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500 giorni per una mammografia, l’attesa infinita dei pazienti d’Italia

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Pubblico questo post perchè molti amici , quando ho avuto bisogno di risolvere un grave problema cardiaco che mi ha colpito lo scorso anno mi hanno suggerito di venire in Italia , più precisamente Milano perchè era l’unico posto dove esiste la specializzazione di cui avevo bisogno .
A parte la difficoltà logistica di spostare me e la mia famiglia a Milano dove non ho casa nè conoscenze ed il pessimo clima della città , cosa non trascurabile per un paziente cardiopatico , avevo un pessimo ricordo della burocrazia del sistema sanitario nazionale .
Mia madre ottentenne che vive in Italia con la pensione di reversibilità è costretta a pagare tutte le visite specialistiche che la sua età richiede , dal cuore alla vista , di tasca propria perchè attraverso il sistema sanitario non riesce ad ottenere la prenotazione .Ogni visita costa dai 150 euro in su .
Premesso che in Brasile ho una assicurazione sanitaria per me , mia moglie e mio figlio e pago 250 euro ( R$ 1000 ) al mese , ho preferito risolvere il mio problema qui in Brasile . Inoltre un caro amico , primario di un ospedale di Bergamo e specialista nella mia cardiopatia , dopo avermi visitato in Brasile ed analizzato gli esami a cui mi hanno sottoposto in ospedale a Natal ha concluso che non avrei avuto alcun beneficio a farmi operare a Milano piuttosto che in Brasile .
Risultato , mi sono curato qui a pochi minuti da casa mia e dai miei cari ed è un anno che sto bene .
Se qualcuno ancora pensa che 250 euro al mese per la salute di una famiglia siano tanti si vede che non è stato mai davvero ammalato .  

Bisogna mettersi l’anima in pace e aspettare. Aspettare di prendere la linea al centro di prenotazione telefonico, se c’è, o aspettare che scorra la coda allo sportello. Va poi dato il tempo all’operatore di trovare una struttura disponibile a fare la visita o l’esame, sincerarsi che non sia troppo distante da casa e iniziare a fare i calcoli. “10 luglio 2016? Dunque… fa quasi 120 giorni. Non c’è niente prima?”. Molte volte no, se si tratta ad esempio di mammografie, che possono richiedere più di un anno, ma pure di visite oculistiche (anche 164 giorni) e ortopediche (189). Sempre che l’ospedale non abbia proprio chiuso le prenotazioni. Sono alcuni dei dati che abbiamo raccolto tra il 12 e il 15 marzo prenotando due visite e tre esami in tre strutture di dieci città. Il risultato? La sanità italiana non si libera delle liste di attesa. Tagli, organizzazione carente, macchinari utilizzati poco, impediscono alla risposta del servizio pubblico di stare dietro alla domanda. Che ci mette del suo a far allungare ancora di più le liste, tra richieste inappropriate e medicina difensiva. Se si aggiunge il ticket, talvolta molto alto, il gioco è fatto: tanti preferiscono i privati. Che sanno di essere appetibili e abbassano pure i prezzi. Loro, tanto, attese non ne hanno.

I RECORD


Come spesso in sanità, il sud è indietro ma ci sono difficoltà un po’ ovunque. Il record ce l’hanno le mammografie asintomatiche, cioè fuori dagli screening e neppure legate a sospetti diagnostici, che quando ci sono abbattono quasi ovunque le attese. Il tetto di 478 giorni del Cardarelli di Napoli è di poco superiore ai 441 delle Molinette di Torino. Ma vanno male anche Roma e Bari. L’esame è molto richiesto nelle zone dove gli screening per il cancro alla mammella sono poco diffusi. Altra prestazione a rischio è la risonanza alla colonna, cioè alla schiena. Per averla si possono aspettare 180 giorni al Civico di Palermo o 289 al Galliera di Genova. Ma anche attese più contenute possono causare disagi, come gli 87 giorni per un’ecografia all’addome al San Paolo di Milano. Anche al di fuori delle prestazioni che abbiamo scelto, ci sono problemi. Come i 330 giorni per una tac addominale a Lecce o 196 giorni per una eco ginecologica a Palermo. Cittadinanzattiva segnala attese per gli interventi: 306 giorni per operarsi alle tonsille agli Spedali Civili di Brescia e 2 anni per una day surgery proctologica al San Camillo di Roma.

ASL E POLICLINICI


Può succedere che nella stessa città ci siano attese molto diverse tra strutture. Di solito, quando ci sono Centri di prenotazione unici come in Emilia e Toscana, gli ambulatori della Asl sono in grado di rispondere rapidamente. Nei policlinici, e vale per tutta Italia, invece i tempi sono più lunghi. Questo avviene perché queste strutture lavorano soprattutto per pazienti interni, magari già operati, o persone che hanno già problemi. Gli altri aspettano.

LE AGENDE CHIUSE


La capitale spicca per una caratteristica: i tre ospedali presi in considerazione spesso non sono in grado di dare un appuntamento. È come aver a che fare con una super lista, che non concede nemmeno la possibilità di infuriarsi per i tempi ai cittadini, i quali sono costretti a ritelefonare per sapere se le agende sono state riaperte. I dati di Milano invece sono inaspettatamente alti. Le strutture cittadine infatti sono in grado di rispondere rapidamente a chi sulla ricetta ha indicata una priorità, perché il medico ritiene che l’esame vada fatto entro 72 ore o 10 giorni, ma hanno problemi con chi chiede un accertamento senza avere una patologia o senza che ci sia già un sospetto importante. Il sistema delle priorità è stato reso obbligatorio dal ministero alla Sanità che ha dato anche altri due classi di attese massime: 30/60 giorni per visite e accertamenti differibili e nessun limite per prestazioni programmate. È considerato uno degli strumenti chiave per risolvere il problema attese, in particolare per chi ha problemi seri e deve far presto, ma ancora non funziona ovunque. Il ministero con le Regioni è intervenuto anche sulle richieste inappropriate, con un criticato decreto che contiene una lista di oltre 200 esami che vengono passati dal sistema sanitario solo in certe condizioni cliniche.


QUANDO IL SISTEMA FUNZIONA

La regione che negli ultimi mesi è migliorata di più in fatto di liste di attesa è l’Emilia-Romagna. Appena eletto il governatore Stefano Bonacini ha chiesto di investire per risollevare il sistema. “Meno della metà delle prestazioni veniva erogata nei tempi richiesti dalle priorità, adesso siamo al 97% – dice l’assessore alla Sanità Sergio Venturi – Come abbiamo fatto? Abbiamo riorganizzato il settore nelle Asl e investito 10 milioni per assumere 150 professionisti nei settori che erano in difficoltà”. Venturi risponde a chi dice che in sanità le liste di attesa sono comunque ingovernabili, ad esempio perché l’offerta genera la domanda. “È una posizione snob. Noi abbiamo investito, unificato i sistemi informativi delle aziende, detto ai direttori generali che vengono valutati in base a come vanno le liste, e disposto nei momenti di crisi aperture serali e al sabato e alla domenica. E le cose ora vanno bene”.

Fonte : La Repubblica

13 Commenti

  1. Roma e il Lazio per chi non lo sapesse hanno il record italiano di disavanzo (buco)nella previsione di spesa da almeno 20 anni.Risultato?Il resto d'Italia e le regioni "virtuose"ovvero che rientrano nella previsione di spesa ripianano il disavanzo delle regioni "sprecone";provvedimenti a carico degi spreconi NESSUNO.Poi ovviamente c'e' la "fuga" dalle regioni del sud dove la corruzione e i clientelismi hanno DISTRUTTO il Sistema Sanitario Nazionale a favore delle cliniche private piu' o meno convenzionate.Io che ci vivo in Lombardia, posso testimoniare proprio in questi giorni che avendo avuto un episodio acuto sono stato ben seguito in pronto saccorso con un codice giallo in 30 minuti.Mi hanno dato un appuntamento per visita pre-ricovero dopo 1 settimana ( ECG ed esame del sangue piu' visita stamattina) e il 4 di aprile faro' un piccolo intervento con biopsia.E vi assicuro che non e' l'eccezione ma qui vige come regola.Per cui NON facciamo di tutta l'Italia uno SFASCIO.Spesso pennivendoli e imbrattacarte sputazzano sentenze e notizie…il tanto peggio tanto meglio non fa bene a nessuno.Io sono spesso in Brasile ma (grazie al cielo) non ho avuto mai necessita' di cure mediche urgenti LA DAVVERO SI PAGA TUTTO!!!! E meno male che quello che mi e' successo mi e' accaduto in Italia….Ah dimenticavo…il tutto compresi i farmaci e gli esami e la diagnostica mi costera' ZERO visto che sono esodato e disoccupato e ho le esenzioni che mi spettano.

    • Anonimo se a Roma e nel Lazio ci sono disavanzi record è perché qualcuno (Polverini, Marrazzo, Storace, Veltroni, Zingaretti, Alemanno ecc.ecc.) ha rubato o ha lasciato rubare ma non è che i soldi rubati siano andati ai romani o ai laziali. E se hanno rubato impunemente lo hanno fatto perché le leggi dello Stato promulgate dal parlamento italiano (non romano o laziale) consentono che ciò avvenga. E se il parlamento italiano promulga leggi a favore dei ladri è perché ci siedono parlamentari corrotti votati da italiani altrettanto corrotti e/o corruttibili.
      Ti rendo edotto inoltre che a Roma e nel Lazio, proprio a causa dei disavanzi record di cui i romani e i laziali non hanno beneficiato, si pagano le tasse più alte d'Italia a causa delle addizionali comunali, provinciali e regionali stratosferiche. Inoltre si pagano i ticket sanitari più alti d'Italia, lo sapevi?
      Questo parlare di regioni sprecone e altre "virtuose" lascia quindi il tempo che trova e ha il vago sapore campanilistico tipico del provincialismo italico.
      Senza dimenticare i recenti scandali relativi alla sanità lombarda che la dicono lunga sul fatto che il problema è chi ruba e non la regione o la città.

    • Ciao a tutti!
      Ogni mese la mia busta paga (es.: questo mese):
      Addizionale regionale= 36,96
      Addizionale comunale = 12,93
      Acconto addizionale comunale= 6,27
      totale= 56,16

      Buona Pasqua a tutti!
      Daghy

  2. In Veneto esami diagnostici anche di notte e festivi unica regione in Italia. E pensiamo che quella italiana é una nazione con uno dei migliori servizi sanitari…. Immagina gli altri paesi.. Saluti da vr

  3. Non diciamo baggianate, gran parte dei medici che lavorano in ospedale in Italia allungano volutamente le liste di attesa per farti andare a pagamento magari in intramenia, ossia paghi per farti visitare in una struttura pubblica, da un medico già stipendiato con soldi pubblici, in uno studio di proprietà pubblica e usando macchinari pagati con soldi pubblici. Insomma la sanità in Italia te la fanno ripagare 10 volte quello che costa e in più o ri-paghi oppure muori. All'Ospedale San Camillo di Roma, noto reparto cardiologico, le liste di attesa per una visita pagando il ticket sono chiuse, se paghi in intramenia 140 euro hai l'appuntamento a 1 settimana/10 giorni. In Italia rubare è legale e chi non lo fa è ritenuto un cretino e la gente approva tutto ciò, non si scandalizza, non fa obiezioni e rivota sempre gli stessi perchè glielo consiglia san bruno vespa. Al nord sarà forse un pò meglio ma la mafia c'è anche lì.

  4. ho 66 anni, risiedo in Cabo Frio RJ ho un plano de saude Unimed da 1.200 Reais mese, mi curano strabene e in 48-72 ore risolvo problemi di medio livello. Ho avuto bisogno di un intervento abbastanza complesso….da diagnosi a operazione 12 giorni dei quali 3 internato per preparazione, dimesso dopo 6 giorni e visita a domicilio del medico/ingìfermiere 2 volte alla settimana per 2 mesi consecutivi. Tutto questo per dire che siamo in mano a persone come noi e, se abbiamo la fortuna di incontrare delle persone oneste, modeste e preposte al prossimo…..in ogni Paese si risolve tutto e bene. Italia inclusa. Se cadiamo in mani "sporche" sono cazzi in ogni Paese!

  5. Buongiorno gradirei informazioni a riguardo se li a Natal fanno l'esame del INR tempo di pretrombina del sangue visto che sono sotto cura con il coumadin . lo fanno anche in farmacia con la macchinetta tipo quella per il diabete o in ospedale o dove? Vorrei organizzarmi per una vacanza a Natal e mi piacerebbe sapere di questo esame che per me è importante visto il cambio alimentazione e tutto. Grazie e cordiali saluti . Stefano.

    • Basta andare in un laboratorio di analisi e ti danno il risulatato in giornata direttamente su internet .Da privato e senza plano de saude costa circa 5 euro . Io lo faccio ogni mese , ovviamente gratis .

    • Aggiungo che il coumadin si trova anche qui ma è più comune il Marevan che ha lo stesso effetto . Una confezione di Marevan da 30 compresse costa circa 5 euro in farmacia .Se sei abituato al coumadin portatene a sufficienza dall'Italia .

    • Grazie della risposta. Qui in farmacia con metodo tipo diabete costa 6 euro alla'ospedale non pago niente ho l'esenzione come per il coumadin. Grazie di nuovo e buona giornata .Stefano

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