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Ho un immobile in Brasile , posso richiedere il visto da investitore ?

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Da alcuni anni il Brasile non è più visto solo una meta turistica ma sempre di più come una nazione dove emigrare in cerca di una opportunità per  migliorare le proprie condizioni di vita .

Il primo problema da risolvere , se si vuole emigrare in Brasile , è quello di ottenere un visto permanente che consenta non solo di risiedere liberamente ma soprattutto di lavorare . In Brasile infatti è severamente proibito agli stranieri lavorare senza il permesso di soggiorno pena l’immediato rimpatrio .

Pertanto , indipendentemente da quale sia il vostro obiettivo : lavoro dipendente o attività in proprio il visto permanente è indispensabile . Comunque , a meno che non si tratti di un professionista con particolari abilità , gli stipendi per un lavoro dipendente sono bassi ed insufficienti ad uno stile di vita europeo . 

E’ inutile consultare i siti di ricerca di lavoro brasiliani come Cathonline e simili . Le richieste sono rivolte a brasiliani o a persone dotate di carteira de trabalho ( Libretto di lavoro brasiliano ) , identità , CPF , e titolo di studio valido in Brasile . 

E’ inoltre consigliabile , prima di decidere di trasferirsi  in Brasile avere una buona conoscenza del Portoghese ed aver trascorso almeno alcuni mesi come turista . Per quanto riguarda il regime dei visti  potete consultare la seguente guida o consultare il sito del consolato brasiliano di Milano .

Quale è dunque la strada più pratica per restare in Brasile ed iniziare subito a lavorare ? Ebbene la strada è quella che lo stesso Governo brasiliano indica con le sue leggi  : conseguire un visto permanente come investitore .


Per conseguire questo tipo di visto è necessario costituire una Società , versare sul conto della stessa un minimo di  R$ 150 000 e poi richiedere il visto al Ministero allegando tutta la documentazione richiesta dalla legge .

Esiste tuttavia un’altra possibilità di ottenere il visto di investimento ed è quello di utilizzare gli investimenti già realizzati in Brasile per capitalizzare la società ed evitare quindi di versare i  R$ 150 000 . Una grande quantità di italiani infatti possiede un immobile in Brasile che utilizza sporadicamente ma che può diventare la chiave di ingresso nel Paese consentendo loro di aprire un conto corrente , affittare legalmente l’immobile durante il periodo di assenza , lavorare o comunque risiedere per il periodo che si vuole senza incorrere nei limiti del visto turistico .

Una volta concessa l’autorizzazione il visto va ritirato in  Italia presso il  Consolato brasiliano di riferimento ( Roma o Milano ) . Potete seguire via internet l’andamento del vostro processo cliccando qui .Una volta approvato , il visto è pubblicato sul Diario Oficial da Uniao 

Aver ottenuto il visto non vi vincola assolutamente a vivere costantemente in Brasile . Potete tranquillamente continuare a viaggiare , permanere in Italia per lunghi periodi se lo ritenete necessario .Il solo vincolo è quello di non allontanarvi dal Brasile per oltre due anni di seguito 

Una volta in possesso del visto  dovrete rientrare in Brasile entro 90 gg ed  avrete 30gg per recarvi alla PF per completare la procedura e ricevere  il vostro RNE .

Per saperne di più scrivete a : vivereinbrasile.visa@gmail.com  

11 Commenti

  1. è indubbio che ci sono state delle restrizioni sulla concessione dei visti permanenti e che i controlli sono decisamente aumentati. insomma non è piu' il Brasile plasmabile di una volta. Anche la burocrazia si è dotata di strumenti tecnologici di controllo che nemmeno in Italia ed in Europa sono in atto. Corretto informarsi prima di assumere qualsiasi decisione e bene che "vivereinbrasile" si stia offrendo per tale supporto servizio.

  2. Da alcuni commenti ho percepito che qualcuno ha inteso che utilizzando gli investimenti preesistenti in Brasile si può ottenere il visto di investitore SENZA costituire la società . Mi sembrava ovvio che essendo gli investimenti esistenti alternativi al versamento dei R$ 150 000 fosse chiaro che si parlava solo di una diversa forma di capitalizzare la società .La società DEVE essere egualmente costituita ma il capitale sarà costituito da immobili e non da denaro liquido .Tutti gli altri adempimenti necessari al rinnovo dopo i tre anni restano gli stessi .

  3. …e per rientrare in Italia vendendo l immobile in Brasile, non a nome mio, ma di un mio famigliare che può risieder in italia, come ci si deve muover per non pagare troppo? grazie

    • a) pagare le imposte sulla plusvalenza (se c'è), b) versare su c/c bancario Brasiliano; c) disporre un bonifico estero da c/c brasiliano dopo aver concordato con il gestore il cambio e dimostrato di aver pagato le imposizioni; d) avvisare per tempo la banca Italiana del trasferimento figlio di una vendita immobiliare sulla quale sono state già pagate le imposte in Brasile. Può essere che la Banca Italiana chieda giustificativo dell'avvenuto pagamento, questo dipendendo dalla cifra di trasferimento. 2 precisazioni, la prima: sarebbe meglio che il titolare del c7c in Brasile sia lo stesso del c/c in Italia per effettuare il trasferimento con titolo "trasferencia de patrimonio", la seconda: se si ha tempo e pazienza si possono trasferire i quattrini un poco alla volta mensilmente o anche giornalmente ma fino all'occorrenza di 28.000,00 USD anno con max 2.000,00 Usd per trasferimento con il "get money to family" del Banco do Brasil. ma qui il beneficiario deve essere differente del mittente e…..non si pagano imposte di nessun genere. Verificare anche con BB di Milano – P.zza Castello 1.

    • Alla banca italiana interessa solo sapere la motivazione del trasferimento per poter effettuare la Comuncazione Valutaria Statistica alla Banca d'Italia dopodiche, se il valore in euro super i 15.000, l'importo dovrà essere dichiarato sul quadro RW del Modello unico l'anno successivo e questo potrebbe dare luogo ad accertamento ai fini I.V.I.E. da parte dell'Agenzia delle Entrate (se non pagata). E' ovvio che si pagheranno spese e commissioni sia alla banca brasiliana che a quella italiana (e eventuale tramite Banco Brasil Francoforte 20 euro) ma sempre meno che frazionando l'importo e usando il money transfer credo.

    • Ciao. le plusvalenze non sono esattamente quantificabili, anche perché un immobile acquistato o ereditato 25 anni fa, e poi ristrutturato con materiali nobili , ha per l erario lo stesso valore al mq di qualsiasi immobile economico, che in Brasile significa tanta terra-sabbia e poco cemento. In riva al mare, tanti edifici costruiti vent anni fa si stanno sbriciolando, sia per i materiali usati sia per la salsedine. Chi ha elettrodomestici in case al mare sa quello che sto dicendo. Un elettrodomestico, dopo dieci anni, è da cambiare. Dunque se io ho acquistato un immobile a 10, ma ne ho spesi 50, e ora vale 100, dovrei pagare la plusvalenza di 90 decurtata l inflazione dei venti cinque anni che dicono loro. Perché l inflazione ha vari indici, secondo quello che si vuole far entrare nel pallottoliere. Ergo, l inflazione non è attendibile. Oggi è difficile capitalizzare (trasferire) i propri soldi. I soldi hanno un costo-tasse erariali, o di movimento (carte di credito). Gli immobili oltre a costare, sono tassati (il mio Municipio ha il triplicato il valore dell IPTU) e hanno bisogno di manutenzione. Comprare è facile, vendere quasi impossibile, anche con uno sconto del 50 per cento sul valore di mercato. Non riesco ancora a mangiarmi mattoni o tegole. Si è obbligati a ricevere le briciole di investimenti che sono serviti per vivere. Praticamente un piccolo imprenditore si può trovare in vere difficoltà, indipendentemente dal lavoro che non dà mai enormi Patrimoni per poter stare tranquilli in vecchiaia. Il Lavoro, oggi, è complicatissimo. Beati i pensionati che hanno una rendita fissa.

    • Massimo, un discreto contador può fare benissimo tutti i calcoli delle plusvalenze nel rispetto delle regole del Paese che sono, come ben si sa, complicate. Cercare di arrivarci in proprio è un filo pericoloso e potrebbe essere piu' costoso del dovuto. L'inflazione ha un dato certo, le fatture pagate per la ristrutturazione anche, le tasse (iptu) accumulate negli anni pure….e così via. Riguardo invece le tue considerazioni sul degrado delle abitazioni fronte mare, dal 2001 in Brasile esiste un controllo sui materiali e sugli impianti ante autorizzazione alla costruzione. Quindi chi ha acquistato costruzioni "regolari" da quella data dorme tra 2 cuscini. Chi invece a suo tempo si era impossessato di un terreno e ci aveva costruito senza autorizzazione (posse) ha fatto tutto in economia anche perchè sapeva fin dall'inizio che prima o dopo sarebbe passato al maglio della Prefetuira. Per gli elettrodomestici, ed io ci aggiungo anche i mobili sopratutto quelli rivestiti in pelle anche a Rapallo fronte mare ci sono problemi di salsedine che in Sardegna, causa vento, anzichè mangiarsi i beni in 10 anni ce ne mette 5 di anni. Non è una novità.

    • Tutto lucidamente perfetto…Come ben sai i fiscalisti sono professionisti (?), ma sei TU il responsabile dichiarante, e se ci sono errori paghi TU. Sì i controlli sui materiali edili esistono, come la Corruzione che in questi giorni ci bombardano i mass-media, con niente meno che la Petrobras, società di 200 miliardi, e è del Governo. E conosci la legge che a 50 mt dal mare (che ha le maree e perciò potrebbe essere 1.000 mt a Sao Luis, Maranhao ) appartiene alla Marina? Quindi non dormirei troppo tranquillo anche con dieci guanciali. Ma, guarda , io parlo di immobile Rogitato, ma in Brasile ce ne sono ben pochi. Nelle metropoli c.a il 60% delle case sono in regola. Qui da me, città di 3 milioni di ab non esiste un piano regolatore. Ne parlavano nel 2012, non so se finalmente è uscito dalle carte bollate, però vedo i nuovi edifici svettare verso i 70 mt di altezza, accollati al muro divisorio del vicino. Uno scempio urbano, e si possono contare le piazze pubbliche su dieci dita di mano; i parchi pubblici chi li conosce; i condomini hanno tutti il loro piccolo incanto condominiale (du´ palle) e sono felici nel loro recinto zoologico. Poi , per quanto riguarda abusivismo o occupazioni, conosco anche grandi alberghi 5 stelle che sono lì da decenni, e fatturano soldini esentasse. Dunque, qui che il vento oggi e 8 m/s butto via tutto in meno di cinque anni? Scherzo neh, ciao

  4. nota di colore : i redditi di tale impresa vanno dichiarati anche in italia ove la differenza sara’ tassata, idem per i redditi personali.

    • @fagiano, se puoi dimostrare di aver adempiuto agli obblighi fiscali conseguenti a redditi o a plusvalenze o altro…..e sei residente in Brasile e hai trasferito soldi di tali redditi/plusvalenze in Italia o viceversa…..devi impugnare la Convenzione per evitare la doppia imposizione tra Brasile ed Italia firmata nel 1978 e diventata legge in Italia nel 1980 esattamente all’art. 23 di tale convenzione c’è la compensazione. In sintesi …. si paga l’imposizione sui redditi/plusvalenze solo in uno Stato e se per caso qualche becero analfabeta della Receita Federal o dell’Agenzia delle Entrate fa lo gnorri….subito, dico subito recarsi nei loro Uffici accompagnato da uun Avvocato tributarista internazionale (costa tra i 1.000/1.500 per 2 ore di sostegno e chiarimento) e ci sono rimborsi immediati se versate (rubate) le imposizioni in uno dei 2 Paesi. Ripeto….articolo 23.

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