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Salsicce e friarielli

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L’argomento di questo post è la cucina . Una attività che trovo estremamente rilassante oltre che utile .  La mancanza di alcuni piatti tipici della nostra tradizione culinaria mi ha spinto sin dai primi tempi del mio trasferimento in Brasile a tentare di riprodurre localmente alcuni dei nostri piatti tradizionali anche utilizzando prodotti locali . 

E’ facile preparare un buon piatto italiano usando ingredienti importati , molto più difficile ma  molto meglio sia in termini economici e di salute usare prodotti cosiddetti a Km zero . E’ chiaro che il discorso vale solo per alcuni prodotti mentre per altri tipo olio , pasta , ecc l’utilizzo del prodotto importato è assolutamente necessario .
Un piatto di cui sentivo spesso la mancanza era i ” le salsicce con i friarielli ”   ovvero le cime di rapa fritte in olio bollente e poi sposate alle salsicce di maiale . Trovate una gustosissima storia dei “friarielli ” sul seguente link http://www.friarielli.it/storia.htm  da cui ho tratto questo brano .
I friarielli senza salsicce sono come Stanlio senza Ollio; come don Chisciotte senza Sancho Panza, come Gargantua senza Pantagruel. Tanto per restare nel culinario.

I friarielli sono una specialità tipicamente napoletana. Attenti a non ordinarli nelle altre zone della Campania: già in Penisola Sorrentina, a meno di 50 Km. dal capoluogo, se chiedete una porzione di friarielli vi porteranno dei (magnifici, per carità) peperoncini verdi fritti. Perché “frjere” in napoletano vuol dire semplicemente friggere.

Il friariello è di umili origini. Proprio come il piatto più famoso della cucina partenopea: la pizza. Non a caso, “’a pizza ch’e friarielle” è stata la prima variante (dopo la Margherita) della pizza.

E della pizza, i friarielli condividono il destino: mangiarli fuori Napoli è quasi impossibile, almeno quanto mangiare una “vera” pizza napoletana. “


In questa ultima frase è racchiuso tutto il mio dramma : i  “friarielli ” già non si trovano fuori Napoli , figuriamoci in Brasile . Le salsicce invece , grazie a Dio  si trovano e sono buonissime . Ma torniamo al soggetto principale della storia  : ” i friarielli ” . Ebbene ho scoperto , in realtà già da un pò , che esiste un vegetale che opportunamente trattato ha lo stesso gusto e profumo delle cime di rapa , si tratta del couve  , una specie del nostro cavolo ma con foglie larghe e piatte .
 Su questo link Youtube trovate le proprietà alimentari del couve :https://www.youtube.com/watch?v=DgzkI_oCF5g .
Ma veniamo al procedimento che trasforma queste foglie  piatte e larghe in deliziosi ” friarielli ” napoletani . Per semplificare la descrizione ho allegato una serie di foto che ho scattato oggi mentre li preparavo .

Ogni foglia va lavata accuratamente in acqua corrente e poi privata del gambo centrale che è duro . 

La foglia va poi piegata a metà come nella foto e quando ne avete raccolte un bel mazzetto le arrotolate e le tagliate come se fosse un salame .

Il risulatato sono i ” coriandoli ” di foglia di couve che vedete nella foto . Non lesinate sul numero di foglie perchè , così come i veri friarielli , quando li friggerete si ridurranno drasticamente di volume .

Nella foto in basso vi mostro il risultato del lavoro di taglio : ogni gambo è una foglia .

 Infine prendete un grosso spicchio di aglio ben duro ,  tagliatelo a pezzetti  e fatelo soffrigere in abbondante olio exrra vergine di oliva 

Quando l’olio è ben caldo buttateci i friarielli che schizzeranno olio bollente dappertutto e pertanto attenzione alle ustioni . Tenere il coperchio pronto per tampare la pentola . Usate un cucchiaio di legno per mescolare i ” friarielli ” ed evitare che si attacchino sul fondo .  Sale a piacere . La cottura dura solo pochi minuti .

 Le salsicce , non le mostro per non farvi svenire . Comunque le faccio cuocere prima in acqua bollente e le pungo perchè possano ” sgrassarsi ” . Successivamente le immergo nei friarielli ancora in cottura e lascio tutto ad insaporire con il coperchio chiuso . 
Buon appetito !
PS : Con questo piatto è quasi indispensabile un bel pezzo di pane casareccio ma di questo , forse , ne parleremo in futuro . 

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5 Commenti

  1. è si, il problema del pane buono in Brasile è un bel problema a lungo andare …. il casareccio sarebbe bello invece rimane un privilegio per i pochi che sanno farselo da soli.

  2. Io ho [provato con le foglie dei brocolis che qui i brasiliani a Sao Paulo buttano via….in quanto sono un po amari come i friarielli napoletani che mi mancano tanto….non sono male ma, a morte re friariell e con le sasicce (magari con vino bianco e finocchietto “erva doce”do brasil)

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