la seconda volta che commento,dopo piu di un anno che mi limito a leggere,le informazioni che ho sul brasile le ricavo di persona,perche ci sto 6 mesi all'anno intervallati dai miei impegni e dalle disposizioni di legge e da mia moglie brasiliana,non mi lamento e mi ritengo fortunato di avere trovato una persona splendida come mia moglie,sono separato in italia da piu di 10 anni e ho tre splendidi figlioli,la mia attuale moglie parla correttamente l'italiano mentalita europea visto che per il suo lavoro di dottoressa e stata in italia per conferenze e periodi di studio abbastanza lunghi,aspetto con impazienza settembre 2014 per rifare la richiesta di visto permanente,questa volta non mi muovo prima di averlo avuto con buona pace mia e sua,un caro saluto da federico,continuate a scrivere e dare consigli voi ancora non sapete che servizio icredibile ci date a noi che ancora siamo qui ( per poco sia ringraziato il signore ) a soffrire di freddo e di fatica senza soluzione di continuità,un abbraccio da fede,

    • Ciao Federico il mio consiglio personale è chiudere in fretta il divorzio e ri-sposarti in Italia.
      Trascrivendo il matrimonio in Brasile, tramite Consolato brasiliano, hai diritto al visto permanente che si ottiene molto più rapidamente di quello per unione stabile, soggetto a stressanti controlli.
      Peraltro, così facendo, tua moglie avrà anche l'opportunità di poter chiedere in Italia un permesso di soggiorno e, dopo 2 anni dal matrimonio, la cittadinanza italiana e, quindi, potrà avere e viaggiare con un passaporto europeo.

    • grazie mille,hai dato conferma a quello che intendevo fare,questo è uno dei motivi del perchè leggo sempre il blog,
      sempre grazie da federico.

  2. benvenuto tra i "sognatori"! si, noi che abbiamo investito qui in Brasile nell'area del food siamo dei permanenti "sognatori" perchè solo noi sappiamo i sacrifici ed i problemi che al quotidiano dobbiamo superare in questo grande Paese! Il turn over, che anche tu hai indicato, è solo uno di questi problemi…..che dire poi della fatica a mantenere alta la qualità delle materie prime e della loro trasformazione? allora da un "sognatore appassionato" ad un altro "sognatore appassionato"….in culo alla balena! PS: a parte che dopo essere riusciti imprenditorialmente in questo Paese potremmo andare ovunque, non credi?

    • CARO undo per essere esatti io mi preparo ad investire in brasile,quindi non ho ancora fatto il passo,il mio sarà un investimento progressivo sicuramente,sono molto appoggiato da mia moglie,sia moralmente che finanziariamente e da tutta la sua famiglia,sono daccordo con te che siamo e saremo per sempre sognatori perche senza sogni non si realizza,a tal proposito ho un amico da milano che ha aperto una grande pizzeria in sao luis ben avviata………….e ancora non smette di sognare !!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! da quello che leggo malgrado l'appoggio di problemi ce ne saranno molti in primo le materie prime da trasformare,come ho gia avuto modo di constatare,ma la nostra passione ci porta ben oltre,e vinceremo di brutto,io a 54 anni ho lavorato una vita per vedermi ormai emarginato in terra mia,non che stia male,ma non vedo gratificazioni all'orizzonte dopo tutto quello che ho fatto,so che posso aprire quello che voglio in brasile,come so che qui non lo posso fare,per il momento vado su e giu come fa mia moglie per strami piu vicino,fino a settembre 2014,dopodiche basta fare il giramondo parto in quarta e nessuno mi ferma piu,un abbraccio da fede

  3. Saverio si lamenta delle difficoltà incontrate nell'aprire un'impresa a Sau Paulo e della scarsa affidabilità della manodopera locale. Non oso immaginare cosa avrebbe potuto dire se si fosse avventurato nell'aprire un'impresa na Bahia, ossia nel profondo nordeste brasiliano.

  4. si parla spesso ed impropriamente del "made in Italy"…..io questo caso come tanti altri casi di intraprendenza tipica delle persone del Bel Paese lo definirei: "il modo giusto di fare le cose" che solo noi Italiani in certi settori sappiamo fare.

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