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Ma Boeri si è mai chiesto perchè tanti pensionati italiani , e non solo , lasciano l’Italia ?

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Il presidente dell’ Inps Tito Boeri si schiera contro le prestazioni assistenziali pagate all’estero: vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, ha sottolineato. E lo fa fatto proprio nel corso dell’audizione che si è tenuta questa mattina davanti al Comitato permanente sugli italiani nel mondo, presso la commissione Esteri alla Camera. «È come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri senza avere un ritorno in consumi», ha detto.

Nel 2017 quattordicesime percepite all’estero cresciute del 131% 
Sotto alla lente dell’Inps finiscono in particolare le quattordicesime percepite all’estero. «La legge di Bilancio per il 2017 – ha spiegato Boeri – ha elevato il limite di reddito previsto per tale prestazione, incrementando la platea dei destinatari, e ne ha aumentato l’importo». Ecco che «complessivamente, nel 2017 sono state erogate all’estero un totale di 35,6 milioni per la quattordicesima, incrementando ulteriormente di circa 20 milioni i pagamenti non contributivi erogati all’estero dall’Istituto, un aumento del 131% rispetto all’anno precedente (nel 2016 gli importi erogati sono stati pari a 15,4 milioni per circa 46.000 beneficiari)».

Il 39,6% percepito in Europa 
Guardando alla mappa per Paese di chi riceve la quattordicesima, il maggior numero è «presente in Europa (39,6%) in America meridionale (36,1%) e in America settentrionale (12,6%)». Si tratta, ha ricordato il presidente dell’Inps, «in grandissima parte di paesi in cui esistono redditi minimi garantiti il cui accesso è basato sul livello di reddito degli individui con benefici il cui ammontare è stabilito in modo tale da portare questo reddito al di sopra di soglie (di povertà) prestabilite. Questo significa – ha concluso Boeri – che il nostro paese con le quattordicesime erogate a residenti di questi paesi sta di fatto riducendo gli oneri per spesa assistenziale di altri paesi».

373mila pensioni pagate all’estero: durate contributive molto basse
Nel complesso, ha spiegato Boeri, «le pensioni pagate all’estero dall’Inps, su 160 Paesi, nel 2016 sono state oltre 373mila», per un valore «poco superiore a 1 miliardo di euro». Boeri ha fatto notare che «più di un terzo delle pensioni pagate a giugno del 2017 hanno periodi di contribuzione in Italia inferiori a 3 anni, il 70% è inferiore ai 6 anni e l’83% è ai 10 anni», quindi durate contributive «molto basse».

Le pensioni pagate all’estero? Un’anomalia 
Secondo il presidente dell’Inps, dunque, le prestazioni assistenziali pagate all’estero «vanno a ridurre gli oneri di spesa sociale di altri Paesi, è quindi come se il nostro Paese operasse un trasferimento verso altri senza avere un ritorno in consumi». Le somme, ha aggiunto Boeri, sono erogate «dall’Italia invece che dal Paese in cui si risiede e si paga le tasse». Insomma, per l’economista è «un’anomalia», visto che «non c’è un quadro di reciprocità». E il fenomeno, ha concluso, «è in aumento sul 2017, a seguito degli interventi fatti, con la spesa per 14esime più che raddoppiata».

45 Commenti

  1. Boeri in un recente intervento alla Camera ha espresso un pensiero sui pensionati Italiani residenti “torbido” e cioè: “visto che questi (noi medesimi) non pagano le imposte in Italia, perchè dovremmo liquidare loro le pensioni assistenziali all’Estero?”. Boeri è un bugiardo e in malafede! dovrebbe guardare cosa succede a noi pensionati Italiani residenti in Brasile e leggersi le varie interrogazioni Parlamentari intervenute negli anni scorsi sulla doppia imposizione che subiamo. come fa ad essere Presidente dell’Inps e sparare cazzate di questo genere? io sono certo che la nostra situazione la conosce bene ma che ciurla nel manico in accordo con qualche (tanti) parlamentari! Merda!!!!

  2. @tutti, leggetevi questo articolo sulla eliminazione dei vitalizi dei politicanti. poi riflettete su come questi signori si aggrappano ai loro privilegi a scapito di tutti noi pensionati, pensionandi, lavoratori e giovani senza lavoro e disoccupati in genere. Aldo Terzoni ha ragione da vendere nell’indignarsi per l’immobilismo e continuo chiacchericcio da osteria della maggioranza degli Italiani.
    http://www.corriere.it/politica/17_luglio_27/al-senato-numeri-gia-non-tornano-carta-solo-146-voti-favore-dee7f46c-7245-11e7-9029-c4822e477054.shtml

  3. Salve gente.. sto pensando di abbandonare ” VIVERE IN BRASILE” motivo: Ci stiamo “SOLO” scambiando idee di come gestire l’Italia, di come andrebbero gestite le Pensioni, di come si vorrebbe che le Istituzioni funzionassero….e non siamo noi a poter risolvere questo problema che giá ci sta alle spalle…. ci stiamo allontanando dal sunto principale…. cioé unirci per trovare nuove idee,nuovi appigli e nuovi argomenti per far terminare questa barbaria che é l’imposta INPS (comunale e provinciale) dell’Italiano in Brasile che a parer mio é quello che più ci sta a cuore e la più importante da discutere….
    O formiamo una forza (anche se piccola) da unirci ed affrontare questi soprusi, oppure siamo solo cani che stanno abbaiando alla luna.
    Comunque sia, per la seconda ipotesi io ci sto, per la prima NO !

    • @Aldo Terzoni. quanta ragione hai! mi aggrego alla seconda ipotesi (aggregazione operativa) da te indicata e mi metto a disposizione da subito. Spero anche in un aggiornamento della convenzione ormai vecchia…. 1978/legge Italiana 1980. PS: le addizionali Irpef “infami” sono Regionali (non provinciali) e Comunali.

  4. Boeri ha capito bene cosa succede in Italia (dichiarazione di ieri):
    Il sistema assistenziale pubblico in questi anni “ha contenuto i rischi di povertà per gli ultra65enni” penalizzando le fasce più giovani. Lo ha sottolineato il presidente Inps, Tito Boeri, in audizione alla Camera. “La nostra spesa sociale è sempre più squilibrata a sfavore delle giovani generazioni”. Guardando alla sola spesa non pensionistica “pro capite, abbiamo che agli ultra 65enni vanno mediamente circa 1.200 euro, mentre agli under 39 vanno meno di 500 euro”. Per le fasce più giovani la povertà continua “ad aumentare”. Inoltre, ha rilevato Boeri, “I giovani non hanno paracadute e sono così costretti a restare in famiglia, ciò riduce la mobilità e quindi la possibilità di cogliere opportunità”.

    • vero, ma dopo i riaggiusti di Prodi (partenza del blocco delle perequazioni tutt’ora funzionante) e lo slittamento dell’età con stretta economica della riforma Fornero e l’APE recente che altro dovrebbero subire i “pensionati e pensionandi comuni”? perchè non si separe l’assistenza dalla previdenza? perchè? sicuramente per “buttare nebbiolina” e rendere difficile qualsiasi lettura. la pensione va data in rapporto ai contributi versati, non in rapporto all’ultimo stipendio, stop! l’assistenza sociale va data e va sostenuta dalla fiscalità generale, quindi da tutti noi e non solo da chi ha stipendio e/o pensione…..ma da tutti quelli che hanno un reddito e l’assistenza deve essere data a quelli che non si sono mai nascosti. invece in Italia l’assistenza sociale è concessa anche a tante persone che lavorando in nero o non dichiarando oggi hanno patrimoni e, alla faccia dei giovani, si prendono la sociale e si lamentano pure perchè è poco. se mai si inizia saremo sempre a raccontarcela.

  5. giustissimo! oggi i 2 Paesi iniziano a pagare il prezzo delle concessioni iniziate alla fine degli anni 60 inizi anni 70 per fini elettorali e per consensi su altre porcate. Cosa fare? Io penso che in 10 – 15 anni si possa invertire il trend che porta i 2 Paesi e noi stessi al patatrack, basta volerlo. 1° iniziare da subito a non liquidare piu’ pensioni e vitalizi laddove non ci sono contributi versati; 2° distinguere tra “previdenza” e “assistenza”; 3° iniziare a pagare pensioni solo laddove ci sono almeno 25-30 anni di contributi (non che i politici dopo 5 anni di legislatura ne hanno diritto); 4° iniziare gradualmente a traferire le competenze della “previdenza” a Istituzioni private e lasciare allo Stato solo l”assistenza”; 5° NON riconoscere economicamente nulla a chi emigra in Italia (e Brasile) da clandestino (oggi 900 Euro mensili + spese di trasporto urbano) ma aiutarlo ricevendolo, dando assistenza, alimentazione e un tetto per un tot di tempo; 6° scollegare la politica dalla “previdenza” lasciando loro solo l'”assistenza”. Difficile avvenga? Si, difficilissimo ma sempre meglio che un patatrack che già si vede all’orizzonte. Un pensiero deve essere fatto per i giovani Brasiliani e Italiani di oggi……cosa aspetta loro? Io penso solo una “botta in fronte” quando si arriverà alla fine. Personalmente sarei pronto a fare la mia parte……..

    • concordo abbastanza, ma per farlo bisognerebbe rompere i famigerati “diritti acquisiti”. e chi lo fa? una dittatura militare che poi spara sulla folla inferocita?
      la situazione è gravissima ed è stata determinata da una “filosofia” (esistente solo in italia, grecia e brasile) secondo la quale da pensionati bisogna avere lo stesso tenore di vita che da lavoratori, possibilmente col culo degli altri però! ovvero senza aver versato il sufficiente.

      sopra ho sparato numeri a membro di segugio… poi però mi sono andato a vedere l’ultima mia busta paga che conservo gelosamente, fine anni 90.
      il 27% era sul lordo. sul netto corrispondeva al 37%. parlo di contributi totali lavoratore + datore.
      mettiamo uno che contribuisce per 35 anni x 37 = 1295.
      mettiamo che tra lui e la vedova percepiscono pensione per 30 anni, 1295 : 30 = 43.
      ECCO, un tizio del genere per non “rubare” dovrebbe avere una pensione del 43% del salario NETTO.
      volendo essere più precisi, siccome la reversibilità è al 60%, dovrebbe essere 54% con lui in vita e 32% alla vedova.
      una pensione maggiore (solo a lui mentre è in vita) sarebbe possibile solo se:
      – la vedova aveva versato contributi suoi
      – si becca la pensione sua e non la reversibilità
      cioè occorre scorporare la posizione femminile. le donne non hanno voluto la parità dei diritti? allora accettassero anche la parità di doveri di NON TRUFFARE LO STATO, perchè la reversibilità spesso si concretizza in questo!

      sta cosa, di cui non parla mai nessuno, era per dire che a “truffare” non sono solo i politici e i baby pensionati statali…

      cambiando discorso, ieri sera alla globo hanno detto che 2.2 milioni di dipendenti statali federali (pensionati inclusi) costano 290 miliardi annui. ovvero media 11.000 al mese!!!
      a cominciare dai signori giudici…
      statali ai quali il sig. temer ha immediatamente concesso tutti gli aumenti stratosferici che pretendevano (e che invece erano stati limitati da dilma, la kattiva komunista) causando un bel deficit alle casse.
      “No último ano do governo de Fernando Henrique Cardoso, 2002, as despesas com o funcionalismo representavam 5% do PIB. No fim dos oito anos de Luiz Inácio Lula da Silva, em 2010, o porcentual foi de 4,7%, mas caiu no primeiro ano de Dilma para 4,5% e depois estacionou em 4,3% nos três anos seguintes”
      ora con temer siamo risaliti al 5.8% del pil succhiato dall’1% della popolazione.

      • Io al momento della pensione avro’ versato di mio, come dipendente azienda privata, 540mila euro attualizzati ad ora, ovvero 235 euro la settimana che sono quanto ho pagato all inps x riscattare l aspettativa.
        43 e 6mesi li maturero’ il 1 dicembre 2022 a quasi 63 anni. Se prendessi 25k euro lordi, e ne sarei felice, per “guadagnarci” dovrei campare oltre 85 anni….

      • In Brasile e in Italia, non commento la Grecia perchè non conosco, o si cambia registro oppure, ripeto, il patatrack è garantito. Eliminare tutta la previdenza a carico dello Stato (garantista) e lasciare solo l’assistenza che andrebbe sulla fiscalità generale. Al lavoratore dipendente vanno messi in busta paga sia i contributi previdenziali che paga il datore di lavoro che quelli che paga lui. Poi se il lavoratore decide di attivare una previdenza privata o meno è sua responsabilità. E se nell’attivarla vuole garantire la reversibilità a qualche beneficiario indicato sulla polizza….può farlo. Attenzione la gestione dello storno contributivo/previdenziale DEVE essere al 100% senza se e senza ma. In 10-15 anni credo ci si possa arrivare, basta volerlo. Partire con l’eliminazione di tutta la previdenza non coperta da contributi….e da altri privilegi (iso aumento giudici basiliani). O così o, personalmente, vedo 2 alternative: 1a) Patatrack a 8-10 anni; 2a) attivare un Lee Oswlad (cecchino di JFK) o piu’ Lee Oswald che elimini i burattinai di questo sporco sistema. E’ qui che si cela la vera propaganda politica altro che caixa 2.

        • in linea di massima concorderei, ma una cosa del genere non esiste in nessun paese del mondo… il problema è che se gli enti privati, a cui affidi i contributi, falliscono, che si fa?
          un sistema QUASI del genere esiste solo in cile, ma lo stato garantisce da eventuali fallimenti; ma con sta garanzia si perde lo “spirito” della cosa.
          p.s. per il mio “gusto personale” la previdenza è l’unica cosa che privatizzerei completamente. invece sono favorevole alla sanità pubblica.

          dimenticavo: sotto temer il costo dei dipendenti federali è salito da 250 a 290 miliardi, +16% con inflazione 4%.

          • ok sanità pubblica che rientrerebbe nell’assistenza a carico della fiscalità generale. ma le pensioni……..è ora di iniziare il giro di boa. vedi, come scrivi, Temer…..e non è finita!

  6. la previdenza, sia in brasile che in italia, è la vera bomba atomica a orologeria. e, darò fastidio nel dirlo, ma la sfasatura tra dare e avere riguarda quasi tutti. cioè, se tu per 35 anni versi 27% e poi per 40 anni (30 tu e altri 10 la tua vedova) ricevi 80, il sistema va in fallimento. ma anche se ricevi 50.
    e che la curva demografica tendesse al ribasso lo si sapeva dagli anni 70.
    così la previdenza diventa la causa n.1 del dissesto fiscale e del massacro fiscale di lavoratori e aziende attuali.
    QUESTO è il vero populismo! non le briciole del bolsa familia!
    per correggere le cose ci vorrebbe una correzione sui diritti acquisiti che per motivi elettorali nessuno farà mai.
    cavolo in brasile il 70% della spesa pubblica va in pensioni… e tutti “rubano” a partire dall’infimo bracciante rurale. 700 miliardi annui, altro che MCMV!

  7. Aldo
    @ Lino, io non sono suscettibile mi “girano” solo quando leggo o sento commenti, senza che chi li fa, abbia un’idea di come le cose funzionano o fa finta di NON sapere…. é questo che mi manda in bestia..purtroppo io non ho mezze misure o é si, o é no, non sò o nì.
    Spero per te che in questi cinque anni che mancano alla tua pensione si riuscirá a evitare le imposte Italiane quì in Brasile(ho sempre speranza che questa porcheria termini) e spero per te che riescano (come hanno fatto nelle decadi precedenti) a tirar fuori il coniglio dal cappello e pensionarti prima del previsto … comunque fatti forza… ora tocca a te.. e se hai intenzione di venire a risiedere quì, ti posso dire che il Paese ne vale la pena, cerca solo di non andare ad abitare in megacittá (in cui prevale molta delinquenza) ma in cittá +/- come la mia (JUNDIAI) di circa 400.000 abitanti (é inutile abitare in luoghi bellissimi se poi non riesci a camminare tranquillo per le strade) in cui tu possa trovare innanzitutto degli Ospedali all’avanguardia con attendimento medico sopra la media che é la cosa che più possa interessare ad un pensionato e, a girare per il Brasile dopo ne hai di tempo…
    Spero di esserti stato utile e scusa questa mia lungaggine

    • @Aldo Terzoni, concordo al 101&!
      @Lino, mi associo all’augurio che ti ha rivolto Aldo Terzoni. Dita incrociate per te e per tutti noi.

      • Chi si e’ pensionato a 35 25 20 anni di contributi non e’ colpevole…ha fatto bene!!, i colpevoli sono coloro che hanno permesso che questo succedesse!
        Sono sposato con brasiliana ma lei continua a vivere a Maceio’ , anche perche’ ha un lavoro che le piace e che le da’ delle buone entrate, e’ da qualche anno che passo 5/6 mesi in Brasile utilizzando aspettative recupero banca ore..ecc e confesso che ultimamente dopo 3 mesi ho il rigetto, i brasiliani proprio non li sopporto!!
        (non tutti, un 10% li salvo)

        • Sono d’accordo con Lino, inutile prendersela con i pensionati, il problema è a monte!!
          Piu’ si va in avanti, piu’ le cose peggioreranno, per cui ci sara’ sempre qualcuno che dira’ che prima si era dei privilegiati.

          Carmine.

          • @anonimo/Carmine, io non ho nulla con i pensionati…anzi, sono al 100% dalla loro parte essendo anche io un pensionato. Ma non sono d’accordo che il problema è solo a monte. Nella risposta a Lino ho chiarito perchè non sono d’accordo. saluti.

        • @Lino, non conosco Maceiò ma un pensionato Italiano che ha vissuto 6 anni in Teresopolis RJ ci è andato a vivere con la sua Signora e dopo 8 mesi è rientrato in Italia/Bergamo. Non so se per colpa di Maceiò o altro……
          Il fatto che la responsabilità della pessima situazione in Italia dei pensionandi e pensionati in generale è di chi è a monte NON lo condivido pienamente. La responsabilità è anche di chi sta a valle, i diretti interessati, perchè nulla hanno fatto e nulla stanno facendo per raddrizzare questa stortura. Si dirà: cosa avremmo potuto fare? Io dico: insieme ed in piazza avremmo dovuto togliere tutti i privilegi dei politici, di chi ha seduto e siede in Parlamento, in Senato, nei Consigli Regionali, Provinciali (sono ancora in piedi) e Comunali. Insomma, siamo stati zitti quando Cicciolina, Toni Negri, Scotti & C e migliaia di altre e altri. dopo pochi mesi o max una legislatura hanno iniziato a ricevere la pensione. Se fate i calcoli dal 1975 ad oggi quanti sono in tutto vi mettereste le mani nei capelli. Insomma, questi a monte ci hanno anestetizzato ed hanno anestetizzato anche i pensionandi (Fornero) e i giovani d’oggi. Purtroppo.

          • quisquilie in confronto ai 50 miliardi all’anno che l’inps eroga ai pensionati “comuni”

          • @Anonimo, i pensionati “comuni” hanno versato regolari contributi, questi assolutamente no. Quisquilie una beata fava! Faccia 2 conti. Quisquilie oggi + quisquilie domani dove si va a parare? Lei, per caso, è tra i “privilegiati” o gli “anestetizzati”? Saluti.

          • regolari una cippa dove lavoravo io ai “quasi” pensionati davano la “quinta super” 2 anni prima di andare in pensione. Ora tutti questi stanno prendendo il doppio di quello che hanno versato. (parliamo di pensione contributiva)
            Io ad esempio potendo rinuncerei subito alla pensione di stato perchè non sono disposto a pagare gli errori (o premi elettorali) del passato.
            Il problema sono i diritti acquisiti il dramma di una nazione dove la disparità è generazionale.

          • @Anonimo, se mi parli degli iso Sindacalisti che si raddoppiano lo stipendio gli ultimi 3 mesi per andare in pensione a doppia cifra oppure i militari ed altri assimilabili tipo i commessi delle 2 Camere ed anche i Barbieri delle 2 Camere……concordo. Ma questi non sono pensionati “comuni” sono “privilegiati” come i politici Nazionali, Regionali, Provinciali e Comunali di ieri-oggi e domani. Partiamo da qui per iniziare la normalizzazione e puntiamo alla previdenza privata al 100% per i nostri giovani.

  8. Rispondendo a “ANONIMO” , ho notato una vena sarcastica ne tuo intervento…il che mi ha dato molto fastidio e mi da l’impressione che tu pensi che la N/s pensione sia frutto di una ruberia..cosa vuoi dire con “pagheranno le vostre pensioni” pensi che dopo 35 anni di lavoro stiamo rubando la pensione?? Io credo che tu sia un pensionato di classe “A” sopra della casta…e penso anche che tu sia un pensionato pubblico (cioé di quelli che ..lavoro.. NISBA!) e che tu sia di quelli senza coraggio, che tirano il sasso nascondendo poi la mano, come hai visto, non ho nè timore ne paura (come te). Io mi firmo, NON sono un “ANONIMO” cagasotto…
    Aldo Terzoni Jundiai

    • gentile Aldo Terzoni, non posso che condividere e dichiararmi dalla tua parte. veda anche le mie risposte ad “Anonimo”. a volte è meglio non dare fiato a certi interventi solo provocatori …. si commentano da soli e fanno pena. sono solo dei rosiconi con le palle di ramarro.

      • Io intravedo solo ironia in quel commento! Infatti boeri ha anche detto che grazie agli immigrati si sostiene il sistema pensionistico ed ha auspicato che ne arrivino senpre di piu’!!!!!!!!!
        ps. Prima che la vostra suscettibilita’si attivi anche mei miei confronti, segnalo che non sono pensionato, ho 38 anni di contributi e ne dovro’ avere 43 e 6 mesi per pensionarmi, (quindi chi ci e’ andato con 35 e’ un “privilegiato” a mio confronto) spero in una prossima isopensione che mi diminuisca la pena di 4 anni.

        • @Lino, per noi ex dipendenti aziende private i 35 anni era il minimo di anni contributivi per accedere alla pensione, parlo dei primi anni 2000. Per gli ex dipendenti pubblici (ex Indap) era diverso. Personalmente, negli anni 80 e 90 ho conosciuto tanti Insegnanti che andavano in pensione con 15 anni + 6 mesi ed 1 giorno di contributi. Un mio caro amico, SottoUfficiale dell’Areonautica Militare ed ex controllore di volo in Linate/Milano (lavoro massacrante negli anni 80 senza la tecnologia di oggi), è andato in pensione a 39 anni di età con 20 anni di contributi versati. Non voglio dilungarmi oltre, erano altri tempi e a me allora pareva normale ma non lo era affatto…..ci hanno messo le fette di salame sugli occhi e l’intervento da presa in giro di Boeri mi ricorda molto il “sistema di allora” e cioè: incolpare chi non può reagire per garantire i privilegi di alcuni. Ha ragione Aldo Terzoni ad infuriarsi con Boeri e a rimproverare l’Anonimo. In fine e per chiarire: io sono andato in pensione con 39 anni di contributi, 37 regolari + 2 di parasubordinato con il sistema retributivo misto e percepisco il 66% della mia retribuzione media netta degli ultimi 10 anni. Non mi sento (e non sono) un privilegiato, ogni epoca ha le sue regole e leggi che sono sempre a scapito di qualcuno, purtroppo. Ora c’è l’APE che prima non c’era…..altra truffa messa in piedi per i molti e disarmati pensionandi e per favorire i soliti privilegiati. In bocca al lupo!

        • @Lino, mi correggo e chiarisco: sono andato in pensione nel 2007 con il 66% della mia retribuzione media degli ultimi 10 anni lavorativi. Oggi sono al 60%, ho perso il 6% per l’aumento delle addizionali Lazio e Roma dal 2009 ad oggi. Inoltre, ho avuto la perequazione della mia pensione solo nel 2008 (+ 1,8%), dal 2009 in poi e fino ad oggi “nessuna perequazione”, quindi ho perso anche potere di acquisto. D’accordo che l’inflazione in Italia è stata bassa e in un paio di anni a zero o sotto zero ma essere “congelati” per 8 anni è dura, credimi. E la storia non è finita. Altro discorso è la doppia imposizione subita e le detrazioni azzerate……

  9. Presidente Boeri, buongiorno,
    ho letto le Sue cavolate a mezzo stampa , e, qundi avrei cose da ribadire…perché Lei sappia,gli Italiani in Brasile sono ricordati solamente quando ci sono le elezioni… il che é tutto dire… siamo gli EMARGINATI Italiani
    Le spiego alcune cose di cui (purtroppo non é al corrente e queste sono cose che anche un bambino capirebbe……)
    1) dovrebbe informarsi…, noi paghiamo la doppia Imposizione sia in Italia che quì in Brasile cioé paghiamo le imposte Comunali, Provinciali, e IRPEF su uno stesso cespite, detto questo, per farLe comprendere che stiamo pagando:
    Le Comunali (al comune di Roma imposte più care in assoluto in Italia, anche se abitavo in lombardia) e francamente non intendo il motivo..perché non sto collaborando per aggiustare strade o avere migliorie per vivere in una cittá che neanche ne sto calpestando il suolo …..(NON sono mai più rientrato in Italia dal 2007)
    2) Le Provinciali, non usufruendo dell’appoggio Sanitario e annessi..
    Dal 2015 non ci rimborsano più nemmeno le visite e spese di medicinali (che per i pensionati é come rubare il cibo quotidiano…) anche se prima facevamo fatica a farci rimborsare….e dobbiamo farci carico di un piano di Salute che ci toglie altri soldi dalla MAGRA pensione.
    > Vediamo di farLe capire… Sono giá state fatte SEI dico SEI Interrogazioni Parlamentari … risultato ZERO
    I pensionati INPS in Brasile sono stati esentati dalle tasse sino al 2001 perché c’era stato un accordo firmato Italia/Brasile che risale al 1978 e modificato nel 2001 per un imbecille che non non ha saputo tradurre ( il Trattato Inglese ) la parola possono che é stata tradotta con DEVONO essere…
    Siamo iscritti obbligatoriamente all’AIRE (registro Italiani residenti all’Estero) e siamo RESIDENTI in questo paese con classificazione “PERMANENTE” (io giá dal 2007), quindi comprende il paradosso..
    Mi stanno “RUBANDO” circa 150 Euro dei circa 1.000 che prendo di pensione al mese che vuol dire che riduce la mia spesa mensile di cibo e medicine …
    Poi provi a pensare SE… essendo così “maltrattati” piano piano i residenti in Brasile se ne ritornano in Italia…. ( siamo circa 14.000 e il 70% nelle mie stesse condizioni) per ogni pensionato che ritorna ci sarebbe un aggravio di spese, sia di assistenza Sanitaria che di aiuti economici…ma questo Lei lo sa giá, che andremmo ad aggiungerci ai nostri disperati “connazionali” che stanno invadendo sia l’Italia che l’Europa.
    Sarebbe troppo chiederLe di riuscire a collegare il cervello con la bocca (non sono molto distanti…)prima di sparare CAVOLATE !!
    Mi firmo Aldo Terzoni
    Un pensionato residente (fuggitivo e non in Paradiso Fiscale) a Jundiai Brasile

    • gentile Aldo Terzoni siamo nella stessa barca e dobbiamo remare insieme non solo per far capire a Boeri & C. la nostra situazione ma per riuscire a far modificare dal Parlamento Italiano questa ingiustizia che ci vede estremamente penalizzati. Se le 6 interrogazioni parlamentari faticosamente messe in piedi sono tutte miseramente fallite all’Italiana, cioè con risposte vaghe del tipo “lo sappiamo, verifichiamo e poi interverremo” e ciò con 6 governi differenti significa che: 1° siamo stati troppo educati con i “vigliacchi” iso Boeri, Damiano, Poletti, Porta e altri; 2° è vero come affermi, noi siamo in 14.000 residenti in Brasile, ma NON siamo abbastanza uniti. In un Paese grande come il Brasile poi……. 3° diversi di noi hanno speso soldi per azioni legali individuali senza risultato, pensa se avessimo messo insieme i soldi spesi individualmente per pubblicare pagine intere sui quotidiani Italiani piu’ letti e, magari, anche sul quotidiano GLOBO in Brasile…..forse sarebbe successo qualcosa; 4° io sono disgustato, stanco e senza fiato MA se incontrassi altri come noi disponibili ad unirsi io ci starei nuovamente procedendo però sotto l’ombrello di un Legislatore/Costituzionalista perchè solo modificando la legge e la convenzione in atto potremmo avere soddisfazione. Altrimenti, pace ….. eterno riposo anticipato per alcuni di noi (spero il meno possibile). Certo che brucia che i nostri soldi vengano poi “regalati” a scaldapoltrone con auto blu……e per di piu’ carogne, ladri e vigliacchi!

  10. una battutina (triste): dei 3 tito conosciuti, i primi 2 (l’imperatore romano e il dittatore jugoslavo) erano decisamente migliori del terzo :))

  11. Quello che afferma Boeri è semplicemente disgustoso! Noi pensionati INPS Italia ex dipendenti privati e residenti in Brasile paghiamo alla fonte (INPS Roma-Italia) le imposizioni fiscali al 100% (Irpef + Addizionali Regionali e Comunali anche se tanti di noi non sono mai stati a Roma) e, pur pagando l’aliquota Irpef corrispondente, siamo stati cancellati dall’Assistenza Sanitaria Nazionale perchè residenti all’estero (Brasile) questo dal 2002 e, udite udite, dal 2015 non possiamo piu’ chiedere con il mod. Unico la detrazione del 19% delle spese mediche sostenute in Brasile (19% del plano de saude). Molti Italiani qui in Brasile stanno avendo grossi problemi di salute a causa del fatto che avendo le trattenute in Italia e dovendo pagare per legge le imposizioni in Brasile NON ce la fanno a curasi e ne tantomeno a pagare un piano di salute ed a pagare le medicine. Diversi sono deceduti a causa di ciò. E’ corretto quello che afferma “Vivereinbrasile” ma altrettanto vero quanto ho scritto sopra. Boeri è una vera carogna, messo lì da altre carogne, che si diverte gioca sulla pelle degli altri. Sono passato dall’incazzatura, alle spese legali, alla mortificazione. Non ce la faccio piu’ a lottare contro questa ingiustizia a scapito dei pensionati e di me medesimo che hanno pagato contributi per oltre 35 anni lavorando in Italia e che ora paga 2 volte le imposizioni sullo stesso cespite da pensione……Boeri + sui collegati, Damiano in testa devono vergognarsi ed anche il poco onorevole Fabio Porta PD eletto come rappresentante in Parlamento per il Brasile DEVE vergognarsi! Vigliacchi, sono solo dei vigliacchi! Tralascio la discriminazione in corso tra ex dipendenti privati ed ex dipendenti pubblici andati in pensione e residenti in Brasile per NON danneggiare almeno questi ultimi…….verificare pensionati ex Indap residenti in Brasile e naturalizzati in Brasile (vedi sito INPS la discriminazione in corso). PS: degli epiteti rivolti da me a Boeri & C. – Damiano e Fabio Porta me ne assumo la totale responsabilità (vedi ultime 4 interrogazioni parlamentari messe in piedi da noi stessi nell’ultimo quinquennio come sono andate a finire)!

  12. Un suggerimento a Boeri per , non solo consentire il rientro di gran parte dei pensionati italiani forzatamente emigrati all’estero ma per attirare pensionati da altri paesi europei ed extra europei : seguire l’esempio di tanti Governi come quello del vicino Portogallo ed offrire una tassazione ridotta o nulla sui redditi da pensione .
    In questo modo miliardi di euro sarebbero spesi nel BelPaese con grande gioia del nostro Boeri ma … non dimentichiamo che essendo anziani i pensionati hanno anche bisogno di cure mediche !!

    • ciao “vivereinbrasile”, come hai ragione! in Italia abbiamo migliaia di kms di costa, laghi, montagne, luoghi storici e architettonici unici, città museo, capacità ricettive, moda, food&beverage di primissima qualità, popolazione accogliente, artigianato esclusivo e….sole per oltre 300 giorni anno con temperature eccellenti. invece di “chiamare” i pensionati esteri da noi favorendoli con assistenza e fiscalità contenuta….l’Italia penalizza i pensionati all’estero asserendo (ed è falso) che siccome sono “favoriti” dove hanno deciso di risiedere DEVONO PAGARE/RIVERSARE all’Italia parte dei vantaggi. Che storia brutta e che poca capacità d’impresa. Sempre sulle spalle dei deboli e mai dei forti, vedi Banche salvate, Mafia Capitale, salvataggi di Imprese cotte e stracotte, Coop Servizi fallite, assicurazioni fallite il tutto pagato sempre dai piu’ deboli e indifesi. PS: ultimo grido, Oscar Farinetti fondatore di Eataly ha venduto alla Coop la sua Società Eataly perchè piena di debiti….. nessun privato l’avrebbe acquistata ma la Coop con i quattrini sei suoi piccoli Soci ed anche nostri l’ha acquistata. Evviva! Storia infinita.

      • certo….se lavorano e pagano i contributi e le tasse come abbiamo fatto noi in passato quando lavoravamo, pagavamo i contributi e le tasse anche per sostenere i pensionati di allora. e non solo i pensionati!

        • al momento questi “giovanotti” che sbarcano mi sembrano piu’ un affare per il PD ed il centrosinistra in genere, vedi Coop di accoglienza e sistemazione e sostegno economico. tutte queste spese chi le sta pagando? la risposta è ovvia: tutti gli Italiani tra i quali anche noi pensionati residenti all’estero che paghiamo le imposizioni che sono aumentate e con le detrazioni azzerate! nulla contro i “giovanotti” che sbarcano, anzi, a suo tempo lo hanno fatto anche gli Italiani verso le Americhe e altri Paesi…… ma questa è la realtà del momento e dei prossimi 5-10 anni.

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