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Que falta para o Brasil dar seu salto sustentável à prosperidade econômica?

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População: 201.032.714 (estimativa do IBGE, em 2013). Quinto maior território do planeta: 8.515.767,049 Km2. Maior país da América do Sul. Quase 8 mil km de litoral; 30,3 anos é a idade média do povo, que nasce com a expectativa de vida de 73 anos.

É um gigante, que já evoluiu bastante, desde que aqui chegaram os 13 primeiros barcos cheios de portugueses, inaugurando nosso mercantilismo/capitalismo selvagem, extrativista e patrimonialista, mas ainda continua pobre, ignorante, corrupto e muito violento.

A qualidade de vida dos países é medida pelo IDH. O Brasil é o 85º entre os 187 países analisados (0,730, em 2012). Esse índice mede a escolarização, a expectativa de vida assim como a renda per capita. 

Em 1980 nosso IDH era de 0,522; em 1990, 0,590; em 2000, 0,669; em 2010, 0,726; em 2012, 0,730. O crescimento na melhora das condições de vida do brasileiro é visível, mas continua lento. Os dez primeiros países têm IDH entre 0,955 (Noruega) a 0,912 (Japão). O Brasil está no meio do caminho entre os primeiros colocados (IDH acima de 0,800) e a Índia, por exemplo, com 0,554.

No que diz respeito à disparidade entre os gêneros, o Brasil está também na 85ª posição, com 0,447 entre as condições de igualdade para homens e mulheres. Nesse caso, quanto mais próximo de zero, menores são as diferenças entre os sexos. A Holanda é a primeira colocada, com 0,045, seguida pela Suécia, com 0,055.

O Atlas (2013) do Desenvolvimento Humano no Brasil (do PNUD-ONU) mostra que cerca de 74% dos municípios brasileiros (ou 4.122 deles) se encontram nas faixas de Médio e Alto Desenvolvimento Humano. O trabalho pela frente ainda é grande, porque cerca de 25% deles (ou 1.431 municípios) ainda estão nas faixas de Baixo e Muito Baixo Desenvolvimento Humano. Em 1991, 99,2% dos municípios brasileiros estavam nas faixas de IDH de Baixo e Muito Baixo desenvolvimento. Em 2000, 71,5% dos municípios, bem mais de dois terços do país, encontravam-se na mesma situação. Dez anos depois, esse número havia baixado para 25,2%, porcentagem menor do que a dos municípios no extremo oposto, de Alto e Muito Alto Desenvolvimento, que faziam 34,7% do país.


Os dados refletem a evolução apresentada pelo IDHM do Brasil nas duas últimas décadas, ao sair da faixa de Muito Baixo (0,493), em 1991, para Alto (0,727), em 2010.
Que falta para o Brasil dar seu salto sustentável à prosperidade econômica? Alterar radicalmente a história extrativista das suas instituições políticas e econômicas. Colonialismo, escravidão, elites extrativistas, instituições jurídicas precárias, sociedade civil pouco educada, sobretudo para as virtudes, carga tributária injusta, pouco estímulo ao desenvolvimento dos talentos e das vocações, baixo apoio ao empreendedor etc. O Brasil necessita de uma revolução e o ponto de partida tem que ser a educação, de todos, em período integral, com ensino de alta qualidade. Fazer o que a Coreia do Sul fez nos anos 60 (sendo hoje o 12º IDH do planeta). É o caminho da prosperidade.

Publicado por Luiz Flávio Gomes

Jurista e professor. Fundador da Rede de Ensino LFG. Diretor-presidente do Instituto Avante Brasil.

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12 Commenti

  1. l'autore di st'articolo è padrone di scuole PRIVATE.
    come si vuole migliorare l'ihd di un paese in cui solo i ricchi accedono a istruzione e salute di una certa qualità? un paese in cui lo stato investe appena l'1% del pil in istruzione e salute pubblica (italia 7%)? e non investe proprio perchè le lobbies private, di cui questo qua fa parte, non lo permettono perchè perderebbero soldi e privilegi?
    come si vuole migliorare un paese in cui un commercialista alza 20.000 al mese e ai suoi dipendenti paga salario minimo?
    ma questo qua è mai entrato in una favela, ha mai partecipato a un churrasco na laje (molto più divertente tra l'altro delle noiosissime feste dei ricchi)? perchè non inizia lui a dividere coi poveri i sui 30.000 reais al mese?
    CHI si dovrebbe sacrificare per migliorare le condizioni delle classi basse se non loro?
    macchè… invece questo, da buon imprenditore, si lamenta delle tasse e del "baixo apoio ao emprendedor"… già fai una barca di soldi e vuoi pure l'apoio?????
    lucio.

    • Al di la delle considerazioni personali l'articolo è ricco di informazioni attuali sul Brasile . Circa poi il fatto che un imprenditore possa guadagnare molto più di un ausiliario amministrativo della impresa non lo trovo affatto strano o pensi che gli imprenditori italiani siano benefattori del popolo ?

    • I benefattori non esistono in nessun luogo del mondo, i soldi chi li ha se li tiene e se ne infischia di chi muore di fame. E' pacifico che un imprenditore guadagni più dei suoi dipendenti, ma in un mondo un po' più giusto la forbice dei redditi andrebbe tenuta d' occhio, ma questa è un' altra storia
      Roberto

    • Caro Roberto

      la premessa è che entrambi accettiamo il Capitalismo come struttura economica . Ciò detto , se non ci fosse questa forbice , nessuno farebbe l'imprenditore . Pensaci bene . Io ho fatto entrambi i mestieri nel corso nella mia vita lavorativa e se avessi dovuto fatturare ( il guadagno netto è un'altra cosa ) 10 volte un mio dipendente NON avrei rischiato il mio futuro ed il mio apparato cardiocircolatorio ! Secondo te quale è una forbice ideale ? Semplificando , forse troppo ma non siamo su un sito di economia ,se un ingegnere di Facebook guadagna 10 000 euro al mese quanto ne dovrebbe guadagnare Zuckerberg ?

    • Mah… il mio è un pensiero piuttosto utopico, mi piacerebbe un mondo più giusto, capitalista o no, in cui chi lavora onestamente sia pagato dignitosamente, cosa che puntualmente non accade nei BRIC;
      se ci pensi bene la tua risposta non centra nulla con il mio intervento….
      Saluti

  2. non lo trovo strano, anche se è risaputo che la "desegualdade" è molto maggiore in brasile che in europa.
    trovo strano che scrive sti articoli solo gente che si beneficia dei "problemi" suddetti.
    anzi… neanche questo trovo strano… fa molto politicamente corretto da parte dei ricchi denunciare i "problemi".
    tipo carlinhos brown (miliardario) che denuncia o preconceito racial… ma vadaafffff…
    ma avessero il buon gusto di godersi i soldi e TACERE.
    lucio.

  3. ..al di la' di tutti i discorsi giusti o non giusti….e' sempre la stessa storia..dell'uva e della volpe. mi permetto di dire come parere personale senza offendere nessuno che se tutti avessimo le capacita' imprenditoriali ,vedi propensione al rischio..lungimiranza nel breve-medio-lungo periodo..mettersi in gioco soldini personali compresi.. (sia quando va bene,ma specialmente come sostentamento dell'attività se come ora va a quasi tutti non bene..) saremmo tutti imprenditori o liberi professionisti..invece non e' cosi'. quindi..quando una persona critica chi nella vita ha avuto piu' fortuna (che senza la capacita' personale seve a ben poco..) sarebbe spontaneo dire: ma perché non lo hai fatto tu il mio lavoro?? invece i piu' si lamentano guardando il giardino piu' grande del vicino senza chiedersi perché e' piu' grande del loro. spezziamo pure una lancia a favore di quelli che criticano i lavoratori statali..(senza entrare nel merito specifico di chi fa il proprio lavoro con dedizione e chi non lo fa..) e anche li' mi vien da dire…ma perche' chi denigra i privilegi di questa categoria(giusti o non giusti) non si e' impegnato lui stesso per farne parte?? ecco..concludendo se il mio vicino ha una casa piu' bella della mia,io non lo denigro,ma mi chiedo come mai io l'ho piu' piccola.. o come chi sul blog chiedendo info sul brasile a chi realmente vive questa realta'(chi in maniera piu' agevolata chi meno) poi denigra o sminuisce questa loro scelta..per dopo magari esordire con il:ma tu sei fortunato!ma perche' non avete provato voi?? saluti a tutti… marco b.

  4. Mah io sono arrivato a Novembre e mi sono accorto di una cosa, non è il paese dove vorrei far crescere i miei figli, costi esorbitanti per tutto, sanità lasciamo perdere, scuola: la pubblica non esiste se dai un libro di favole a tuo figlio è piu istruttivo, quella privata, salvo eccezzioni non vale quello che paghi tanto che cmq per entrare nelle buone università, devi fare 1 di preparazione. Salario lasciamo perdere, bassi bassi bassi, Col mio salario in italia non alto perche sottopagato (come stagista) mi potevo cmq permettere di viaggiare per l'europa, vai a farlo qui in Brasile.

    Detto cio il Brasile si evolvera mai?! NO , fino a quando ci sara questa classe politica corrotta assoluttamente no, basti pensare all'Italia da nazione industrializzata ed evoluta ha avuto e sta avendo una devoluzione assurda, tante che se continua cosi ritorniamo ai livelli dopo guerra, se l'italia a causa della corruzione politica, sta peggiorando voi pensate che il brasile possa migliorare???

    • Ciao Davide

      mi piace la tua sicurezza sul giudicare il Brasile dopo tre mesi di permanenza . Comunque le scuole brasiliane saranno scadenti ma quelle che hai frequentato in Italia non ti hanno insegnato nemmeno ad esprimerti correttamente nella tua lingua . Buon rientro in Italia .

  5. davide,
    io sono contrario a chi se la prende con la classe politica corrotta. i politici sono prodotti dalla struttura, non vengono dal pianeta nettuno. i politici sono i ventriloqui di chi ha il vero potere. ma ti pare che un presidente della repubblica che becca 20.000 reais al mese ha più potere di un manager di multinazionale da 1.000.000 al mese?
    ci sono migliaia di avvocati, commercialisti, commercianti per i quali 20.000 al mese è da poveracci…
    il brasile, checchè se ne dica, è un paese molto liberista, lo stato investe quasi zero in certi servizi (istruzione, sanità, trasporti), la forbice di reddito ricchi-poveri è tra le maggiori al mondo, vieni licenziato con uno schiocco di dita anche in grandi imprese. il tasso di profitto medio è molto maggiore che in europa. le tasse sono inferiori.
    queste sono cose piacevoli per un imprenditore… di contro poi ti paghi scuola e sanità private.
    poi ci sono fattori storici, culturali e perfino climatici che impediranno sempre che diventi la svizzera (ma io in svizzera non ci vivrei… lo sai che l'indice di suicidi in svizzera è il triplo che in italia e il sestuplo che in brasile?).
    ma io credo che è poco saggio decidere dove vivere solo sulla base di considerazioni economiche.
    prendere o lasciare!
    lucio.

  6. che bello vivere in un mondo pieno di differenze! che bello che sono i contrasti sociali! significa che c'è ancora molto da fare sia in Brasile che in altri Paesi del mondo, Italia inclusa. e quando c'è da fare c'è vita e ci sono opportunità. l'unica condizione per me contrastante l'ottimismo che anche in Brasile, e non solo, dobbiamo avere è …… quando le opinioni sono filtrate dalle ideologie. metto quindi la primo posto "la libertà di pensiero ed espressione propria" in qualsiasi modo avvenga è benvenuta!

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