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Succede anche nelle migliori famiglie

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Questo articolo , che non ha nulla a vedere con il Brasile , mi ha colpito per due motivi . Uno , personale , perchè , giovane dirigente , ho lavorato a Detroit proprio presso la Chrysler che allora era una azienda indipendente mentre oggi è del gruppo FCA ( FIAT ) . Il secondo motivo perchè l’accaduto è la testimonianza che i furbetti esistono dappertutto e non solo in Brasile o in Italia … anche se , sfortuna vuole , il furbetto in questione : Alfonso Iacobelli è di origine italiana .

Una Ferrari 458 Spider da 350mila dollari, due penne Montblanc d’oro per un totale di 71.400 dollari, ma anche anche una piscina da 96mila dollari e una cucina nuova per la sua casa in Michigan e infine (ma non solo) l’estinzione immediata di un mutuo da oltre 260mila dollari acceso dalla moglie di un leader sindacalista. Alphons Iacobelli, 57 anni, origini italiane, non era un poveraccio.

Fino al 2015, quando è andato in pensione, è stato per anni il capo delle relazioni sindacali e dei rapporti coi dipendenti di Fiat Chrysler a Detroit, negli Stati Uniti. Ma il lauto stipendio, probabilmente, non gli bastava. Perché adesso le autorità federali americane stanno indagando su un torbido giro di affari e denaro in cui, oltre a Iacobelli, sono pesantementi coinvolti nientemeno che l’ex capo negoziatore del maggiore sindacato degli operai, General Holyfield, e sua moglie Monica Morgan. Entrambi, secondo gli inquirenti, in combutta col rappresentante dell’azienda cui invece dovevano in teoria strappare condizioni migliori per i lavoratori.

Holyfield nel frattempo è morto, ma il caso resta contro Iacobelli e Morgan. L’accusa per i due è quella di aver prosciugato milioni di dollari da fondi per la formazione del National Training Center di Detroit, supervisionato proprio dal sindacato del marito di Morgan, United Automobile Workers, nonché fondato e finanziato dalla stessa Chrysler con somme fino a 31 milioni all’anno. Secondo i magistrati, il gioco era semplice: i primi contatti ci sono già nel 2009, ma nel 2012 Holyfield apre una no profit, la fondazione “Leave the Light on”, “lascia la luce accesa”. Che difatti a ogni ora ingoia tutti i fondi, 1,2 milioni di euro, che Iacobelli con il suo complice Jerome Durden, contabile della Fiat Chrysler e guardacaso anche tesoriere della fondazione, versano a Holyfield. Sempre nel 2012, il centro di formazione comincia a pagare il conto dell’American express di Iacobelli. Milioni di dollari usati per la bella vita e ogni tipo di lusso sua e di Holyfield, compreso il leasing di un aereo privato.

Secondo i procuratori di Detroit, la pesante complicità tra l’ex dirigente Chrysler e gli Holyfield sarebbe nata durante alcune trattative sindacali. E i lauti bonifici che il capo negoziatore dei lavoratori avrebbe ricevuto sarebbero legati all’intenzione di Iacobelli di piegare, e dunque comprare, Holyfield su alcune questioni legate alle trattative per i lavoratori. Il gioco è durato fino a quando la Union Automobile Workers, nell’ottobre 2013, si insospettisce dei movimenti di denaro del centro di formazione e scoperchia il caso. Holyfield, già criticato da molti lavoratori per il suo atteggiamento poco pugnace con le aziende, allora annuncia le sue dimissioni, avvenute nel giugno dell’anno successivo. Giusto in tempo per avere l’ultimo bonifico per pagarsi il mutuo.

Sia Fiat Chrysler che la Union Automobile Workers si sono dette scosse dai risvolti dell’inchiesta e hanno negato ogni coinvolgimento, annunciando la massima collaborazione con gli inquirenti. Il sindacato ha usato parole molto forti (“siamo sconvolti, non ne sapevamo nulla prima”), mentre Fiat Chrysler, in un comunicato, ha dichiarato di essere stata “vittima di un atto illecito compiuto presso un’entità legale indipendente (il centro di formazione, ndr). Venuta a sapere dei possibili reati nell’ottobre 2015, l’azienda ha condotto le proprie indagini interne e, di conseguenza, ha interrotto immediatamente i rapporti di lavoro con Iacobelli e Durden e considera ogni possibile via legale nei confronti loro e delle altre persone che saranno giudicate colpevoli”. Nel frattempo, di Iacobelli e della signora Morgan si sono perse le tracce.

3 Commenti

  1. Grazie del contributo Lucio . Ho letto con interesse l’articolo ed a proposito della ” annessione -riunificazione ” delle due Germanie ricordo ancora il timore con cui hanno vissuto l’evento gli amici polacchi . In quell’epoca vivevo a Cracovia .

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