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Concita ,ti stimo , ma informati bene prima di pubblicare queste notize .

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Ho letto su Repubblica questo articolo di Concita de Gregorio che stimo ma non posso fare a meno di osservare tanta superficialità e disinformazione 

1 ) Vorrei proprio vedere la busta paga di questo gruista che dice di lavorare alla costruzione della Arenas das Dunas per  R$900 al mese quando il salario minimo è di  R$724 al mese ( Per intenderci il ricezionista di un albergo guadagna più di quanto dichiarato dal presunto gruista )

2) Il gruista dice che la moglie guadagna  R$30 al giorno lavorando a chiamata nel migliore resort di Pontanegra ? Non è vero ! Io  pago la diarista , per pulire il mio  appartamento , R$80 al giorno oltre il trasporto ( R$5 ) e mangia a casa con noi . Non sono io generoso : questo è il mercato .
 Tra l’altro il nostro residence Varandas de Pontanegra è alla continua ricerca di cameriere e se vuole la signora può mettersi in contatto con me . La paga è quella del marito gruista .

3) La lavatrice costa  R$ 800 e può essere acquistata in un qualsiasi centro commerciale in 10 rate  senza interesse  ( R$ 80 al mese ) . Non serve vendere il biglietto .

4) La frana ha smosso approssimativamente 50 000 metri cubi e non 70 metri cubi come affermato nell’articolo . Lo so che per una giornalista non fa molta differenza ma visto che si tratta di numeri è meglio verificare . Per intendersi se fossero stati 70 metri cubi sarebbero bastati tre viaggi con un camion medio per liberare la strada , una sciocchezza . 

5) Non ci sono stati feriti nella frana contrariamente a quanto affermato .

6) Benchè possa non fare piacere saperlo ma il Prof. Nicolelis , famosissimo neuroscienziato non lavora più a Natal da tempo causa polemiche e pressioni politiche  . Oggi lavora a Sao Paulo al progetto : ” Andar de novo” – Questa è stata un grossa perdita intellettuale per Natal e varrebbe una storia ben raccontata . 

Infine , perchè intervistare il solito brasiliano ignorante per chiedere informazioni sulla capitale del Rio Grande do Norte .? Una persona che non distingue un cammello da un dromedario cara Concita . Infatti quelli che riposano nel recito a Jenipabu NON sono cammelli ma dromedari importati anni fa da un intraprendente svizzero . E non ci vuole lo stipendio di un mese ( R$ 900 ) per fare una passeggiata sul dromedario ! Ma come si fa a pubblicare una cosa del genere !

Ci sono tante persone preparate e colte a Natal da intervistare , ma forse quelle non servivano alla immagine del Brasile che Concita voleva trasmettere .  

Inoltre la frase coleottero bianco riferita alla Arena das Dunas è offensiva nei confronti della equipe di architetti che hanno concepito la forma dello stadio in omaggio alle dune che sono la caratteristica di questa città . Perchè , invece di queste offese gratuite , non è stato messo in evidenza che la costruzione , avvenuta nello stesso luogo ove sorgevano due stadi oramai obsoleti , è avvenuta riciclando il 99% del materiale di demolizione ( Ho seguito  giorno per giorno il processo visto che abito a poca distanza ) . Il progetto utilizza placche di policarbonato come copertura che  oltre a proteggere il 70 % dei posti a sedere,  facilita l’illuminazione dello stadio e favorisce la ventilazione naturale entrambi  fondamentali per una città situata quasi all’equatore .  L’acqua piovana inoltre  viene captata , trattata ed utilizzata per la irrigazione del prato e per i bagni 

Ma quello che fa più male è la frase ” Una metropoli e un campo nomadi, insieme ” detta da una giornalista che evidentemente in un campo nomadi non ci è mai vissuta .( Posso avere le coordinate esatte di dove si trova questa capanna di stracci prossima allo Stadio ? )

Insomma un articolo superficiale ed offensivo senza alcuna motivazione . Spero che sia stato dovuto alla fretta di andare ” on line ” .Ecco l’articolo 

Brasile 2014. “Ho costruito lo stadio, ma non vedrò la gara. Mi sono venduto i biglietti

Venga, l’accompagno. Ney Da Silva, 32 anni, nome completo Wildgledney Geherlykley Da Silva, dice che conosce una scorciatoia per andare allo stadio. “Se passiamo dalla strada ci mettiamo tre ore. Dalle dune in 45 minuti si arriva. L’ho fatta tutti i giorni per due anni. Posso dire che l’ho costruito io, lo stadio. Anche io, diciamo meglio”, ride. Trenta chilometri ogni mattina alle quattro, quando i turisti dei resort sulle spiagge più belle del mondo vanno a dormire. 

Gruista, Ney è uno dei due milioni di operai brasiliani che hanno lavorato agli stadi del mondiale. Questo, il suo, si chiama “Arena Das Dunas” e per la verità non è proprio finito. È un coleottero bianco al centro di una rete di cavalcavia e di case diroccate, di strade di terra, baracche appoggiate a grattacieli, transenne voragini e tangenziali sopraelevate al centro di Natal. Una metropoli e un campo nomadi, insieme. Nella stessa foto, grandhotel e capanne di stracci. Lo stadio è pronto, ma per arrivarci bisogna guadare rigagnoli di liquami, camminare un passo avanti all’altro su tavole di legno marcio, sperare. Ruspe, montagne di terra sabbiosa, non una luce che illumini il buio attorno, la sera. “Abbiamo dovuto correre, ma l’importante è che dentro sia finito, no? Tanto dopo il Mondiale chi vuole che ci vada in uno stadio da 40mila posti? Qui da noi quando a una partita vanno in tanti sono 900. Con calma, poi lo finiamo. Prima ci sarà da ricostruire il bairro di Mae Luiza che è venuto giù la settimana scorsa con l’ultima alluvione. Ma insomma ci penserà la governatrice che questo è lavoro suo. Allora, andiamo?”. 



La governatrice dello stato di Rio Grande do Norte, Rosalba Ciarlini, italiano il nonno Pietro Ciarlini fondatore della prima squadra di calcio della regione, è un medico. Eletta nel Partito democratico, ce n’è uno anche qui, è andata personalmente all’aeroporto a ricevere Balotelli di cui è tifosa con vigore: purtroppo i giornali hanno colto l’occasione per pubblicare la foto del suo fulgido sorriso alla vista del campione accanto a quella della frana di 70 metri cubi, appunto, che ha travolto un quartiere intero della città costruita sulla sabbia, molti feriti, centinaia di famiglie senza tetto. Andiamo.

Ney sale in macchina, una vecchia Ford il cui cofano è foderato dalla bandiera brasiliana. Linda, vero? Muito linda. Però il tifo ha tardato tanto a decollare. Molte proteste alla vigilia. Ora però i sondaggi dicono che a una settimana dal fischio d’inizio il consenso dei brasiliani per il Mondiale è salito di dodici punti, dal 54 al 66 per cento, e la contestazione è scesa di altrettanto, dal 39 al 27. Aveva ragione Dilma a dire che i pessimisti sono già sconfitti. “Non so dei sondaggi, so che alla fine bisogna stare con la Selecao e basta. Quelli che protestano hanno ragione, si guardi intorno: qui non c’è niente. Ma Dilma fa il suo meglio, ha fatto tanto. E poi se ci tolgono anche l’allegria della torcida cosa ci resta?”.



 Non c’è niente. Dune, spettacolari dune patrimonio dell’umanità, montagne di sabbia alte come palazzi che i tour operator propongono ai turisti di attraversare in cammello, animale non esattamente indigeno. Il recinto dei cammelli eccolo, compare come un’allucinazione nel deserto. “Io non ci sono mai salito, costa troppo. Però a mio figlio Samuel che ha 3 anni ho promesso che una volta lo porto. Ci vuole lo stipendio di un mese, ma lo porto”. Nel cantiere “Consorzio Arena das Dunas” Ney ha lavorato otto ore al giorno, straordinari frequenti e forfettizzati, per 900 real al mese, circa 300 euro. Lo stadio è costato 450 milioni di real.


Dei 900 mensili che vanno a Ney per pagare l’affitto della casa dove vive con la madre due fratelli la moglie e due figli ne spende 500. 400 real, 130 euro, restano per vivere. “Così quando sono venuti Bebeto, Ronaldo, la governadora e tutte le autorità al cantiere, qualche mese fa, a dire che ci avrebbero regalato due biglietti per andare allo stadio, a noi operai, ho pensato subito: li vendo. Poi alla fine ce ne hanno dato uno solo, non so perché. A me è toccato quello di Stati Uniti-Ghana. L’ho venduto per 250 real e li ho dati a mia moglie Mariana, sennò mi scappano di mano e spariscono. Lei mette via i soldi per comprare una lavatrice, lavora tutto il giorno e non ce la fa a lavare i panni di tutti. È cameriera a chiamata nel resort più grande di Praia de Ponta Negra, lavora a giornate, 30 real al giorno”. 10 euro. Il resort dove lavora Mariana è quello a cui il quotidianoO Globo dedica oggi un’inchiesta. Le stanze costano fino a 20mila reais, il kit offerto sottobanco ai clienti “sexo droga e forrò” ne costa 30. Sempre dieci euro, alla ragazza che fornisce i tre generi di conforto menzionati: il forrò è una danza tipica del Nordeste. “Che peccato è, bella Maria, farsi un po’ di compagnia”, canta Vinicius dagli altoparlanti.

Ney dice che non si lamenta perché un lavoro ce l’ha, per arrotondare fa il barbiere a casa, ha due figli sani. Dice che è una buona cosa che il governo abbia pensato di regalare i biglietti delle partite agli operai, mica tutti ci pensano. Però poi certo, la lavatrice è più importante della partita che tanto quella si vede in tv. Siamo quasi arrivati quando indica all’orizzonte un edificio basso, orizzontale, lontano. “Quello è il posto degli scienziati. Qualcosa di buono per il mondo arriva anche da Natal, non abbiamo mica solo le dune”. Il posto degli scienziati è il centro di neuroscienze fondato da Miguel Nicolélis, gloria nazionale, da 20 anni direttore del centro della Duke University negli Usa. Nicolélis è nato qui e ci lavora. Dal suo progetto “Camminare ancora” è nato l’esoscheletro che muoveva l’uomo paralizzato che ha dato il calcio d’inizio al Mondiale, sorretto da un robot che traduce in gesti le intenzioni. 

“La tv ha detto che lo hanno fatto coi cervelli delle scimmie”. Più o meno, infatti. Lavorando con le scimmie, quelle che qui la notte se non chiudi bene le finestre vengono a rubare dentro casa. Siamo arrivati, ecco il coleottero bianco. Ney racconta per filo e per segno come lo ha montato, spiega che per grazia di Dio in questo stadio non è morto nessuno, solo un suo compagno, Lucas, è caduto dalla gru e ancora non può camminare ma c’è quel robot, qui lo sanno tutti, e poi speriamo che non gli serva neanche quello. Dice scusi un momento, tira fuori dal borsone una maglia dell’Italia, si cambia e la indossa. Ha il numero 9. Balotelli? “No, è quella del 2006, è Toni. Noi tifiamo tutti Italia, qui, perche è vero che l’Uruguay è fratello ma ci ha già fatto male una volta e ora basta”. Quella volta, certo. “Però sa cosa penso? Che voi del primo mondo non state giocando bene. È un po’ stanca forse l’Europa? Il terzo mondo ha sempre fame, allora escono il coraggio, la forza, la ilusao”. La speranza, che non è sempre sinonimo di illusione.



 Primo mondo contro terzo mondo, dice Ney, gruista a Natal. È un po’ stanca forse l’Europa, non ha più fame? Beviamo un’acqua di cocco, che fa caldo. Grazie della gita, Ney. Ma no, grazie a voi che siete venuti. Tornate, e buona fortuna. 


Fonte : La Repubblica 


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44 Commenti

  1. Ho letto i vari articoli della DeGregorio sul Brasile, i suoi articoli sono narrazione…sembrano stralci di romanzo ti vuole fare entrare nella storia, fare commuovere raccontando la storia della ragazzina povera e innocente (mi riferisco ad un altro articolo) che corre il rischio di finire nelle grinfie dei cattivi imprenditori italiani che scendono dallo yacht. È il suo lavoro, in fondo i bravi giornalisti devono saper suscitare emozioni in chi legge, ma se ciò non è affiancato da dati-fatti che corrispondono alla realtà (come nell'eccellente libro Gomorra) il giornalismo diventa monnezza,
    Lorenzo

  2. Scusa la batutta Antônio,ma forse il revisore di questo articolo e' lo stesso che su Repubblica viaggi scrisse che Natal e' una delle citta' piu' sicure del Brasile

    • E San Paolo.
      Mentre Natal e' la decima ,a scendere ,tra le piu' pericolose.

      (allego il link dell'articolo da dove ho tratto l'informazione, http://g1.globo.com/al/alagoas/noticia/2013/07/mapa-da-violencia-2013-aponta-maceio-como-capital-mais-violenta.html)

      Ci tengo a sottolinearlo,perche' quando pubblicasti um articolo di Repubblica

      (http://www.repubblica.it/viaggi/2014/01/22/foto/natal_brasile_scene_da_una_spiaggia_mondiale-76616843/1/ )

      che faceva gli elogi di Natal e la dichiarava come uma tra le citta' piu' sicure del Brasile ,io inviai um commento chiedendo dove avessero preso tale informazione.
      E tu,Antonio, non me lo pubblicasti,ma mi rispondesti seccamente " Chiedilo a Repubblica"
      Vedo quindi che solo quando le notizie distorte sono negative rispetto a Natal ti interroghi e giustamente critichi l'articolo.
      Quando sono falsamente ottimiste no.
      Capita.

    • 1) La tua risposta conferma che Repubblica scrive cazzate
      2) A Natal io ci vivo e ti confermo che è la città più tranquilla dove abbia vissuto nei miei 60 anni di vita in Italia ( Ad eccezione di Vasto in Abruzzo ) . Leggere che Sao Paulo è la città meno violenta del Brasile assieme a Rio de Janeiro mi puzza di propaganda ma va bene così . Per me quello che conta è che posso uscire la sera senza problemi , parcheggiare la macchina dove voglio e non pagare l'assicurazione dell'auto perchè so che al ritorno la ritroverò , avere una assistenza sanitaria ottima pagando una cifra ragionevole , mandare i miei figli in scuole dove imparano non solo Latino e Greco ma come interagire e rispettare le altre persone .

      Rispetto le tue opinioni ma se non ricordo male tu non vivi più in Brasile e pertanto non ti "crucciar " se poi sei ancora nel Paese verde oro spero che tu viva a Sao Paulo .

    • Vivo ancora in Brasile,in una citta' del Minas Gerais,molto ma molto piu' tranquilla del nord est.
      E quello che ho scritto non sono le mie opinioni,ma i dati tratti dal relatório annuale sulla violenza in Brasile,nessuna propaganda,ma numeri reali.
      Io a Natal ci sono stato um paio di volte e a occhio,e questa e' uma mia opinione,non mi e' parsa un'isola felice nel nord est brasiliano che da 10 anni a questa parte há visto triplicare gli omicidi e la violenza in generale.
      Ho conosciuto dei poliziotti di Natal,che in situazioni bem rilassate raccontavano storie allucinanti.
      La tua percezione di sicurezza,caro Antônio,e' próprio uma percezione,una opinione,che e' pero' smentita dai fatti.
      Nella sola Natal,nel 2013 ci sono stati 569 omicidi,,piu' che in tutta Itália.
      Quindi che tu ti senta piu' sicuro li' che in Itália e' uma tua condizione soggettiva,non oggettiva, e anche per questo non dovresti prendertela piu' di tanto con la De Gregorio, si vede che há scritto uma sua opinione e há incontrato persone che gliela hanno rinforzata,che la moglie dell'autista dal nome inpronunciabile (ma non uma eccezione li nel nordest0 e' uma poveraccia che si fa' sfruttare ancora piu' delle altre domestiche,etc,etc..
      Quindi,le opinioni sono uma cosa,i fatti o meglio i numeri dei fatti sono un'altra.

    • Visto che vivi a Minas mi dici quanto costa una faxineira per un giorno di lavoro ? Perchè non ci dici il nome della tranquilla città in cui vivi ? Temi che altri italiani possano venire a visitarti ? Mia moglie è di Pedro Leopoldo ( BH) pertanto ho notizie di prima mano sul posto .

      Per quanto riguarda la de Gregorio lascia perdere , l'articolo è pietoso e non solo solo io a dirlo .Una giornalista di una testata nazionale non può esprimere una sua opinione a vanvera scrivendo assurdità ed inesattezze , se vuole si apre un blog tutto suo come ho fatto io e scrive gratuitamente quello che le pare .La de Gregorio è profumatamente pagata ed anche con i nostri soldi ( leggi finanziamento pubblico ai giornali ) e non può usare lo spazio del giornale come se fosse il suo blog . Ma comunque sappiamo entrambi che quello che scrive è diretto ed approvato dall'editore
      Comunque , ed è una mia opinione , tra un poco finiranno tutti gli attacchi contro il Brasile da parte dei media italiani .

    • Poços de Caldas,e' la tranquilla, (relativamente,perche' rispetto all'Italia anche qui l'indice di omicidi e'molto alto)
      cittadina dove vivo..
      Una diarista qui prende tra i 50 e i 70 R$,ma nelle piccole citta' qui vicino le pagano meno.
      Quando vivevo a Joao Pessoa una "segretaria domestica" diarista costava 40 R$.
      Quanto alla De Gregorio puo' aver scritto inesattezze,ma non mi sembrano cosi' gravi
      Io non vedo tutti questi attacchi al Brasile,da parte dei media italiani,anzi
      Quello che io sento in giro,detto da molti brasiliani e' che il Brasile e' um disastro,per non usare brutte parole.
      Io vivo qui da 10 anni,e sono stato in Brasile per lavoro la prima volta nel 1991 e devo riconoscere i passi avanti fatti dal paese,ma ,purtroppo,devo anche riconoscere che alla crescita econômica si e' accompagnato um degrado verticale dele condizioni sociali quali educazione ,salute e sicurezza
      E che l'ipocrisia dei politici e dei media há raggiunto e superato,e di molto quella italiana.

    • Come è possibile che Sao Paulo sia la città più tranquilla del Brasile, se c'è il "Primeiro Comando da Capital" ovvero l'organizzazione di narcos attualmente più forte in Brasile?
      Lorenzo

    • Ieri c'è stata l'ultima partita dell'Italia, molti articoli su questo blog e come sempre nessun riferimento ai milioni di problemi che la città di Natal attraversa e che la copa ha ancor di più evidenziato.
      Non hai fatto un minimo riferimento al macello che è successo nel quartiere di Mae Luiza, alle decine e decine di famiglie che hanno perso la casa e tutto il resto, alle strade interrotte e allagate che chissà quando saranno ripristinate e soprattutto alle responsabilità e ai disservizi che continuano a esser presenti in città.
      Oltre a questo, come sempre, non esponi in modo obbiettivo i problemi esistenti, e continui a pubblicare le foto dello stadio, dei turisti e dei tramonti di Natal…e saresti obbiettivo?
      Veniamo ai fatti:
      1) Natal tu dici è una città tranquilla: c'è una media di 2.2 morti violente al giorno (statistiche alla mano come quelle citate nel commento di un altro tuo lettore), e questo per le morti ufficiali registrate dall'Itep.
      2) sicurezza: A natal sono operative solo due delegacias di polizia 24 ore, una per la zona nord e una per la zona sud, e che dovrebbero garantire la sicurezza di più di un milione di abitanti. Al praia shopping la delegacia al turista chiude la notte e non trovi nessun posto di polizia aperto. Se devi fare una denuncia spesso non la puoi fare, o perchè trovi chiuso o perchè non trovi agenti disponibili (magari fai un articolo anche sulle attuali condizioni delle delegacias qui a Natal o in generale in Brasile).
      2) Assistenza sanitaria ottima pagando una cifra ragionevole come dici: il costo di un piano di salute medio per una persona di 50 anni è di circa 600 reais e questo per difetto. Se una persona si sente male (infarto ad esempio o un trauma grave per incidente stradale) le ambulanze non sono minimamente equipaggiate. Chiama la samu e vedi quanto ci mette ad arrivare, se ci sono medici a bordo (non ci sono mai) e tutto il resto. Questa sarebbe la ottima assistenza sanitaria e la cifra ragionevole.
      Perchè non fai un bell'articolo con tanto di foto sul maggior ospedale pubblico di Natal (walfredo Gurgel) e non metti in evidenza che mancano i letti, non dici che i pazienti sono lasciati in corridoio ore ed ore e che manca il cotone?
      3) istruzione: mandare i tuoi figli a scuola e avere una buona educazione: perchè non scrivi quanto costa una scuola qui (privata) e non parli in modo più chiaro ed obbiettivo del livello bassissimo di quella pubblica? Se mandi i tuoi figli ad una scuola privata decente paghi una media di 500 600 reais al mese (alla faccia dei costi ridotti del Brasile e della buona qualità).
      università: la media mensile per una facoltà decente (vedi unp) è altissima: medicina si aggira sui 3500 reais al mese per uno studente. E questo sarebbe garantire uno studio e un futuro ai propri figli, una qualità a costi accessibili? Ma per favore!!!!
      Perchè non approfondisci l'argomento sicurezza, infrastrutture e lavoro in modo davvero approfondito in modo che le persone possano davvero conoscere la realtà brasiliana e in particolare quella natalense.
      Marco Rossi

    • benedetto,
      qua la questione non è esaltare o meno il brasile. io per primo lo "detono" quando è il caso. qua la questione è che una giornalista famosa di un grande giornale scrive cazzate galattiche (e probabilmente l'intervista è inventata), il che per me è gravissimo. bisogna dire la VE-RI-TA'.
      l'hai letto il mio commento 11.47 del 24/6 qui sotto? ma come si fa a dire simili idiozie?
      lucio.

    • Caro Mario Rossi

      si vede che non segui il Blog su Facebook . Sono stato uno dei primi a segnalare la frana a Mae Luiza perchè mi trovavo sulla strada quando è accaduto . Mae Luiza è un barrio a cui sono affezionato per motivi che ritrovi leggendo i numerosi blog che ho dedicato a questo quartiere in tempi non sospetti .Comunque io NON sono obbligato a fare cronaca della città . Svolgo gratuitamente un servizio . Non sei obbligato a leggermi o leggere solo me .

      Le cifre per la salute e la scuola che hai citato sono corrette . Ho sempre detto che per vivere in una capitale del nordeste in 4 persone servono minimo 5000-6000 reais al mese .Io ritengo queste cifre adeguate al servizio fornito e come confronto ho il servizio sanitario nazionale del sud Italia dove sicuramente pagavo di più ( Prelevati direttamente dallo stipendio ) e la scuola pubblica frequentata sino allo scorso anno da mio figlio a Caserta . Se non ci credi vediamoci ( penso che vivi a Natal ) e ti mostro la scuola e ti faccio parlare con mio figlio .

      Il Walfredo Gurgel è un ottimo ospedale pubblico con problemi di sovraffollamento dovuti al fatto che gli ospedali pubblici fuori Natal non funzionano .E' chiaro che preferisco i tanti ospedali privati a cui posso accedere con il Plano de Saude che come me hanno milioni di brasiliani e buona parte di loro sono le aziende che le pagano . Noi stranieri siamo un caso particolare perchè siamo quasi tutti "imprenditori di noi stessi ".

      Non conosco il prezzo della università ma il valore che hai passato mi sembra eccessivo , verificalo . Comunque laurearsi in medicina in Brasile è un affare per il ritorno economico che si ottiene a differenza che oggi in Italia .Prova a mandare tuo figlio a studiare alla LUISS a Roma come ho fatto io e vedi quanto ti costa al mese oltre all'affitto della stanza e dopo sei in mezzo ad una strada anche se sei laureato con 110 e lode . Devi necessariamente emigrare per poter lavorare . Un pessimo affare dal punto di vista economico .

      Tornando al caso della UNP, privata e carissima come dici tu, è comunque piena di giovani natalensi .. come mai ? Pensi che i loro genitori rinuncino al plano de saude perchè caro ? Pensi che rinuncino al fuoristrada perchè caro ?Pensi che non viaggino in Europa perchè caro ? Ti sbagli , fanno tutto questo e di più . Io ne conosco tanti .

      Non so perchè gli italiani , o forse una parte , si confrontano sempre con i brasiliani poveri . Forse perchè così si sentono ricchi . La verità purtroppo è che noi galleggiamo tra la classe media alta e quella povera .Ecco perchè parliamo sempre di sanità pubblica , scuola pubblica ecc . Dimenticate che siete in America dove il mondo è alla rovescia .

      Non so quanti siete in famiglia ma se sei a Natal e guadagni le cifre che ho detto starai benissimo . Per il resto clima eccellente , mare e spiaggie incantevoli , aria purissima , frutta fresca tutto l'anno , un ambiente giovane e persone sorridenti … ma cosa vuoi di più dalla vita . "Relaxa e goza "

    • Ho visto che sei su Facebook . Chiedi l'iscrizione , se vuoi , al Gruppo Vivereinbrasile e potrai verificare quello che ti ho detto a proposito dia Mae Luiza . Nota: siamo su Facebook da due anni !!!

    • Con tutta la simpatia e ammirazione per il blog di Antonio non posso fare a meno di notare che se il confronto (e i confronti in genere qui sul blog) vengono fatti con il sud italia messo male, e in particolare con Caserta, diventa facile far uscire l'Italia perdente su più fronti .. Fonte del sole 24h classifica per qualita' di vita anno 2013 : Caserta al 103° posto su 107 citta italiane…http://www.ilsole24ore.com/speciali/qvita_2013/home.shtml

    • In Italia ho vissuto per circa 25 anni ad Ercolano (NA ) , messa molto peggio di Caserta . Caserta è un capoluogo di provincia , una cittadina che ha tutti i numeri per diventare un modello di efficienza ( Reggia di Caserta , agricoltura , tradizioni millenarie , borgo medioevale di Casertavecchia , San Lucio con le sue seterie , ecc ) . Purtroppo tolta la gloria passata restano le nefandezze dei politici .Metterla al numero 103 è comunque
      una grande ingiustizia .

    • Laura , grazie !

      non sai quanto mi ha emozionato leggere le tue parole di indignazione sull'articolo della de Gregorio . Non posso fare a meno di riflettere su un fatto : quante menzogne ci vengono raccontate dai media . In questo caso , noi che viviamo sul posto possiamo smascherarli ma immagina le sciocchezze che scrivono su ciò che avviene nel resto del mondo !
      Questo giornalismo è finito . E' ora che la gente si svegli e si abbeveri direttamente alle fonti . La rete e la conoscenza di almeno una o due lingue straniere lo consentono . Non ci sono più alibi .

  3. Come si può stimare una giornalaia (con grande rispetto per chi svolge realmente questo lavoro) che scarabocchia (scrivere è un'altra cosa….) un sacco di cazzate su un organo di partito che vive solo grazie ai finanziamenti pubblici perché nessuno compra più uno pseudo giornale che non è buono nemmeno come carta igenica???

  4. Guai a parlare bene di un qualsiasi paese estero! Qualche italGliano potrebbe perdere la "g", accendere il cervello, porsi domande e magari pensare! ill passo successivo, devastante per il sistema, sarebbe quello di CAPIRE che dall'Italia BISOGNA FUGGIRE! ecco perchè il regime dei mass media a libro paga dei partiti DEVE lobotomizzare il gregge.

  5. repubblica è la quintessenza del razzismo e filoimperialismo occidentale, fascismo puro nascosto dietro una patina fintosinistrorsa.
    aggiungo alcune cosette…
    "Wildgledney Geherlykley"… ahahah, ma che cacchio di nome è??? se lo è inventato, probabilmente tutta l'intervista è inventata.
    "Trenta chilometri ogni mattina alle quattro"… ahahah, questo si fa a piedi 30km in 45 minuti, ricordo che il record mondiale di mezza maratona (21km) è 57'…
    "il kit offerto sottobanco ai clienti "sexo droga e forrò" ne costa 30"… ahahah, una ti dà droga e gnocca per 30 reais??? ma che è il paese dei balocchi di pinocchio?
    " lo hanno fatto coi cervelli delle scimmie"… eh certo, un giornale di sinistra che si rispetti deve sempre metterci la battutina animalista… strano che non c'è quella vegetariana tipo sui kattivoni italiani che si mangiano le inermi aragoste, ahahah!
    CHE SCHIFO (repubblica… non le aragoste).
    lucio.

  6. ciao a tutti,
    essendo stato abbastanza tempo in brasile,posso solo essere parzialmente d'accordo sulla diaria base che in effetti e di 30R$ ma non sicuramente la paga in un bel resort.per il resto, tante balle farcite ad effetto.
    saluti
    francis

    • Francis

      mi dispiace disilluderti ma oggi con R$ 30 una cameriera non ti risponde nemmeno al cellulare . Le tariffe per una diarista a Natal sono tra i 70 e gli 80 reais più trasporto e vitto . Io ci vivo in questa città .

    • ho scritto pure la data,marzo 2014 e anche parlando con tante cameriere dell'ultimo hotel dove sono stato,lavoravano tutte a "salario" ed e cosi ovunque.poi,si sa che il bus e pranzo sono cosa a parte ma il salario base e una normalita.se non ci credete,pace.
      saluti
      francis

    • per lucio,
      ho anche scritto che le informazioni erano di marzo 2014 ma se tu non ci credi che c'e una buona parte di brasiliani che lavorano a salario base,non c'e problema,ognuno pensi quello che vuole.io per primo non sono d'accordo con l'articolo di repubblica a parte sul salario della cameriera.ovviamente,va detto a tutti che dal salario base di 724 reais che e netto non sono inclusi trasporto e vito che va pagato a parte dal datore oltre ai contributi.saluti

    • francis,
      il salario è una cosa (lavori fisso tutti i giorni presso lo stesso datore)… la faxina a diaria un'altra!
      lucio.

  7. Non seguo concita né i quotidiani, ma se non è un campo di Nomadi, il Brasile o Natal , poco ci passa, e chi li ha scelti continua a difenderli come fossero cose serie, quando la realtà smentisce qualsiasi buon augurio, ma convincersi delle proprie scelte è anche una forma per non sminuirsi. Continuate pure in Brasile che lì la cultura del Calcio&Topa sono una meraviglia

    • " la cultura del Calcio&Topa sono una meraviglia"
      in questa frase il soggetto è "cultura" ed è singolare, "il predicato è "sono" ed è plurale.
      sei uno splendido esempio di cultura da campo nomadi… torna in 1a media!
      mio figlio studia in brasile e sti errori non li fa…
      lucio.

    • x Haney,

      sei ipocrita e ignorante, non puoi sapere cosa stà dietro la scelta (ammesso che sia una scelta) di chi va a vivere in Brasile .
      Se non ti piace il Brasile non andarci, non scrivere di Brasile e ringrazia tutte le mattine di non essere nato in una favela.

  8. A Uberlandia per la faxina di un appartamento di medie dimensioni
    servono almeno 100 r$. Mia cognata è faxineira.
    Secondo me 30R$è quello che hanno speso per pagareil povero
    Ney e farsi dire quello che volevamo sentirsi dire

  9. Una squallida pennivendola che scrive per uno squallido giornaletto di regime/partito. Spero che Repubblica fallisca e questi squallidi figuri vadano a lavorare non appena verrà abolito il finanziamento pubblico alla stampa. Ma quando?

  10. del resto qualche anno fa mi mandarono un libro (autore un professorone universitario "de sinistra") intitolato "il disastro mondo" in cui si sosteneva che 1/3 delle donne brasiliane sono state sterilizzate dal governo kattivone per non far nascere bambini non-bianchi… ahahah, questi o usano allucinogeni potentissimi oppure sono dei gran fdp.
    lucio.

  11. Articolo alquanto scandaloso, il numero di sviste e 'frecciatine velenose' mi fa rabbrivire. E pensare che questa era direttice dell'Unita'…
    Antonio

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