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Sequestrato e maltrattato per estorcere soldi : la disavventura di un lucchese innamorato del Brasile e delle brasiliane .

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Molti lettori , desiderosi di ricominciare la loro vita in Brasile , si spaventano di fronte alla necessità di investire 150 000 reais per aprire la propria impresa ed ottenere il visto permanente e scelgono una strada apparentemente più semplice e “meno impegnativa ” : il matrimonio o la convivenza con una brasiliana/o .

Ho sempre sconsigliato questo tipo di soluzione anche quando sembra che alla base della relazione ci sia il vero amore mentre il 99% delle volte è pura infatuazione . Tenere separati amore e business è una regola d’oro per vivere tranquilli ed a lungo , soprattutto qui in Brasile .

Questo non significa che non esistano matrimoni misti duraturi e basati sul reciproco rispetto , quello che affermo  è che  il matrimonio NON dovrebbe essere visto come uno strumento per emigrare e conseguire un visto , le conseguenze potrebbero essere disastrose .  
Leggete cosa è capitato in questi giorni a questo 40 enne di Lucca .




Sequestrato e maltrattato con la complicità della ex moglie.  Brutta avventura in Brasile per un lucchese che da anni viveva in Sud America. L’uomo, 40 anni, è stato segregato e picchiato da una banda locale, prima di riuscire a liberarsi e a tornare in Italia. Il suo corpo porta ancora i segni delle sevizie subite durante il rapimento.
La storia comincia anni fa quando, in vacanza in Brasile, il giovane italiano conosce una donna del posto, se ne innamora e la sposa. Dopo un periodo di soggiorno a Lucca, la coppia decide di trasferirsi in Sud America, dove il lucchese si ricicla come cameriere. Ma il rapporto si incrina ben presto a causa delle cattive frequentazioni della brasiliana che avrebbe intrapreso una relazione con un boss delle favelas. I due si separano. Ed è qui che comincia l’incubo. Il 40enne riceve periodicamente un piccolo aiuto economico dalla madre, quanto basta perché il nuovo compagno dell’ex moglie decida di mettere in atto un sequestro di persona.

Prima lo minacciano di morte, poi lo rapiscono. Secondo il racconto del 40enne, la donna faceva da “telefonista”. Più volte avrebbe chiamato l’ex suocera: se avesse voluto rivedere vivo il figlio avrebbe dovuto mandare i soldi.

Quando la madre del 40enne arriva in questura a Lucca, qualche settimana fa, è nell’angoscia: non ha notizie di suo figlio e teme per la sua la vita. La polizia di Lucca avvia subito le indagini, e allaccia una collaborazione stretta con le forze dell’ordine locali. Nel frattempo il lucchese è riuscito a liberarsi e a nascondersi da un amico prima di riprendere un aereo per l’Italia.

Agli agenti il 40enne ha raccontato il suo inferno, con ancora i segni delle percosse sul corpo. La dettagliata denuncia, il referto medico e gli accertamenti complementari, fatti dalla Squadra Mobile anche attraverso l’ Interpol, sono stati depositati con una corposa informativa alla Procura della Repubblica che ora dovrà procedere con l’accertamento dei reati commessi all’estero contro un italiano. 

Fonte : La Nazione 

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