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Il futuro del Brasile visto da Mark Moebius

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Ho trovato questa intervista con Mark Moebius  (Executive Chairman
Templeton Emerging Markets Group Singapore ) dell’Aprile 2014 . Niente di nuovo per chi risiede qui ma comunque una sintesi interessante per chi vive in Italia .

( Nella foto , Mark Moebius a Recife ) 

Negli ultimi due anni, il Brasile ha compiuto investimenti enormi che purtroppo non si sono tradotti in una crescita significativa e hanno provocato conseguenze economiche negative. Oltre alle spese elevate legate alla preparazione della Coppa del mondo FIFA™ quest’estate e dei Giochi Olimpici nel 2016, la società petrolifera nazionale brasiliana ha investito miliardi di dollari in costose attività di esplorazione offshore, produzione e sviluppo di energia. Sono state destinate risorse anche ad altri enormi progetti, quali un importante stabilimento petrolchimico, nonché vari programmi sociali a sostegno delle fasce di popolazione a reddito più basso. Il Brasile deve chiaramente far fronte ad alcuni fattori sfavorevoli, ma riteniamo che le riforme significative miranti a stimolare gli investimenti nel settore privato potrebbero aiutare il paese a ritornare su un percorso più positivo e ridurre l’onere sulle risorse governative.

La situazione brasiliana è diventata così critica che l’agenzia di rating Standard & Poor’s ha recentemente declassato il rating creditizio del paese da BBB a BBB-, il livello investment grade più basso, in considerazione del peggioramento della situazione fiscale del governo e della mancanza di fiducia nella sua gestione economica.

L’annuncio sembra aver incrementato le pressioni tese a indurre il governo brasiliano a riordinare la situazione fiscale. Dopo il declassamento, il ministero delle finanze del Brasile ha comunicato che il governo sta valutando un aumento delle imposte per ovviare al gettito fiscale minore del previsto.

A febbraio, il ministro delle finanze brasiliano, Guido Mantega, ha promesso di ridurre le spese di 18 miliardi di dollari nel corso dell’anno, fornendo tuttavia pochi dettagli sulle misure che intende adottare a tal fine. La maggior parte degli osservatori (tra cui noi) ritiene che il taglio delle spese governative sia difficile, se non impossibile, nel breve termine, alla luce delle imminenti elezioni presidenziali a ottobre.

La crescita economica brasiliana (2,3% nel 2013 e una percentuale identica stimata per il 2014[1]) non è abbastanza elevata da generare un capitale sufficiente a soddisfare le esigenze, in termini di infrastrutture e servizi sociali, della giovane popolazione del paese. Le banche controllate dal governo concedono finanziamenti a un ritmo sostenuto, ma gran parte di queste operazioni non sono a nostro giudizio prudenti e potrebbero dare luogo a un aumento delle sofferenze. Alcuni osservatori ritengono che il governo potrebbe essere costretto a iniettare nuovi capitali in tali banche e ciò si tradurrebbe naturalmente in un aumento dei rapporti debito governativo-PIL.

Le riforme sono essenziali, ma sono state attuate con eccessiva lentezza perché il processo decisionale politico brasiliano richiede un ampio consenso e negoziazioni a nostro giudizio lunghissime. Alcune riforme richiedono modifiche alla costituzione del paese che a loro volta devono essere votate e approvate due volte a maggioranza assoluta in ciascuno dei rami del Parlamento, il che non è facile a causa delle profonde differenze tra i vari gruppi d’interesse espressione di questo vasto paese.

Il pendolo dell’opinione pubblica

Nel 2013, si sono tenute proteste in varie città brasiliane contro gli aumenti delle tariffe dei trasporti pubblici, la corruzione e le scarse infrastrutture. Sino a quel momento, il governo brasiliano aveva goduto di un notevole favore grazie ai bassi livelli di disoccupazione e a numerosi programmi populisti. La percentuale di approvazione dell’operato del Presidente Dilma Rousseff che all’inizio del 2013 era di circa il 70% è scesa al 30% alla fine dell’anno. Nonostante il calo di popolarità, le divisioni sul fronte dell’opposizione potrebbero ridurre il divario e regalare a Dilma Rousseff la rielezione a ottobre.

Dato l’aumento del debito governativo brasiliano, per sviluppare le infrastrutture del paese sono necessari i capitali del settore privato. I piani attuali richiedono il rilascio di un numero elevato di concessioni al settore privato per la realizzazione di autostrade, ferrovie, aeroporti internazionali e la fornitura di altri servizi. Le Olimpiadi 2016 stanno costringendo il governo ad accelerare il passo. Per ricevere i milioni di turisti previsti, è necessario attuare con urgenza misure di gestione e ammodernamento degli aeroporti. Alla fine del 2013, mi ha fatto piacere sapere che la gestione dell’inefficiente aeroporto di Rio de Janeiro è stata affidata a una società di Singapore. Altri contratti e concessioni simili sono stati assegnati in altre aree.

Carnevale ed evoluzione dell’edilizia in Brasile
Il mio team e io ci siamo recati in Brasile all’inizio di marzo e la nostra prima destinazione è stata Rio de Janeiro, che richiama milioni di persone in occasione del Carnevale, una celebrazione che si tiene nei paesi cristiani prima della quaresima. Mentre molti locali lasciano la città per sfuggire al rumore e al traffico intenso, altri arrivano da tutto il Brasile e altre parti del mondo per una settimana di divertimento e spettacoli. Il Ballo di Carnevale nel prestigioso Copacabana Palace Hotel, nel cuore della spiaggia di Copacabana, segna l’inizio delle celebrazioni, che proseguono sino alle prime ore del mattino. La festa continua poi al Sambodromo, un tratto di strada di circa un chilometro costeggiato da palchi e gradinate per 80.000 spettatori lungo il quale sfilano i migliori carri delle “scuole” di diverse provenienze, in una gara spettacolare al suono di musica e tamburi. Sulle strade di Rio, nei quartieri di tutta la città, gruppi di centinaia e anche migliaia di persone in festa si trovano per bere e ballare al suono delle proprie band di samba. Naturalmente, questi festeggiamenti provocano traffico intenso e rumore e le squadre di netturbini della città, che indossano la tipica tuta arancione e imbracciano grosse scope, devono lavorare duramente per ripulire tutto. Poiché gran parte di questi lavoratori si ritiene sottopagata, i sindacati credono che il Carnevale sia il momento opportuno per richiedere aumenti salariali e in un quartiere abbiamo infatti visto una grossa squadra che si rifiutava di lavorare. La controversia è stata fortunatamente risolta con i funzionari amministrativi locali che, stando a quanto ho capito in tal caso, hanno promesso di concedere aumenti degli stipendi.

Lungo la strada che corre accanto alla spiaggia di Ipanema, da dove ebbe origine la famosa canzone “La ragazza di Ipanema”, ho visto le favelas sulle falde delle colline che sovrastano la spiaggia. Parlando con il mio tassista, ho detto che chi vive in quelle baracche sulle colline ha una vista stupenda e che è un peccato che così tante persone non abbiano la proprietà legale del terreno. Se l’avessero, potrebbero migliorare notevolmente la propria vita e un giorno, dato l’aumento dei prezzi immobiliari, vendere anche il terreno per una discreta somma. Mi ha fatto piacere quando mi ha risposto dicendo che un programma governativo mirante a concedere la proprietà legale agli abitanti delle favelas ha compiuto qualche progresso.

Penso che il programma di proprietà sia molto importante, in quanto la concessione della proprietà legale può anche liberare capitali per migliorare le abitazioni e le aree in cui vive la popolazione dellefavelas. Stando a varie notizie riportate dai media, è allo studio la concessione della proprietà legale a oltre 100.000 nuclei (ossia circa il 23%) delle comunità di favelas di Rio[2]. Il processo è complesso e coinvolge vari uffici governativi, ma vi sono speranze e in Brasile la stampa parla del sogno che gli abitanti delle favelas possano un giorno diventarne i proprietari legali. A Rio, i prezzi immobiliari hanno generalmente registrato incrementi straordinari e negli ultimi tre anni i costi delle abitazioni sono in alcuni casi raddoppiati. I titoli di proprietà non soltanto conferiscono un diritto su un bene il cui valore potrebbe aumentare, ma consentono anche ai residenti di avere un indirizzo riconosciuto da tribunali e banche, il che può facilitare la concessione di credito.

Inoltre, nelle favelas sono ora adottate misure di contrasto alla criminalità, che ha cominciato a diminuire. La polizia ha istituito stazioni nelle favelas anziché effettuare perlustrazioni periodiche alla ricerca di trafficanti di armi e droga e il nuovo programma ha migliorato la sicurezza di chi risiede in queste aree.

Il programma governativo “Minha Casa, Minha Vida” (“La mia casa, la mia vita”) annunciato nel 2009, è legato a quanto sta accadendo nelle favelas di Rio. È stato elogiato in quanto rappresenta una soluzione per offrire una casa a milioni di famiglie che altrimenti non potrebbero permettersela. Si calcola che sette milioni di famiglie vivano in condizioni subottimali e l’obiettivo del programma era la costruzione di un milione di nuove abitazioni per loro entro il 2016. Tale obiettivo è già stato raggiunto e in seguito ampliato, movimentando decine di miliardi di dollari. La banca governativa, Caixa Econômica Federal, direttamente controllata dal Ministero delle Finanze, concede prestiti a bassi interessi ai proprietari legali dei terreni, una percentuale elevata dei quali è nelle favelas.

Nel programma rientrano inoltre varie aziende del settore privato che lavorano per soddisfare i fabbisogni abitativi della nazione. Abbiamo incontrato il direttore di una società che opera in tutte le fasi di sviluppo della tipica edilizia a basso costo, comprendente l’acquisto dei terreni, la progettazione, la costruzione e le vendite. In tutte le città in cui opera, l’azienda offre due prodotti destinati a clienti a basso reddito: unità con una superficie utile compresa tra 40 e 55 metri quadrati e un prezzo di vendita inferiore a 100.000 real brasiliani (BRL) (circa 45.000 – 46.000 dollari statunitensi) e un’altra offerta di unità con una superficie utile compresa tra 42 e 70 metri quadrati e prezzi che vanno da 70.000 a 140.000 real brasiliani (ossia circa 32.000 – 64.000 dollari statunitensi). La domanda è elevata e il management ritiene che le società brasiliane abbiano realizzato meno della metà delle abitazioni che il mercato è in grado di assorbire.

Abbiamo visitato un’altra società di sviluppo immobiliare la quale dopo aver operato in un’ampia gamma di segmenti di abitazioni, completate e vendute, destinate prevalentemente a clienti a reddito medio-alto e alto, ha cominciato a muoversi in modo più aggressivo nel mercato dell’edilizia economicamente accessibile. Nel complesso, siamo stati incoraggiati dall’espansione dei progetti edilizi in Brasile.

Naturalmente, l’acquisto di una casa richiede solitamente un finanziamento. Si teme che l’aumento dei mutui, soprattutto mediante finanziamenti delle banche governative, potrebbe diventare un onere per alcune famiglie. In Brasile, il debito delle famiglie è attualmente oltre il 40% del reddito; al momento, i mutui rappresentano circa un terzo di tale debito[3], ma la percentuale è in aumento a causa dei programmi promossi dal governo.

Come investitori in Brasile, stiamo compiendo un passo indietro e valutando le prospettive di lungo termine del paese e ci siamo concentrati più sull’andamento del consumo che sul quadro politico. Riteniamo che numerose società orientate al consumo possano singolarmente continuare a registrare buoni risultati ed è per questa ragione che l’analisi bottom-up e la gestione attiva sono a nostro giudizio essenziali. Il settore edilizio brasiliano è soltanto un esempio.

Siamo consapevoli delle attuali problematiche del Brasile e del timore che il paese possa addirittura cadere in recessione, mettendo così a rischio la spesa al consumo e le spese in conto capitale. Un eventuale aumento delle imposte, da parte del governo brasiliano, in un clima economico e sociale vulnerabile, potrebbe accentuare le tensioni. Confidiamo nel fatto che le numerose risorse positive e il potenziale di cui il Brasile è nostro avviso dotato ritornino in primo piano e che i prossimi importanti eventi sportivi contribuiscano in misura ancora maggiore a promuovere le riforme, le spese in investimenti e la crescita nel paese.


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3 Commenti

  1. mah… su alcune cose moebius o non ha le idee chiare o (più probabile) fa propaganda per i suoi interessi di investitore.
    sono certo che guardando le favelas sui morros dietro ipanema pensava "quanti bei grattacieli di lusso potremmo fare lì".
    vero che il brasile quest'anno ha problemi di bilancio pubblico. ovviamente, da buon imprenditore, moebius consiglia tagli alla spesa pubblica… ma cosa tagliare?
    pochi conoscono il bilancio pubblico brasiliano. le maggiori voci della spesa sono:
    – interessi sul debito (40% dell'intera spesa, italia 10% e già dicono che è troppo)
    – pensioni (25%, italia 30%)
    la spesa è al 36% del pil (italia 52%).
    quindi, escluse le 2 voci maggiori, per tutto il resto (investimenti, stipendi, sanità, scuola, sicurezza, trasporti, ricerca, ecc.) il brasile spende appena il 35% (italia 60%).
    mi pare assurdo comprimere ulteriormente questo già striminzito 35%.
    il 40% di interessi è comprimibile? i tassi sono alti per contenere l'inflazione, se li abbassi l'inflazione esplode e il real crolla…
    il 25% di pensioni è comprimibile? qui ci sono delle regalie assurde ma non vedo nessuno che si pone il problema.
    lucio.

  2. Sicuramente la visione del Brasile dall'hotel Copacabana di Rio de Janeiro dove senz'altro Moebius si sarà ospitato è molto differente da quella di noi residenti che combattiamo quotidianamente per il nostro " bread and butter " . Ecco perchè NON bisogna prendere per oro colato le parole di questi analisti nella decisione di investire o meno in Brasile . Ricordiamo che si tratta di investitori puramente finanziari e così come investono possono disinvestire il giorno dopo . NON creano ricchezza ne posti di lavoro : sono opportunisti pronti a cogliere l'attimo e con la residenza ed il culo nei paradisi fiscali .

    • hai ragione. purtroppo sti soggetti fanno "opinione pubblica" e non solo fuori, anche in brasile le loro opinioni vengono prese a modello da parte di gente che ha interessi simili. basta vedere quanta gente in brasile dà la colpa del raffreddamento dell'economia alle tasse e al governo (è sempre colpa delle tasse e del governo…), mentre la pressione fiscale è al livello degli usa, 35% (italia pare abbia superato il 50%).
      tutti reclamano dell'inflazione (causa dei tassi alti), però ci fosse UNO che indichi come cause dell'inflazione anche ste cose:
      – i tassi di profitto fantascientifici rispetto al primo mondo
      – le lobbies private che impediscono di fare infrastrutture che abbasserebbero i costi di trasporto.
      puoi immaginare chi è che non vuole che vengano costruite ferrovie e metrò, no?
      lucio.

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