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Come ottenere la cittadinanza brasiliana : un caso reale

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L’amica Laura Piscitelli , autrice dell’ ottimo blog sul Brasile “Rotolando verso sud “ , mi ha segnalato l’ultimo suo post in cui spiega ” per filo e per segno ” il processo di naturalizzazione brasiliano .

Mi ero già occupato nel 2011  dell’argomento ma Laura , grazie al fatto di essere lei stessa la protagonista del processo , è di una chiarezza ed una ricchezza di particolari ineguagliabile .Inoltre da allora le regole sono cambiate … in meglio . 


Molti lettori sono interessati all’argomento , come testimoniano i 128 commenti ricevuti sino ad oggi ,  pertanto propongo , con il  permesso di Laura , il testo del suo nuovo post invitandovi a cliccare sul seguente link :http://laurainbrasile.blogspot.com.br/2016/10/come-diventare-un-cittadino-brasiliano.html   dove oltre al testo originale troverete  un video di Laura che spiega con parole sue come procedere .


Cari lettori,

quest’anno ho finalmente deciso di fare richiesta di naturalizzazione, per poter ottenere il passaporto brasiliano. 

In questo modo potrò svincolarmi dal visto permanente, che può essere revocato nel caso in cui decidessi di tornare a vivere in Europa e, soprattutto, potrò avere i documenti di identità brasiliani, molto più semplici, rapidi ed economici da rinnovare.


Tra l’altro, potrò votare, partecipare ai concorsi pubblici (che sono riservati ai cittadini brasiliani nati o naturalizzati), chiedere borse di studio all’università (anche quella privata) e circolare liberamente nei paesi appartenenti al Mercosul (Mercado Comum do Sul), ovvero Brasile, Argentina, Uruguay, Venezuela, Paraguay, che sono membri effettivi del blocco, nonché Cile, Bolivia, Perù, Colombia e Ecuador, che sono paesi associati (la Bolivia ha chiesto di diventare membro effettivo nel 2012).



Essere cidadão è quindi molto diverso dal possedere un visto permanente: un cittadino possiede i diritti e i doveri previsti dalla costituzione dello stato di appartenenza, mentre chi è titolare di visto permanente resta straniero a tutti gli effetti, anche se può vivere e lavorare legalmente in quello stato.

Il processo di naturalizzazione è un atto volontario di acquisizione di una cittadinanza da parte di una persona straniera, subordinato all’esistenza di determinati requisiti(ad esempio la residenza per un certo periodo di tempo sul territorio nazionale, l’assenza di precedenti penali ecc.).

Come si può richiedere ed ottenere la cittadinanza brasiliana attraverso il processo di naturalizzazione comune? Vediamolo in dettaglio.

La concessione della cittadinanza è facoltà esclusiva del “Poder Executivo” e sarà richiesta tramite il Ministério da Justiça (Divisão de Nacionalidade e Naturalização do Departamento de Estrangeiros). 


Possono richiedere la naturalizzazione i cittadini stranieri che posseggono i seguenti requisiti contenuti nel documento chiamato “Estatuto do Estrangeiro”:

  1.  Avere la capacità civile, secondo la legge brasiliana;
  2.  Avere la residenza permanente in Brasile (visto permanente);
  3.  Avere la residenza continua sul territorio nazionale da almeno 4 (quattro) anni, immediatamente anteriori alla richiesta di naturalizzazione;
  4. Saper leggere e scrivere in lingua portoghese, considerate le condizioni dell’interessato;
  5. Dimostrare l’esercizio della professione o il possesso di beni sufficienti al mantenimento proprio e della famiglia;
  6. Buona condotta;
  7. Assenza di denuncia, pronuncia o condanna in Brasile o all’estero per crimine “doloso” da cui risulti pena minima di detenzione superiore ad un anno;
  8. Godere di buona salute (solo a chi risiede nel paese da meno di due anni sarà richiesto un certificato);
Il periodo minimo di 4 (quattro) anni di residenza potrà essere ridotto ad 1 (un) anno nel caso in cui l’interessato dimostri:

  1. Di avere figlio(a) o coniuge brasiliano(a);
  2. Di essere figlio(a) di cittadino(a) brasiliano(a);
  3. Di aver prestato o poter prestare servizi rilevanti al Brasile, a giudizio del Ministro della Giustizia.
Per “residenza continua” si intende residenza fissata in Brasile sotto la tutela di visto permanente. Non si interrompe la “residenza continua” se l’interessato viaggia una o più volte all’estero per brevi periodi, dal momento che, al farlo, non gli si possa imputare di risiedere altrove. 
Vale la pena ricordare comunque che, in caso di assenza superiore ai due anni, il visto permanente decade e in questo caso la condizione di permanenza nel paese risulta interrotta.
La richiesta di naturalizzazione deve essere presentata all’ufficio immigrazione della Polícia Federal più vicina alla residenza dell’interessato, dove verranno sollecitati tutti i documenti necessari, verranno raccolte tutte le impronte digitali e compilati dei moduli. 

E’ necessario realizzare un test di lingua portoghese che dura 60 minuti e consiste nella lettura di un articolo di giornale recente, seguita da alcune domande di comprensione generale a cui bisogna rispondere per esteso. Nello stesso foglio dobbiamo spiegare il motivo della richiesta di naturalizzazione. L’ultima parte consiste in un breve dettato, in cui bisogna trascrivere un estratto dell’articolo letto in precedenza. Io ho comunque allegato copia del certificato CELPE-Bras per confermare che parlo, scrivo e capisco tutto in portoghese.

Prima di inviare la richiesta di naturalizzazione al Ministério da Justiça di Brasilia, un agente federale dovrà visitare l’abitazione del richiedente e scrivere una relazione dettagliata, da allegare ai documenti presentati e al test di lingua.

A questo punto, verrà consegnato un documento provvisorio relativo alla richiesta di naturalizzazione. Questo documento provvisorio contiene, tra l’altro, il  numero di protocollodella pratica di naturalizzazione, che dovrà essere usato per seguire online l’andamento del processo. Sarà  necessaria una foto 3X4 da apporre su tale documento provvisorio (la foto non consta nella lista dei documenti fornita dal Ministério da Justiça).

All’interno del portale del Ministério da Justiça, troviamo la lista dei documenti da presentare per poter richiedere la naturalizzazione comune in Brasile. Tale lista è stata modificata di recente tramite decreto (Portaria n° 1.949 de 25 de novembro de 2015), riducendo notevolmente il volume di documenti richiesti in precedenza ai fini della naturalizzazione. 
Una volta ricevuta la richiesta da parte dell’interessato, la Polícia Federal provvederà ad inoltrarla al Ministério da Justiça e l’andamento del processo potrà essere seguito online dal naturalizzando tramite il portale del ministero(utilizzando il numero di protocollo stampato sul documento provvisorio di richiesta di naturalizzazione rilasciato dalla Polícia Federal). 
Dallo stesso portale, tra l’altro, sarà possibile stampare e validare il certificato di naturalizzazione in caso di esito positivo della stessa. Il parere definitivo verrà pubblicato sul Diário Oficial da União. Tutto il processo di naturalizzazione ha una durata media di un anno.

Vediamo ora qualche precisazione a proposito della documentazione da presentare all’atto della richiesta di naturalizzazione.

Il modulo di richiesta di naturalizzazione è disponibile presso la Polícia Federal ed è composto da due parti: la prima deve essere compilata dal richiedente e la seconda sarà compilata dal responsabile del settore immigrazione che riceve la richiesta di naturalizzazione.

La dichiarazione di interesse a tradurre o adattare il proprio nome alla lingua portoghese, dovrà essere redatta dall’interessato in carta semplice e firmato in presenza del responsabile del settore immigrazione che riceve la richiesta di naturalizzazione, oppure, in alternativa, è possibile autenticare la firma. Trovate un modello pronto qui.
Le copie dei documenti presenti nella lista del ministero NON devono più essere autenticate, come accadeva in precedenza. La stessa Polícia Federal le riceve in carta semplice per poi autenticarle internamente.
La tassa da pagare per il processo di naturalizzazione può essere richiesta alla Polícia Federal o stampata direttamente dal loro sito. Io non sono riuscita a scaricarla dal sito, alcuni browser possono dare errore. Ad oggi, il valore della suddetta tassa è di 296,64 reais.
Per comprovare i miei guadagni, ho presentato una copia dell’ultima dichiarazione dei redditi (Imposto di Renda, IR),insieme ad una dichiarazione sottoscritta in Cartório(Escritura Pública Declaratória de Renda). 

Il Cartório è un ufficio dove si possono richiedere certificati anagrafici, autenticare documenti e firme, sottoscrivere contratti, fare procure e dichiarazioni di vario tipo riconosciute sul territorio nazionale. Svolge quelle funzioni che, in Italia, sono di responsabilità degli uffici comunali e dei notai.


I certificati penali italiani richiesti (casellario giudiziale e carichi pendenti) devono riportare la firma del procuratore o del sostituto procuratore del tribunale di appartenenza del naturalizzando ed essere quindi legalizzati presso il Consolato del Brasile in Italia. Una volta in Brasile, questi documenti dovranno essere tradotti in portoghese da un traduttore giurato di un qualsiasi stato brasiliano. Il costo è di circa 250,00 reais per tradurre i due documenti citati, ma può variare molto da un traduttore ad un altro.

Vista la complessità dell’argomento trattato, ho pensato di fare un video, per spiegare quanto riportato nel post di forma più semplice e diretta. Il video è abbastanza lungo (dura circa 12 minuti), ma ho voluto spiegare bene la questione dei documenti per aiutare coloro i quali sono alle prese con questo processo in Brasile. Guardandolo mi sono resa conto di essere pessima in video e, soprattutto, parlo malissimo l’italiano! Chiedo venia per questo…Nonostante ciò vi auguro una buona visione!
Spero che il post possa essere utile a chi è alle prese con la richiesta di  naturalizzazione in Brasile, affinché possa trovare facilmente quelle informazioni che io ho faticato ad ottenere e non sempre ho ottenuto. 
Vi ricordo che le informazioni riportate in questo post sono aggiornate alle ultime modifiche che ci sono state in Brasile in materia di naturalizzazione (novembre 2015)

Io ho appena inoltrato la richiesta alla Polícia Federal (18 luglio 2016). Buona fortuna ai futuri cittadini brasiliani! Ora non mi resta che aspettare l’esito…

Fonte : Rotolando verso Sud  di Laura Piscitelli .

18 Commenti

    • ma non è che perde la cittadinanza Italiana, ne avrebbe 2 di cittadinanze: 1 Italiana (madre) ed 1 Brasiliana (figlia). Infine, i pensionati Inps, ex dipendenti pubblici, residenti in Brasile con la "naturalizzazione" Brasiliana pagherebbero le imposizioni fiscali unicamente in Brasile e non piu' anche in Italia. Questa è una buona ragione e scusa se è poco.

      • IO ci sono riuscito, per l’anno in corso NON pago piu’ l’IRPEF italiana, ma solo le addizionali com. e reg. poiche’ riferite all’anno scorso;
        Dall’anno prossimo la pensione mi verra’ accreditata 100% lorda.
        Se le cose non sono cambiate ,nel mio caso, in Brasile, dovrei una trattenuta di circa il 50% in meno rispetto all’Italia.

        Carmine.

        • @Anonimo/Carmine, sei un ex dipendente pubblico? Se si, è previsto dalla legge che grazie alla naturalizzazione si viene esentati dalle imposizioni in Italia almeno sulle pensioni INPS. Se sei un ex dipendente privato NO non vieni esentato e se momentaneamente ti esentano fai molta attenzione e delle verifiche immediate con l’Agenzia delle Entrate non con il sostituto di imposta INPS perchè ti potresti ritrovare tra un 2 o 3 anni una cartella esattoriale che ti chiede il risarcimento delle imposizioni esentate. Diversi di noi pensionati INPS ex dipendenti privati ci sono e ci stanno passando. E’ solo una avvertenza. Complimenti per la naturalizzazione Brasiliana acquisita.

          • @Anonino/Carmine e @TUTTI i PENSIONATI INPS RESIDENTI IN BRASILE. Eccovi il testo INPS sulle imposizioni fiscali:
            “Tassazione pensioni delle gestioni private e pubbliche

            Per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori privati, la Convenzione contro le doppie imposizioni fiscali in vigore con il Brasile (legge n. 844 del 29 novembre 1980), all’articolo 18 prevede che «Fatte salve le disposizioni dell’articolo 19, le pensioni e le altre remunerazioni analoghe non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi, gli assegni alimentari non eccedenti nell’anno solare una somma pari a 5.000 dollari statunitensi, nonché le annualità provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dell’altro stato contraente sono imponibili soltanto in detto altro stato. L’ammontare delle pensioni o degli assegni alimentari che eccede i suddetti limiti è imponibile in entrambi gli stati contraenti».

            Per le pensioni delle gestioni previdenziali dei lavoratori pubblici, la stessa Convenzione prevede all’articolo 19, comma 2, punto a) che «Le pensioni corrisposte da uno Stato contraente o da una sua suddivisione politica od amministrativa o da un suo ente locale, sia direttamente sia mediante prelevamento da fondi da essi costituiti, a una persona fisica in corrispettivo di servizi resi a detto Stato o a detta suddivisione od ente locale, sono imponibili soltanto in questo Stato», e al punto b) che «Tuttavia, tali pensioni sono imponibili soltanto nell’altro Stato contraente se il beneficiario è un nazionale e un residente di detto Stato».”
            Questo testo lo potete verificare a questo link del sito INPS:
            https://www.inps.it/NuovoportaleINPS/default.aspx?itemdir=49836&lang=IT

          • è, di fatto, una discriminazione bella e buona….ma è così, purtroppo e a nulla sono valse tutte le nostre/mie azioni (ancora in corso) per sradicare questa infamante discriminazione. intanto andiamo nell’al di là.

          • Prima di fare questo passo, mi sono bene informato alla fonte (INPS – EX INPDAP), su internet ci sono idee molto confuse!!
            Inoltre, si puo’ consultare la convenzione tra Italia e il Paese dove ci si intende trasferire, all’art. 18 per i privati e 19 per i pubblici;
            Per mio carattere, non giudico eventuali discriminazioni, guardo dove ho una tassazione piu’ favorevole per la mia pensione;
            al trasferimento della pensione in Brasile, andai anche alla Receita Federal, quando NON pagai le tasse in Brasile, non avendo ancora conseguito la cittadinanza brasiliana, ed essendo gia’ stato tassato alla fonte ai sensi dell’art. 19.2 a) ,mi chiesero solo di dimostrare che ero un “ex dip. pubblico” !!
            Mai avuto problemi con la Receita Federal, perche’ andavo io da loro con documenti alla mano, non aspettavo che mi convocassero!!!
            Stesso fatto con l’Ag. Entrate, ponevo il quesito, e in base alla loro risposta, agivo!!
            Molti italiani, al solo nominare Ag. Entrate e Receita Federal, sbiancano, hanno paura di chissa’ che cosa!!!
            NON è stato facile, ma se si ha diritto e ci si dimostra preparati sull’argomento , si ottengono buoni risultati senza dover sguainare le armi!!

            Carmine.

    • dimenticavo: io sono un pensionato Inps, ex dipendente privato, e risiedo in Brasile dal 2007 (tra poco 10 anni) e pago sull'unico cespite da pensione le imposizioni fiscali Italiane (tutte, incluse le addizionali) e poi sono tenuto a dichiarare annualmente il mio reddito da pensione in Brasile sul quale pago le imposizioni del Brasile. Siccome sto lottando contro l'Agenzia delle Entrate, mandante di questa stortura o meglio ingiustizia (perchè gli ex dipendenti pubblici no e gli ex dipendenti privati si), ho deciso di prendere anche la naturalizzazione Brasiliana per avere piu' "briscole" nei vari ricorsi e appelli che sto affrontando. Spero di riuscirci prima di "schiantare". Un'ultima cosa…..obbligato ad iscrivermi all'Aire sono stato cancellato dalla Sanità Italiana ed anche dalla possibilità di detrarre il 19% delle spese mediche che sostengo in Brasile anche se pago il 100% delle imposte. Lotta dura….contro dinosauri da una parte (Italia) e contro il Leao dall'altra (Receita Federal).

      • @Anonimo/Carmine, quindi Lei è un ex dipendente pubblico e come tale è amministrato dall’Inps in base all’art. 19.4 della convenzione. Noi ex dipendenti privati invece siamo amministrati dall’art. 18.2. Apprezzo (e concordo) che Lei non stia commentando la discriminazione in corso ed anche io mi guardo bene nel definirla un “privilegiato” anzi mi complimento con Lei per il faticoso risultato conseguito. Ne so qualcosa, mi creda. Ma almeno mi permetta di affermare ciò che è alla base delle nostre azioni legali e politiche e cioè: 1° “perchè figli e figliastri dello stesso Paese?” 2° l’ermeneutica della convenzione “per evitare le doppie imposizioni” è stravolta completamente. L’INPS non è confusa, veda il link che Le ho scritto ….. è solo un sostituto di imposta, è l’Italia che è confusa e discriminante insieme a qualche boiardo di Stato che è alla base della discriminazione in essere. Boa sorte e ancora complimenti sinceri.

        • Gentile Undo, la confusione cui mi riferivo, è quella in generale riscontrata su altri siti internet in passato, mentre le informazioni ricevute dall’uff. ROMA EUR, che amministra le pensioni EX Inpdap, sono ben precise;
          per quanto riguarda l’art. della convenzione applicato alla mia pensione( pensioni pubbliche), è l’art. 19.2 lettere a e b .

          Carmine.

          • giusto viene applicato l’art. 19 perchè Lei è un ex dipendente pubblico. per noi ex dipendenti privati viene applicato l’art. 18. la questione aperta è: “perchè trattatemto diverso tra ex dipendente pubblico ed ex dipendente privato?” anche con stessa naturalizzazione Brasiliana? gentile Sig. Carmine non mi/ci deve rispondere Lei ma il MEF/Ag. delle Entrate/INPS anche se l’Inps è solo il sostituto di imposta. Per la confusione, concordo sui vari siti internet ma se Lei da uno sguardo alla del sito INPS sui trattamento fiscale dei pensionati residenti in Brasile (sopra in un mio precedente intervento ho indicato il link) è molto chiaro come è chiaro nei messaggi dell’Agenzia delle Entrate. L’ex Indap è da qualche anno INPS e dice le stesse cose dell’Istituto. Le do il benvenuto tra quelli che pagano da anni le imposte anche in Brasile e che, prutroppo per tantissimi di noi, continuano a subire il prelievo alla fonte sia dell’Irpef che relative addizionali. Oltre la discriminazione tra pubblico e privato causata da boiardi di Stato ubriachi e arroganti, Le pare giusto doverle pagare 2 volte sullo stesso cespite di pensione? (una alla fonte e l’altra in Brasile)

    • Infatti Flavio, non si perde ovviamente la cittadinanza italiana, si tratta di averne due. Questo non significa rinnegare le proprie origini. Io insegno italiano e cultura italiana su tutti i fronti, anche come volontaria con i bambini. Amo il mio paese ma lì ero molto limitata. Saluti.

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