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Brasile : violenza peggiore del terrorismo

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In questo link al video del comentarista Arnaldo Jabor i numeri della violenza in Brasile confrontati con quelli del terrorismo internazionale . Si tratta di confronti che non andrebbero fatti in quanto una vita è una unità di misura incommensurabile tuttavia i dati fanno  comunque meditare e soprattutto pesano nella decisione di un europeo di vivere in Brasile oggi .

http://g1.globo.com/jornal-da-globo/videos/t/arnaldo-jabor/v/aqui-a-violencia-esta-pior-do-que-o-terrorismo-afirma-arnaldo-jabor/6097032/

35 Commenti

  1. i numeri, anzi le percentuali (che è più esatto) erano gli stessi (nel brasile intero) anche 20 anni fa. quindi avrebbero dovuto far riflettere anche 20 anni fa.
    ciò che è cambiato è solo una dislocazione interna della violenza dal sudest al nord.
    proprio ieri in tv hanno parlato di un indice attuale di omicidi di 27… nel 2000 era 31.

  2. vivo da diversi anni a circa 180 kms da Rio capitale. dopo l’installazione della prima UPP e l’occupazione del morro do Alemao gli omicidi nella capitale sono diminuiti ma decisamente aumentati nel resto dello Stato di RJ. cittadine fino a pochi anni prima tranquille oggi sono molto pericolose perchè i delinquenti, i trafficanti e loro gregari assassini residenti in Rio capitale si sono sparpagliati nello Stato di RJ prendendo di sorpresa tutti i residenti di queste piccole-medie località. è mancata una visione generale delle forze dell’ordine che impedisse questa migrazione delinquenziale. pochi delinquenti e assassini si sono trasferiti al Nord e Nord Est che invece ha aumentato la crescita delinquenziale prevalentemente di suo. in Brasile c’è una tacita intesa territoriale tra gangs che regolamenta rigidamente le migrazioni territoriali. se esci dal tuo Stato a delinquere sei morto spacciato a meno che ci sia un accordo preventivo e compensativo….il che è dura e ne deve valere la pena per i delinquenti assassini già residenti nel territorio. la delinquenza Italiana docet.

    • venendo al titolo del post…….confrontare le vittime della violenza Brasiliana con le vittime del terrorismo in Europa e Medio Oriente è un puro esercizio numerico che va a vantaggio momentaneo di ascolti del commentatore il quale enfatizza un confronto che ha 2 origini (violenza e terrorismo) completamente differenti e, a mio avviso, improponibili. sarebbe come confrontare le vittime del terrorismo di oggi con le vittime della 2a guerra mondiale o, peggio ancora, con le vittime di oggi per mancanza di cibo o mancanza di medicine/vaccini.

    • e devo correggere anche le MIE di inesattezze.
      esaminando bene gli stessi link che ho messo, si evince che dal 2004 al 2014 a rio capitale il tasso è calato del 56%, ma se nello stato è calato solo del 33% significa che nell’interior è calato meno e in alcune zone potrebbe anche essere aumentato, quindi undo potrebbe aver ragione.
      in genere come “capitale” non includono municipi grossi come niteroi e duque de caxias.

      • niteroi e duque de caxias sono vicinissime a Rio capitale. anche queste 2 città sono state “invase” ma io mi riferisco a : Teresopolis – Petropolis – Nova Friburgo – Macae – Campos – Cabo Frio – Rio das Ostras e tante altre ancora ma di minori dimensione e densità. per queste località dopo i 2 fatti da me menzionati (prima UPP e invasione del morro do alemao) sono state meta residenziale dei delinquenti, assassini e trafficanti di Rio capitale. per altre località e stati del Brasile non mi pronuncio perchè non sono direttamente colpito ed anche perchè il Brasile è talmente esteso e pluriculturale che inquadrare e pronunciarsi su qualsiasi argomento è complesso.

  3. quanto al nordest, parlo di bahia che conosco direttamente.
    dal 2000 c’è stato uno sviluppo industriale notevole. mega fabbriche sono state costruite soprattutto nelle cittadine della regione metropolitana (esempio camaçari) che hanno visto raddoppio della popolazione, interi nuovi quartieri sono sorti dal nulla e sono arrivati i SOLDI.
    e in queste zone ovviamente sono arrivati anche i trafficanti, i ladri e gli assassini che prima non c’erano, quando si faceva una vita semplice, povera e rurale.
    probabilmente questo tipo di sviluppo a rio e s.paulo ci fu negli anni 70-80 e quindi il picco di violenza negli anni 90.

  4. Lucio,

    non preoccuparti, non ho aperto nemmeno uno dei link che hai postato finora e continuerò a non farlo…non servono a nulla !!

    Le strade sono altrettanto pericolose, sono una porcheria, piene de buche e soprattutto senza indicazioni e segnalazioni, moltissimi brasiliani guidano senza patente (e molti di quelli che ce l’hanno è comprata) guidano come dei matti e parcheggiano dove capita, senza regole e spesso ubriachi.

    Abito in una via a senso unico e passano più auto contromano che nel senso di marcia !!

    il Brasile è un disastro da Nord a Sud, uno dei Paesi più pericolosi al Mondo dove si rischia di morire
    da un momento all’altro in qualsiasi luogo…il resto è fuffa !!

    • io invece guardo ANCHE i numeri e i link, specie se editi da decine di fonti diverse e internazionali che danno risultati uguali.
      mi fido poco del cervello di singoli commentatori di blog, tanto più se le loro opinioni variano come le banderuole del vento (appena 3 anni fa QUI scrivevate cose OPPOSTE a quelle che scrivete oggi).
      il cervello umano tende a credere a quello che vuole credere. e quello che vuole credere è determinato in maggioranza dai propri pregiudizi, convenienze e ideologie politiche.
      ne ho prova ogni giorno di queste “allucinazioni di massa”.
      non parlo di te in specifico, parlo in generale. pure io a volte cado nella trappola, poi mi informo meglio, riconosco che sbagliavo e correggo il tiro.

  5. concordo con Marcofalco, non si dovrebbe generalizzare. aggiungo che il Brasile è talmente grande con circa 230.000.000 di residenti (registrati) e, ripeto, pluriculturale. il clima è differenziato per macro area e noi umani siamo molto condizionati dal clima. il Brasile è paragonabile all’Europa, dove, per esempio tra Portogallo, Grecia e Norvegia, Svezia ci sono differenze visibili di clima, di cultura civile, di abitudini di vita, di educazione scolastica ….. di imposte fiscali, di lavoro, etc.etc. che tutti noi conosciamo bene. anche il confronto sulla delinquenza in Europa è complicato e questo è dovuto a sondaggi di parte, slides di parte, comunicazione manipolata per interessi di parte, etc.etc. IDEM in BRASILE.

    • Il clima conta ma non poi molto, in asia ci sono climi molto caldi ma popoli laboriosi per non citare l’ Australia, io concordo con Francesco Villa..al sud forse sara’ un po’ meno peggio ma come dire che in Italia e’ un casino..si pero’ in Valle d Aosta…!

  6. Non generalizzo, il Brasile è solo uno.

    Dire che le città della Serra Catarinense e dell’ entroterra Gaucho siano meno pericolose di Belèm (una città a caso) non significa nulla.

    In Brasile ci sono alcuni Bilionari ma non significa che sia un Paese ricco.

    Un Cliente/Amico che abita a Curitiba è stato assaltato il mese scorso e gli hanno portato via la macchina alle 2 del pomeriggio con arma in mano (queste rapine spesso finiscono in morte…) e lo scorso dicembre gli hanno rubato in casa.

    • anche l’Europa è solo una eppure ha differenze sostanziali sia sociali (includendo la delinquenza e la sicurezza) che economiche e infrastrutturali. è vero che il Brasile è stato fondato oltre 450 anni circa prima dell’Europa e quindi ha consolidato alcuni processi e procedure comuni che però possono essere ancora oggi definiti dei “minimi denominatori comuni” e non “massimi denominatori comuni” come la libertà di intraprendere, la giustizia/equità, la solidarietà, l’azzeramento della povertà e l’avanzamento del benessere/qualità della vita includendo anche la sicurezza dei Cittadini ……. esattamente come in Europa.

  7. Undo,

    manco dall’ Europa da qualche tempo ma per quello che né só continua ad essere un Continente mentre il Brasile uno Stato.

    • per me però è uno Stato solo quando gioca la Seleçao e solo per “l’orgulho de ser brasileiro”, tutto qui. c’è troppa differenza tra Stato e Stato nella “Federazione Brasiliana”, come in Europa tra Stato e Stato.

      • Quindi da oggi “per te ” il Brasile é diventato un Continente e non é più una Nazione ?

        “Per me” io sono più bello di Leonardo di Caprio !! Kkkk

        Bah…

      • complimenti per “superare” in bellezza Leonardo di Caprio! il Brasile è una Federazione di Stati ed è piu’ vicino ad essere un Continente che una Nazione. penso anche che però stiamo perdendo entrambi tempo su “quisquiglie” mentre in Brasile la delinquenza sta dilagando, purtroppo.

      • per finire, il Brasile è una Federazione di Stati (Repubblica Federativa) vedi:
        https://it.wikipedia.org/wiki/Stati_federati_del_Brasile
        concludendo: piu’ o meno è come l’ex URSS (Unione Sovietica) ma con piu’ anni di storia e potrebbe fare la stessa fine dell’URSS se e quando girerà il vento o per volontà di “indipendenza” del Popolo di alcuni dei 26+1 Stati Federati che hanno tutt’ora una discreta autonomia.

      • Undo,

        tu puoi pensarla come vuoi ma il Brasile continua ad essere una Nazione e non un Continente.

      • per te, ed io non ho nulla in contrario. per me è una Federazione di Stati o Repubblica Federativa.

      • Per me no, che c’entro io, non é um opinione.

        Una Federazione di Stati non formano una Nazione…?? Sicuramente non formano un Continente.

    • in realtà il link sopra indicato c’entra con il post perchè queste iniziative spregiudicate e incontrollate in quanto senza condivisione sociale e politica sono genesi per lo sviluppo incontrollato della delinquenza locale. cui prodest?…. già si sa e chi poi pagherà il prezzo?… già si sa.

      • il problema non è solo la delinquenza. l’ossigeno che respiriamo è prodotto dagli alberi.
        questo governo è un po’ come il governo monti in italia, un governo a termine che ha il compito di fare più danni possibile nel minor tempo possibile.
        e sta eseguendo alla lettera i compitini di un certo neoliberismo interno ed esterno,
        tutte classiche misure a favore di una certa imprenditoria.

      • …..Temer ci sta riuscendo egregiamente a fare danni. manca una opposizione credibile e autorevole e c’è molto lassismo nel Popolo, purtroppo. Popolo anestetizzato da continui scandali e annunci politici categorici espressi da vecchie volpi e che provengono da tutte le parti con il sostegno di tutti i Sindacati e dei Media. insomma: di male in peggio!

      • non è “neoliberismo” quello di Temer & C. come non era “neoliberismo” quello di Monti che per fortuna e anche se in ritardo è stato fermato e allontanato mentre non è così con Temer. il confronto è fragilino ma ha un “fil rouge” che è l’interesse delle corporazioni e della parte massonica dell’economia sia nazionale che internazionale. ripeto: con una opposizione autorevole il Temer sarebbe già a casa a giocare con i suoi nipotini. PS: sarà che in Brasile i politici sono tutti concussi e d’accordo con il Temer?

      • per “neoliberismo” intendevo l’eliminazione di limiti all’attività delle corporations:
        – i limiti ambientali li sta togliendo
        – il limite che il 51% del presal doveva stare in mani pubbliche l’ha tolto come primo decreto che fece appena insediato
        – il limite dello statuto dei lavoratori l’ha tolto con quella riforma del lavoro di stampo ottocentesco.
        – privatizzazioni a pioggia (già iniziate sotto dilma comunque)
        queste sono mosse “liberiste”.
        poi non tutto è liberista. ad esempio l’enorme aumento del deficit pubblico che a mio avviso è servito a 2 scopi: aggradare gli amici e avere una scusa per privatizzare, ovvero svendere agli amici.

        l’unica cosa buona e necessaria da fare, la riforma previdenziaria, ancora non l’ha fatta. ma la farà prima delle elezioni perchè è molto impopolare e non può essere lasciata al prossimo governo

      • tutto vero, salvo che, secondo me, la riforma della previdenza non la farà mai perchè il PMDB ha ambizioni presidenziali per il 2018 e dopo le varie porcate fatte nei 14 mesi trascorsi non può riformare la previdenza…..perderebbe milioni di voti. però in Brasile (e non solo) ….. in politica: mai dire mai.

  8. Un mio ex collega cinese di nome Yean Di ora in pensione e che risiede in Brasile mi ha inviato il seguente messaggio che desidero condividere con voi:
    ” “天下兴亡,匹夫有责” eram palavras do Gu Yanwu da Dinastia Ming e hoje em dia se tornam os valores tradicionais na nossa veia, que literalmente significam “Cada indivíduo se responsabiliza pela ascensão e queda da nação!” Sim, reclamar com braços cruzados é sempre fácil, sem saber que um país é composto por milhões de indivíduos, o nosso comportamento no dia a dia serve como exemplar para outros e afeta direto ser humanos ao nosso redor. Se você quer um país próspero, você tem que parar de pensar em “jeitinhos” e se esforçar de verdade. 😎”

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