Home economia Pensione ? Lavorare fino a che morte non ci separi !

Pensione ? Lavorare fino a che morte non ci separi !

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L’età di pensionamento elevata a 67 anni nella prima potenza europea già la dice lunga su quali problemi di piramide demografica, e quindi di difficoltà di finanziamento dei sistemi pensionistici sanitari e previdenziali, affrontino i paesi altamente industrializzati a basso tasso di natalità: in due parole, sempre più anziani in percentuale e troppo pochi giovani o adulti in età lavorativa che pagano contributi. Ma non è finita, lavorare fino a 67 anni non basterà. Secondo un rapporto confidenziale consegnato al governo Merkel da un gruppo di esperti (perché l’esecutivo federale appronta e aggiorna la sua strategia demografica e di finanziamento di welfare pensioni e sanità) occorrerebbe lavorare in futuro fino a 76 anni e integrare almeno 400mila migranti l’anno, per garantire la copertura dei contributi e la presenza attiva di sufficiente forza-lavoro qualificata.

Doveva restare un rapporto confidenziale, però gli investigative reporters di Spiegel online non se lo sono fatti sfuggire. E l’hanno lanciato in rete, con evidenza, poche ore prima della riunione sulla strategia demografica convocata dal ministro dell’Interno, Thomas de Maizière.

I suoi punti principali sono i seguenti.

Primo, l’elevazione dell’età di pensionamento a 67 anni non basta perché le pensioni pubbliche garantite non sono certo da fame, ma sono troppo inferiori al reddito precedente. E perché l’aumento della durata media della vita e il miglioramento delle condizioni di salute dei senior sono un altro volto della natura redistributiva e sociale-solidale della competitivissima economia tedesca, e della forza del welfare federale. Si aggiunga un’altra considerazione: chi fino a 65 o 67 anni ha lavorato con piacere non ha voglia di annoiarsi da pensionato. E il suo datore di lavoro (non parliamo di ong di beneficienza bensì di aziende global player come Bmw, Volkswagen, Mercedes, Siemens, Sap, comparto aerospaziale, Bayer, eccetera) spesso ha ancora bisogno dell’esperienza del senior per affiancare e istruire in team efficienti i giovani inesperti.


Secondo, la bassa natalità non garantisce in futuro la copertura dei fondi pensione pubblici, né degli altri fondi previdenziali. I figli e i nipoti dei bimbi del babyboom della ricostruzione e del rilancio postbellici non hanno abbastanza figli che finanzino il loro futuro di terza età.

Terzo, insieme ai senior iperattivi e qualificati occorre mantenere il flusso annuale di migranti, specie qualificati, a un livello di almeno 400mila l’anno. Al momento ne arrivano soprattutto dall’Europa meridionale in crisi (giovani laureati disoccupati e simili) o dal Centro-Est dai buoni sistemi d’istruzione e dalle economie (Polonia, Repubblica cèca, Slovacchia) altamente integrate con quella tedesca. Ma le risorse umane, e demografiche, del resto della Ue, non sono infinite, e tra 20 anni al massimo, o prima, non basteranno più. Occorre dunque una politica attiva e ben mirata di incentivo all’immigrazione qualificata dall’Africa, dall’America latina, dall’India e da altri paesi asiatici. 

E’ una corsa contro il tempo, e nella caccia ai cervelli extraeuropei i big global players tedeschi affrontano la concorrenza dei loro “colleghi” degli Usa e di altre potenze all’avanguardia. Quindi, torniamo alla prima casella, sarebbe opportuna anche la pensione a 76 anni. Chi sa, se le riforme di Renzi avranno successo il problema un giorno si porrà anche da noi. 


Fonte : La Repubblica 

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8 Commenti

  1. Non sono contrario in assoluto al concetto di lavorare sino ad età avanzata . Tuttavia posso tranquillamente affermare che un sessantenne difficilmente può fare le stesse cose di un trentenne e viceversa . E' necessario ripensare al lavoro ed adattarlo alle varie fasce di età . Ma bisogna avercelo il lavoro !

  2. Si dovrebbe eliminare completamente l'Inps ed i suoi corrispondenti in tutti i Paesi Europei…..si deve "sradicare" il concetto di pensione obbligatoria gestita (male) dalle Istituzione pubbliche e attivare la Previdenza privata così che il cittadino è "libero" di decidere se e quanto versare e per quanto tempo. Ormai siamo fuori dall'analfabetismo ed abbiamo tutti un mezzo di informazione in casa. Infine: toglieremo anche nostri quattrini (tanti) al sistema pubblico che dimostra di non saperli amministrare a dovere….quando non li ruba.

    • io sono favorevole all'attività pubblica in certi settori (esempio sanità e istruzione), invece le pensioni le privatizzerei. tuttavia qui sorge un problema… il privato è soggetto al fallimento… cosa si fa se affidi i tuoi contributi a un privato e poi fallisce? anche nei pochi paesi a previdenza privatizzata (cile) c'è sempre un organo di controllo (ed eventuale intervento) statale e torniamo al punto di partenza.
      lucio.

  3. le pensioni sono l'unico vero problema italiano. l'inps ha un buco annuale di 110 miliardi senza il quale in 20 anni il debito pubblico si azzererebbe. perchè c'è questo buco? perchè l'inps prende 2 e dà 3. e perchè?
    – a causa del sistema retributivo
    – a causa delle baby pensioni
    – a causa del fatto che gli italiani sono gli unici al mondo a pretendere pensioni pressochè uguali agli stipendi.
    ma è possibile che gente che per 30 anni versava 500 al mese poi prende 2000 al mese per altri 30 anni??? i soldi non crescono sugli alberi!
    molti pensionati stanno parassitando chi lavora, prima o poi si dovrà tagliare le pensioni in essere fregandosene dei "diritti acquisiti", altrimenti si va al fallimento.
    lucio.

  4. Per anonimo delle 12:34
    l'inps ha gestito male i soldi in passato concedendo pensioni anche dopo soli 15 anni. Da una parte è vero che l'Italia è un paese di vecchi da mantenere, ma ci sono anche casi di chi muore prematuramente ed i contributi versati non vengono di certo restituiti ai familiari. Ad esempio mio padre è morto anni fa poco prima di andare in pensione e mia madre percepisce una pensione minima in quanto lei ha già la sua pensione. La mia sensazione è che i soldi sono stati gestiti male, lo Stato ha una miriade di introiti tra le tasse, e i monopoli su alcol, tabacchi e lotterie. Tra l'altro l'Italia non da' alcun reddito di cittadinanza…ditemi voi…dove finiscono i soldi? Sono totalmente d'accordo con undo, sante parole, ognuno deve poter scegliere se pagare i contributi o mettere i soldi dentro al materasso.
    Lorenzo

  5. Io sono del tutto contrario alla pensione privata. L'Inps deve rimanere pubblica senza accollargli però i buchi dell'Inpdap (pensioni baby dipendenti pubblici elargite dai politici a fini elettorali) e l'assistenza sociale tipo cassa integrazione, mobilità. invalidità ecc.
    Bisogna solo pretendere che si gestisca meglio la cosa pubblica perché c'è qualcuno che la gestisce male di proposito per poi giustificare le privatizzazioni. La logica del profitto, propria del privato, non potrà mai sposarsi con scuola, sanità e previdenza decenti. Bisognerebbe invero ABOLIRE le sovvenzioni/agevolazioni pubbliche alle scuole private, ai fondi pensione privati e alla sanità privata. Già questo semplice provvedimento basterebbe per risanare le esangui casse italiane. Ma per fare questo ci vorrebbe onestà, cosa che gli italioti non vogliono.

  6. lorenzo, io mi studio i bilanci, dello stato, dell'inps, si trova tutto su internet.
    e facendo una media (inps) tra chi dà molto ricevendo poco e chi dà poco ricevendo molto, il risultato è che l'inps perde annualmente 110mld (1/7 dell'intera spesa pubblica… il 7% dell'intero pil del paese) che poi devono essere presi con le tasse a chi oggi lavora.
    l'italia ha il RECORD MONDIALE della fetta di pil devoluta ai pensionati (17%), il secondo classificato è la grecia (12%) che è già fallita. gli altri paesi evoluti stanno a 8-10%.
    questo è un assurdo, un suicidio.
    stanno tentando di metterci una pezza vessando i pensionati futuri (come da più recente post su sto blog) e chi lavora oggi (alzando i contributi anche oltre il 40% del salario LORDO). sarebbe più giusto tagliare le pensioni in essere… ma purtroppo per questioni legali (diritti acquisiti) e elettorali (23 milioni di pensionati votano!) ciò è utopico.
    finche lo stato non fallirà… e allora la realtà sarà peggio della peggior utopia… in grecia invece che tagliare pensioni hanno tagliato del 30% la sanità, risultato: impennata mortalità, 14.000 morti in più l'anno (ho fatto calcoli precisi consultando molti dati onu e world bank).
    dove finiscono i soldi? IN PENSIONI! in tutti gli altri capitoli di spesa l'italia spende meno degli altri paesi (sanità, istruzione, stipendi).
    reddito di cittadinanza? e da dove li prendi i soldi? mica siamo la libia di gheddafi che dava un lauto reddito di cittadinanza distribuendo socialisticamente gli introiti del petrolio… ma gheddy era "kattivo" e l'abbiamo ammazzato…
    io comunque sono contrario al reddito di cittadinanza, significa rubare soldi a chi si fa il mazzo per darli a chi non fa niente. e poi già ci sono le pensioni sociali, la cig, l'invalidità a prendersi cura degli sfortunati.
    ragazzi, i soldi non crescono sugli alberi, tocca LA-VO-RA-RE, produrre cose reali, materiali…
    lucio.

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