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La tassazione dei Fondi di Investimento

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Ho deciso di pubblicare queste tabelle che mostrano le varie tassazioni cui è sottoposto un Fondo di investimento perchè nonostate l’argomento sia stato discusso in tanti commenti  ancora mi arrivano e-mail con richiesta di informazioni di questo tipo .  

Le tabelle si riferiscono alle due principali tassazioni : IOF ed IR . Ricordo che sui fondi incide anche la Tassa di gestione ed in qualche caso anche una Tassa di uscita . Normalmente le tabelle di “Rentabilità dei fondi ” pubblicate dalle Banche tengono gia conto della Tassa di Gestione ma non dell’IR e pertanto sono al lordo della imposta sul reddito . Buona lettura . 


Tributação de Fundos de Investimento
Conheça as regras para tributação de fundos de investimento.
Recolhimento de Imposto de Renda Semestral (come cotas)


Os rendimentos obtidos nos fundos de investimento estão sujeitos à incidência de IR semestral nos meses de maio e novembro de cada ano (conhecido como “come cotas”), considerando as alíquotas abaixo.


 15% – Fundos classificados como Longo Prazo
 20% – Fundos classificados como Curto Prazo
Além do recolhimento semestral, os investimentos em Fundos estão sujeitos ao recolhimento de Imposto de Renda no momento do resgate, respeitando as alíquotas indicadas nas tabelas abaixo.

Fundos de Investimento Curto Prazo (prazo médio dos títulos que compõem a carteira dos fundos inferior a 365 dias):
Prazo da Aplicação*
(Dias)
Alíquota Recolhida
Semestralmente
(“come cotas”)
Alíquota
Complementar
Alíquota Total**
Até 180 20% 2,5% 22,5%
Acima de 180 20% 0% 20%


* Para os rendimentos auferidos a partir de 2005, os prazos de aplicação da tabela acima serão considerados a partir da data de aplicação. No caso de aplicações feitas até 30/12/2004, a data é 1º de julho de 2004.
** A alíquota total refere-se ao somatório da tributação semestral de 20% mais a alíquota complementar referida no quadro acima.

Fundos de Investimento Longo Prazo (prazo médio dos títulos que compõem a carteira superior a 365 dias):
Prazo da Aplicação*
(Dias)
Alíquota Recolhida
Semestralmente
(“come cotas”)
Alíquota
Complementar
Alíquota Total**
Até 180 15% 7,5% 22,5%
De 181 a 360 15% 5% 20%
De 361 a 720 15% 2,5% 17,5%
Acima de 720 15% 0% 15%


* Para os rendimentos auferidos a partir de 2005 (referentes a aplicações realizadas até 23/12/2004), os prazos da tabela acima serão considerados a partir da data da aplicação. No caso de aplicações feitas até 22/12/04, a data é 1º de julho de 2004.
** A alíquota total refere-se ao somatório da tributação semestral de 15%, mais a alíquota complementar referida no quadro acima.

IOF


Além do Imposto de Renda, para os resgates ocorridos nos primeiros 30 dias a contar da data da aplicação, há cobrança de IOF sobre o rendimento da aplicação de acordo com a tabela decrescente.
Importante: os fundos de ações não sofrem incidência do IOF.
Dias IOF Dias IOF Dias IOF Dias IOF Dias IOF Dias IOF
96% 80% 11º 63% 16º 46% 21º 30% 26º 13%
93% 76% 12º 60% 17º 43% 22º 26% 27º 10%
90% 73% 13º 56% 18º 40% 23º 23% 28º 6%
86% 70% 14º 53% 19º 36% 24º 20% 29º 3%
83% 10º 66% 15º 50% 20º 33% 25º 16% 30º 0%


FUNDOS DE AÇÕES


Imposto de Renda Fonte (IRF): Os rendimentos ou ganhos de capital distribuídos pelos Fundos de Ações aos cotistas serão tributados, quando do resgate das cotas, à alíquota de 15% (quinze por cento).


IOF: Os fundos de ações não sofrem incidência de IOF.

27 Commenti

  1. Salve a tutti.Se ho ben capito un fondo che dura due anni ha il capitale garantito e un prelievo semestrale sugli interessi maturati che varia dal 22,5 al 15 per cento.Riscattando lo dopo due anni dovrebbe gravare anche una indefinita tassa di uscita…Visto che una poupanca da i! 6% minimo,se non sbaglio,mi chiedo se questi fondi convengono e se soprattutto gli interessi sono sicuri.Grazie.

    • Con l'inflazione al 6% la Poupança come investimento non è credibile , mantiene solo il valore del capitale . Comunque tutto dipende dall'importo di cui stiamo parlando . Guadagnate il 3% IN PIU' su 30 000 reais è diverso che su 300 000 o 1 000 000 .
      La tassa di uscita esiste solo in fondi che garantiscono un rendimento più elevato degli altri e comunque si paga solo ritirando prima di due anni e con tasso via via decrescente . Io ho un investimento di questo tipo da oltre due anni ed oggi percepisco il 9% netto ( Tassazione al 15% ) . Per quanto riguarda la sicurezza degli interessi questo dipende dall'indice a cui ti sei agganciato Gli indici cambiano nel tempo ma mai da un giorno all'altro e pertanto hai sempre la possibilità di cambiare .

    • Ciao Ottoaprile…sono Daghy.
      Pian piano, comincio ad interessarmi sulll'argomento investimento ou poupança. A proposito, ti chiedo un consiglio: Verso la fine di ottobre sarò a Fortaleza fino all'inizio gennaio 2015. In questo momento ho 40 mila reali in poupança (Banco Brasil), va bene così come sta? Altrimenti hai conoscenza di qualche altro metodo migliore di come utilizzare questa cifra?
      Grazie sempre della tua disponibilità e dei tuoi preziosi consigli/consulenze.
      Saluti,

    • Ciao Antonio, al BB mi hanno parlato di un investimento simile alla poupança, ma un po' piu' redditizia, con capitalizzazione diaria, ovvero possibilita' di disinvestimento anche dopo 1 giorno senza perdere gli interessi,anziche' mensile , e comunque a basso rischio, esente da commissioni e IR , cioe' in LSA ;
      sembra che solo il BB offra la possibilita' del disinvestimento anche giornaliero(liquidita'), ma di contro investimento minimo di 30mila reais: hai informazioni o consigli in merito?

      Carmine.

    • Grazie del consiglio e della celere risposta!
      Intanto sono ancora qui in Italia e tra 3 anni finisco il mutuo della mia unica casa e sacrificio di tutta una vita (ora ho 54 anni!). Purtroppo, con gli immobili sottovalutati…forse di 30%? qui in Italia, mi trovo ben fregata (casa di 300 mila euro prima della crisi ed ora non ha più questo valore). Quindi tra qualche anno (ormai non posso aspettare più di tanto…gli anni passano), nonostante tutto devo venderela e tornare in Brasile per godermi una vecchiaia serena. Un pò mi "secca" dover svendere ed accontentarmi di quel che prenderò!
      Secondo te che sei molto aggiornato riguardo i movimenti finanziari dei paesi, ci sono studi attendibili sulla situazione italiana? Scusami se ti ho disturbato troppo!
      Grazie ancora, Daghy

    • Carmine

      fatti dare la " lamina " dell'investimento , inviamela per e-mail e ti saprò dire . Comunque tutti fondi di cui parlo hanno capitalizzazione diaria e possibilità di disnvestimento anche dopo 1 giorno ma se se sei nei primi 30 gg viene applicata una IOF decrescente secondo la tabella del post . Ma chi fa un investimento conservatore e lo tiene meno di 30 gg ?

    • Daghy

      io ero nella tua stessa situazione ed ho risolto non pagando più il mutuo e lasciando la casa alla banca . Avevo pagato il 50% circa del totale . Ho preso questa decisione perchè la casa si trova nella terra dei fuochi e secondo me è immorale che si paghi un mutuo su una proprieta che a causa del malgoverno non ha difatti più alcun valore . ( Lo so che scatenerò le critiche di coloro che hanno acquistato o stanno acquistando a costo di grandi sacrifici nella zona ma io sono così , se sono convinto , agisco anche se l'azione è drastica ) .
      Non venderei mai un appartamento in quell'area mettendo a rischio di tumori la vita del compratore e della sua famiglia . Vendere è criminale , acquistare è da incoscienti .

    • Cento volte grazie! Allora sono fortunata che ho un bello appartamento in zona Castelli Romani con vista mare, ben collegata per il centro di Roma con treno e autobus ecc. Quindi sarò fortunata per la seconda volta se riesco a venderlo, nonostante la crisi. Comunque il tuo racconto mi servirà di spunto per prendere una decisione.
      Ciao, Daghy

  2. daghy, all'interno dell'euro l'italia non ha scampo. l'anno prossimo entrerà pure in vigore il "fiscal compact", dovrete ridurre il debito al 60% in 20 anni, significa 60 miliardi annui da prendere alla gente. sarà la "soluzione finale"… vi ridurranno come la grecia, un paese del terzo mondo.
    le imprese scappano, i giovani scappano, i cervelli scappano, rimarranno solo pensionati e disoccupati… ma mangeranno con quali soldi?
    lucio.

    • Sintesi della situazione italiana:
      Debito-Pil: in Italia nel primo trimestre 2014, il rapporto tra debito pubblico e Pil è salito al 135,6% dal 132,6% del trimestre precedente. A maggio 2014 il debito è cresciuto a 2.166,3 miliardi di euro, con un incremento di 92 mld di euro rispetto a 12 mesi prima. Nell'UE e nella zona euro in rapporto al Pil, il debito italiano è secondo solo a quello greco.
      Crescita economica: Il Def del Governo aveva stabilito un rapporto Debito/Pil al 134,9%, basato sulla proiezione di crescita del Pil per il 2014, pari allo 0,8% ed un rapporto di indebitamento netto del 2,6% sul Pil. Sia Bankitalia che FMI, nel prevedere una crescita più bassa, ritengono inevitabile un buco nei conti che dovrà essere ripianato.
      Spesa pubblica: invece di diminuire è aumentata nei primi 5 mesi del 2014, passando da 181,9 miliardi di euro a 206,7 con un incremento di 25 miliardi di euro.
      Disoccupazione: a maggio (Istat) sale ancora il tasso di disoccupazione che si porta al 12,6%. I giovani senza lavoro sono il 43%, con 2,3 milioni di occupati in meno sotto i 35 anni dal 2004.
      Fisco: la pressione fiscale, pari al 43,8%,per le imprese arriva al 68,6 % sui profitti, dati che non hanno eguali al mondo.
      Consumi: Prosegue il tracollo delle vendite al dettaglio calate del 3,5% su base annua. L’andamento, nell’indicare una fase recessiva, conferma che la voce “Consumi interni privati” costituisce circa il 60% del PIL Italiano, per cui se non si riprende questo indicatore, difficilmente il PIL si “riprende”.
      Sofferenze bancarie: 168,5 miliardi di euro a maggio, con un apporto sofferenze/impieghi pari all’8,9%;
      Tassi mutui: correntisti ed utenti dei servizi bancari pagano su ogni mutuo trentennale di 100.000 euro (fissato oggi al tasso del 5,11% in Italia contro 3,79% dell’area euro), uno spread di circa 30.000 euro in più alla scadenza dei mutuatari europei.
      RCAuto: dal 1994 (ultimi 20 anni), i costi delle polizze mediamente sono aumentati di oltre il 254%, non giustificati dall’andamento dell’incidentalità’. Tra il 2008 e il 2013 in Italia gli automobilisti hanno pagato 231 euro annui in più rispetto alla media Ue.
      Corruzione: Corruption Perceptions Index 2013, la lista dei 177 Paesi più corrotti al mondo, redatta dalla Ong Trasparency International, assegna all’Italia il 69esimo posto nella classifica, tra il Montenegro e il Kwait. Tra gli indici presi come riferimento, nella percezione della corruzione, c'è l'analisi del settore pubblico, seguita dall'abuso di potere, dagli scarsi livelli di integrità e gli accordi segreti. Fattori che non solo opacizzano la governance di un Paese ma che lo indeboliscono anche dal punto di vista economico e sociale.
      Per queste ragioni in autunno, arriverà una manovra lacrime e sangue, da 24 a 30 miliardi di euro per tappare il dissesto dei conti pubblici, sui quali incombono fiscal compact e pareggio di bilancio.
      Fonte: Elio Lannutti
      Inoltre il FISCAL COMPACT imposto dalla EU e recepito prontamente da monti impone manovre aggiuntive a riduzione del debito per ulteriori 50/60 miliardi di euro all'anno per il periodo 2015/2035.
      Res sic stantibus, DI QUALE FUTURO VOGLIAMO PARLARE PER L'ITALIA??

    • è uno dei patti che deve rispettare uno stato che usa l'euro. prevede l'adeguamento entro 20 anni a un rapporto del debito pubblico/pil del 60%, per i paesi che l'hanno maggiore. l'italia sta al 135% e come valore ha superato i 2100mld. per scendere al 60 dovrà tagliare circa 1200mld, cioè 60 annui. come si tagliano?
      – più tasse
      – meno spesa pubblica
      – vendita patrimonio pubblico (anche privatizzazione aziende)
      – esproprio risparmi
      e il bello è che anche tagliando il debito non riusciranno a diminuire il rapporto debito/pil, perchè quelle misure di taglio deprimono il pil, quindi cala sia il numeratore che il denominatore del rapporto.
      l'hanno già fatto in grecia e non è servito a niente se non ridurre sul lastrico milioni di persone e aumentare la mortalità di 14.000 annui (perchè hanno segato del 30% la spesa sanitaria pubblica).
      mancano pochi mesi alla "bomba atomica"… se qualcuno non si impunta per eliminare sto fiscal compact l'italia "JA ERA"…
      lucio.

    • ciao lucio,
      mi piace il tuo raggionamento e non fa una piega.
      per me,la soluzione migliore una volta fatta la "golden rule" del pareggio in bilancio e fare una patrimoniale una tantum di 10% su tutti i risparmi(compresi i BOT,BTP ecc)e si recuperano un bel po di soldi per ripartire.secondo me e l'unica soluzione per evitare di entrare in una spirale recessiva di qualche decennio.
      saluti
      francis

    • secondo me invece meglio tornare a una moneta ITALIANA (o del sudeuropa), senza patrimoniali.
      tutti i paesi emergenti soffrirono negli anni 90 gli stessi problemi dell'italia oggi e per le stesse cause (moneta artificialmente forte). nel 98, siccome sono più intelligenti di noi, tornarono a un giusto valore della moneta e ripartirono.
      invece l'argentina continuò imperterrita e fallì.
      perchè devo tagliarmi i risparmi per fare un favore a chi vuole l'euro, ovvero la germania e le multinazionali italiane che vogliono delocalizzare?
      anche il taglio risparmi deprime il pil e alla fine il debito/pil non migliora, non serve a niente e dopo qualche anno si ricomincia… chiedere a grecia e cipro.
      non c'è NIENTE da fare con una moneta che fa strage della tua capacità produttiva.
      lucio.

    • ciao lucio,
      fidati,e meglio una patrimoniale del 10% che una svalutazione del 40% con il ritorno alla lira.il vero problema in italia e in europa in generale sono le innumerevoli spese che un giovane ha solo nell'aprire una partita iva.e scandaloso che appena ti iscrivi alla camera di commercio,arrivano bollettini da tutte le parti con presunti guadagni che farai…una follia.va tutto semplificato e fatto pagare una percentuale crescente di tasse solo sull'incassato man mano che aumenta il tua fatturato.ad oggi,chi solo pensa di aprire una partita iva e vede i costi,si scoraggia e aumenta le file dei disoccupati.l'euro e un problema ma non il maggiore secondo me.
      saluti
      francis

    • non concordo.
      e tra l'altro è proprio l'europa che impone di vessare il piccolo imprenditore. se non lo sai, l'italia ha una % di "autonomi" sul totale della forza lavoro doppia/tripla rispetto alle economie più avanzate, troppe aziende e troppo piccole. vessare gli autonomi con tasse su tasse, redditometri e studi di settore serve a sterminarli.
      solo la grecia in europa ha una % di autonomi maggiore dell'italia, è tipico di economie arretrate. puntare sul lavoro autonomo è fallimentare.
      comunque una moneta deve essere LIBERA di fluttuare sul mercato. se non la fai fluttuare sono volatili per diabetici. il brasile per 4 anni (95-98) PER FARE UN FAVORE AGLI USA compì sforzi sovrumani per mantenere il real dollarizzato: triplicò il debito estero, triplicò la disoccupazione, azzerò la prod.industriale, bil.commerciale in profondo rosso. questo accade in tutti i paesi che insistono con moneta forte e sta accadendo in italia.
      "grazie" all'euro l'italia solo di bil.commerciale ha perso 600mld in 12 anni (di cui ha beneficiato la germania), senza sto scherzetto oggi il pil sarebbe 2100 invece che 1500 e il debito sarebbe il 100% del pil invece del 138.
      e non ci sarebbero le delocalizzazioni e le sofferenze bancarie.
      tagliare risparmi NON SERVE A NIENTE, l'hanno fatto in grecia… dopo 2 anni sei punto e accapo se non esci dalla moneta forte.
      poi se a te conviene l'euro per motivi personali è un altro paio di maniche.
      lucio.

    • ciao lucio,
      non ho motivi per essere attaccato all'euro e non mi interessa.ho solo detto che secondo me,l'euro non e il piu grosso problema.la percentuale di debito/PIL in italia e sempre cresciuta anche con la lira e puoi anche credere che oggi sarebbe con la lira al 100% ma io non ci credo.comunque,e sempre bene confrontare le opinioni.
      ciao
      francis

    • e già… direi che sarebbe meglio accettare una svalutazione della moneta che non il fallimento dello stato e dell'inps…
      lucio.

  3. Va anche detto che l'Italia la fanno gli italiani la Germania i tedeschi e la Russia i russi…
    l'andamento di un Paese è lo specchio della cultura e del modo di agire di chi lo abita…o è sempre colpa degli altri ??

    • beh, se uno studia un po' di storia vede che a volte anche gli altri mettono lo zampino…
      come diceva falcone, bisogna seguire i SOLDI per avere indizi sul "colpevole".
      in europa dove vanno i soldi? chi è l'unico che va a gonfie vele guarda caso proprio dai primi anni 2000?
      già l'economista kaldor nel 1971 spiegava che le aree valutarie sono insostenibili perchè il centro risucchia la periferia.
      ora, se io periferia ho la mia cultura e la mia struttura economica, perchè mi devo mettere insieme al centro e farmi risucchiare? per masochismo?
      meglio ognuno per la sua strada.
      lucio.

    • peccato che in Italia chi anche solamente ipotizza un referendum sull'euro viene tacciato di eresia da tutti i politici e sistema mediatico. E il peggio è che gli italiani gli credono!

    • purtroppo credo che un referendum sarebbe inutile ora. ti fanno una bella campagna mediatica e tutte le pecore vanno appresso al pecoraro. i tempi non sono maturi, bisogna ancora soffrire molto ma molto di più prima di svegliarsi, perfino i greci ancora dormono. e mi sa che ci sveglieremo troppo tardi, quando tutte le industrie se ne saranno andate.
      su internet ci sono alcuni siti "consapevoli" e comunque buoni per ampliare la propria cultura economica. alcuni esempi:

      http://goofynomics.blogspot.com.br/2012/10/istruzioni-per-luso-20.html

      http://scenarieconomici.it/

      http://keynesblog.com/

      lucio.

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